Una nuova legge sugli alberi! Ma fondamentale rimane la sensibilità dei cittadini, di Stefano Corazza

Il silenzio con cui è stata accolta da tutti i mezzi di informazione non è certo un buon viatico per il suo cammino futuro, ma è bene sapere  che dall’1 febbraio 2013, con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n.27), è in vigore una nuova legge che riguarda gli ”spazi verdi urbani” (vedi). Non si tratta certo, come sarebbe stato auspicabile, di  un organico e completo inquadramento normativo della materia, ma di un insieme di norme su temi particolari che investono soprattutto leggi già preesistenti. L’art.1 consacra il 21 Novembre come “Giornata nazionale degli alberi“. Ma, attenzione, senza che questo comporti “nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. E’ pur sempre il Governo Monti! Niente altro comunque che una riedizione della Festa degli alberi (vedi). Ricordo il gracchiare della voce del Preside agli altoparlanti della classe che ogni 4 di ottobre annunciava che il nostro Liceo avrebbe celebrato la Festa degli alberi assegnando a tutti gli studenti un “tema di argomento boschivo”. E tutto finiva lì.

Alberi di ciliegio in centro città, Corso Italia (foto del 27 marzo 2009)

Alberi di ciliegio in centro città, Corso Italia (foto del 27 marzo 2009)

La Festa degli alberi ha in Italia radici antiche celtiche e romane legate a riti pagani, culti religiosi e tradizioni rurali e ha una prima ufficializzazione nello Stato unitario già nel 1898. Il Ministro Baccelli che la istituì per le scuole (e formalizzò successivamente con un Regio Decreto nel 1902) così la presentò: “Le selve sono salute e ricchezza; sono filtri stupendi e centri di produzione ossigenica, anzi di ossigeno elettrizzato, che è tra le più poderose difese contro gli invisibili organismi malefici. Tutelano il clima, equilibrano la temperatura; disciplinano le correnti dell’aria; provvedono alle condizioni igrometriche del sottosuolo proteggono i colli nella loro coesione; difendono le praterie; conservano le acque; a noi, che non abbiamo il carbon fossile danno il combustibile; ci proteggono dalla grandine; e, poste sui monti, fanno da parafulmini… Noi deploriamo oggi la frequenza delle inondazioni; e se potessimo volgere a beneficio del rimboschimento sulle Alpi e sugli Appennini il denaro che ogni anno si disperde per riparare ai dilagamenti dei nostri fiumi, specialmente del Po, ed alle alluvioni del Mezzogiorno, i grandissimi danni che dobbiamo lamentare, sarebbero immensamente ridotti di numero e di quantità …

Viale Vittorio Veneto, uno dei più belli viali alberati di Vignola (foto del 12 gennaio 2013)

Viale Vittorio Veneto, uno dei più belli viali alberati di Vignola (foto del 12 gennaio 2013)

I fini della Giornata Nazionale degli Alberi oggi varata sono perfettamente sovrapponibili (astraendosi dalla diversa forma linguistica e dalla evoluzione dei riferimenti scientifici e tecnici) alle parole del Ministro Baccelli: “perseguire,  attraverso  la  valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo,  l’attuazione  del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge 1º giugno  2002, n. 120, e le politiche di riduzione delle emissioni,  la  prevenzione del  dissesto  idrogeologico  e   la   protezione   del   suolo,   il miglioramento  della  qualità  dell’aria,  la  valorizzazione  delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la  vivibilità degli insediamenti urbani.” (art.1, comma 1).

Striminziti esemplari di Gingko Biloba nel parco Giardino d'Europa (zona Tunnel). Perfetto esempio di come non si cura il verde pubblico (foto del 17 settembre 2011)

Striminziti esemplari di Gingko Biloba nel parco Giardino d’Europa (zona Tunnel). Perfetto esempio di come non si cura il verde pubblico (foto del 17 settembre 2011)

Centoquindici anni dopo, anni in cui ha conosciuto pochi periodi di attualità e molti periodi di oblio, tanto da rendere necessarie diverse ri-proclamazioni (nel periodo fascista, 1923; da un Fanfani … Ministro dell’Agricoltura!, 1951; da Pecoraro Scanio e De Mauro, 1991) e spostamenti di calendario (4 Ottobre, 21 Marzo, 21 Novembre),  pare che la Festa degli alberi  non abbia davvero prodotto sensibili modifiche né nell’atteggiamento culturale della maggioranza dei cittadini, né nella spinta delle istituzioni a favore degli alberi. Vogliamo dire che in questi anni abbiamo piuttosto “fatto la festa” agli alberi? Sarà questa la volta buona per un cambiamento?
L’art.2 della nuova legge riprende e modifica la legge già conosciuta come “un albero per ogni neonato”, legge n.113/1992 (vedi). Le novità: accelerazione dei tempi per gli adempimenti comunali; obbligo di informazione e censimento degli alberi; “bilanci arborei” da redigere alla fine di ogni mandato sindacale; un “Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” (art.3) che “monitora”, “promuove”, propone piani, “verifica” e “relaziona”, il tutto ovviamente “senza oneri …”. Insomma si capisce che anche il legislatore ha preso atto, come già i cittadini di quasi tutti i comuni italiani avevano constatato nelle loro realtà, del sostanziale fallimento ventennale di quella legge (vedi). Anche qui c’è solo da sperare che le nuove norme siano rispettate dai Comuni cui sono dirette, ma soprattutto che i cittadini le prendano come strumento per richiedere ai loro eletti di agire nel loro rispetto.

