Liste civiche e M5S: sei impegni per l’Unione Terre di Castelli

E’ stato presentato sabato mattina a Savignano nel corso di una conferenza stampa. Si tratta del “Patto per l’Unione Terre di Castelli” firmato da quattro candidati sindaco: Mauro Smeraldi, liste civiche di Vignola; Germano Caroli, sindaco uscente della lista civica di Savignano; Filippo Gianaroli, M5S di Castelvetro; Fiorella Anderlini, M5S di Spilamberto. Il “Patto” è articolato in sei punti programmatici relativi alla difesa del territorio, alla gestione dei rifiuti, alla democrazia locale ed altro ancora. E’ la testimonianza della possibilità di un salto di qualità nelle politiche dell’Unione. Il PD, intanto, risulta non pervenuto. #Armatabrancaleone?

I quattro candidati durante la conferenza stampa. Da sinistra: Filippo Gianaroli (M5S Castelvetro); Fiorella Anderlini (M5S Spilamberto); Germano Caroli, sindaco di Savignano; Mauro Smeraldi, liste civiche di Vignola (foto del 17 maggio 2014).

I quattro candidati durante la conferenza stampa. Da sinistra: Filippo Gianaroli (M5S Castelvetro); Fiorella Anderlini (M5S Spilamberto); Germano Caroli, sindaco di Savignano; Mauro Smeraldi, liste civiche di Vignola (foto del 17 maggio 2014).

[1] L’impegno è chiaro. I quattro candidati sindaco ed i consiglieri delle corrispondenti liste, in caso di loro elezione alle amministrative del 25 Maggio (e quindi con il loro ingresso nel consiglio dell’Unione Terre di Castelli) si impegneranno ad attuare le seguenti politiche:

  1. promuovere all’interno del Consiglio dell’Unione una nuova politica per la gestione dei rifiuti, una politica rivolta alla Riduzione, Riciclo, Riutilizzo, Riuso con tariffazione puntuale, in modo da premiare i comportamenti virtuosi dei cittadini. A portare queste politiche non solo all’interno dell’Unione ma anche all’interno del Cda del Consiglio Locale di ATERSIR (Agenzia Territoriale Emilia Romagna Servizi Idrici e Rifiuti) deputata e responsabile del servizio come prevista dalla Legge Regionale n.23/2011.
  2. adottare un PSC che punti al “Consumo zero” di territorio non compromesso ed alla riqualificazione dell’ambito residenziale, commerciale, artigianale e industriale.
  3. rispettare e tutelare l’ambiente come unico grande patrimonio da trasmettere in eredità alle future generazioni, in quanto principale opportunità di rilancio del territorio e dell’economia locale. Si impegnano altresì a bonificare i siti inquinati e a non permettere lo svolgimento di attività ritenute non compatibili con un territorio che produce prodotti agroalimentari di pregio e di primario interesse internazionale.
  4. promuovere tutte le azioni necessarie al massimo coinvolgimento del cittadino all’interno delle amministrazioni assicurando, il più possibile, i principi della “democrazia partecipativa” che permettano il passaggio dall’attuale politica rappresentativa ad una politica partecipata. Si impegnano altresì a revisionare gli statuti comunali e tutti gli strumenti comunicativi dell’Unione nell’ottica di una trasparenza sempre maggiore (sul tema si veda il lavoro già svolto assieme e che ha portato a modificare lo Statuto dell’Unione Terre di Castelli: vedi).
  5. vietare le coltivazioni OGM su tutto il territorio, al fine di salvaguardare la biodiversità e la tipicità dei prodotti agricoli ed enogastronomici prodotti all’interno del territorio dell’Unione Terre di Castelli.
  6. dare attuazione al risultato referendario sui servizi pubblici locali con rilevanza economica, tra cui anche il servizio idrico integrato.
I quattro candidati durante la conferenza stampa. Da sinistra: Filippo Gianaroli (M5S Castelvetro); Fiorella Anderlini (M5S Spilamberto); Germano Caroli, sindaco di Savignano; Mauro Smeraldi, liste civiche di Vignola (foto del 17 maggio 2014).

