Daria Denti non si ricandida!

Il sindaco di Vignola Daria Denti e Marco Franchini, presidente dell'ASP G.Gasparini, all'inaugurazione del "giardino Alzheimer" presso la Casa Protetta di Vignola (foto del 16 giugno 2012).

Il sindaco di Vignola Daria Denti e Marco Franchini, presidente dell’ASP G.Gasparini, all’inaugurazione del “giardino Alzheimer” presso la Casa Protetta di Vignola (foto del 16 giugno 2012).

Ieri sera, nel corso di una seduta melodrammatica del comitato direttivo PD il sindaco Daria Denti ha annunciato che non si ricandiderà. Come spesso succede, sono stati soprattutto gli adepti del “cerchio magico” ad amplificare oltre misura i toni ed a distorcere gli argomenti. Producendo un “effetto melodramma”. Nulla di nuovo. Al sindaco Denti auguriamo un migliore successo professionale (se davvero lascerà la politica per il mondo del lavoro). Per Vignola si volta pagina.

Un manifesto della campagna elettorale 2009: "La campagna tornerà ad essere il giardino di Vignola". Proprio così! (foto del 28 aprile 2009)

Un manifesto della campagna elettorale 2009: “La campagna tornerà ad essere il giardino di Vignola”. Proprio così! (foto del 28 aprile 2009)

Per “chi resta” c’è del lavoro da fare. Innanzitutto analizzare nel modo più obiettivo possibile l’eredità che l’amministrazione Denti lascia alla città dopo questa legislatura. Luci ed ombre (vedi). Problemi non affrontati e qualche scheletro nell’armadio (vedi). Anche sulla base di questa analisi, sarebbe auspicabile che tutti coloro che intendono presentarsi alle prossime elezioni comunali iniziassero a mettere in campo proposte solide (buoni programmi e ottime persone) per dare futuro a questa città. Al lavoro! Mi limito al momento a due considerazioni.

Che bisogno c'é di usare il giardino del municipio come parcheggio? (foto del 13 agosto 2012)

Che bisogno c’é di usare il giardino del municipio come parcheggio? (foto del 13 agosto 2012)

[1] Sono pochi i casi in cui un sindaco al primo mandato non si ricandida. E sono ancora meno quelli in cui questa decisione è fortemente spinta dall’accumularsi di tensioni con la città. Di precedenti modenesi di rilievo ricordo solo il caso di Vito Tedeschini, sindaco di Pavullo per una legislatura e poi “invitato” dal PD, suo partito, a farsi da parte (cosa che in effetti avvenne, con la ricompensa della presidenza di ACER Modena). Anche il caso vignolese appartiene alla fattispecie. Che il sindaco Denti interrompa la sua esperienza di amministratore vignolese al termine della prima legislatura significa una cosa chiarissima: che qualcosa non ha funzionato nel rapporto tra la sua amministrazione e la città (è questo che “certifica” il sondaggio commissionato dal PD: vedi). Sarebbe bene che anche il PD ne prendesse atto, senza troppi contorcimenti alla ricerca di giustificazioni. Anche perché, va riconosciuto, il contesto non era affatto ostico. Certo, da un lato si è trattato di gestire una fase di downsizing, di riduzione delle risorse comunali (vedi). Ma dall’altro il quadro politico locale non è risultato nient’affatto proibitivo, nonostante lo choc della prima volta al ballottaggio (ovvero di un governo “di minoranza”: vedi).

Gli edifici dei servizi (fino al 2012 sede della Strada dei vini e dei sapori) (foto del 19 ottobre 2013)

Ostello comunale chiuso da più di un anno! Nella foto gli edifici dei servizi (fino al 2012 sede della Strada dei vini e dei sapori) (foto del 19 ottobre 2013)

Le forze di minoranza presenti in consiglio comunale, infatti, non hanno certo brillato per l’incisività della loro azione. Il competitor del ballottaggio del 2009, Graziano Fiorini, ha risentito della parabola discendente del suo partito, la Lega Nord. Anche se, indubbiamente, la Lega Nord ha brillato assai più del resto del centrodestra nel raccogliere i problemi cittadini e nel trasformarli in proposta politica (basta guardarsi rassegna stampa e atti consiliari). Il PDL ha invece risentito per lungo tempo della mancanza di una guida di rilievo e forse anche veramente interessata ai problemi della città (vedi). Più vivaci le due liste civiche (Vignola Cambia e Città di Vignola), di certo in termini di proposte programmatiche, ma limitate dall’avere un consigliere soltanto a testa. In questa situazione  favorevole, sindaco e maggioranza consiliare si sono “incartati” da soli.  L’esasperato tatticismo, un metodo di lavoro inadeguato, un gruppo fragile per competenze (vedi), un atteggiamento poco produttivo troppo diffuso (troppi yes-men e yes-women), una ossessiva sindrome da “controllo” (opacità e manipolazione dell’informazione) hanno finito con il minare il rapporto con la città. A nulla è valsa la strategia di sacrificare le istituzioni per fini politici, disponendo un irrituale avvicendamento alla presidenza dell’Unione Terre di Castelli (Denti in sostituzione di Lamandini a metà legislatura: vedi). Anche in questo modo, anche sommando la carica di sindaco del comune capo-distretto e di presidente di una delle Unioni più importanti d’Italia, il risultato positivo (autorevolezza politica e consenso cittadino) non è arrivato. Ovviamente ciò dovrebbe far riflettere sui “meccanismi” di formazione e selezione degli amministratori dell’unico partito che ancora oggi sopravvive, il PD. Ma questa è un’altra storia.

