Imbarazzante vuoto di memoria di Daria Denti sul PRG

“La Denti, dopo aver ricordato la propria estraneità al piano regolatore attuale risalente a due legislature fa, ha evidenziato come nel programma della sua coalizione sia scritto a chiare lettere stop al consumo di territorio” (Il Resto del Carlino, 17 giugno 2009). Estraneità al PRG, dunque. Nessuna responsabilità per “il consumo di territorio” avvenuto in questi dieci anni (circa 1.300 unità abitative in più realizzate su Vignola). Affermazioni fatte in occasione del dibattito televisivo trasmesso da Antenna 1 il 16 giugno scorso e riprese dai giornali. Ed ancora, a rimarcare con forza la sua estraneità: “Non sono mai stata assessore all’urbanistica” (affermazione di Daria Denti riportato su L’Informazione di Modena del 17 giugno 2009). Dobbiamo crederle? Certamente per quanto riguarda il non essere mai stata assessore all’urbanistica. Ma è sufficiente per potersi “tirare fuori”? E’ sufficiente per poter dire: io non ho alcuna responsabilità? No. Non è sufficiente. E per diversi motivi. Vediamo.

Basta cemento! (foto del 26 maggio 2006)

Basta cemento! (foto del 26 maggio 2006)

[1] In primo luogo occorre recuperare consapevolezza riguardo all’iter del vigente strumento di pianificazione: il Piano Regolatore Generale (poi sostituito da strumenti più complessi ai sensi della L.R. n.20/2000: PSC, POC, RUE: vedi). Il PRG vigente è stato adottato nel corso dell’ultima legislatura del sindaco Gino Quartieri, nel 1998. L’approvazione definitiva è invece avvenuta nella legislatura successiva: sindaco Roberto Adani (e Daria Denti consigliere comunale del gruppo DS). Nei primi anni di quella legislatura il PRG è stato dunque approvato definitivamente col voto della maggioranza consiliare (dunque anche di Daria Denti). Oltre a questo, inoltre, quel consiglio comunale ha prima adottato (delibera n.26 del 20 maggio 2002), quindi approvato definitivamente (delibera n.58 del 9 ottobre 2002) una “variante ex-art.15” (comma 4, lettera C della L.R. n.47/1978), ovvero una variante al PRG che determinava un incremento residenziale ulteriore (stando alla delibera, pari al 3,1%). Tutti questi atti – l’approvazione della variante generale al PRG, l’adozione alla variante ex-art.15, l’approvazione della variante ex-art. 15 – sono stati approvati dal consiglio comunale (a maggioranza) in cui siedeva Daria Denti, componente del gruppo consiliare DS. Parlare dunque di “estraneità” al PRG vigente non corrisponde a verità. Daria Denti ha fatto parte di quel partito, i DS, che assieme ad altri partiti (la Margherita) ha approvato il PRG vigente – e lo ha approvato (dopo un’ampia analisi dei vertici dei partiti stessi) tramite i propri rappresentanti in consiglio comunale (Daria Denti inclusa). Questo solo per ristabilire “la verità” – titolo di una e-mail diffusa qualche settimana fa dall’esecutivo del PD di Vignola.

Foto dell'1 marzo 2006

Sindaco basta cemento – zona Brodano (foto dell’1 marzo 2006)

[2] Debbo dire, per inciso, che questa corsa al prendere le distanze dal PRG vigente non riguarda solo Daria Denti, all’interno del PD. Anche Roberto Adani il 22 aprile scorso, alla presentazione del suo bilancio di mandato presso la biblioteca Auris, ha affermato: “benché io mi sia preso degli «Adani basta cemento», in realtà non ho consentito nessuna variante … nessuna possibilità costruttiva in più”. Come abbiamo visto, invece, Adani ha (da sindaco) portato in consiglio comunale la delibera di approvazione definitiva del PRG, di risposta alle quasi mille osservazioni presentate dai cittadini, di adozione ed approvazione della variante ex-art.15. Come dobbiamo interpretare l’affermazione del 22 aprile, ripetuta anche in altre occasioni? Uno scherzo della memoria? Più plausibilmente un tentativo di “raccontarla” alla maggior parte dei cittadini poco consapevoli dei processi amministrativi.