I quattro candidati durante la conferenza stampa. Da sinistra: Filippo Gianaroli (M5S Castelvetro); Fiorella Anderlini (M5S Spilamberto); Germano Caroli, sindaco di Savignano; Mauro Smeraldi, liste civiche di Vignola (foto del 17 maggio 2014).

[2] Che quattro diverse liste, peraltro “politicamente” non omogenee, si accordino per condividere alcuni obiettivi programmatici di livello sovracomunale non è affatto cosa banale. Testimonia di una capacità “strategica” cresciuta nel tempo. Una capacità che oggi il PD, fatto singolare, non è in grado di garantire. L’unico partito “strutturato”, al governo nella maggior parte dei comuni del territorio, non è infatti stato in grado di condividere nei diversi comuni un documento programmatico sull’assetto dell’Unione e sulle politiche che essa dovrebbe dispiegare nei prossimi anni. Oggi si trova dunque in ritardo. All’inseguimento. Se mai farà qualcosa del genere prima del 25 maggio lo farà in quanto “provocato” dall’iniziativa delle liste civiche e del M5S (una nota: singolare la posizione del M5S di Vignola in perfetto isolamento anche dalle altre liste M5S del territorio). Eppure il tema delle difficoltà di funzionamento dell’Unione e dell’esigenza di un salto di qualità nelle politiche “di territorio” è noto da tempo (vedi). Ma tra gli amministratori uscenti è mancato un leader o anche solo un adeguato “manutentore” delle istituzioni sovracomunali (pessima la performance del presidente uscente Daria Denti: vedi). Servirebbe più confronto pubblico sulle “politiche” da realizzare attraverso l’Unione. Servirebbe un maggior coinvolgimento dei cittadini. Servirebbero scelte più coraggiose. Sino ad ora a rispondere alla sfida ci sono però solo le liste civiche ed alcune liste M5S. Vorrà dire qualcosa?

PS Qui il testo completo del “Patto per l’Unione Terre di Castelli” (pdf). Notizia dell’ultim’ora: al “Patto” ha aderito oggi anche il sindaco di Guiglia, Monica Amici.

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7 Responses to Liste civiche e M5S: sei impegni per l’Unione Terre di Castelli

  1. cassandra ha detto:

    Speravo in liste civiche smarcate dai partiti, ma vedo che gli accordi con entità politiche vengono fatti, se non con esponenti di un partito “vecchio stampo”, con esponenti di un movimento politico ben presente sul territorio nazionale ed oltre.
    Nonostante le politiche comuni (e perfettamente sottoscrivibili) in termini di consumo del territorio, ambiente, etc., ritengo che così si perda l’identità locale di una lista civica, e il suo relativo senso di esistere.

  2. itappens ha detto:

    Tutte cose condivisibili, ma in gran parte già previste dalle normative vigenti (ciclo virtuoso dei rifiuti, no OGM, bonifica siti inquinati). Mi chiedo il motivo di un “patto” così generico. Curiosa poi l’assenza del M5S di Vignola, evidentemente hanno troppa paura di mescolarsi a liste loro concorrenti…

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Due risposte. (1) Ad Itappens: secondo me i sei punti non sono né generici (pur essendo “principi programmatici” e non programmi “operativi”), né banali. Tant’é che non li si ritrova affatto negli altri programmi. Non lo è “una nuova politica per la gestione dei rifiuti” basata sulle quattro R. Non lo è un PSC che prevede consumo zero di territorio (il PSC portato avanti dalle amministrazioni uscenti non è a consumo zero se non per Savignano) – la situazione è infatti questa:
    https://amarevignola.wordpress.com/2014/01/07/un-psc-culturalmente-vecchio2-sul-consumo-di-territorio-il-psc-fa-parziale-retromarcia-a-seguito-delle-osservazioni-della-provincia/
    Non lo è il richiamo alla partecipazione dei cittadini ed alla trasparenza – un punto su cui alcune delle liste sottoscrittrici hanno già lavorato assieme formulando emendamenti per il rinnovato statuto dell’Unione:
    https://amarevignola.wordpress.com/2014/02/21/nel-nuovo-statuto-dellunione-le-liste-civiche-chiedono-piu-potere-ai-cittadini/
    Non lo è l’impegno a “dare attuazione al risultato referendario sui servizi pubblici locali”, tant’é che gli organismi d’ambito (prima ATO, ora ATERSIR) non hanno sfruttato i margini di manovra offerti dall’esito referendario per agevolare o consentire la gestione in house di questi servizi, neppure laddove questo risulti economicamente conveniente. E così via. Non mi sembra dunque trascurabile l’impegno verso quegli obiettivi da parte di liste civiche e movimenti che, con l’eccezione della lista civica di Savignano, non sono al momento al governo della città. (2) A Cassandra: non si tratta di un accordo (tra l’altro ciò è specificato nel testo), ma dell’affermazione della condivisione di alcuni limitati punti programmatici per cercare di far evolvere le politiche locali (e già questo, lo sottolineo, non mi sembra poco). Il “patto” è tra l’altro aperto all’adesione di ulteriori liste e l’invito ad aderire è rivolto anche al PD. Una ulteriore lista, quella del sindaco di Guiglia, Monica Amici, ha già aderito. Magari altre si uniranno. In ogni caso con l’eterogeneità “politica” bisognerà fare i conti sul territorio dell’Unione Terre di Castelli. E’ già così ora. E’ probabile che essa aumenti, anziché diminuire, dopo le imminenti elezioni comunali.

  4. Roberto Adani ha detto:

    Caro Andrea, mi sembra ci siano ben altri temi, più importanti e su cui essere più efficaci perché ricadenti nel raggio d’azione dell’Unione. Sia il tema dell’acqua che quello dei rifiuti sono una competenza dell’agenzia d’ambito regionale a cui si può andare muniti di buoni propositi, ma se ti interessano i risultati dovrai fare i conti con il fatto che pesi per 1%, questo è meglio dirglielo ai cittadini, comunque pochi problemi nel merito. Sul consumo zero il PD di Vignola si è già espresso sostanzialmente nella stessa direzione ma si dovrà anche spiegare come si rende possibile la riqualificazione urbana, altrimenti è poesia e il festival c’è già nell’Unione. Poi le liste civiche hanno questa immagine del sindaco da sceriffo americano, ma se la legge lo consentisse non c’è delibera al mondo che impedirebbe a un contadino di coltivare quello che gli pare, anche cocaina se fosse legale. Mi sembra quella politica dei proclami e della carta con cui si racconta ai cittadini quanto buone siano le nostre intenzioni (e lo sono) ma con nessuna ricaduta reale sul territorio. Che ne dici invece di un unico centro di protezione civile, visto il pericolo sempre maggiore di disastri naturali, cosa ne dici di un comando di compagnia dei carabinieri della valle del Panaro, visto il problema sicurezza e legalità dei nostri territori e considerato anche che al contrario Savignano ha pensato di uscire dal corpo unico di Polizia Municipale, cosa ne dici poi di sistemare qualche questione relativa alla viabilità in modo da impedire l’attraversamento del traffico pesante su Vignola, cosa ne dici di una rete ciclabile dell’Unione, cosa ne dici di un piano regolatore dello sport a livello di Unione che condivida le grandi strutture per l’agonismo e diffonda la pratica sportiva in coloro che abbandonano l’attività agonistica, cosa ne dici di una gestione e di una valorizzazione comune dell’asta fluviale promuovendo agricoltura e turismo a livello territoriale, cosa ne dici di conseguenza di prevedere lavorare per avere, vista la chiusura delle province, la delega a gestire direttamente come unione agricoltura e turismo, cosa ne dici di un progetto comune di sanità territoriale che rilanci il ruolo dell’ospedale e della medicina di base in associazione mettendoli a sistema, cosa ne dici di un unica politica di integrazione scuola-lavoro e della creazione di una rete territoriale con le imprese a sostegno dell’innovazione, potrei continuare, ma mi sembra di aver reso l’idea, questi sono gli argomenti condivisi dai candidati sindaci del PD dell’unione e non sono sole buone intenzioni, sono in gran parte già contenuti nei piani e nei programmi approvati, su tali argomenti ci sono già tanti risultati concreti sviluppati dall’unione dalla sua fondazione. Se quando ci siamo incontrati come sindaci per costituire l’unione l’avessimo fatto sulla base di un documento simile al vostro, ce la saremmo cavata con una lettera d’intenti ed una conferenza stampa, non avremmo costituito l’Unione più importante del paese.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Certamente i sei punti rispetto a cui le quattro liste si impegnano verso gli elettori (questo il senso del “patto”) sono un sottoinsieme del più ampio ventaglio di politiche che dovrebbero essere perseguite dall’Unione Terre di Castelli. Alcuni punti sono meno banali di quanto tu vuoi far credere (mi accontento di ricordare lo “stop al consumo del territorio” e qui me la cavo con una battuta, essendo un po’ stanco di ripetere argomenti a chi non vuol sentire: l’ha fatto Renzi a Firenze, non si può fare a Vignola & C?). Ma certo, la lista degli impegni può essere allungata. Il dato politico della vicenda – che tu fai finta di non vedere – è però che qui c’é un impegno di alcune liste di opposizione (unica eccezione Savignano). Il PD, invece, non è pervenuto. Dimostrando che oggi, me ne vado sempre più convincendo, è proprio questo partito la vera #Armatabrancaleone.

  5. Roberto Adani ha detto:

    Vorrei ricordarti che lo studio preliminare al PSC che io lasciai allo scader di mandato prevedeva già per Vignola un consumo zero di territorio agricolo, anzi per precisione prevedeva l’ipotetico consumo di una piccola area verso il confine perché le aree da riqualificare sul centro di Vignola erano talmente tante che in alcuni casi poteva essere necessario delocalizzare immobili esistenti per fare posto al verde urbano là dove non esisteva, il saldo era comunque zero. Quindi la risposta è che è possibile ma non è l’unica domanda che si deve porre ad un PSC, si deve chiedere anche come favorire lo sviluppo. migliorare i servizi e rendere possibile la riqualificazione urbana. Su questo, non ho sentito nulla di significativo.

  6. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La vicenda del PSC dell’Unione Terre di Castelli è talmente paradossale che da sola giustificherebbe la volontà di mandare a casa per un po’ l’amministrazione PD. Con il Documento preliminare approvato nel 2008 la situazione era questa:
    https://amarevignola.wordpress.com/2008/10/29/psc-facciamo-il-punto-sul-documento-preliminare/
    Dopo cinque anni siamo ancora a metà del guado in un percorso che è giunto oramai al nono anno e che ha consumato più di 1 milione di euro di risorse. Anzi, il lavoro fatto, a partire dalle scelte strategiche, ha preso “sonori ceffoni” da parte della Provincia di Modena:
    https://amarevignola.wordpress.com/2014/03/30/psc-sonori-ceffoni-dalla-provincia/
    Molte delle critiche avanzate dalle liste civiche del territorio (Vignola, Savignano e Spilamberto), che erano rimbalzate come contro un muro di gomma, hanno trovato soddisfazione nelle osservazioni della Provincia (e tra queste una su tutte: il consumo di territorio per l’edilizia residenziale!).
    https://amarevignola.wordpress.com/2013/07/04/cosa-non-va-nel-psc-lo-dicono-le-liste-civiche-in-un-documento/
    In mezzo c’è poi anche la “contraddizione” (segno di opportunismo? Certo che sì) di un sindaco PD, Daria Denti, che in campagna elettorale dice delle cose e poi (nel PSC) ne fa delle altre:
    https://amarevignola.wordpress.com/2013/10/03/dobbiamo-davvero-accettare-una-politica-che-racconta-balle-psc-e-consumo-di-territorio/
    Se poi a tutto ciò aggiungiamo la quantità industriale di piani particolareggiati in zona agricola approvati in questa legislatura (tutti con il voto favorevole di Giancarlo Gasparini!) e l’obbrobrio del piano particolareggiato nell’Impresa Mancini (anche questo con il voto favorevole di Gasparini!) il quadro è completo. Si capisce da che parte sta l’ #armatabrancaleone e si comprende l’esigenza, per il bene della città, di cambiare amministrazione.
    https://amarevignola.wordpress.com/2013/10/07/nuove-ville-nellimpresa-mancini-riusciamo-a-fare-chiarezza/

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