84.700 euro di denaro pubblico per un percorso inefficace di “partecipazione” al PSC

84.700 euro! Ottantaquattromilasettecento! E’ la cifra che spende l’Unione Terre di Castelli per organizzare la “partecipazione” dei cittadini alla definizione del PSC. Si tratta di una cifra spropositata anche se dovesse servire ad organizzare il miglior percorso di informazione e partecipazione alla definizione dei documenti di piano che compongono il PSC. Risulta ancora più spropositata vedendo come vengono spesi questi soldi! Per organizzare un “percorso” che, pur coinvolgendo un po’ di cittadini dell’Unione (meno di 400 su circa 60.000), risulterà infine inefficace e dunque inutile. Quando si vedono gli amministratori locali promuovere queste spese vien davvero voglia di “mandarli tutti a casa”! Vediamo.

Il presidente dell'Unione Terre di Castelli, Daria Denti, con Andrea Pillon, di Avventura Urbana, all'incontro pubblico sul PSC a Vignola (foto 30 gennaio 2013)

Il presidente dell’Unione Terre di Castelli, Daria Denti, con Andrea Pillon, di Avventura Urbana, all’incontro pubblico sul PSC a Vignola (foto 30 gennaio 2013)

[1] L’Unione terre di Castelli, tramite l’ATI guidata da CAIRE che ha affidato questa attività all’associazione di professionisti Avventura Urbana di Torino, ha promosso un percorso di “ascolto” e “partecipazione”. Una cinquantina di interviste, cinque incontri tematici sul territorio dell’Unione (uno per comune), un ulteriore incontro di presentazione pubblica (si terrà domani, 1 marzo, a Spilamberto) e, per concludere, ulteriori cinque incontri riservati alle associazioni di categoria e forze economiche e sociali del territorio. Il tutto per la “modica” cifra di 84.700 euro (70.000 euro più iva), pagati con risorse della collettività! Come dicevo, è una spesa spropositata anche se si trattasse del miglior “percorso partecipativo”. E invece quello messo in atto è un percorso assolutamente inefficace. E’ un progetto di “ascolto e partecipazione” di bassissima qualità (vedi). In primo luogo perché è stato impostato come un percorso di “ascolto” dei cittadini e delle realtà associative – cosa che avrebbe avuto un senso se fatto all’inizio del percorso di costruzione del PSC, quando le idee sono ancora fluide e dunque si è (giustamente) aperti alle più diverse sollecitazioni. Ma quella fase è superata da un pezzo, visto che le bozze dei documenti di piano sono pronte da tempo! Oggi la partecipazione ha senso se impostata come una analisi, una discussione, una validazione collettiva delle linee guida fissate (già fissate!) nei documenti di piano. Ma poiché questi non sono stati messi a disposizione dei partecipanti (e dei cittadini tutti), poiché, dunque, la discussione nei cinque incontri tematici è stata fatta non sugli orientamenti programmatici, ma sui dati del quadro conoscitivo, emerge grande come una casa il problema di come “integrare” le sintesi delle discussioni redatte dai facilitatori di Avventura Urbana con i documenti di piano redatti dai tecnici di CAIRE e colleghi. Emerge grande come una casa l’interrogativo circa l’utilizzo, ovvero l’utilità, di questa “partecipazione”. Questo è il vulnus fondamentale che rende questa “partecipazione” assolutamente inutile. Ad esso se ne aggiungono diversi altri (dalla mancanza di investimento su di una adeguata piattaforma web per supportare la circolazione d’informazioni e la discussione collettiva, fino alla metodologia che non valorizza la discussione pubblica ed i connessi processi di apprendimento collettivi) – tutte osservazioni (critiche) già presentate in dettaglio (vedi), con annesse considerazioni critiche sull’incapacità degli amministratori locali di immaginare una partecipazione efficace ed allargata (così da coinvolgere una percentuale non proprio insignificante di cittadini residenti) (vedi) e sul “progetto al ribasso” messo in campo dagli “esperti” di Avventura Urbana (che pure disporrebbero dell’expertise per fare ben altro!) (vedi). A fronte di tutto ciò, una spesa di 84.700 euro appare doppiamente spropositata!

