Via Libertà ecc. Giochiamo le nostre carte

Oggi, domenica 8 novembre, al mattino, un gazebo della lista civica VignolaCambia sarà in piazza Corso Italia per fare informazione sul progetto di riqualificazione di via Libertà e di via Barella (vedi). Perché? L’amministrazione comunale ha avviato un “percorso partecipato” affidandone la conduzione alla società Genius Loci. Una parte di questo percorso, a carattere “esplorativo”, è già stato svolto ed ora ci si appresta alla fase “propositiva”. In particolare i tavoli del confronto creativo di fine novembre-inizi dicembre sono fondamentali  per la sintesi conclusiva ed è opportuno che molta gente partecipi. Ma è anche opportuno che sia informata al meglio. E’ quest’opera di informazione che sino ad oggi è mancata (vedi).

C_Foto 22lug2009 120

Un momento dell’iniziativa “Non il mio nome”, in difesa dei tigli di via Libertà (foto del 22 luglio 2009)

Informare e coinvolgere  i cittadini su che cosa? La conduzione “politica” del Progetto “partecipato” propone in realtà una partecipazione costretta all’interno di schemi e momenti selezionati e restrittivi. I cittadini, cioè, sono invitati a partecipare, ma il come partecipare è deciso dall’alto. Quanta informazione fare, su che cosa, in che modo – anche questo non è concordato con i cittadini ed i residenti. Epperò questo aspetto è importante. E’ difficile mettere in campo un efficace progetto di partecipazione senza che tutti i partecipanti provino a concordare sui “valori” in campo – in primo luogo il “valore” degli alberi (vedi). Per questo: sì al gioco della partecipazione, ma con un ruolo più attivo per i cittadini. E con più informazioni (ed informazioni più complete). Ho già argomentato in modo esteso su questi punti pochi giorni fa (vedi). Qui vorrei cavarmela con tre esempi leggeri leggeri – tre “sintomi” di un modo non del tutto convincente di praticare la partecipazione.

[1] In via Libertà i residenti sono 359. Altri 150 in via Barella (sono dati dell’aprile 2008). Si tratta di circa 130 famiglie in via Libertà e circa 60 in via Barella. Molti di loro ancora oggi non sanno quale articolazione ha il progetto “Via della partecipazione“. Hanno ricevuto la cartolina-marketing con la presentazione general-generica dell’iniziativa. Per il resto l’amministrazione si è “accontentata” di qualche locandina nei bar e di qualche comunicato stampa recepito dai giornali. Anche queste informazioni sul percorso – interviste, camminate di quartiere, planning for real, tavolo creativo ecc. – non sono state oggetto di un intervento sistematico. NON una lettera, ad esempio, a tutti i residenti delle due vie e di quelle limitrofe che spiegasse in modo puntuale cosa sta succedendo. Ma anche nessuna struttura “semipermanente” che raccolga e metta a disposizione di tutti gli interessati che cosa “sta venendo fuori” dal percorso di partecipazione (che so? un Gazebo? una serie di pannelli informativi? un sito web con informazioni e documenti pensati per i cittadini e non semplicemente i documenti interni trasformati in pdf e resi accessibili). Da chi teorizza l’ascolto attivo ci si poteva aspettare di più, ad esempio in direzione di una “partecipazione attiva” che però ha un prerequisito assai esigente in termini di informazioni adeguate ed accessibili e di “infrastrutture” di comunicazione.

non1_WEB

Nonostante la pioggia i cartelloni del progetto “Non il mio nome” sono esposti domenica 8 novembre 2009 (foto di Sergio Smerieri)

