Il valore di un albero. Osservazioni di Stefano Corazza

In assenza di un minimo di “risposta” da parte dell’amministrazione comunale è di nuovo dall’iniziativa civica, dall’iniziativa dei cittadini, che giungono un po’ di informazioni per stimare il “valore di un albero” (vedi). Stefano Corazza (uno dei promotori dell’iniziativa “Non il mio nome”: vedi) ci fornisce l’occasione per riflettere sul tema. Se l’amministrazione comunale vorrà contribuire a formare la “cultura ambientale” dei propri cittadini, magari anche con informazioni più precise (potendo disporre di maggiori risorse), ne saremo particolarmente lieti.

Il Millennium Ecosystem Assessment (si può tradurre con: La valutazione degli ecosistemi del millennio) elaborato per conto dell’Assemblea Generale dell’ONU tra il 2001 e il 2005 è divenuto un documento di riferimento per chi si occupa di analizzare e valutare (anche in termini economici) le conseguenze che i cambiamenti indotti dall’uomo sugli ecosistemi hanno sul suo stesso benessere. Traggo dal ponderoso Rapporto: “le azioni dell’uomo (…) non sono solo il risultato di considerazioni sul proprio benessere ma anche da considerazioni sul valore intrinseco di specie e ecosistemi. Il valore intrinseco è il valore di qualcosa in e per se stessa indifferente al fatto che essa possieda una utilità per qualcun altro”. E’ anche altrimenti definito “valore di esistenza”; anche questo valore di tipo etico è stato oggetto di numerosi tentativi di traduzione in termini monetari ma appare davvero difficile ipotizzare una sua “negoziabilità” in un contesto strettamente mercantile. Nel corso dell’incontro post-passeggiata “Via della Partecipazione” di venerdi 30 ottobre su tale tipo di valore attribuito ad un albero da una comunità e della sua conseguente natura di “bene comune” ha particolarmente insistito il Sig. Arcadio (una delle 172 persone che ha prestato il suo nome ad un tiglio) ed in qualche modo, a mio parere, rappresenta bene anche la motivazione di tutti gli altri che si sono fatti fotografare. Non siamo soli e in cattiva compagnia a pensarla così. Rimando alle citazioni di poeti e scrittori che ho inviato a questo blog (vedi). Continuo ad ascoltare gli alberi!

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Tigli in via Libertà: proviamo a “misurarne” il valore? (foto dell’1 novembre 2009)

A fronte della classificazione dei danni provocati provocati dai tigli di Via Libertà, apparsa sul sito web del Comune, tanto sconcertante e naive sul piano tecnico, quanto tendenziosa per tempestività e modalità di presentazione, non voglio però trascurare di portare, per una trattazione più leggera, esempi e citazioni di stime del valore di un albero, senza entrare nel merito dei metodi di quantificazione (ne esistono numerosi e molti comuni ne presentano esempi nei loro Regolamenti del Verde, solo per citarne alcuni facilmente rintracciabili sul web: Prato, Ravenna, Imola, Cernobbio), basati invece sul suo valore d’uso o utilità. Tali valori sono infatti più direttamente connessi con valori di “mercato” cioè si traducono più immediatamente in “prezzi” pagati o pagabili.
Dal Times di un giorno di Aprile 2008: “Mettete giù l’ascia, quest’albero costa una fortuna”. E’ il divertente titolo di un articolo che presenta i risultati dell’applicazione di un metodo di valutazione del valore degli alberi di Londra, denominato CAVAT (Capital Asset Value for Amenity Trees), che utilizza parametri dimensionali, di stato di salute, di significato storico culturale, di densità di abitanti nell’area circostante. Un platano monumentale a Berkeley Square è valutato un milione di euro; alberi di media dimensione valgono fra 11.000 e 17.000 euro. Dice il Times che, dopo che negli ultimi anni le Assicurazioni hanno ottenuto l’abbattimento di 40.000(!) alberi per loro vera o presunta (almeno nel 39% dei casi, dice il Consiglio Comunale di Londra) pericolosità, da ora in poi, visto quanto potrebbero essere chiamate a pagare le stesse Assicurazioni, sarà più difficile arrivare al taglio di un albero.

