Il segretario del PD di Vignola come novello Orlando Furioso?

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Questa sera a Vignola presso la Festa della Lega Nord sarà presente Matteo Salvini. Mi aspetto di vedere in prima fila al comizio il Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi, che assieme alla Lega Nord governa la nostra comunità, nonostante si vergogni ad ammetterlo. Immagino, quindi, che il sindaco e il noto europarlamentare festeggeranno insieme la Brexit, inneggiando con vigore ad una futura indipendenza dell’Italia e, chissà, promuovendo Vignola a nuova capitale della Padania” – sono le parole di Federico Clò, segretario del PD di Vignola (su facebook, 25 giugno 2016). Bullshit, commenterebbero gli inglesi (vedi). Non è la prima volta che il segretario del PD vignolese imbrocca l’autostrada delle iperboli per amplificare eterogeneità (e qualche contraddizione) della maggioranza “civica”. Senza entrare nel merito, ho l’impressione che la strategia sia perdente, visto che viene immediatamente rubricata dalla gente come “propaganda di partito” (ovvero credibilità zero), peraltro in una “zona ex-rossa” in cui si stanno affermando maggioranze di ogni colore (anche con candidati riconducibili alla Lega Nord, come a Finale Emilia: vedi). Certo, sarebbe ingeneroso verso l’impegno profuso dal giovane segretario per rianimare un PD cadaverico (dopo lo shock della sconfitta e la “cura” del reggente “straniero” Andrea Sirotti) ridurre i primi mesi del nuovo corso PD a questo. Il PD vignolese ha ripreso a fare iniziative – e questo è un bene. Ma non è ancora in grado di dire alcunché di significativo alla città. E se l’atteggiamento rimane quello delle iperboli non è chiaro come ciò possa accadere.

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Il segretario del PD Federico Clò (foto PD)

[1] “Il Circolo Pd di Vignola riparte da Federico Clò” – succedeva il 17 gennaio scorso (qui un commento sull’evento: vedi), dopo il primo “congresso” del partito a Vignola post-elezioni 2014. Pochi giorni dopo, la formazione di una striminzita segreteria (vedi). Sono passati appena 6 mesi, ma qualcosa si può dire del “nuovo corso PD” a Vignola. La ripresa di iniziative politiche è certamente cosa positiva, ma si rimane nell’alveo di una impostazione tradizionale di partito, dove la sede locale diffonde il messaggio proveniente dal centro. O offre una tribuna, ovvero un po’ di pubblico, ai vari big in tourné (to sell eyeballs – si direbbe nel mondo web). L’iniziativa del 27 aprile con l’assessore regionale Raffaele Donini su “Il valore dell’investimento pubblico nello sviluppo del territorio”. Quella del 13 maggio sulla riforma costituzionale con Matteo Richetti ed il segretario PD dell’Emilia-Romagna Paolo Calvano. Poi il 22 maggio con il banchetto in piazza di raccolta firme pro-referendum costituzionale con il senatore Stefano Vaccari. Infine, proprio in questi giorni, alcune iniziative politiche nell’ambito della “ridotta” festa del PD presso l’ex-mercato ortofrutticolo. Ma il ritorno delle routines di partito serve per far circolare informazioni in una base di militanti ed iscritti oggi decisamente ristretta (o anche per “mobilitarla”). Finiscono, indipendentemente dalle intenzioni, con l’essere momenti di propaganda (e di essere intese come tali dalla stragrande maggioranza dei cittadini). Per dare loro spessore servirebbe almeno un po’ di contraddittorio. Qualche interrogativo. Un serio impegno alla “ricerca”, ovvero alla “riflessione”. Vedremo.

