Il PD di Vignola sempre più piccolo, sempre meno significativo

Il 2019 è lontano (è l’anno in cui si terranno le prossime elezioni comunali), ma il PD quelle elezioni le ha già perse – se stiamo alla sua inconsistenza in questa prima metà della legislatura. Questo il mio pronostico. Risale all’inizio di ottobre un comunicato del partito in cui dichiarava “Paralisi dell’azione della maggioranza” (vedi). Prima di allora mesi di letargo. Dopo di allora ancora … letargo. Il fatto è che ad essere paralizzato è in realtà il PD stesso. La maggioranza ha imparato a convivere con le proprie tensioni e l’amministrazione “civica” è di nuovo al lavoro: è avviato un percorso partecipato per un nuovo statuto della biblioteca comunale (vedi), è in corso la redazione del nuovo Piano Urbano del Traffico (vedi), è stata portata a termine la trattativa con il demanio ed acquisita l’area della stazione ferroviaria (pdf) e ci si appresta a definire il bilancio di previsione 2017 (ed altro ancora). Difficile intendere tutto ciò come “paralisi dell’azione della maggioranza”. Se invece si guarda a quanto non sta facendo l’opposizione allora risulta chiaro che ad essere paralizzato è il PD. Nessuna iniziativa né in consiglio comunale, né verso la città. Alla mancanza d’azione si affianca però anche un vuoto d’idee. Ecco perché è facile prevedere che, dovesse continuare ancora per un po’ questa modalità operativa, molto difficilmente consegnerà al PD una qualche chance di vittoria alle elezioni comunali del 2019. Dall’irrilevanza di oggi si arriva facilmente ad una nuova sconfitta elettorale nel 2019.

Carlo Carrà, Ritmi di oggetti, 1911, Pinacoteca di Brera, Milano (foto del 16 agosto 2016)

Carlo Carrà, Ritmi di oggetti, 1911, Pinacoteca di Brera, Milano (foto del 16 agosto 2016)

[1] A qualcuno viene in mente almeno una iniziativa realizzata dal PD di Vignola nei primi due anni e mezzo di questa legislatura? A me no. Ed in effetti non c’è stato praticamente nulla (basta scorrere il tristissimo, perché povero di notizie, sito web del partito: vedi). Tutte cose irrilevanti, rarefatte, non in grado di incidere. Ed in effetti il PD locale è scomparso dagli orizzonti: male sul web, ancora peggio sulla carta stampata, praticamente inesistente in città. Il merito di questo “gran da fare” (sic) è indubbiamente del nuovo segretario (Federico Clò) e della nuova segreteria (assieme al segretario anche Andrea Ghiaroni, oltre a Guerrino Cassani – ricordiamolo: vedi). Non è solo che la squadra è particolarmente striminzita (e fragilina in termini di “competenze” politiche). E’ anche che sembrano essere chiamati a fare da collo di bottiglia o, forse, da “segnaposto” (per qualcun altro?). Per questo, a quasi un anno dall’insediamento (vedi) il giovane segretario del PD di Vignola non ha grandi risultati da esibire (solo strepiti: vedi). Anzi, non ne ha affatto.

Filippo De Pisis, Natura morta con le uova, 1924, Pinacoteca di Brera, Milano (foto del 16 agosto 2016)

Filippo De Pisis, Natura morta con le uova, 1924, Pinacoteca di Brera, Milano (foto del 16 agosto 2016)

[2] Si potrebbe osservare: “pazienza” – se solo si vedesse un vero impegno alla “mobilitazione cognitiva” (vedi), ovvero all’analisi dei problemi della città ed allo studio e poi formulazione di proposte innovative. Qualcosa che testimoni che il partito, sbattuto all’opposizione nel 2014, sta “elaborando”, riattivando i processi di apprendimento cancellati del tutto sotto l’amministrazione Denti. Ma davvero nulla si coglie che possa far pensare ciò. Forse qualcuno è convinto che basti infine trovare un buon candidato (si sussurra il nome di Giovanni Zanasi, avvocato, già presidente della Fondazione di Vignola nel periodo 2005-2013). Forse qualcuno spera nella deflagrazione della composita maggioranza “civica” – ma come testimoniano le vicende degli ultimi mesi non è il caso di aspettarsi regali.

Osvaldo Licini, Angelo ribelle con luna bianca, 1955, Pinacoteca di Brera, Milano (foto del 16 agosto 2016)

Osvaldo Licini, Angelo ribelle con luna bianca, 1955, Pinacoteca di Brera, Milano (foto del 16 agosto 2016)

In realtà il PD, proprio in quanto partito ha – paradossalmente – un handicap. Parte, per così dire, svantaggiato rispetto a chi “partito” non lo è (in questo clima caratterizzato dall’antipolitica). Dovrebbe dunque poter dimostrare di essere “più bravo” degli altri: con maggiore capacità di visione e di elaborazione programmatica; riattivando le relazioni con i pezzi di una sempre più frammentata società locale (e facendo battaglie sincere, non opportunistiche); mettendoci la faccia su quei temi magari oggi non percepiti come importanti, ma che possono diventarlo nel giro di qualche anno (singolarmente né maggioranza, né opposizione dicono nulla sulla crisi economica e sulle sofferenze sociali che determina – e tutto oggi fa pensare che sarà ancora lunga). Avranno un asso nella manica. O forse un cornetto portafortuna. A me sembra solo un esempio della politica che ha smarrito sé stessa e la sua “cassetta degli attrezzi” (vedi). Vedremo.

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