Il vicepresidente dell'Unione Terre di Castelli, Francesco Lamandini, con Andrea Pillon, di Avventura Urbana, all'incontro pubblico sul PSC di Spilamberto (foto del 4 febbraio 2013)

Il vicepresidente dell’Unione Terre di Castelli, Francesco Lamandini, con Andrea Pillon, di Avventura Urbana, all’incontro pubblico sul PSC di Spilamberto (foto del 4 febbraio 2013)

[2] In tutta questa vicenda c’è un aspetto ancora oggi non chiaro. La delibera della giunta dell’Unione n.14 del 23 febbraio 2012 mette assieme, in verità, due diversi aspetti inerenti il lavoro sul PSC: da un lato riporta nell’ambito dell’Unione Terre di Castelli la gestione della fase di “ascolto e comunicazione sociale” in precedenza lasciato ai singoli comuni; dall’altro, però, sana un contenzioso apertosi tra l’Unione e l’ATI incaricata del lavoro di analisi e progettazione (guidata da CAIRE, cooperativa di Reggio Emilia). Il contratto che ne deriva, sottoscritto, il 24 maggio 2012, disciplina in effetti due attività diverse: il completamento/rifacimento di parte del lavoro e la realizzazione del percorso di “ascolto e partecipazione”. Il primo è previsto venga svolto a titolo gratuito; per il secondo è previsto un compenso, appunto, di 84.700 euro iva inclusa. E’ bene riportare per intero l’articolo 6 (“Compensi”) del contratto:

  • “1. La predisposizione e complessiva revisione dei documenti necessari all’indizione della conferenza di pianificazione – Quadro conoscitivo Beni culturali e VAS_Valsat – non comporterà oneri aggiuntivi;
  • 2. Per la fase relativa alla realizzazione del Nuovo progetto di Ascolto e partecipazione – Progetto di Ascolto strategico – è previsto un compenso integrativo complessivo pari a € 70.000,00 oltre IVA da corrispondersi nella misura in vigore all’atto dei vari pagamenti.”

Questa soluzione fa sorgere un dubbio. L’intera somma prevista è stata impiegata effettivamente per coprire solo i costi di “ascolto e partecipazione”? Purtroppo ai cittadini dell’Unione non è dato saperlo. Al proposito il contratto si limita a prevedere che “i pagamenti saranno effettuati dalla stazione appaltante direttamente alla capogruppo che presenterà a tal fine regolare fattura per l’intero importo contrattuale provvedendo sotto la propria esclusiva responsabilità alla corresponsione di quanto dovuto alle imprese mandanti secondo quanto stabilito dalle pattuizioni interne all’ATI”. Ma cosa dicono queste “pattuizioni interne”? Ed anche: come controllare l’impiego di questi soldi pubblici? Rimane il fatto che, ad occhio, la cifra di 84.700 euro sembra spropositata per il solo percorso di “ascolto e partecipazione”. Sarebbe infatti come retribuire due impiegati di medio livello, a tempo pieno, per un intero anno. Nulla è detto, in effetti, su come si sia arrivati a stabilire questo compenso.