L'avvio del cantiere per la costruzione della sede del tecnopolo era stato annunciato per fine 2011. Non ha ancora preso il via! (foto del 12 gennaio 2013)

L’avvio del cantiere per la costruzione della sede del tecnopolo era stato annunciato per fine 2011. Non ha ancora preso il via e siamo a gennaio 2014! (foto del 12 gennaio 2013)

[2] Sull’Unione Terre di Castelli e l’inadeguatezza della leadership è bene spendere ancora due parole. In effetti oggi il punto di maggior sofferenza “politica” sta nell’Unione Terre di Castelli. Al termine dell’amministrazione Adani l’Unione Terre di Castelli era la più importante in Italia, per dimensioni e per “peso” dei servizi gestiti. Un intenso lavoro di 6-7 anni l’aveva portata ad essere una realtà di avanguardia, guardata con attenzione dagli amministratori di tutt’Italia. Certo, non mancavano i problemi ed alcune scelte compiute proprio negli ultimi giorni della legislatura (come la riorganizzazione di funzioni e servizi sociali tra Unione e ASP G.Gasparini) erano altamente discutibili (vedi). Ma nessuno può mettere in dubbio che si trattasse di una realtà solida ed avanzata. Però da allora si sono pericolosamente accentuati i segni di involuzione, come ha testimoniato da ultimo la confusa e deludente discussione sul nuovo statuto (vedi). Non che siano mancati i progetti importanti sviluppati in questa legislatura (essenzialmente il lavoro a stop-and-go del PSC – vedi – e quello sulla gestione dei rifiuti: vedi; a cui si può aggiungere il trasferimento di “lavori pubblici” all’Unione). E la situazione, lo ripetiamo ancora una volta, era resa più complicata dall’eterogeneità politica e territoriale conseguente al passaggio dall’Unione a 5 comuni (Castelnuovo, Castelvetro, Savignano, Spilamberto e Vignola) all’Unione a 8 comuni (+ Marano, Guiglia e Zocca).

Vista dell'Impresa Mancini dalla collina di Campiglio. Sono evidenziati i due fabbricati interessati dal piano particolareggiato: Casa Pieve e Casa Pesa (foto del 25 giugno 2011)

Vista dell’Impresa Mancini dalla collina di Campiglio. Sono evidenziati i due fabbricati interessati dal piano particolareggiato approvato sotto l’amministrazione Denti: Casa Pieve e Casa Pesa (foto del 25 giugno 2011)

Ma non c’è dubbio che è mancata una guida autorevole in grado di mediare, ma anche di portare tutta la squadra a condividere una visione di lungo respiro, un percorso strategico per rafforzare l’Unione, “recuperando” i problemi non risolti ricevuti dal passato. Bisogna ammettere che rispetto a questo compito Daria Denti è risultata del tutto inadeguata. Ed infatti i problemi anziché diminuire sono cresciuti, fino a mettere a rischio i successi del passato (vedi). Incapace di ottimizzare l’esistente è risultata ancora più incapace di impostare in modo produttivo il dilemma che anche all’Unione Terre di Castelli si pone con la sua crescita e con il passare degli anni: andare verso la “fusione” dei comuni o limitarsi ad una robusta manutenzione (vedi)? A livello di Unione, dal punto di vista “politico” questa legislatura è stata una legislatura buttata al vento. Purtroppo. Recuperare ora, dopo un trascorso di tensioni, sarà più difficile per chiunque.

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4 Responses to Daria Denti non si ricandida!

  1. Lanfranco Viola ha detto:

    Un proverbio antico ,ma saggio suona così : ” SCOPA NUOVA SCOPA MEGLIO.”
    Il problema è che sarebbero tutte/i da sostituire.
    Siamo nell’epoca degli aspiratori a batteria!!

