Un PSC lungo dieci anni e costato più di 1 milione di euro

Martedì 10 settembre hanno preso il via i lavori della Conferenza di pianificazione, il tavolo degli enti pubblici coinvolti nella definizione del PSC di Vignola, Castelnuovo, Castelvetro, Savignano e Spilamberto. La Conferenza svolgerà i propri lavori nell’arco di poco più di tre mesi nel corso dei quali saranno analizzati i documenti di piano e saranno eventualmente fornite indicazioni di modifica o di integrazione (il termine è stato fissato per il 14 gennaio 2014: vedi). Di “integrazione” ce ne sarà comunque bisogno, visto che il “quadro conoscitivo” è ancora quello del 2008! Nessun aggiornamento è stato fatto – non è cosa da poco perché le analisi ed i dati del quadro conoscitivo dovrebbero supportare le “strategie”! Comunque, così lavora oggi la giunta dell’Unione. Lasciando per una volta da parte i “contenuti” (vedi) vorrei concentrarmi su questo percorso: lungo, tortuoso, oneroso, opaco.

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Dante Alighieri, a Brodano - foto del 29 luglio 2013)

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Dante Alighieri, a Brodano – foto del 29 luglio 2013)

[1] Forse nel 2014 verrà approvato il PSC intercomunale dei comuni di Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto, Vignola. Dieci anni per redigere ed approvare un PSC. Segno che qualcosa non va nella politica locale. Si era partiti, infatti, tra 2004 e 2005 con l’espressione della volontà politica di redigere un PSC intercomunale per i 5 comuni dell’allora Unione Terre di Castelli (poi allargata ad 8 comuni nel 2009) – questo dice, ad esempio, la delibera della Giunta dell’Unione n. 50 del 14 settembre 2005. Nel 2006 parte quindi il percorso di redazione dei documenti di piano (delibera della Giunta dell’Unione n.59 del 26 luglio 2006, poi ratificata con delibera del Consiglio dell’Unione n. 31 del 6 settembre 2006). L’elaborazione degli apparati tecnici venne affidata ad un raggruppamento temporaneo d’imprese guidato da CAIRE (vedi), con Ingegneri Urbanistica scarl, Nomisma ed Ecuba srl. Dopo due anni di lavoro i materiali di piano erano pronti: Documento preliminare, Valutazione di sostenibilità ambientale, Quadro conoscitivo. Vennero infatti messi a disposizione sul sito web del PSC (www.psccastelli.it) – oggi sono stati rimossi (meglio evitare confronti che potrebbero evidenziare la sostanziale continuità con l’impostazione di allora). Ad ottobre 2008 (dopo la delibera della Giunta dell’Unione n.90 del 15 ottobre 2008, di approvazione del Documento preliminare) si era dunque pronti a convocare la Conferenza di pianificazione. Troppo vicini alla campagna elettorale, però (ovvero, con il rischio che il tema del “consumo di territorio” potesse disturbare la campagna elettorale di qualche candidato sindaco del PD: vedi). E con 4 sindaci su 5 destinati a cambiare. Dunque non se ne fece nulla: tutto rinviato ai nuovi amministratori. Che una volta insediatisi ci hanno messo un po’ a fare ripartire la macchina del PSC. Prima con un atto di indirizzo (delibera GU n.88 dell’1 ottobre 2009), quindi con una delibera di ri-programmazione dei lavori per l’elaborazione del PSC e contestualmente del RUE (delibera GU n.77 del 15 luglio 2010: pdf). Da allora si è arrivati al luglio 2013, quando il “nuovo” Documento Preliminare ed i restanti documenti di piano sono stati approvati dalla Giunta dell’Unione (delibera GU n.92 del 29 luglio 2013). In mezzo, nel corso dei quattro anni 2009-2013, c’è anche la risoluzione di un contenzioso con CAIRE (vedi le delibere GU n.61 del 26 maggio 2011: pdf; e n.14 del 23 febbraio 2012: pdf) ed un percorso di “ascolto strategico e partecipazione” (sic) avviato con tentennamenti (la delibera GU n.77/2010 – vedi l’allegato B – rinunciava ad un percorso a livello di Unione rimandando ai singoli comuni la decisione sul se e cosa fare in tema di partecipazione! vedi) e quindi tardivamente messo in campo, in modo comunque assolutamente inefficace (vedi). Ma era un obbligo di legge e dunque qualcosa andava fatto!