Incontro pubblico sul PSC a Castelnuovo Rangone (foto del 28 gennaio 2013)

Incontro pubblico sul PSC a Castelnuovo Rangone (foto del 28 gennaio 2013)

[3] Come siamo arrivati a tutto ciò? Da dove viene l’idea, anzi l’obbligo, del “coinvolgimento” dei cittadini nella definizione del PSC? Il PSC (sta per Piano Strutturale Comunale, anche se quello dell’Unione sarà interComunale, riguardando cinque comuni: Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola) è l’atto di pianificazione urbanistica e territoriale più importante per i comuni. Ha un orizzonte temporale di circa 15 anni, deve cioè accompagnare la gestione del territorio fino al 2025 almeno. Trattandosi di un atto importante per la vita delle comunità locali è giusto che l’art.8 della legge regionale n.20/2000 (modificata su questo punto dalla L.R. n.6/2009), preveda momenti di coinvolgimento dei cittadini nell’iter di approvazione dei documenti di piano (vedi). La giunta dell’Unione Terre di Castelli si è dunque accomodata, seppur con una certa riluttanza, a rispettare il dettato legislativo, prevedendo infine un percorso di “ascolto strategico e partecipazione” (è da notare, però, che inizialmente, con la delibera di giunta n.77 del 15 luglio 2010 – si veda l’allegato B, pagina 1, punto 2 – l’Unione aveva deciso di “ascoltare un numero (limitato) di stakeholder” rimandando alla decisione di ogni singolo comune l’organizzazione della “fase di partecipazione più diffusa” da “attivare secondo proprie intenzionalità e con risorse proprie”: vedi). E’ solo all’inizio del 2012, con la delibera di giunta n.14 del 23 febbraio 2012, che i sindaci decidono di riportare nell’ambito dell’Unione (anziché lasciarlo ai singoli comuni) l’organizzazione della “consultazione dei cittadini e delle associazioni”, come recita la legge regionale. La delibera fissa anche un limite massimo di spesa per questa attività, nella seguente misura: “un importo complessivo non superiore a 70.000 euro più iva” (ovvero 84.700 euro). L’allegato C alla delibera, al punto C), prevede lo svolgimento “per circa 3 mesi” di un “percorso di ascolto e comunicazione sociale” affidato all’associazione di professionisti Avventura Urbana, con sede a Torino. Questa inizia nell’estate 2012 l’attività, “consultando” dapprima i cinque sindaci e, quindi, dal 20 settembre 2012, un po’ di “stakeholder” (vedi). Da allora ha preso il via questo singolarissimo percorso su cui ho già dedicato almeno cinque post:

PS Le informazioni che stanno alla base di questo post sono state ottenute tramite un’interrogazione consiliare avanzata da Chiara Smeraldi, del gruppo “Cittadini insieme nell’Unione”. Qui il testo dell’interrogazione e relativa risposta, con anche allegato il contratto siglato tra l’Unione Terre di Castelli e CAIRE quale mandatario dell’ATI incaricata della redazione del PSC (pdf).

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3 Responses to 84.700 euro di denaro pubblico per un percorso inefficace di “partecipazione” al PSC

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Ma almeno a voi qualcuno ha confessato l’entità dello spreco!
    A Ferrara due anni fà, si inventarono una “patacata” simile .
    Vedi :” I cittadini si immaginano il futuro dello Ospedale”
    quello vecchio in pieno Centro cittadino ,entro le Mura,
    http://www.estense.com/?p=136781
    Stesso populismo,Stessa presa in giro!

  2. roberto monfredini ha detto:

    ottimo lavoro puntiglioso e preciso , lucida analisi di pura follia quasi come il ponte verde ciclabile da 3 milioni di euro di modena che non ha mai visto una bicicletta in quasi 10 anni se non erro

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Con la presentazione del “documento strategico” (sic), avvenuto ieri sera (3 aprile) nell’incontro congiunto delle commissioni consiliari, l’Unione Terre di Castelli racconta a modo suo il “percorso di partecipazione”. Vediamo di commentare, smontando l’enfasi su questo percorso partecipativo. Che è stato brutto, inefficace, costoso (84.700 euro) e non consegna nulla di significativo. Come peraltro è risultato chiarissimo a chi ha avuto occasione di ascoltare la penosa relazione di Andrea Pillon ieri sera in commissione. Riporto brani del comunicato stampa apparso sul sito web dell’Unione Terre di Castelli
    http://www.unione.terredicastelli.mo.it/comunichiamo/comunicati_stampa/comunicato_stampa_risultati_fase_partecipativa_psc.htm

    con qualche mia considerazione.