Adani basta cemento - a Campiglio, località "Maneggio" (foto del 17 febbraio 2007)

Adani basta cemento – a Campiglio, località “Maneggio” (foto del 17 febbraio 2007)

[3] Quello che colpisce in questa vicenda è, da parte di Daria Denti, l’adozione di una strategia alla “Io non c’ero. E se c’ero dormivo”. Possibile sgravarsi di dosso ogni responsabilità solo negando i fatti? In realtà, il punto più disturbante non è neppure questo. Sono almeno due o tre anni che il PD (i DS prima) è consapevole dei limiti e delle criticità del PRG vigente. Che ha una sua storia. Va calato in un contesto specifico. Allora, ad esempio, le previsioni demografiche elaborate dalla Priovincia di Modena davano Vignola in calo: le previsioni al 2007 erano di circa 19.500 residenti! Oggi siamo in verità a 24.400!! Nel decennio precedente il mercato immobiliare era stato stagnante (è nel corso degli anni 2000 che si ha un vero e proprio boom). Insomma ci sono, per così dire, anche dei fattori che spiegano perché un tale PRG venne allora percepito come sostenibile ed adeguato (o la si raccontava solo così?) dal principale partito al governo della città. In ogni caso, che il PRG vigente sia un “nodo” critico è noto da tempo. E’ dunque noto da tempo che in occasione delle elezioni comunali del 2009 questo sarebbe divenuto uno dei temi, uno degli issue, della campagna elettorale (e del confronto con i cittadini). Possibile che il PD ed il candidato a sindaco del PD non abbiano elaborato altra strategia per rispondere alle (giuste) critiche dei cittadini sul PRG che dire: “io non c’erò (e se c’ero …)”; “io non sono responsabile (sono stati altri …)”? Questo è il segno di una grande fragilità di elaborazione politica (ed anche il segno di un certo opportunismo).

Foto dell'1 marzo 2006 (zona Brodano)

Verde no case! – zona Brodano (foto dell’1 marzo 2006)

[4] Una controprova la si dovrebbe cercare nelle prese di posizione nei dibattiti pubblici (interni al PD oppure, meglio, con tutti i cittadini). Daria Denti è forse intervenuta, ha preso posizione, ha richiamato l’attenzione del suo partito e dell’amministrazione comunale sulla questione dell’espansione edilizia di Vignola? Sul consumo di territorio? Su un modello di sviluppo della città che finanzia pezzi importanti di opere pubbliche (ciclabili, scuole, ecc.) con il consumo di territorio? A me non risulta. Anzi, quando ha avuto un’occasione per dire che non era d’accordo se l’è lasciata sfuggire, ed ha votato a favore. Mi riferisco al Documento preliminare del PSC che, come ho già evidenziato (vedi), non dice un “no” assoluto al consumo di territorio, ma condizionato. Ovvero prevede ancora consumo di territorio per le de-localizzazioni e per “il finanziamento della città pubblica”. Ora quel documento è il documento che esprime la volontà politica dell’amministrazione comunale di Vignola (assieme all’Unione Terre di Castelli) sul futuro della città e del territorio. E’ stato approvato dalla giunta municipale di Vignola il 25 settembre 2008. In quell’occasione Daria Denti ha votato a favore. Lì non si trattava del “vecchio” PRG, ma del documento più importante del percorso della nuova pianificazione urbana e territoriale. E’ normale che qualche cittadino consapevole gliene chieda conto. Le chieda cioè conto della non coerenza tra quello che ha fatto come amministratore pochi mesi prima di candidarsi e quello che sta dicendo (oggi) come candidato. E’ normale anche che le risposte fornite non vengano prese automaticamente per buone. In effetti anch’esse sono insoddisfacenti (vedi).

Foto del 9 dicembre 2008 (zona Brodano)

Foto del 9 dicembre 2008 (zona Brodano)

