Ferrovia Vignola-Bologna: i nodi del 2013

Bisogna dare atto al vicepresidente della Provincia di Bologna, Giacomo Venturi, dell’impegno che sta mettendo nel coordinare il “tavolo di confronto” tra il comitato degli utenti (l’associazione In prima classe per Bologna-Vignola: vedi), i comuni interessati dalla linea, le due aziende che gestiscono il servizio (TPER Spa e FER Srl), oltre alla Regione. Oggi si è tenuto uno dei periodici incontri di questo “tavolo” (assente il comune di Vignola, evidentemente in altre faccende affacendato). E’ stata, dunque, l’occasione per fare il punto della situazione sui problemi rilevati e sui necessari interventi, a partire da quello programmato per luglio ed agosto nel tratto Bazzano-Muffa e che porterà alla sospensione del servizio ferroviario (con qualche positiva novità, però). In sintesi si tratta di questo.

Uno dei nuovi ETR350 (treno elettrico Stadler Flirt) fermo alla stazione di Bazzano durante una prova sulla linea (foto del 4 aprile 2013)

Uno dei nuovi treni elettrici ETR350 fermo alla stazione di Bazzano durante una prova sulla linea (foto del 4 aprile 2013)

[1] Il 24 di maggio scadranno i termini della gara tramite cui individuare l’impresa da incaricare dell’esecuzione dei lavori. Questi (per una spesa complessiva di circa 1 milione di euro) saranno da svolgere obbligatoriamente (e senza possibilità di proroga) nel periodo compreso tra 1 luglio e 31 agosto e consisteranno nel “risanamento” del binario nei 3 km del tratto Bazzano-Muffa, recuperando il mancato intervento di ripristino antecedente alla messa in esercizio della ferrovia nel 2003. Asportazione del pietrisco e sua vagliatura; realizzazione di uno scavo di 30 cm di profondità da riempire con nuovo pietrisco; realizzazione di adeguati canali di scolo così da consentire un più efficace deflusso delle acque piovane; risistemazione dei binari – in sintesi si tratta di questo (e del livellamento del binario alla stazione di Muffa). Durante questi due mesi il servizio verrà sospeso ed auto sostituito, salvando però alcune corse in treno nel tratto Crespellano-Bologna. E’ questa una notizia positiva, visto che i programmi originari di TPER prevedevano solo corse sostitutive a mezzo autobus. Ed è un risultato ottenuto grazie al pressing dell’associazione degli utenti (vedi), con il supporto degli enti locali. Ovviamente la tendenza ad affidare per intero il servizio a bus anziché a treni riflette ragioni di tipo economico (minor spesa). La soluzione di compromesso accettata consentirà di mantenere il treno, seppure limitatamente al tratto Bologna-Crespellano (la corsa proseguirà quindi in bus), negli orari a più alta frequentazione. Il cantiere, dunque, sarà assai impattante, ma dovrebbe consentire di “recuperare” lavori rinviati in passato e di risolvere definitivamente alcuni problemi di stabilità emersi negli ultimi anni (vedi).

Uno dei nuovi treni elettrici ETR350 in occasione della presentazione al pubblico, presso la stazione di Bologna Centrale (foto del 21 gennaio 2013)

Uno dei nuovi treni elettrici ETR350 in occasione della presentazione al pubblico, presso la stazione di Bologna Centrale (foto del 21 gennaio 2013)

[2] Ne era stata annunciata la messa in servizio entro il 2012. Poi nei primi mesi del 2013. Si tratta degli ETR350, i nuovi treni elettrici (ed anche più capienti – sono treni a 5 carrozze, contro le 3 degli attuali ATR220, ancora diesel), che entreranno in funzione nei prossimi mesi – con ogni probabilità in autunno – in modo progressivo. Ma il nuovo materiale rotabile è condizione necessaria, ma non sufficiente, per un salto di qualità del servizio. Rimane da “perfezionare” l’impiantistica (vedi – anche oggi due passaggi a livello non hanno abbassato le sbarre al passaggio del treno 11644, quello partito da Vignola alle 6.07), da sistemare le stazioni (quelle di Vignola, Savignano Comune, Savignano Mulino e Muffa sono abbandonate), da dotare la linea di sistemi di informazione agli utenti non da medioevo, da mettere in funzione la stazione ACEI di Zola Comune (così che anche Zola possa diventare una stazione di interscambio – Vignola lo è già diventata) ed altre “cosine” del genere. Senza un programma serio di “ammodernamento” anche i nuovi ETR350 non saranno sufficienti per far migliorare significativamente il servizio (ricordate l’episodio, successo almeno due volte, della chiave di cabina rotta che mette fuori uso un ATR220 con ripercussioni sulla regolarità del traffico della linea per qualche ora? vedi – ci ricorda che i treni non sono tutto).  Comunque anche su questo fronte una buona notizia c’é. E’ di oggi l’impegno di FER Srl a rimettere in funzione gli ascensori presenti nelle stazioni di Bazzano e di Crespellano, facendosi carico degli oneri della gestione. Anche in questo caso – va riconosciuto con onestà – l’obiettivo è stato raggiunto grazie al pressing dell’associazione degli utenti (vedi).

Il treno attraversa il passaggio a livello, presso Savignano Comune, con le sbarre alzate (foto del 24 aprile 2013). Almeno 6 o 7 episodi del genere si sono verificati negli ultimi sei mesi.

Il treno attraversa il passaggio a livello, presso via Casella Gatta, nelle basse di Vignola, con le sbarre alzate (foto del 24 aprile 2013). Almeno 6 o 7 episodi del genere si sono verificati negli ultimi sei mesi.

[3] Ma la vera sfida per il gestore del servizio è quella di cogliere l’occasione della messa in esercizio dei nuovi ETR350 per ridurre i tempi di percorrenza! Che, paradossalmente, sono maggiori oggi rispetto a dieci anni fa, quando il servizio venne riattivato (nel 2004 il percorso Vignola-Bologna, meno di 33 km, era realizzato in 59 minuti, oggi ne servono 62!). Eliminare i tempi morti alle stazioni di Bazzano e Casalecchio Garibaldi; recuperare velocità nel tratto Bazzano-Muffa (oggi, spesso, si viaggia a 30 km/h a causa dell’instabilità del binario); sfruttare le migliori doti di accelerazione e velocità dei nuovi ETR350 (ma anche ATR220); in futuro sopprimere qualche passaggio a livello con soluzioni di viabilità alternativa  – tutte cose che vanno usate per ridurre i tempi di percorrenza, superando l’attuale tempistica disegnata per i vecchi ALN668! Questa è la richiesta che avanza con insistenza e con continuità (da più di un anno: vedi) l’associazione degli utenti. Richiesta a cui manca ad oggi una risposta (che può essere solo nei termini di uno studio sulle possibilità di riduzione dei tempi di percorrenza sfruttando al meglio tecnologia ed organizzazione, nell’ambito dei vincoli strutturali oggi presenti). Perché TPER prenda sul serio questa richiesta non c’è più molto tempo, visto che si deve puntare ad introdurre la nuova tempistica di percorrenza con il nuovo orario del dicembre 2013, quando l’esercizio dovrà essere garantito solo da ETR350 e ATR220. Ma anche in questo caso l’associazione degli utenti non ha nessuna intenzione di rinunciarvi. Ne riparliamo presto.

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