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[2] Tra le routines di partito – altra faccia della propaganda – vi sono gli “attacchi” agli avversari, ovvero all’amministrazione civica. Vediamo una breve rassegna. Il sindaco la smetta con annunci demagogici: “il Pd di Vignola interviene sul tema rifiuti dopo le dichiarazioni ai media locali del sindaco Smeraldi che ha annunciato di voler avviare uno studio per poter uscire da Atersir” (vedi). Smeraldi ci dica se c’è ancora una maggioranza:chiediamo al primo cittadino di riferire in Consiglio comunale se esiste ancora una maggioranza: è la richiesta del Pd di Vignola dopo il botta e risposta a mezzo stampa tra il sindaco Smeraldi e il suo vice sindaco Pelloni” (vedi). Giunta Smeraldi, un bilancio immobile e Tari più cara:investimenti che sono frutto del lavoro della passata Amministrazione, rincaro del 3% della Tari, partecipazione solo di facciata: il Pd di Vignola critica le misure contenute nel bilancio di previsione approntato dalla Giunta Smeraldi” (vedi). Il sindaco lo nega, ma la Lega è decisiva per la Giunta:con buona pace di quanto vuol farci credere Smeraldi è sempre più evidente che la Lega Nord è una componente decisiva per la tenuta della sua maggioranza e il vicesindaco leghista ne è la piena conferma” (vedi). E’ certamente difficile fare opposizione (e, comprendiamolo, per il PD è la prima volta a Vignola!), ma in questo modo ci si consegna all’irrilevanza! E questo non è un partito che è stato per 70 anni all’opposizione (come è per il centrodestra in questa parte dell’Emilia), ma che ha amministrato la città ininterrottamente dal dopoguerra fino al 2014. E’ tutto quello che sa dire? Ovvero niente (o quasi). Tutte cose che al più riscaldano qualche militante, ma non certo in grado di “parlare alla città”. Visto che di nuovo questo genere di esternazioni finisce in automatico, per la stragrande maggioranza dei cittadini, nella categoria “propaganda” – ovvero “folklore politico”, cose a cui non prestare attenzione.

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[3] L’impressione è che ancora oggi al PD di Vignola manchi una chiara messa a fuoco dei bisogni della città: crisi economica? mancanza di opportunità per i giovani? sfiducia nella politica? scomparsa dei temi ambientali? ecc. Nessuna iniziativa sui temi che mordono la comunità locale. Così come manca una percezione dei limiti dei modi “tradizionali” del governo locale, del rapporto con le tante “agenzie” a cui nel tempo sono stati “esternalizzati” servizi (è il tema della governance locale: vedi), e così via. Insomma, la foga sembra prevalere sull’intelligenza, l’impeto sulla lucidità. Due esempi sono davvero illuminanti di questo deficit di elaborazione, di questa incapacità di “mobilitazione cognitiva” (vedi).

  • Invece che provare (inutilmente) a punzecchiare l’amministrazione civica presentando in consiglio comunale un ordine del giorno (pdf) sul tema “fusione dei comuni” (invitando a promuovere “iniziative di confronto per approfondire” il tema – tra l’altro non considerando che l’unica iniziativa sul tema era avvenuta poco prima proprio a Vignola con il sindaco Smeraldi! vedi) perché il PD di Vignola (o magari dell’Unione Terre di Castelli) non prova a dimostrare cosa ha appreso dalle esperienze fatte (es. Valsamoggia: vedi) e come evitare le criticità evidenziate? Elaborando un documento che dimostra che c’è vita intelligente sul pianeta PD?
  • E che dire dell’afasia che ha colpito il PD a fronte di un percorso durato almeno 6 mesi e che ha portato all’introduzione di nuovi istituti di partecipazione e di “democrazia diretta” nel nuovo statuto comunale, infine approvato il 21 giugno scorso con il voto contrario del gruppo consiliare PD senza che questi fosse in grado di presentare alla città una qualsiasi controproposta (vedi)?

Sono appuntamenti importanti completamente mancati dal PD di Vignola, in ciò guidato (sic) dal suo giovane segretario – novello Orlando furioso? Se questa vuole essere la strategia per riconquistare la città alle prossime elezioni comunali (nel 2019) forse è il caso di una più attenta riflessione. E di qualche aggiustamento di rotta. La politica locale ha bisogno di attori che la spingano verso l’alto e al momento – questo il mio giudizio – il PD risulta inadeguato rispetto a tale compito. Ed è un peccato.

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7 Responses to Il segretario del PD di Vignola come novello Orlando Furioso?

  1. Luciano Credi ha detto:

    Agora’ di Rai tre ha fatto un notiziario lunedì scorso in cui ha parlato dell’incontro a Parma del centrodestra con traino leghista risalente al 25 giugno 2016… Ma poi penso ha messo le immagini risalenti alla festa leghista vignolese, dove credo nello stesso posto ieri si è fatta la festa del PD. 2 sole serate in un comune come Vignola… ? Come dire non ci avete votato, adesso vi scordate cari anziani 20 giorni di liscio gratis al Bettolino, oltre alle gite gratis o quasi, in pullman x esempio a Roma il 26 ottobre 2008… Adesso capisco meglio le buttate dello stato maggiore del PD vignolese, con viaggio organizzato dall’Anpi locale presso casa Cervi per questo 25 aprile… : c’è il manifesto di Albano a Casalecchio, anche lui ha fatto delle belle canzoni… Adesso x ascoltare della musica dovremo andare fino li’… Oppure al Bettolino facevamo vedere a tutti le partite della nazionale… Ma adesso a casa nostra abbiamo messo su Sky…

  2. Dimer ha detto:

    Capisco le preoccupazione di Clò per un’estensione del voto di centrodestra nella nostra regione, ma se l’analisi del voto e le domande che si pongono sono “precofenzionate” o autoassolutorie non si va da nessuna parte. Ad esempio: se da un lato il territorio e l’identità può essere un mantra che non porta da nessuna parte, nemmeno può esserlo la fusione a prescindere. Questo voto ci dice,a d esempio, che vogliamo sindaci vicini ai bisogni concreti e non terminali delle segreterie di partito, che non se ne può più di chi dà per scontato che poi lo voti a prescindere o che le “riforme” sono comunque buone; che le ricette macroeconomiche e i manager siano la soluzione democratica ai nostri bisogni. Io, uomo di sinistra, devo prendere atto che si è rotto il rapporto fra rappresentanza e progetto di cambiamento, che i giovani votano prevalentemente il Movimento 5 stelle, che i problemi dei lavoratori e dei giovani sono ancora al palo, che mi si stanno “restringendo” le tutele sociali. Io vorrei partire da qui e da qualche IDEA sull’assetto urbanistico ed economico.del nostro territorio, ricordando la Costituzione. Dimer Marchi

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    “E’ il momento di avviare veramente una stagione innovativa nel governo dei territori verso le forme associative, le unioni, le fusioni. Dobbiamo essere aperti e innovativi verso i cambiamenti anche nella creazione e gestione dei servizi per dare maggiori risposte alle esigenze dei cittadini, penso, ad esempio, ai servizi nei mesi estivi. Sono necessarie azioni per rimettere al centro i territori che sono il baluardo della risposta al cittadino, l’interfaccia delle istituzioni. I Comuni, anche ripensati, devono avere le condizioni per operare per essere concretamente vicini ai bisogni delle comunità, questo dobbiamo richiedere anche a chi governa. Il Partito democratico e i suoi amministratori devono guardare ancora di più alle reali necessità dei cittadini, delle comunità; ascoltare le persone e andare nei luoghi che frequentano: nei luoghi associativi, del lavoro, nelle piazze. Il Pd deve smettere di dare di sé l’immagine di un partito interessato (neanche più ai suoi equilibri, come si sarebbe detto un tempo), ma solo alle sue liti e alle sue rivendicazioni.” Sono le parole del segretario provinciale PD Lucia Bursi, a conclusione del commento sul recente voto comunale.
    http://www.pdmodena.it/2016/07/02/voto-lucia-bursi-tornare-tra-le-persone-smettere-di-litigare/
    Lasciamo stare la questione delle aggregazioni degli enti locali. Anche fosse auspicabile percorrere questa strada il PD dovrebbe seriamente interrogarsi sul “come fare” (Valsamoggia offre tanti insegnamenti per chi vuole coglierli). Di sicuro però bisogna saper amplificare la capacità di ascolto del disagio che oggi attraversa il paese. E rivedere l’ordine delle priorità nell’allocazione delle risorse (nel frattempo diminuite) degli enti locali. Io rimango fermamente convinto che non si è ancora capito – né ci si è realmente provato – quanto la crisi economica che dura dal 2008 (per l’Italia, assieme a Grecia e Spagna – assai meno per il resto d’Europa) sta trasformando la società. Per alcune fasce di popolazione – penso soprattutto ad una larga parte dei giovani – in modo drammatico (in termini di perdita di “chances di vita” direbbe Dahrendorf). Il PD, al di là delle parole di buon senso della Bursi, non ha fatto nulla, a livello locale e provinciale, per muoversi in questa direzione. E da questo punto di vista anche la fragilità del PD vignolese si vede tutta (certo, sono passati “solo” 6 mesi dall’insediamento della nuova segreteria; magari presto ci stupiscono). Con questo non voglio certo assolvere troppo facilmente anche le diverse amministrazioni “civiche” nel frattempo insediatesi sul territorio, anch’esse spesso prive di bussola per gestire questa nuova fase (ma già un abbandono dei “grandi progetti” va incontro all’umore della gente).

  4. Rosanna Sirotti ha detto:

    le amministrazioni civiche hanno almeno la scusante di essere del tutto nuove e quindi necessitano di un periodo di ” rodaggio “.chi ha governato per 6o anni non si può permettere di fare soltanto critiche inconsistenti ma avrebbe il dovere di fare critiche costruttive, se il bene della città è sempre il loro obiettivo,. assistendo ad un consiglio comunale ho avuto l’ impressione di inconsistenza della minoranza dove non mancano persone che meriterebbero una migliore compagnia.

  5. Dimer ha detto:

    A proposito delle dichiarazioni di Bursi, trovo incredibile la richiesta di accelerazione del processo fusionale nell’area nord; non ci trovo un nesso logico. In ogni caso:è giusto che il cittadino-elettore le approvi nell’urna potendo sapere la posizione dei candidati su:
    – autonomia impositiva dei Comuni e federalismo fiscale;
    – posizione sulle fusioni e percorso da seguire.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Come sai, Dimer, sono più possibilista di te rispetto alla fusione di comuni. Non mi dispiace dunque che qualche forza politica – nel caso specifico il PD – prenda l’iniziativa. Come ho detto però il PD dovrebbe seriamente interrogarsi sul “come fare” (Valsamoggia offre tanti insegnamenti per chi vuole coglierli). E dovrebbe sollecitare con forza la Regione ad assumere un orientamento chiaro sul valore della volontà dei cittadini (che per me rimane imprescindibile). Visto che il progetto, se diverrà tale, riguarderà 7 comuni (Camposanto, Cavezzo, Concordia, Medolla, Mirandola, San Felice e San Prospero) e bisogna chiarire una volta per tutte cosa succede se al referendum “consultivo” i cittadini di uno (almeno) dei comuni interessati bocciano il progetto. Per quanto riguarda il nesso logico secondo me c’é: è chiarissimo oggi (a chi vuole intenderlo) che la “crisi” ci accompagnerà ancora per parecchio tempo. In questa situazione occorre recuperare il massimo di efficienza della macchina amministrativa (e la crescita dimensionale può aiutare – certo, un’affermazione che va puntualmente verificata), sfruttare i contributi statali e regionali concessi, rivedere l’allocazione delle risorse (detto con una frase ad effetto: più “fondamentali”, meno “effimero”). Ovviamente confidando che le innovazioni istituzionali possano essere accompagnate da più partecipazione dei cittadini (e non dalla temuta – ed un poco usata strumentalmente – “desertificazione civica”). Comunque, è una discussione – mi ripeto – che sta bene fatta seriamente. Senza dogmi nell’una e nell’altra direzione.

  6. Dimer ha detto:

    Non ho difficoltà ad ammettere che sia giusto cercare di migliorare l’efficienza della macchina amministrativa ed altro, ma sono convinto che ove vi sia la volontà lo si possa fare anche tramite un’Unione più flessibile e leggera, che ragiona sui problemi e non su astratti teoremi o esigenze d’apparato. Quanto all’insieme se prima non si capisce che questa è una crisi strutturale che incide profondamente nella carne viva della società, che porta via il futuro ai giovani penso che la fusione sia comunque “un pannicello caldo”.
    Dimer Marchi

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