Un albero per ogni nuovo nato. Ma se poi nessuno li annaffia la fine è questa. Qui al Parco dei nuovi nati (foto del 22 agosto 2011)

Un albero per ogni nuovo nato. Ma se poi nessuno li annaffia la fine è questa. Qui al Parco dei nuovi nati (foto del 22 agosto 2011)

L’art.4 della legge rende cogente per i Comuni di dotarsi di standard urbanistici nelle quantità previste dal Decreto Ministeriale 2 aprile 1968, n.1444: per il verde pubblico 9 mq. dei 18 totali per abitante. Fino ad oggi gli standard sono sovente stati considerati come una mera indicazione di indirizzo, e non si dimentichi che lo stesso succedeva con gli standard (per il verde: 16 mq per abitante) fissati dalla vecchia legge urbanistica regionale n.47/1978. Sono previste misure che i Comuni inadempienti debbono adottare.
A questo proposito va detto che le statistiche disponibili, senza tenere conto delle distorsioni con cui le quantità sono spesso calcolate (c’è chi include le aiuole spartitraffico, chi conteggia le chiome degli alberi …), mostrano che molti Comuni hanno dotazioni di verde anche  notevolmente superiori allo standard (solo un esempio: Modena, tra i primi capoluoghi d’Italia, dichiara oltre 37 mq per abitante) con gravi deficit soprattutto nei comuni del Sud. La media nazionale è comunque un risicato 11 mq per abitante. A Vignola il “verde” assieme alle “aree per lo sport” assommerebbe a 16 mq per abitante (dati PSC).

Vial Libertà, viale alberato con tigli (foto del 19 dicembre 2009)

Vial Libertà, viale alberato con tigli (foto del 19 dicembre 2009)

Alcuni commi dell’art.4 riguardano la gestione del verde pubblico affidabile a privati con procedure semplificate e con diritto di prelazione a cittadini residenti. Nonostante l’apparente ragionevolezza, questa norma rischia di complicare l’intervento del volontariato nella gestione del verde pubblico e nello stesso tempo apre (se letto assieme alla Art.5) pericolose strade a baracche e baracchine per bar e ristori nelle aree dei parchi.
L’art.5 riguarda i contratti di sponsorizzazione tra pubblico e privati che vengono estesi anche a iniziative “finalizzate a favorire l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera tramite l’incremento e la valorizzazione  (sottolineatura mia) del patrimonio arboreo delle aree urbane …”. La norma – motivata da paradigmi che il governo Monti ci ha reso familiari: “maggiori economie”; “risparmi di spesa”, ecc. – prelude forse ad un futuro in cui gli alberi ci saranno solo se dotati di “banner pubblicitari” o provvisti di cartelli per l’affissione promozionale e i parchi urbani serviranno non ad osservare le foglie che cadono o a sedersi ad ascoltare le cince e i fringuelli o a chiacchierare con un amico, ma a ospitare tigellerie,  gelaterie, pub (es. area Rocca di Vignola: vedi)?
L’art.6, pur poco stringente sul piano della sua obbligatorietà, è il più innovativo in quanto elenca una serie di “iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”: dalle “cinture” ai tetti “verdi”. Vi si prevede anche una informazione sull’azione svolta per il “contenimento o riduzione delle aree urbanizzate e dell’acquisizione e sistemazione delle aree destinate a verde pubblico” basata su “sistemi di contabilità ambientale”.

In difesa dei tigli di via Libertà. Immagini dell'iniziativa "Non nel mio nome", promossa da Stefano Corazza nel luglio 2009 (foto 14 novembre 2009)

In difesa dei tigli di via Libertà. Immagini dell’iniziativa “Non nel mio nome”, promossa da Stefano Corazza nel luglio 2009 (foto 14 novembre 2009)

L’art.7 tratta degli alberi monumentali isolati o facenti parte di filari e alberate anche “inseriti nei centri urbani”. Avete presente a Vignola: Via Libertà, Via Vittorio Veneto, Via Matteotti, Via Mazzini, ciò che è rimasto a Villa Trenti (i Tassi non ci sono più) … : saranno i Comuni a doverli censire e inserire (via Regione) in un elenco nazionale gestito dal Corpo Forestale dello Stato (!). Si potrà ricorrere solo “avverso” il loro inserimento in questo elenco e non “per”!! Udite, udite!  per censire gli alberi monumentali sono messi a disposizione 3milioni di euro.
Pure scettico non posso eludere il fatto che, non senza contraddizioni e lacune, agli alberi e al verde pubblico vengono riconosciute quelle “funzioni ecosistemiche” che forniscono ogni giorno ai cittadini servizi di grande valore (che bisogno c’è dunque di valorizzarli?) in termini di salute e benessere , sicurezza ambientale, edificazione estetica, culturale e spirituale di cui vado parlando da tempo su questo blog (vedi).
Sta a noi cittadini il compito di imporli come valori prioritari ed essenziali (non commerciali e non negoziabili) sulla cui conservazione misurare la capacità delle nostre amministrazioni.

Stefano Corazza

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One Response to Una nuova legge sugli alberi! Ma fondamentale rimane la sensibilità dei cittadini, di Stefano Corazza

  1. Lanfranco Viola ha detto:

    Ogni iniziativa,per quanto intelligente ed opportuna che non sia capace di coinvolgere i cittadini è destinata a fallire,come sta dimostrando anche la Politica che è diventata solo un Comitato di Affari,senza anima e senza passione civile.
    Vivendo a Ferrara la Fotocopia della situazione del Comune di Vignola,come gruppo di cittadini due anni fà abbiamo dato vita alla Pro Loco Ferrara http://www.prolocoferrara.it
    E da qualche settimana stiamo lavorando per realizzare in auto-finanziamento una nuova e per altro inedita Manifestazione denominata “Giardini Estensi” nel week end del 3/4/5 maggio.
    Partendo da questa intendiamo anche sviluppare l’Amore ed il Rispetto per tutto il Verde cittadino.
    Vi terrò informati.

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