[2] Singolarmente tra i documenti che l’amministrazione comunale mette oggi a disposizione sul proprio sito web, nella sezione “Via della partecipazione” – c’è un elenco puntuale dei danni causati dagli alberi di via Libertà. C’è un elenco molto preciso in cui ogni albero è classificato in rapporto al tipo di danno che ha prodotto (danno “categoria A”, danno “categoria B”, danno “categoria C”, ecc.) (vedi). Giustissimo, ci mancherebbe. I danni (tanto alle proprietà pubbliche che a quelle private) ci sono e nessuno lo nega. Ma possibile che l’amministrazione comunale, in quanto portatrice di una responsabilità di tutela collettiva, non sia in grado di affiancare un secondo documento in cui prova ad evidenziare, a rappresentare il “valore” di quegli alberi? Questa ASIMMETRIA è davvero singolare ed è anche indicativa di un atteggiamento in un qualche modo già strutturato a favore dell’abbattimento. Altrimenti non si spiegherebbe il perché c’é una produzione di “conoscenza” sistematica in merito ai danni e non invece in merito ai benefici degli alberi.

[3] Il terzo “elemento indiziario” mette in luce in che senso si intende la partecipazione dei cittadini in questo percorso “partecipativo”. Sempre nel sito web del Comune, dove il progetto è presentato, non si trova (ad oggi: 8 novembre 2009) alcun incoraggiamento ad avanzare osservazioni, a mandare suggerimenti, a scrivere un’e-mail con le proprie considerazioni. Oppure anche con indicazioni o richieste in merito al percorso stesso di partecipazione.  Sono semplicemente indicati i recapiti della “segreteria organizzativa”, senza che sia manifestato alcun invito “ad entrare”, a prender parte al progetto anche con osservazioni a distanza. Un invito a partecipare … un po’ freddino, si direbbe (mi ricorda qualcuno!). Chissà come commenterebbe Watzlawick.

vietato_WEB

Vietato danneggiare le piante. Vogliamo almeno, prima di iniziare qualsiasi dibattito, ricordare il loro valore? (foto di Sergio Smerieri)

In conclusione. Al Planning for real (gioco di simulazione per la progettazione) del 14 novembre è bene che partecipino in tanti. Si tratterà di “giocare le carte” (letteralmente) – per una partecipazione efficace, per fare il possibile per conservare gli alberi che sono  una ricchezza ambientale, storica ed estetica. Per questo, per un’informazione esaustiva non è male fare una fermata al “gazebo” (oggi presente nonostante la pioggia)!

Annunci

2 Responses to Via Libertà ecc. Giochiamo le nostre carte

  1. stefano c ha detto:

    Intorno ai valori di un albero, alla classificazione dei danni, ed altro…

    Il Millennium Ecosystem Assessment (si può tradurre con: La valutazione degli ecosistemi del millennio) elaborato per conto dell’Assemblea Generale dell’ONU tra il 2001 e il 2005 è divenuto un documento di riferimento per chi si occupa di analizzare e valutare (anche in termini economici) le conseguenze che i cambiamenti indotti dall’uomo sugli ecosistemi hanno sul suo stesso benessere. Traggo dal ponderoso Rapporto: “… le azioni dell’uomo…non sono solo il risultato di considerazioni sul proprio benessere ma anche da considerazioni sul valore intrinseco di specie e ecosistemi. Il valore intrinseco è il valore di qualcosa in e per se stessa indifferente al fatto che essa possieda una utilità per qualcun altro”. E’ anche altrimenti definito “valore di esistenza”; anche questo valore di tipo etico è stato oggetto di numerosi tentativi di traduzione in termini monetari ma appare davvero difficile ipotizzare una sua “negoziabilità” in un contesto strettamente mercantile.
    Nel corso dell’incontro post-passeggiata “via della Partecipazione” di Venerdi 30 Ottobre l’insistenza su tale tipo di valore attribuito ad un albero da una comunità e della sua conseguente natura di “bene comune” ha particolarmente insistito il Sig. Arcadio, che ha prestato il suo nome ad un tiglio, ed in qualche modo, a mio parere, rappresenta bene anche la motivazione di tutti gli altri che si sono fatti fotografare. Non siamo soli e in cattiva compagnia a pensarla così, rimando alle citazioni di poeti e scrittori che ho inviato a questo blog. Continuo ad ascoltare gli alberi!

