PSC, si (ri)parte! Chi sale in carrozza?

Con la delibera n.77 del 15 luglio scorso la giunta dell’Unione Terre di Castelli ha dato avvio “alla ripresa delle attività di formazione di PSC e RUE dei Comuni dell’Unione” (qui il testo della delibera con il principale allegato). Si chiude così una parentesi troppo lunga, visto anche il tribolato e tortuoso percorso seguito nel periodo 2005-2009 dal procedimento più importante di pianificazione territoriale di Vignola e degli altri comuni dell’Unione (il riferimento è ancora ai 5 comuni dell’Unione originaria: Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto, Vignola). IL PSC, infatti, è destinato a subentrare ai PRG vigenti, cambiandone però in modo profondo la logica di funzionamento (a questo risponde la distinzione tra PSC e POC – il primo con prospettiva di 15-20 anni, il secondo limitato ad una singola legislatura; il primo con le scelte di strategia, il secondo con le scelte “operative”), come previsto dalla L.R. n.20/2000 (vedi). La delibera del luglio scorso, passata un po’ troppo in sordina, evita di affrontare il tema della partecipazione dei cittadini (singoli o associati). Evita di prendere impegni precisi in merito al “coinvolgimento dei cittadini” (un obbligo peraltro previsto, seppure in modo generico, dalla L.R. n.6/2009). Non sarebbe il caso di esplicitare modalità e tempi di questo impegno? Non sarebbe il caso di dichiarare sin d’ora come si pensa di coinvolgere la città nella definizione del suo futuro?

IL PSC definisce il limite massimo di espansione della città. Nella foto (dell'1 marzo 2006) una scritta su un muro nella frazione di Brodano

[1] Ricordiamo le principali tappe in questo percorso stop-and-go. A fine 2004 i 5 comuni approvano una convenzione per la redazione di un PSC intercomunale. A settembre 2005 danno mandato al Responsabile della Struttura Pianificazione territoriale dell’Unione di selezionare un apposito “gruppo di progetto” (delibera di giunta n.50 del 14 settembre 2005) poi individuato, a fine 2006, nell’ATI costituita da CAIRE Cooperativa Architetti e Ingegneri Urbanistica Scarl, Nomisma ed Ecuba. Nel 2007 il gruppo dei progettisti dà il via al lavoro che porta alla redazione del Quadro conoscitivo, della VALSAT e del Documento preliminare. Il relativo materiale risultava accessibile nell’apposito sito web dedicato al PSC (nulla di particolarmente sofisticato) (vedi). Ad oggi vi si trova ancora solo il Documento preliminare (vedi) ed i materiali presentati in un tour di conferenze nei 5 comuni nella primavera del 2008 (vedi). Nell’estate del 2008 il Documento preliminare viene presentato al Consiglio dell’Unione (solo presentato, non essendo prevista alcuna approvazione da parte del Consiglio; approvazione che invece rimane “competenza” delle giunte). Verrà quindi approvato dalla giunta dell’Unione e dalle giunte municipali nel settembre 2008. Il resto è storia recente. Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative del 2009 il percorso salta! Il tema dello sviluppo urbanistico (sì? no? come? quanto?) diventa oggetto della campagna elettorale, perlomeno nel comune di Vignola. Ricordiamo infatti che il Documento preliminare del PSC prevedeva, per Vignola, ancora un incremento di urbanizzazione (una nuova zona di edilizia residenziale a Brodano) e che tale documento era stato approvato dalla giunta municipale di Vignola il 18 settembre 2008 (anche Daria Denti votò a favore, non avendo allora nulla da eccepire rispetto alla crescita urbanistica della città) (vedi). In campagna elettorale il candidato a sindaco del PD dichiara lo “stop al consumo di territorio non compromesso”, dimenticandosi che pochi mesi prima aveva approvato un atto che diceva l’opposto (vedi). Il cambio dei sindaci in 4 dei 5 comuni dell’Unione (solo a Spilamberto il sindaco Lamandini si trova, nella nuova legislatura, al secondo mandato) determina un allungamento dei tempi e l’esigenza (?) di rivedere il lavoro svolto sino ad allora. Nella delibera n.77 del 15 luglio 2010 si chiamano in causa gli elementi di “novità” intervenuti nell’ultimo periodo e che renderebbero necessario il rifacimento di parte del lavoro: (a) la crisi economica (che però risale all’estate 2008); (b) il cambio degli amministratori (ma le maggioranze sono le stesse, con la sola eccezione di Savignano); (c) innovazioni intervenute nel quadro normativo (la L.R. n.6/2009 che modifica in diversi punti la L.R. n.20/2000, ma non tocca in modo significativo il processo di pianificazione) e nella pianificazione sovraordinata (il nuovo PTCP della Provincia di Modena, adottato nel luglio 2008 ed approvato qualche mese dopo). Comunque sia, il percorso di redazione del PSC ora riparte, dopo essere stato in stand-by per oltre un anno. Dell’urgenza di portarlo a termine (e di fare un lavoro “di qualità”) ci si convince se si pensa che Vignola ha tutt’ora in uso un Regolamento Edilizio che risale agli anni ’60, seppure modificato parzialmente a più riprese negli anni successivi (con evidenti effetti di dis-omogeneità e di mancanza di un quadro avanzato rispetto agli obiettivi, ad esempio, di tutela ambientale ed innovazione energetica).