[5] C’è un ultimo elemento, in questa vicenda, che va rilevato. La fragilità della politica – questa volta quella dei partiti “veri”, non quella delle liste civiche. Che il candidato a sindaco del PD, in modo disinvolto, nel corso di una campagna elettorale certamente non semplice,  dica delle cose che contraddicono quanto da lei fatto pochi mesi prima (e quanto sostenuto dal PD stesso negli ultimi anni) testimonia – a mio modo di vedere – la fragilità del dibattito interno al partito. Testimonia della mancanza di strumenti (dati, informazioni, rendiconti, ecc.) per elaborare una posizione forte sulla pianificazione territoriale. Una posizione che segnali l’operare di un processo di apprendimento dalle esperienze di pianificazione del passato. Forse di tutta questa vicenda questo è l’aspetto più grave. Non c’è un documento, dico uno, in cui il PD sia riuscito ad elaborare una posizione solida e fondata sullo sviluppo urbanistico della città. In cui si percepisca la capacità di analisi, in cui si faccia una rigorosa analisi costi-benefici (più case producono più oneri di urbanizzazione, ma richiedono anche più servizi che vanno dunque adeguatamente finanziati … un circolo vizioso?), in cui si tratteggi, nel modo anche più “razionale” possibile, un percorso di sviluppo urbano (solo riqualificazione?). Per approdare ad una posizione che non sembri una risposta data in una fase di panico per il voto imminente di cittadini perplessi o insoddisfatti. E’ mancata la (vera) politica. Oggi si naviga (forse) a vista.

PS Per fare chiarezza. Chi scrive ha ricoperto incarichi nell’amministrazione comunale di Vignola dal 1995 al 2009. E’ stato assessore (alla scuola ed alle politiche sociali) e consigliere comunale (pure capogruppo dei DS). Non è stato sindaco, non è stato assessore all’urbanistica, non è stato segretario dei DS (o del PD), non è stato presidente dell’Unione comunale dei DS. Porta certamente la responsabilità, in quanto esponente di questo partito ed amministratore di Vignola, anche della pianificazione urbanistica e territoriale (con gli adeguati distinguo in merito al grado di responsabilità). Però non si sognerebbe mai di dire: “io non c’ero. E se c’ero dormivo”. Vorrebbe certamente partecipare e dare il suo contributo – cosa che sta provando a fare anche tramite questo blog – per ricostruire e leggere criticamente, per comprendere meglio la pianificazione urbanistica passata e quella futura. Per fare in modo che in futuro risulti meno probabile commettere errori fatti in passato.

Annunci

5 Responses to Imbarazzante vuoto di memoria di Daria Denti sul PRG

  1. riccardo ha detto:

    Più che una risposta Le girerei una domanda alla quale nessuno sa o vuole rispondere.
    A chi serve il nuovo polo scolastico tanto decantato e dai costi “si parla di 22/25 mln di €.” così elevati se a detta di tutti i candidati non si costruiranno più o quasi abitazioni,se la popolazione di conseguenza non aumenterà,almeno spero e se come scritto sul giornalino del comune tutte le richieste di iscrizione alle scuole sono state evase?
    Le sarei gra to se almeno Lei mi desse questa risposta.
    Grazie
    Riccardo R.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      La popolazione di Vignola è destinata comunque a crescere. L’amministrazione comunale può provare a governare il “quanto” crescere ancora: poco o tanto. Una accesa discussione internal al PD – nel comitato direttivo – ha preteso ed ottenuto che si stralciasse dal Documento preliminare del PSC l’ipotesi di raggiungere i 28.000 residenti in quindici anni (al 2023). La crescita ulteriore è infatti data da tre componenti: (1) occupazione degli alloggi oggi sfitti (1000? 2000?); (2) la sostituzione di nuovi nuclei familiari, più ampi, al posto delle famiglie unipersonali di anziani; (3) i diritti edificatori, a costruire, previsti dal vigente PRG e che non potranno essere cancellati (forse non è gran cosa, ma c’è). Dunque nei prossimi anni Vignola continuerà a crescere e crescerà soprattutto la popolazione minorile. Per un semplice motivo: i processi di immigrazione portano qui famiglie giovani, all’età giusta per far figli. Nel 2008, infatti, il numero dei nati è stato di 279 (il valore più alto dal 1965 – ed il terzo in assoluto nella storia demografica vignolese). Occorre poi considerare che il sistema scolastico vignolese è in sofferenza certamente per la scuola media (l’attuale edficio è già stato saturato negli anni scorsi, trasformando laboratori in classi e così via). Occorre dunque una seconda sede di scuola media. Questo il trend e questi i problemi (alcuni). Per sapere però effettivamente quale sarà effettivamente il fabbisogno di spazi scolastici da qui a 3-4 anni servono dati in possesso dell’amministrazione comunale che io non ho. Per informazioni più approfondite sullo sviluppo demografico di Vignola puoi consultare la sezione “demografia” di questo blog, a partire da questo post:
      https://amarevignola.wordpress.com/2009/01/06/boom-delle-nascite-a-vignola-nel-2008/

  2. fabrizio ha detto:

    Caro Andrea credo che ciò che tu dici in questo scritto rientri in un modo di fare politica a cui abbiamo assistito negli ultimi 20 anni a Vignola.