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui zona artigianale  - foto del 3 dicembre 2012)

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui zona artigianale – foto del 3 dicembre 2012)

[2] Ma quanto “ci costa” questo PSC scritto e riscritto, con un percorso a zig-zag, con impegni assunti e poi disattesi (vedi lo “stop al consumo di territorio non compromesso” annunciato dal sindaco di Vignola e poi non rispettato), con un prodotto complessivo non di qualità (anche per le modalità tribolate della redazione) e pure incompleto (non è stato aggiornato il Quadro conoscitivo)? Il dato preciso non è disponibile ai cittadini. Ma dalle delibere della giunta dell’Unione si possono trarre informazioni per approssimare una risposta. La delibera GU n.59 del 29 luglio 2006 fissava l’importo a base di gara pari a 660.000 euro. Ipotizziamo siano stati interamente impegnati (e che si tratti di una somma iva inclusa). Ad essi si aggiungono altri 114.000 euro (iva inclusa) per la rimodulazione dell’incarico con delibera GU n.77/2010 ed ulteriori 84.700 euro (iva inclusa) per il percorso di “ascolto strategico e partecipazione” (sic) (delibera GU n.14/2012). La somma di queste voci di spesa fa 858.700 euro (iva inclusa). Ma questi sono solo i costi dei servizi forniti (e ri-forniti) dall’ATI a guida CAIRE. In più ci sono i costi dell’Ufficio di Piano: la struttura interna dell’Unione creata appositamente per seguire i lavori del PSC (da ultimo: delibera GU n.88 dell’1 ottobre 2009). Tra dirigente (part-time) e personale possiamo stimare 80.000 euro all’anno per almeno 4 anni? Sono altri 320.000 euro (una stima decisamente al ribasso). Insomma la spesa complessiva per il PSC dei 5 comuni non sarà inferiore a 1,2 milioni di euro. Se effettivamente il percorso vedrà termine entro questa legislatura. Cosa di cui non si può essere certi, al momento.

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Ca' de Lazzarini, a Brodano - foto del 5 agosto 2013)

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Ca’ de Lazzarini, a Brodano – foto del 5 agosto 2013)

[3] Ma le particolarità di questo PSC non sono terminate. Bisogna ricordare anche che, nel corso di questa legislatura, è cambiato l’assessore di riferimento per il PSC. Dall’inizio della legislatura fino all’estate 2012 l’assessore di riferimento al PSC era il sindaco di Vignola, Daria Denti. Con le elezioni comunali di Castelnuovo nel maggio 2012 il quadro cambia. L’ingresso nella giunta dell’Unione del nuovo sindaco di Castelnuovo, Carlo Bruzzi, diventa anche l’occasione per una redistribuzione delle deleghe. Da allora è il sindaco di Castelnuovo ad assumere le deleghe a “PSC, Politiche integrate per l’Urbanistica”. Non era già abbastanza tribolato il percorso del PSC? Certo. In effetti operazioni di questo tipo si fanno in genere per due ragioni. O per spostare compiti a rischio di polemiche (ricordiamo che a Vignola le elezioni si terranno nel 2014, mentre a Castelnuovo nel 2017). O per cercare di recuperare una situazione compromessa da una performance deludente (un passaggio di consegne per ridurre il rischio di una ennesima legislatura che si chiudesse senza un PSC approvato). O per entrambe le ragioni. D’altro canto la stessa cosa era successa nel 2006, quando all’allora assessore Daria Denti, in occasione del rimpasto di giunta dell’ottobre 2006, venne sfilata la delega alla cultura (troppi conflitti con le associazioni culturali vignolesi!) compensandola con quella con i lavori pubblici (poi mai effettivamente esercitata, in verità).