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Stefano Corazza impegnato nell’iniziativa “Non il mio nome” (foto del 22 luglio 2009)

Alcuni anni fa Franco Tassi, ex Presidente del parco Nazionale d’Abruzzo, così scriveva: “Qual è oggi il valore di un albero? Uno studio canadese di qualche anno fa stabilì che un albero di mezzo secolo, in città, fornisce utilità per complessivi 300 dollari l’anno (ossigenazione, antierosione, antinquinamento, fauna), pari a circa 60.000 dollari nel corso della sua vita (considerando l’inflazione!). Applicando questi criteri il valore di un albero in città, per noi, corrisponderebbe quindi oggi ad almeno 500.000 lire l’anno, e ad almeno 100 milioni di lire nel corso della sua esistenza.  È noto infatti che un albero in città fornisce molti inestimabili «ecoservizi»: aria, ombra, frescura, varietà estetico-paesaggistica, riparo e difesa contro fattori avversi, depurazione contro l’inquinamento, habitat per la fauna e così via. Lo studio canadese aveva analiticamente stimato che un albero dell’età di 50 anni in città fornisce un valore annuo di: $ 76 per ossigenazione e frescura (risparmio d’aria condizionata); $ 75 per antierosione e difesa da tempeste e alluvioni; $ 75 per ospitalità alla fauna (riparo, nidificazione, cibo); $ 50 per controllo contro l’inquinamento. Ciò significa che, nella sua vita, quest’albero ha fruttato alla società umana $ 57.151: somma che, dato il tempo trascorso dalla ricerca, abbiamo ritenuto di poter tranquillamente arrotondare a $ 60,000”
La pagina web di Jacopo Fo sugli alberi in città dice cose non molto diverse (anche come quantità) e che derivano da studi e stime più recenti: “Quando l’amministrazione comunale di Washington ha tagliato, per sbaglio, una quercia di 20 metri davanti alla sua casa, Antoinette Campbell non poteva immaginare quello che sarebbe successo. Da quando l’albero e’ sparito lei ha dovuto iniziare ad accendere l’aria condizionata un paio d’ore prima la mattina. Si calcola infatti che un solo albero, nella posizione giusta, puo’ far risparmiare a una famiglia fino a 80 dollari di energia elettrica all’anno. Il valore di una casa circondata da alberi è dal 7 al 25% più alto di una casa senza alberi. Uno studio avrebbe inoltre rivelato che i consumatori spendono fino al 13% in più nei negozi vicini ad aree verdi. I pazienti in ospedale che dalle loro stanze vedono alberi sono ricoverati, in media, un 8% di giorni in meno.”

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Via Libertà, un viale alberato. Proviamo a “contabilizzare” anche i benefici degli alberi, oltre ai danni? (foto dell’1 novembre 2009)

Per il valore delle proprietà immobiliari invito a visitare siti delle agenzie immobiliari americane, ma anche Francesi.
Torniamo infine a Londra. Lo scorso 29 Settembre si è svolta a Battersea Park l’ultima edizione del Treeathlon (gioco di parole fra Three: Tre e Tree: Albero) un maratona benefica annuale il cui ricavato viene destinato a piantare alberi in città. Il bando della maratona elencava più o meno così (la traduzione e gli aggiustamenti sono miei) “i valori” degli alberi:
– un albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone;
– gli alberi possono avere un positivo impatto su problemi di salute come asma, cancro della pelle e le malattie legate allo stress, per il fatto che filtrano l’aria inquinata, riducendo la formazione di smog, mitigano le radiazioni solari e ricreano un ambiente calmante e rilassante;
– piantare alberi rafforza il senso di comunità, offrendo alle persone l’opportunità di lavorare insieme per il beneficio dell’ambiente locale;
– gli alberi possono farci risparmiare fino al 10% del consumo energetico grazie alla loro capacità di mitigare il clima;
– un albero, a seconda della dimensione assorbe dai 7 ai 12 Kg di emissioni di CO2 all’anno;
– la proprietà immobiliare in una strada in cui ci sono degli alberi ha un valore per il 18% superiore a quello della medesima strada senza alberi (secondo uno studio effettuato a Chicago);
– gli alberi contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi in città, donando riparo a una numerosa varietà di specie viventi;
– gli alberi riducono l’inquinamento acustico, fungendo da vere e proprie barriere per il suono;
– gli alberi e gli spazi verdi in città diminuiscono sensibilmente lo stress.

Via Libertà, un viale alberato: qual é il suo "valore"? (foto dell'1 novembre 2009)Vorrei concludere con alcune buone notizie alla maniera di Report. Il valore di un albero è perfettamente compreso da chi riesca a spostare il proprio orizzonte dalla punta dei propri piedi. Come ho ascoltato io stesso dalla voce dei diretti interessati, durante la citata passeggiata del 30 ottobre, alcuni cittadini di Vignola (che in un caso si erano espressi per il taglio degli alberi in Via Libertà) pure lamentando danni (reali, ma tutt’altro che “ingenti” ) alla loro recinzione o alla loro proprietà si oppongono al taglio dei tigli di fronte a cui vivono. Il fatto è così vero che è stato rimarcato anche dai “facilitatori” di Via della Partecipazione. Cosa fanno altre città? Sacramento (US) intende raddoppiare il proprio patrimonio di alberi entro i prossimi 40 anni, mentre Baltimora (US) ha un piano per farlo in 30! A Boulder, in Colorado hanno stimato che ogni dollaro speso per mettere a dimora e far crescere un albero ne genera 3,67. Un buon investimento anche di capitale, no?

PS Una recente (Giugno 2009) delibera urgente del Comune di Vignola stanzia ca. 25.000 Euro per abbattere circa 60 alberi, condannati anch’essi a morte per “motivi di sicurezza” (vedi). Fa una cifra di quasi 420 Euro per ogni albero abbattuto! Siamo disposti a continuare ad accettare una spesa pubblica che non conservi il valore dei nostri beni comuni?

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8 Responses to Il valore di un albero. Osservazioni di Stefano Corazza

  1. stefano c ha detto:

    Un piccolo seguito al post…
    Uno straordinario investimento lo ha fatto in Italia il grande Maestro Claudio Abbado. In una intervista al Corriere della Sera del Dicembre 2008, aveva così risposto alla domanda dell’intervistatore sulla possibilità che tornasse a dirigere a Milano da cui manca da 23 anni:
    D. E’ la sua ultima parola? Cosa dovrebbero offrirle per farle cambiare idea?
    R. «Un cachet fuori dall’ordinario. Novantamila alberi piantati a Milano. Un pagamento in natura. Se accadrà, sono pronto a tornare. A Milano, alla Scala».

    Ancora il Corriere della Sera del 7 Aprile 2009 così ci informa sullo sviluppo della vicenda:
    “E’ ufficiale: Claudio Abbado l’anno prossimo tornerà a dirigere l’orchestra della Scala con cui non ha più lavorato dal 1986, quando lasciò la direzione musicale del teatro. Oggi Abbado ha avuto un incontro con il sovrintendente Stephane Lissner, col sindaco Letizia Moratti e con il presidente della Provincia Filippo Penati, che gli hanno mostrato i progetti per rendere Milano sempre più verde. Come cachet, infatti, Abbado ha chiesto che vengano piantati in città 90 mila alberi.”
    …..
    “In cambio del suo ritorno, il maestro Abbado ha ottenuto che il centro di Milano venisse ripopolato di alberi. E proprio cento di questi pioppi cipressi[sic!] verranno disposti lungo via Dante e via Orefici, strade adiacenti a piazza del Duomo. «I progetti vanno avanti molto bene, se realizzati così si realizzeranno tutti i nostri sogni. C’è già molto verde a Milano ma in centro si può fare di più», ha detto il maestro durante la passeggiata.”
    Ho letto da altra parte, ma al momento non saprei dire dove, che 90.000 alberi per l’area entro i bastioni del centro di Milano costituirebbero un incremento di ca. il 50% degli alberi ora esistenti