    “Il processo di coinvolgimento e ascolto delle forze economiche e sociali del territorio è durato circa sette mesi ed è stato suddiviso in due fasi:”

    FASE 1
    “- la prima fase che ha coinvolto un gruppo ristretto di portatori di interesse, rappresentanti del mondo politico ed associativo
    – la seconda, più aperta, rivolta all’intera comunità.
    La prima fase del processo, iniziata nel luglio 2012 …”
    [in realtà questa fase ha preso il via il 20 settembre 2012:
    https://amarevignola.wordpress.com/2012/09/20/al-via-in-sordina-il-percorso-di-ascolto-strategico-sul-psc/
    Nel luglio Andrea Pillon di Avventura Urbana ha solamente incontrato … i sindaci. Far partire da qui il “percorso partecipativo” evidenzia già la presa in giro!]

    “… aveva l’obiettivo di far emergere le posizioni e i punti di vista dei principali attori locali rispetto ai principi, i temi e le azioni che avrebbero dovuto guidare la stesura del piano.
    Gli esiti di questa prima fase di indagine sono stati utilizzati per progettare la seconda parte del processo di ascolto e in particolare i risultati dell’ascolto sono serviti per definire i temi da sottoporre a discussione pubblica.”

    FASE 2

    “Nel mesi di gennaio e febbraio 2013 sono stati organizzati cinque incontri, aperti ai cittadini, sui seguenti temi: le dimensioni e le caratteristiche della crescita, politiche di recupero e rigenerazione urbana; la mobilità: ciclopedonalità, mobilità ferroviaria, viabilità tradizionale e il raccordo con le grandi vie di comunicazione; le aree produttive, l’innovazione, le politiche diffuse a sostegno dell’apparato produttivo e dell’agricoltura; le infrastrutture culturali, sociali e sportive; l’ambiente e il territorio.

    Alcuni dati sulla partecipazione
    La partecipazione complessiva agli incontri è stata di 364 presenze con una media di oltre 70 cittadini per serata. Tra le persone che si sono registrate (256 totali), 158 hanno partecipato ad almeno un incontro mentre 98 hanno partecipato a più di una serata (di cui 11 hanno preso parte alla quasi totalità degli incontri). Dall’elenco delle persone registrate risulta una partecipazione sbilanciata a favore degli uomini con la presenza (ad almeno un incontro) del solo 15% di donne.
    Nel corso delle cinque serate sono stati realizzati sedici gruppi di discussione, redatti cinque report di sintesi dei lavori (pubblicati nei giorni successivi agli eventi sul sito del progetto) e presentate al pubblico cinque relazioni descrittive dei temi in discussione.”

    Se pensiamo che il target era costituito dai circa 60mila cittadini adulti dell’Unione Terre di Castelli i circa 300 partecipanti (364 sono le “presenze”, ottenute considerando anche più partecipazioni – gli incontri erano 5 – da parte della stessa persona) costituiscono circa lo 0,5% di cittadini coinvolti. Un risultato “ridicolo”.

    Inoltre questi incontri sono stati sostanzialmente improduttivi, visto che sono stati etero-diretti (i partecipanti non avevano la possibilità di individuare i temi da discutere; questi erano già confezionati!). Non perché la discussione non ci sia stata. Ma perché non si è potuta basare sul completo quadro conoscitivo e su dati aggiornati. Non è mai stato chiarito, inoltre, come il materiale di sintesi andasse ad integrarsi con la documentazione già prodotta. Infatti i documenti redatti da Andrea Pillon e soci al termine di questa fase sono rimasti sostanzialmente inutilizzati. Nessuno più li ha letti. E nessuno più li leggerà. Tutte cose facilmente prevedibili. Ed infatti previste:
    https://amarevignola.wordpress.com/2013/01/26/cose-che-non-va-nel-percorso-partecipativo-del-psc/