Santa Maria Rotonda sulla collina ad ovest di Vignola. Il PSC definisce obiettivi e modalità di tutela del paesaggio (foto del 31 maggio 2010)

[2] Oggi il percorso “riprende”. O forse ricomincia da capo. C’è un quadro conoscitivo da aggiornare. Lo stesso vale per la VALSAT (sta per Valutazione di Sostenibilità Ambientale e Territoriale). C’è un Documento preliminare da riscrivere, con cui aprire la Conferenza di Pianificazione (il “tavolo” degli attori istituzionali coinvolti). Questo lavoro di analisi e di progettazione sarà svolto nuovamente dalla ATI tra CAIRE, Nomisma ed Ecuba (compenso aggiuntivo: 114.000 euro iva inclusa; reperiti con un’apposita variazione di bilancio). La delibera adotta anche una “proposta per la ridefinizione del percorso di formazione del PSC e del RUE associato” con relativa tempistica. Si ritiene “realistica” una previsione di circa 15 mesi (dalla data di sottoscrizione dell’integrazione contrattuale) per condurre l’iter che va dall’aggiornamento dei documenti per la convocazione della Conferenza di pianificazione sino all’approvazione di PSC e RUE.

Il calendario dei lavori ipotizzato per l'approvazione di PSC e RUE (pagina 3 dell'allegato B alla delibera della giunta dell'Unione n.77 del 15 luglio 2010)

Ecco in sintesi il calendario: 4-5 mesi per l’aggiornamento del Quadro conoscitivo e VALSAT e per la definizione del nuovo Documento preliminare; il 6° mese (all’incirca ad inizio 2011) si dovrebbe aprire la Conferenza di Pianificazione i cui lavori sono stimati in 4 mesi; quindi sono “concessi” 2 mesi, al termine della Conferenza, per la formazione dell’Accordo di Pianificazione e per il perfezionamento dei documenti di piano (sulla base delle indicazioni della Conferenza); a quel punto (indicativamente a settembre 2011) “sarà allora possibile ai Comuni, che siano «politicamente» pronti, adottare il PSC ed il RUE”. Dall’adozione si passerà quindi, dopo la fase della pubblicazione, delle osservazioni e della risposta alle osservazioni, all’approvazione definitiva (diciamo ad inizio 2012). Nella prima fase di questo percorso (i primi 4-5 mesi, sino alla convocazione della Conferenza di pianificazione) il ruolo centrale è assegnato all’Assemblea dei Sindaci. Chi ha un minimo di dimestichezza con i processi amministrativi sa che è questa la fase decisiva. Successivamente ad essa si potrà procedere ad introdurre modifiche solo con “osservazioni” ed “emendamenti” – tutte cose abbastanza complicate da far approvare, sia perché sono in ballo comunque 5 comuni, sia per un “atteggiamento” psicologico che tende a non mettere in discussione (da parte delle maggioranze consiliari) quanto approvato dalle giunte.

Il PSC definisce il mix tra riqualificazione, sviluppo della città, dotazione di verde. Definisce cioè la qualità della città e del territorio. Nella foto (dell'1 marzo 2006) una scritta su un muro in località Brodano

[3] E delle opportunità di partecipazione dei cittadini? Delle forze sociali e delle realtà associative? Sorprendentemente (oppure no?) il documento che delinea il percorso del PSC è assai vago in proposito. Lasciamo parlare la delibera adottata (in particolare l’allegato B). In essa sta scritto (pagina 1, punto 2): “Selezione di un numero (limitato) di stakeholder (in particolare nel mondo della produzione e in quello dell’associazionismo) da ascoltare e informare sulle strategie e il disegno di piano, come azione preliminare alla fase di partecipazione più diffusa prevista dalla legge regionale contestualmente alla Conferenza di pianificazione, che ciascuna amministrazione potrà poi attivare secondo proprie intenzionalità e con risorse proprie. Potranno altresì essere considerati e coinvolti tra gli stakeholder anche gruppi d’interresse già costituiti nel contesto di percorsi partecipativi già svolti o in essere, quali ad esempio il gruppo di cittadini riunitosi spontaneamente in occasione dei lavori del “Contratto di fiume del medio Panaro”, denominato Presidio paesaggistico partecipativo.” Dunque si rimanda a quanto previsto, in termini di “partecipazione”, dalla L.R. n.6/2009 (lo vediamo tra poco). Ma soprattutto si dice in modo esplicito che non ci sarà un percorso partecipativo definito a livello di Unione. Piuttosto ogni singolo Comune potrà fare un po’ quello che gli pare! In ogni caso potrà fare (non dovrà!). Rinunciando a prendersi un qualche impegno serio, si rimanda ogni vera decisione ad una fase successiva e, soprattutto, si rimanda alla decisione di ogni singola amministrazione comunale. Potenza dell’Unione! E dire che in due precedenti delibere la giunta dell’Unione si era “impegnata”, nell’ambito della definizione dell’agenda del PSC dell’Unione, allo “svolgimento di un percorso partecipativo a supporto della definizione e verifica delle scelte di piano” (delibera n.88 dell’1 ottobre 2009; ribadito anche dalla delibera n. 19 dell’11 marzo 2010: vedi). Costava tanto approvare, contestualmente alla proposta di “ridefinizione del percorso di formazione del PSC”, anche un atto di indirizzo in merito alle modalità di partecipazione dei cittadini dell’Unione a quello che è l’atto di pianificazione più importante dei prossimi 15-20 anni?