  2. chiara ha detto:

    Questo volevo sapere…che tutti sappiano che l’albero, oltre a essere bello, è UTILE. E vorrei che questi dati venissero insegnati a ogni scolaro in ogni scuola di tutti gli ordini e gradi.

  3. Alberto ha detto:

    I cittadini di via libertà in origine concordarono con il comune una soluzione che abbatteva una parte degli alberi di via libertà ma alberava e ristrutturava stile via aldo moro tutte le vie laterali, più che raddoppiando le piante tagliate!! Quindi i residenti di via libertà erano favorevoli ad un aumento degli alberi semplicemente ripiantati in modo più razionale e salutare per le piante stesse. Quindi non è questo in discussione. Mi domando perchè questo che non è un particolare non lo ricorda mai nessuno! Queste discussioni in tal modo diventano un pò tendenziose e non aiutano affatto a capire.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Alberto, la discussione che si è svolta a “via della Partecipazione” ha ovviamente considerato anche quell’aspetto, che in effetti faceva parte della proposta che alla fine l’amministrazione Adani confezionò per via Libertà. Nello svolgere il dibattito sugli alberi in città – via Libertà, via Barella & C. – tutti noi sappiamo bene che una politica seria dovrebbe (1) salvare e manutenere gli alberi esistenti e (2) piantare nuovi alberi. Io ad esempio, che da consigliere comunale sono quello che più ha spinto per una migliore manutenzione del verde pubblico, mi sono preso la briga di contare quanti alberi NON sono stati piantati a Vignola negli ultimi dieci anni, visto che l’amministrazione aveva abbandonato l’impegno, fissato per legge, di un albero per ogni nuovo nato. Risultato: siamo a -1.732. Vedi:
      https://amarevignola.wordpress.com/2009/07/13/meno-millesettecentotrentadue-alberi-a-vignola/
      -1.732 è infatti il “saldo” (negativo) tra i bimbi nati a Vignola tra il 1999 ed il 2008 (2.153) ed il numero di alberi (421) piantati dall’amministrazione comunale in quei dieci anni. Per 1.732 nati non è stato piantato un albero, come invece prevede la legge. Questo solo per dire che anche sul fronte delle nuove piantagioni siamo in deficit. Ma la questione vera è: perché abbattere degli alberi che, avendo circa 40 anni di vita non sono affatto giunti al termine del loro ciclo vitale? Ed anche: quanto ci metteranno gli alberi che prendono il loro posto (lì o altrove) a svolgere le funzioni di assorbimento di CO2 e di ombreggiamento (abbassando la temperatura estiva di diversi gradi)? Insomma, è davvero opportuno eliminarli (anche per sostituirli)? Su questo si è svolta la discussione in “via della Partecipazione” ed è stata una discussione non semplice. Anche perché mentre i disagi provocati da QUEGLI alberi sono noti (li hanno raccontati tanti residenti ed io sono il primo a dire che questo aspetto VA PRESO SUL SERIO), i loro benefici non lo sono affatto (e su questo un po’ più di consapevolezza “verde” farebbe bene a tutti noi). Comunque, se l’amministrazione comunale vorrà piantare alberi e rivedere i parcheggi nelle vie laterali di via Libertà sarà certamente un’ottima cosa. Io, anche partecipando a “via della Partecipazione”, mi sono però convinto ancora di più che è possibile sistemare via Libertà salvando gli alberi oggi esistenti e quindi salvaguardando un po’ di qualità della vita di questa città.