    Le amministrazioni comunali che si sono succedute a Vignola, hanno via via perso contatto con i cittadini, e anche le scelte relative al vecchio PRG non sono state adegutamente partecipate.

    Si è consumato troppo territorio ed ora i nodi vengono al pettine con tutte le contraddizioni e le dichiarazioni del “io non c’entro” da parte della candidata a sindaco e del sindaco uscente.

    Ma anzichè elaborare strategie per porre rimedio a questa situazione (stop a uso di territorio ma per davvero) il PD locale ma anche la Lega nei loro programmi non hanno proposte alternative in tal senso.

    Faccio parte della lista civica Vignola cambia e nel nostro programma, fra le altre, ci sono varie indicazioni per cambiare indirizzo in questo senso:

    1) uscire dal circolo vizioso di bilancio (almeno in parte) che ha caratterizzato la getione delle nostre amministrazioni: siccome lo stato ci da sempre meno soldi abbiamo bisogno di oneri di urbanizzazione per far fronte ale spese correnti. Una scelta di questo tipo è a dir poco dissennata; nel giro di qualche decennio non ci sarebbe più patrimonio naturale a Vignola! Una soluzione che noi soli proponiamo è quella di puntare sul risparmio e sulla produzione di energie alternative negli edifici pubblici. Forti risparmi energetici e produzione di energia soprattutto da fotovoltaico come hanno fatto tanti altri paesi e città europee su scuole,ed edifici pubblici. (mi pare non economica l’idea del sindaco uscente di dare in uso i tetti pubblici per fare produrre energia ai privati in cambio di un canone:
    chi ci guadagna è il privato!)

    2) Non si può continuare con la logica dell’edilizia contrattata e della dismissione dei beni comuni (ex mercato, ex enel, nuovo mercato ecc) per avere le risorse per poter poi fare il polo scolastico e il polo della sicurezza. Anche qua prevale la logica di un uso ulteriore di territorio per sviluppare quella che viene chiamata la città pubblica. E’ assolutamente necessario utilizzare il patrimonio edilizio esitente pubblico e privato che deve essere riutilizzato e riciclato per le nuove esigenze.

    Fabrizio migliori.

  3. giovanni ha detto:

    Nell’incontro di mercoledì sera fra i due candidati Sindaco qualcuno ha chiesto un chiarimento a proposito delle risorse che dovranno essere reperite qualora il mancato introito degli oneri di urbanizzazione non permetta piu’ la chiusura del Bilancio in parte corrente e tantomeno l’esecuzione delle opere e degli investimenti previsti.
    E’ stato chiesto allora dove si pensa di recuperare queste risorse.
    Ho capito male o il Canditato Daria Denti ha risposto che per le risorse mancanti verra’ utilizzato un riparto perequativo all’interno dell’Unione Terre di Castelli? Ho tradotto male pensando che le risorse verranno reperite anche facendo, attraverso il PSC intercomunale, una ‘bella’ (?!) espansione edilizia che mettera’ ache i Comuni ancora non devastati nella stessa futura condizione?
    Mi auguro davvero di aver capito male…perchè altrimenti la stessa logica del consumo del territorio nei prossimi anni riguardera’ anche tutti gli altri Comuni dell’Unione Terre di Castelli e tutta la disponibilita’ a ridiscutere del modello di sviluppo che mi sembra sia uscita da questa campagna elettorale rimarranno solo belle parole…

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Un meccanismo perequativo potrebbe essere in effetti applicato all’espansione edilizia programmata congiuntamente a livello intercomunale, nell’ambito del PSC. Un PSC intercomunale apre in effetti la possibilità, per le amministrazioni comunali coinvolte, di decidere congiuntamente dove collocare le zone di espansione edilizia, definendo in anticipo modalità di ripartizione degli oneri tra i comuni. Ad oggi, tuttavia, si tratta solo di una possibilità. Sembra di capire che l’attuale documento preliminare del PSC sarà rivisto. Bisognerà guardarci con cura, allora.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: