Alberi dei nuovi nati lungo il Percorso Natura. Ecco cosa non va, di Stefano Corazza

Chiedo ospitalità ad Andrea per esprimere un forte dissenso con un suo post in cui si plaudeva all’iniziativa “Un albero per ogni nuovo nato” realizzata quest’anno dal Comune di Vignola (vedi). Un post che ho letto solo da poco con grande ritardo sulla sua pubblicazione e solo quando mi accingevo ad inviare ad Andrea un commento su quanto ero riuscito a sapere, dopo diversi contatti e richieste di informazione e non senza qualche difficoltà, su ciò che osservavo durante le mie passeggiate lungo il Panaro.  Sto parlando di un’area attraversata dal “percorso Natura” che si trova poco oltre (circa 700 metri in direzione Marano) la fine dello stradello asfaltato che parte dall’area attrezzata (tennis, campi di calcio, Casale della Mora).

L'area, lungo il Percorso Natura verso Marano, scelta per la piantumazione di "un albero per ogni nuovo nato" (foto del 30 novembre 2013)

L’area, lungo il Percorso Natura verso Marano, scelta per la piantumazione di “un albero per ogni nuovo nato” (foto del 30 novembre 2013)

Un’ampia radura pianeggiante tra i coltivi e una striscia di bosco ripariale, attrezzata sul margine verso i coltivi  con alcune panchine.  Una radura che seppure parzialmente manomessa  circa un decennio  fa (con rade piantumazioni di cui sopravvivono solo un paio di frassini e un carpino, mi pare) conservava grazie alla sua rinaturalizzazione spontanea  un prato semiarido collocato sul primo terrazzo del fiume. Non si tratta dunque né di un ex-coltivo né di un giardino o un Parco urbano bensì di un’area fortemente connessa con l’ambiente fluviale;  dovremmo dire in linguaggio più tecnico un Habitat dell’ecosistema del Fiume Panaro. Una tipologia di habitat il cui valore naturalistico è riconosciuto sia dagli studi e pubblicazioni che riguardano il Panaro (vedi R. Rabacchi, E. Cavani, G. Tosatti,  Panèra) sia dalle previsioni Programmatiche regionali che individuano il Panaro in questo tratto come un “corridoio di importanza regionale”.
Il valoroso Assessore Mauro Scurani e la sua truppa di tecnici alla ricerca di aree  per piantare alberi non hanno trovato di meglio che procedere ad una bella aratura  e successiva fresatura di questo prato per poi, con tanto di battage promozionale (evidentemente fallito a dar retta alle immagini e al report del post di Andrea, vedi le ultime 13 foto: vedi), procedere a piantare un primo lotto piantine di piccola taglia. Cavalieri di Re Artù o Cavalieri dell’Apocalisse?

Foto

L’area, lungo il Percorso Natura verso Marano, scelta per la piantumazione di “un albero per ogni nuovo nato” (foto del 30 novembre 2013)