  4. SERGIO SMERIERI ha detto:

    Vorrei sottolineare che i residenti di via Barella e via Libertà NON sono i propietari nè degli alberi ,nè di Vignola…Se abbattono una parte dell’Ammazzonia, io mi sento in diritto di protestare , anche se non ci sono mai stato. Se scavano il fiume Panaro (come hanno permesso di fare fino ad ora) e renderlo un cesso di fiume, io ho il diritto di sentirmi privato di un bene che appartiena anche a me. Questa logica dei residenti, tra i quali magari qualcuno perchè si sposa o si trasferisce in un’altra città nei prossimi anni, è un punto debole della discussione. Con questo voglio però sottolineare il disagio che provano a trovarsi in quelle condizioni di non cura della strada e dei marciapiedi e, esaperati da ciò, hanno accettato promesse e condizionamenti di ripiego. Aggiungo che la proposta di fare un senso unico è stata bocciata dalla lobby dei commercianti e non dei residenti … comunque ormai è andat così: alla fine secondo me non sarà contento nessuno e vedrai che anche l’amministrazione avrà i suoi rimpalli: E ANCHE DI QUESTO NON SONO CONTENTO, SIA CHIARO!

  5. Alberto ha detto:

    Ma tu caro Sergio sei convinto che tutti coloro che non la pensano come te siano manipolati o incapaci di ragionare con la propria testa, ammesso che tu pensi che ce l’abbiano. A me invece sembra che la tua sia una posizione ideologica che nemmeno la matematica può scalfire. D’altra parte ci hai fatto un intera campagna elettorale su questo grande progetto di abbracciamo un albero che sei obbligato a continuare per la tua strada. Alla fine quindi rappresenti anche tu una lobby che conta aper quanto ha preso alle elezioni e quindi dovresti rispettare anche le altre che hanno lo stesso diritto della tua esprimere la propria opinione. Altrimenti mi viene da pensare che c’è democrazia quando vi danno ragione, e non c’è democrazia e partecipazione tutte le volte che qualcuno la pensa in modo diverso.
    Siccome rappresenti comunque una forza politica seppur civica, sarebbe più interessante sapere le tue proposte per uscire dalla crisi o per garantire maggiore sicurezza o ancora più importante garantire una scuola migliore ai nostri figli, piantare alberi mi sembra giusto ma molto più semplice che affrontare questi temi.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Alberto, evitiamo di buttarla semplicemente in polemica. La differenza di opinioni è legittima, così come quella di interessi. Compito della politica è quella di ascoltare tutti, ma poi di lavorare per perseguire un interesse che è quello della collettività. Il tema della buona vita in città è uno di questi. Tutti noi vorremmo starci meglio in città. E al di là delle differenze di opinioni e del fatto che l’albero davanti a casa provoca qualche disagio a chi lì vi risiede (le foglie che cadono nel giardino, qualche ramo un po’ invadente, ecc.) è indubbio che è meglio una città con alberi che una città senza alberi. Ciò di cui si discute è questo. Non trovo poi corretto accusare chi si preoccupa di un tema di trascurare tutti gli altri. Sergio fa parte di una lista di cittadini, Vignola Cambia, che è impegnata sull’ambiente, ma che cerca di dire la sua anche sugli altri temi che tu hai indicato: scuola, crisi economica, ecc. Forse sono temi più complessi (anche su questo ci sarebbe da riflettere) … Sulla crisi economica e sul modo per affrontarla ed uscirne nel modo migliore, anche per questo territorio, Vignola Cambia, ad esempio, ha in programma un’iniziativa il 22 settembre. Visto che, mi sembra, il tema ti interessa, sei invitato.

  6. Alberto ha detto:

    Allora finiamola qui siamo tutti per più alberi, tutti ci teniamo, ma stiamo comunque parlando di verde urbano che necessariamente pone e subisce altri vincoli, ogni volta che si deve togliere un albero se ne piantano due, questa è la proposta fin dall’inizio dei residenti!

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