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Dante Alighieri, a Brodano - foto del 29 luglio 2013)

Il PSC prevede per Vignola altri 190.000 mq di terreno agricolo urbanizzato! E cosa ne facciamo di edifici come questo? (qui via Dante Alighieri, a Brodano – foto del 29 luglio 2013)

[4] Ultimo elemento da considerare: l’opacità del percorso, ovvero la mancata organizzazione di un vero percorso di partecipazione dei cittadini, di coinvolgimento della città (vedi). Cosa ne sa del PSC il lettore di questo post? Praticamente niente. Non è un caso. Tanto il sindaco di Vignola (presidente dell’Unione), quanto il sindaco di Castelnuovo (assessore al PSC) non hanno voluto o non sono stati capaci di dispiegare metodi e strumenti di coinvolgimento dei cittadini nella decisione più importante circa il futuro di questo territorio (è questo il PSC) (vedi). Nonostante, come abbiamo visto, una spesa di 84.700 euro (vedi). Certo, Bruzzi si è vantato di aver fatto di più, in termini di partecipazione, degli amministratori precedenti. Ha però omesso di dire che ha semplicemente rispettato un obbligo di legge (derivante dalla legge regionale n.6/2009). Che non c’era quando i precedenti amministratori hanno redatto la prima versione del PSC (quella legata al Documento preliminare approvato nell’ottobre 2008). In realtà allora si fece comunque una presentazione e discussione delle linee guida per il PSC nel Consiglio dell’Unione, nella seduta del 22 luglio 2008 (deliberazione n.20). E solo successivamente vennero adottati i documenti di piano. Oggi, invece, i consiglieri comunali sono quelli che sanno meno di tutti del PSC, visto che non erano invitati ai cinque incontri del percorso di “ascolto strategico e partecipazione” (sic) e visto che non è prevista la loro presenza, neppure come uditori, ai lavori della Conferenza di pianificazione. Eppure saranno loro a dover approvare, nei rispettivi consigli comunali, il PSC! Sempre ammesso che la legislatura non giunga al termine prima. Basta guardare il sito web del PSC (vedi) per capire quanto poco si è investito, in risorse ed in intelligenza, sull’informazione ed il coinvolgimento dei cittadini. E non saranno di certo le riprese video delle sedute della Conferenza di pianificazione a cambiare qualcosa! Anziché “restituire lo scettro ai cittadini”, anziché rendere trasparente ai cittadini, obiettivi e strumenti del PSC (e le ragioni della congruenza dei secondi rispetto ai primi), si persegue come sempre la strategia tipica del potere in questo paese: l’opacità.

PS Più di 1 milione di euro spesi, quattro anni di “lavori” a stop-and-go e la Conferenza di pianificazione si è aperta senza che tra i documenti di piano ci fosse un “Quadro conoscitivo” aggiornato. I materiali sono rimasti quelli del 2008! Ma senza un quadro conoscitivo aggiornato (cambia qualcosa per questo territorio la drammatica crisi in atto? domanda retorica) come impostare una strategia ed adeguati strumenti di pianificazione per questo territorio?

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4 Responses to Un PSC lungo dieci anni e costato più di 1 milione di euro

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Già. Forse il complesso residenziale di Mulino è il cantiere lasciato a metà più grande del territorio dell’Unione Terre di Castelli. Ma ogni comune ha i propri relitti. Così come ogni comune ha il 99% del proprio patrimonio immobiliare caratterizzato da inefficienza energetica e dal mancato rispetto delle norme antisismiche. Proprio per questo è di fondamentale importanza scegliere senza tentennamenti la strada della riqualificazione e rigenerazione, rinunciando all’ulteriore consumo di territorio. Ma questa scelta l’ha compiuta il comune di Savignano, ma non il comune di Vignola. Il primo ha previsto 0 mq di urbanizzazione aggiuntiva (ovvero stop al consumo di territorio). Il secondo, invece, ha previsto fino a 190.000 mq di area agricola cementificata. Altro che PSC a consumo zero di territorio! Altro che “stop al consumo di territorio non compromesso” – come aveva annunciato il sindaco Daria Denti in campagna elettorale! Promesse da marinaio.
      https://amarevignola.wordpress.com/2013/08/18/zero-consumo-di-territorio-era-solo-una-promessa-da-campagna-elettorale/

  1. Simone Balestri ha detto:

    tengo a precisare che la prima foto di questo post, la palazzina in via Dante Alighieri faceva parte di un progetto in classe A!!!!!

  2. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Disamina puntuale che dimostra come e dove vengano spesi i soldi dei contribuenti. Grazie.

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