    A fronte della classificazione dei danni provocati provocati dai tigli di Via Libertà, apparsa sul sito web del Comune, tanto sconcertante e naive sul piano tecnico quanto tendenziosa per tempestività e modalità di presentazione, non voglio però trascurare di portare, per una trattazione più leggera, esempi e citazioni di stime del valore di un albero, senza entrare nel merito dei metodi di quantificazione (ne esistono numerosi e molti Comuni ne presentano esempi nei loro Regolamenti del Verde, solo per citarne alcuni facilmente rintracciabili sul web: Prato, Ravenna, Imola, Cernobbio), basati invece sul suo valore d’uso o utilità. Tali valori sono infatti più direttamente connessi con valori di “mercato” cioè si traducono più immediatamente in “prezzi” pagati o pagabili.
    Dal Times di un giorno di Aprile 2008: “Mettete giù l’ascia, quest’albero costa una fortuna”. E’ il divertente titolo di un articolo che presenta i risultati dell’applicazione di un metodo di valutazione del valore degli alberi di Londra, denominato CAVAT (Capital Asset Value for Amenity Trees), che utilizza parametri dimensionali, di stato di salute, di significato storico culturale, di densità di abitanti nell’area circostante. Un platano monumentale a Berkeley Square è valutato un milione di Euro; alberi di media dimensione valgono fra 11.000 e 17.000 Euro. Dice il Times che, dopo che negli ultimi anni le Assicurazioni hanno ottenuto l’abbattimento di 40.000(!) alberi per loro vera o presunta (almeno nel 39% dei casi, dice il Consiglio Comunale di Londra) pericolosità, da ora in poi, visto quanto potrebbero essere chiamate a pagare le stesse Assicurazioni, sarà più difficile arrivare al taglio di un albero.

    Alcuni anni fa Franco Tassi, ex Presidente del parco Nazionale d’Abruzzo, così scriveva:
    “Qual è oggi il valore di un albero? Uno studio canadese di qualche anno fa stabilì che un albero di mezzo secolo, in città, fornisce utilità per complessivi 300 dollari l’anno (ossigenazione, antierosione, antinquinamento, fauna), pari a circa 60.000 dollari nel corso della sua vita (considerando l’inflazione!).
    Applicando questi criteri il valore di un albero in città, per noi, corrisponderebbe quindi oggi ad almeno 500.000 lire l’anno, e ad almeno 100 milioni di lire nel corso della sua esistenza.
    – È noto infatti che un albero in città fornisce molti inestimabili «ecoservizi»: aria, ombra, frescura, varietà estetico-paesaggistica, riparo e difesa contro fattori avversi, depurazione contro l’inquinamento, habitat per la fauna e così via.
    Lo studio canadese aveva analiticamente stimato che un albero dell’età di 50 anni in città fornisce un valore annuo di: $ 76 per ossigenazione e frescura (risparmio d’aria condizionata); $ 75 per antierosione e difesa da tempeste e alluvioni; $ 75 per ospitalità alla fauna (riparo, nidificazione, cibo); $ 50 per controllo contro l’inquinamento.
    Ciò significa che, nella sua vita, quest’albero ha fruttato alla società umana $ 57,151: somma che, dato il tempo trascorso dalla ricerca, abbiamo ritenuto di poter tranquillamente arrotondare a $ 60,000”

    La pagina web di Jacopo Fo sugli alberi in città dice cose non molto diverse (anche come quantità) e che derivano da studi e stime più recenti:
    “Quando l’amministrazione comunale di Washington ha tagliato, per sbaglio, una quercia di 20 metri davanti alla sua casa, Antoinette Campbell non poteva immaginare quello che sarebbe successo.
    Da quando l’albero e’ sparito lei ha dovuto iniziare ad accendere l’aria condizionata un paio d’ore prima la mattina.
    Si calcola infatti che un solo albero, nella posizione giusta, puo’ far risparmiare a una famiglia fino a 80 dollari di energia elettrica all’anno.
    Il valore di una casa circondata da alberi e’ dal 7 al 25% piu’ alto di una casa senza alberi.
    Uno studio avrebbe inoltre rivelato che i consumatori spendono fino al 13% in piu’ nei negozi vicini ad aree verdi.
    I pazienti in ospedale che dalle loro stanze vedono alberi sono ricoverati, in media, un 8% di giorni in meno.”