Siamo alle solite: approssimazione e superficialità (ad essere buoni) che guidano la mano di chi gestisce il verde pubblico a Vignola provocano danni invece che benefici  e in questo caso un vero e proprio “danno ambientale” consistente nel danneggiamento di un habitat naturale, reato contemplato nelle leggi dello Stato; senza  dimenticare anche qui i valori perduti quando la biodiversità e i servizi ecosistemici  sono compromessi e degradati.
Poiché il Percorso Natura è una competenza della Provincia di Modena, che ha in concessione dal demanio cui appartiene tutta l’area, anche una fascia attorno al tracciato e visto che l’impianto, come si può vedere anche dalle foto, si attesta con un filare che costeggia a meno di un metro tutto lo stradello, ho chiesto se questo intervento avesse ottenuto una qualche autorizzazione dalla Provincia. Non solo il Comune di Vignola ha agito senza alcuna autorizzazione ma persino dalla stessa Provincia mi sono state espresse riserve sostanziali sull’intervento. Anche dalla Regione che dovrebbe vigilare sulle azioni che rischiano di compromettere le sue previsioni programmatiche ho avuto reazioni di sorpresa e disappunto quando ho segnalato la questione.
Infine si dice che sarebbero stati piantati pioppi e ontani (data la stagione e la dimensione il riconoscimento in campo delle specie non è certo semplice).  Nessuna specie arborea  (come dimostra l’insuccesso di precedenti piantumazioni)  avrebbe comunque  certamente vita facile su questo terrazzo fortemente drenato e con sempre meno alimentazione trasversale sotterranea dal corso fluviale visto che il letto ghiaioso è sempre più eroso e il fiume scorre, il più spesso, sulle argille impermeabili; a maggiore ragione gli ontani che sono specie fortemente igrofila!  La manutenzione dell’impianto  e l’assistenza idrica necessaria risulterebbero perciò, oltre che per la bassa accessibilità dl sito, molto difficili e onerose.
E adesso, allora? Dispiace per i (pochi ) bimbi che hanno il loro nome sui box di plastica (sic!) collocati con notevole impatto visivo (vedi foto;  queste tra l’altro,  sono modalità di impianto più adatte ad un frutteto che ad una alberatura in ambito naturalistico) ma quanto piantato dovrebbe al più presto essere espiantato ed eventualmente ripiantato altrove (perché non pensare  al Parco di Via di Mezzo  in cui la pretesa “biodiversità”- i soliti cartelli tutto fumo e niente… – può attualmente essere assimilata solo a quella di un ambiente pre-desertico: vedi). Un’operazione semplice vista la piccola dimensione delle piante e dunque delle buche di impianto. Il suolo deve essere successivamente spianato e  lasciato ad una libera evoluzione se non si vuole provvedere ad una semina di erbacee adatte a questo ambiente, avendo cura di controllare per qualche tempo le possibili piante aliene infestanti.

L'area, lungo il Percorso Natura verso Marano, scelta per la piantumazione di "un albero per ogni nuovo nato" (foto del 30 novembre 2013)

L’area, lungo il Percorso Natura verso Marano, scelta per la piantumazione di “un albero per ogni nuovo nato” (foto del 30 novembre 2013)

PS Giù un altro e un altro ancora! Continua intanto  la decimazione dei platani di Via Spilamberto. Le ormai numerose piante abbattute, anche negli anni scorsi (vedi),  non sono state risarcite e l’alberatura  è ormai quasi del tutto scomparsa dal primo tratto di strada,  un ricordo da cartolina. Altro che il “Boulevard” sbandierato dal PSC,  questa sta diventando una strada della desolazione. Si dirà come al solito che è per la “sicurezza”. Ma marciapiedi/piste ciclabili che fiancheggiano la strada continuano ad essere  piene di buche e di fango, sporcizia o neve, dove sta la sicurezza di pedoni e ciclisti? Pare che per gli alberi piantati il Comune preveda una “compensazione” consistente nell’impiantarne altrettanti da qualche altra parte … affitteranno per la bisogna, a pochi euro,  un lotto in Namibia!

Stefano Corazza

PS Qui un altro post di Stefano Corazza dove si commenta la legge che dispone la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato (vedi).

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One Response to Alberi dei nuovi nati lungo il Percorso Natura. Ecco cosa non va, di Stefano Corazza

  1. sergio smerieri ha detto:

    Gli alberi dei nuovi nati, con la plastica ai piedi, a rischio di infestazioni e necessari di cure costanti ed aggiustamenti sembrano indicare un sinistro presagio di quel che sarà il futuro dell’uomo e della nostra città. Una metafora a cielo aperto che servirebbe in parte a giustificare lo scempio fatto in passato, il poco amore per il naturale – selvaggio e il confondere il giardinaggio con l’ ecosistema e sruffianare i cittadini: quello che Paltrinieri definisce da tempo marketing e che Scurani, invece di combattere, accentua. Perle ai porci.

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