Il PSC definisce gli obiettivi di mobilità e la dotazione infrastrutturale a cui tendere a servizio del territorio. Nella foto (del 5 settembre 2009) una scritta su un muro di via Libertà.

[4] La L.R. n.6/2009 introduce qualche norma specifica in termini di partecipazione alla pianificazione, non prevista dalla precedente L.R. n.20/2000 (qui i materiali legislativi: vedi). Il testo coordinato (vedi) vede ora all’art.8 (intitolato appunto, “Partecipazione dei cittadini alla pianificazione”) la seguente norma: “1. Nei procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica sono assicurate: a) la concertazione con le associazioni economiche e sociali, in merito agli obiettivi strategici e di sviluppo da perseguire; b) specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi, in ordine ai contenuti degli strumenti stessi. 2. Nei medesimi procedimenti, gli enti locali con lo Statuto o con appositi regolamenti possono prevedere, ai sensi delle Leggi 8 giugno 1990, n. 142 e 7 agosto 1990, n. 241, ulteriori forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini oltre a quelle previste dalla presente legge.” Si tratta in realtà di una norma generica che fissa sì un principio (è assicurata la “consultazione” dei cittadini), ma non specifica le modalità operative (e noi sappiamo che la differenza tra paradiso ed inferno sta nei dettagli!). Una qualsiasi forma di consultazione potrà essere sufficiente per ottemperare alle norme di legge! Qui però dovrebbe soccorrerci la “politica”, anche perché il tema della “partecipazione” è stato al centro della campagna elettorale del 2009 (erano solo parole, parole, parole?) – certamente a Vignola. In che modo dunque la si vuole organizzare? A partire da quale fase? Con quali modalità, strumenti, tempi? Tutto questo oggi non è detto. Il rischio è che la “partecipazione” sia racchiusa in una breve finestrella temporale e che sia spostata in avanti nel tempo (es. dopo l’approvazione da parte delle giunte del Documento preliminare), quando anche gli eventuali “buoni argomenti” avanzati dai cittadini (singolarmente od in forma associata) difficilmente potranno incidere su documenti già “stabilizzati”. Il rischio è che ci si privi del contributo di quell’intelligenza diffusa – certamente presente su questo territorio – che potrebbe porre questioni di tutto rilievo già come interrogativi-guida in fase di analisi. Il rischio, in altri termini, è nell’adozione di forme “partecipative” un po’ ritualistiche e volte semmai a sterilizzare la partecipazione, piuttosto che a valorizzarla! Già il fatto che il tema sia stato accantonato con la delibera del 15 luglio scorso … Già il fatto che dell’avvio della “ripresa delle attività di formazione di PSC e RUE dei Comuni dell’Unione” non è stata data alcuna comunicazione (guardate le news sul sito web dell’Unione: non vi trovate alcun accenno! Eppure si tratta dell’atto di pianificazione territoriale più importante dei prossimi 15-20 anni) … testimoniano che il tema del coinvolgimento e della partecipazione è considerato assolutamente marginale! Quasi una fonte di disturbo. Mi sbaglio? Penso male? Lo vedremo molto presto.

Tutela del paesaggio e "valorizzazione" dell'agricoltura possono essere obiettivi del PSC. Nella foto (del 27 maggio 2010) la collina in località Santa Croce, con i caratteristici cipressi.

Nota. Da consigliere comunale e consigliere dell’Unione ho seguito le vicende del PSC nella legislatura 2004-2009. L’invito ad organizzare la partecipazione dei cittadini (personalmente l’ho avanzato in più occasioni) è qui motivato (vedi). Un’analisi del Quadro conoscitivo e del Documento preliminare del 2008 è condotta in numerosi post (vi si tratta del quadro demografico, delle attività produttive, dell’agricoltura, della tutela del paesaggio, delle politiche per la casa); qui li trovate elencati (vedi), assieme ad alcune considerazioni sul “piano delle strategie” del 2006 (vedi) e su quello del 1994 (vedi).

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