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Immagino il sudore oggi del segretario PD di Vignola e dei suoi collaboratori a scrivere il comunicato stampa da trasmettere ai quotidiani locali in merito alla rinuncia a ricandidarsi del sindaco Daria Denti. Non vorrei essere stato al suo posto. Ovviamente le vere motivazioni rimangono nell’ombra (sono quelle indicate nel post). Ogni persona che si candida a fare il sindaco sa di avere davanti una prospettiva di due mandati, dieci anni. Se questo non succede è perché qualcosa è andato storto (come è successo nel caso vignolese). Comunque, ecco qua la nota ufficiale trasmessa dal PD di Vignola alla stampa:

    “Direttivo Pd Vignola, Daria Denti indisponibile a un secondo mandato
    E’ stato lo stesso sindaco a spiegare la scelta di non ricandidarsi con motivazioni di ordine personale

    Il sindaco di Vignola uscente Daria Denti non si ricandiderà per un secondo mandato amministrativo: è stato lo stesso sindaco ad annunciare ufficialmente la decisione al Direttivo del Circolo Pd di Vignola. Si è trattato, ha spiegato il sindaco uscente, di una scelta sofferta, maturata per motivazioni di ordine personale. In molti, in questi giorni, le avevano chiesto di ripensarci, ma Daria Denti, pur apprezzando il gesto, ha preferito rimanere fedele a una decisione maturata negli ultimi mesi. Il Direttivo Pd del Circolo di Vignola, di fronte a una scelta che la stessa Denti ha annunciato come definitiva, non ha potuto che prendere atto della volontà del sindaco uscente. I vertici del partito locale hanno però voluto ribadire a lei, e con questa nota anche alla cittadinanza tutta, l’importanza del lavoro svolto in questi cinque anni dal sindaco e dalla sua squadra, in un momento, tra l’altro, particolarmente difficile per la crisi economica che grava sulle famiglie, le imprese, ma anche le amministrazioni. I componenti del Direttivo Pd hanno, comunque, chiesto con forza a Daria Denti di rimanere a supporto del partito, anche se non più con un ruolo di amministratore, vista l’autorevolezza acquisita dalla sua figura nel mondo politico non solo a livello locale.”

    Per un commento rimando a quanto già scritto sopra:
    https://amarevignola.wordpress.com/2014/01/23/daria-denti-non-si-ricandida/

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Serena Bergamini, Giancarlo Gasparini, Mauro Scurani. Rigorosamente in ordine alfabetico i candidati alle primarie del PD di Vignola (annunciati in occasione del Comitato direttivo di stasera, mercoledì 29 gennaio). E’ doveroso fare loro gli auguri di buon lavoro. Candidarsi a fare il sindaco è un lavoraccio. Fare il sindaco è un super-lavoraccio. Ancora di più dopo 5 anni di amministrazione Denti (anche lei PD, giusto ricordarlo). Vediamo ora quali sono le proposte delle altre forze politiche e civiche. Magari è la volta buona che a questa città si offre una competizione di alto livello!

  4. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Le cose sono andate diversamente a Marano sul Panaro dove il sindaco uscente, al termine del primo mandato, conferma la sua disponibilità, avendo il sostegno compatto di tutto il PD locale. Una figura che unisce, anziché dividere. Esattamente l’opposto del sindaco vignolese.

    Ecco comunque il comunicato stampa del PD modenese di oggi, 3 febbraio 2014:

    “Pd Marano sul Panaro, Emilia Muratori è il candidato sindaco
    La sua disponibilità a ricandidarsi è stata accolta con entusiasmo dall’Assemblea Pd
    Il giudizio positivo su questi primi cinque anni di mandato è unanime e l’Assemblea degli iscritti del Pd, convocata a fine gennaio, ha accolto con entusiasmo la sua disponibilità a ricandidarsi: l’attuale primo cittadino Emilia Muratori è il candidato sindaco del Partito democratico di Marano sul Panaro alle prossime elezioni amministrative. Ecco il comunicato del Pd di Marano che ufficializza la scelta:
    «Emilia ha risposto positivamente alla sollecitazione di accettare di ricandidarsi manifestata dagli iscritti, elettori del Pd e non solo. Questo era l’auspicio di tutti: riconosciamo in lei la persona che meglio ci rappresenta. In questi cinque anni di buona amministrazione abbiamo avuto conferma di tutte le qualità per la quale era stata scelta come primo cittadino alle precedenti elezioni. Caratteristiche espresse instancabilmente con un impegno puntuale e rigoroso, a tutto campo. Una su tutte la sua particolare attenzione nei confronti dei più deboli: sensibilità per la quale le è stata affidata la responsabilità politica del welfare dell’Unione Terre dei Castelli, funzione che sta svolgendo interpretando pienamente i valori fondamentali del Partito democratico. La sua disponibilità alla ricandidatura è stata accolta con entusiasmo dall’Assemblea degli iscritti convocata il 28 gennaio scorso. Emilia Muratori è stata unanimemente acclamata come il candidato del Partito democratico a sindaco di Marano sul Panaro».”

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