    COMUNICAZIONE
    “Gli strumenti e le azioni di comunicazione
    Agli incontri sono stati invitati i rappresentanti di associazioni, gruppi ed organizzazioni economiche, sociali e politiche presenti sul territorio. Complessivamente sono stati invitati oltre 400 soggetti locali; la partecipazione è stata poi estesa a tutta la cittadinanza attraverso una serie di azioni e strumenti di comunicazione.”

    “In particolare, è stato attivato un sito internet dedicato al processo (www.psccastelli.it), attraverso il quale sono state veicolate le informazioni rispetto al calendario degli incontri, i risultati delle discussioni, le relazioni tecniche di illustrazione dei diversi temi trattati.”

    Il sito web del PSC è quanto di più penoso potesse essere concepito e realizzato. Un semplice repository di documenti, neppure disposti in modo ordinato. Nessuna impostazione interattiva (è presente una form per “osservazioni” che però NON sono evidenziate – penso dunque di essere stato l’unico a lasciare un testo scritto), nemmeno un forum. Alla faccia della “partecipazione”.

    “Le attività di comunicazione sono state accompagnate da una attività di ufficio stampa che ha promosso la pubblicazione di 40 articoli sulla stampa locale (è possibile consultare la rassegna stampa sul sito internet del progetto) e la redazioni di 18 comunicati stampa.
    Infine, il calendario degli incontri è stato distribuito presso i comuni e i punti di accesso al pubblico di alcuni enti ed associazioni.”

    Provate a consultare la sezione “Rassegna stampa” del sito web del PSC:
    http://www.psccastelli.it/rassegna-stampa/

    Compare la scritta “pagina non trovata!” (accesso del 4 aprile 2013). Ovvero, precisamente:
    “Questo è leggermente imbarazzante, non è vero? Sembra impossibile trovare quello che stavi cercando. Forse una ricerca specifica potrebbe aiutarti.”
    Sì, auguri.

    ALTRI INCONTRI
    “Gli incontri con le associazioni di categoria
    I risultati emersi nel corso degli incontri con i cittadini sono stati presentati e discussi con le associazioni di categoria presenti sul territorio in quattro differenti incontri che si sono svolti dal 25 febbraio all’1 marzo 2013.”

    QUESTIONARIO ONLINE!
    “Il questionario on line
    Le posizioni e le proposte presentate dai cittadini, verificate e discusse con le rappresentante locali, sono state poi sintetizzate e raccolte all’interno di un questionario. Quest’ultimo, incentrato sui temi più rilevanti emersi nel corso del processo di ascolto, è stato pubblicato il 4 marzo e ritirato il 29 marzo.
    Il questionario comprendeva 17 domande suddivise in cinque aree di interesse: crescita e residenza; sviluppo economico; mobilità; servizi sociali e culturali e ambiente.
    Hanno risposto al questionario 131 persone.”

    Questa è stata la vera chicca! A testimonianza di un grado insuperabile di incompetenza. Andrea Pillon è stato costretto ad ammetterlo: il questionario è stato compilato da un campione piccolissimo (131 persone) e neppure statisticamente rappresentativo. In queste condizioni stare a calcolare le percentuali delle possibili risposte (lasciamo stare l’approssimazione delle domande) è un esercizio perfettamente inutile. Dunque l’indagine con questionario non è in grado di dire nulla di significativo sui temi del PSC. In effetti la presentazione dei dati in commissione è stata di una noia mortale. E pensare, lo ripeto, che tutto questo è costato 84.700 euro di denaro della collettività!

    “I risultati sono scaricabili dal sito del progetto http://www.psccastelli.it.”
    Vedere per credere.

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