    Per il valore delle proprietà immobiliari invito a visitare siti delle agenzie immobiliari americane, ma anche Francesi.

    Torniamo infine a Londra. Lo scorso 29 Settembre si è svolta (a Battersea Park) l’ultima edizione del Treeathlon (gioco di parole fra Three: Tre e Tree: Albero) un maratona benefica annuale il cui ricavato viene destinato a piantare alberi in città. Il bando della maratona elencava più o meno così (la traduzione e gli aggiustamenti sono miei) “i valori” degli alberi:
    – un albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per 10 persone;
    – gli alberi possono avere un positivo impatto su problemi di salute come asma, cancro della pelle e le malattie legate allo stress, per il fatto che filtrano l’aria inquinata, riducendo la formazione di smog, mitigano le radiazioni solari e ricreano un ambiente calmante e rilassante;
    – piantare alberi rafforza il senso di comunità, offrendo alle persone l’opportunità di lavorare insieme per il beneficio dell’ambiente locale;
    – gli alberi possono farci risparmiare fino al 10% del consumo energetico grazie alla loro capacità di mitigare il clima;
    – un albero, a seconda della dimensione assorbe dai 7 ai 12 Kg di emissioni di CO2 all’anno;
    – la proprietà immobiliare in una strada in cui ci sono degli alberi ha un valore per il 18% superiore a quello della medesima strada senza alberi (secondo uno studio effettuato a Chicago);
    – gli alberi contribuiscono alla salvaguardia degli ecosistemi in città, donando riparo a una numerosa varietà di specie viventi;
    – gli alberi riducono l’inquinamento acustico, fungendo da vere e proprie barriere per il suono;
    – gli alberi e gli spazi verdi in città diminuiscono sensibilmente lo stress.

    Vorrei concludere con alcune buone notizie alla maniera di Report.
    Il valore di un albero è perfettamente compreso da chi riesca a spostare il proprio orizzonte dalla punta dei propri piedi.
    Come ho ascoltato io stesso dalla voce dei diretti interessati, durante la citata passeggiata del 30 Ottobre, alcuni cittadini di Vignola (che in un caso si erano espressi per il taglio degli alberi in Via Libertà) pure lamentando danni (reali, ma tutt’altro che “ingenti” ) alla loro recinzione o alla loro proprietà si oppongono al taglio dei tigli di fronte a cui vivono. Il fatto è così vero che è stato rimarcato anche dai “facilitatori” di Via della Partecipazione.
    Cosa fanno altre città?
    Sacramento (US) intende raddoppiare il proprio patrimonio di alberi entro i prossimi 40 anni, mentre Baltimora (US) ha un piano per farlo in 30!
    A Boulder, in Colorado hanno stimato che ogni dollaro speso per mettere a dimora e far crescere un albero ne genera 3,67. Un buon investimento anche di capitale, no?

    PS
    Una recente (Giugno 2009) delibera urgente del Comune di Vignola stanzia ca. 25.000 Euro per abbattere ca. 60 alberi, condannati anch’essi a morte per “motivi di sicurezza”. (vedi mio blog di agosto). Fa una cifra di quasi 420 Euro per ogni albero abbattuto! Siamo disposti a continuare ad accettare una spesa pubblica che non conservi il valore dei nostri beni comuni?

  2. Rita ha detto:

    Si sottolinea che gli abitanti di Via Libertà, dopo aver avuto nella cassette delle lettere la cartolina che in maniera roboante annunciava una “condivisione partecipata” al progetto della riqualificaione della strada” , non hanno ricevuto altre informazioni . Si è domandato alla segreteria del Sindaco notizie ed è stato risposto che erano state affisse locandine nei negozi (quali?),che dettagliava gli incontri . Ma la prima cartolina non accenava minimamente che le future comunicazioni dovevano essere RICERCATE dal cittadino in internet e in diverse affissioni, al contrario si preannunciava un ‘informazione a breve sul programma degli incontri, perchè era intenzione del Comune avere un confronto partecipato. Avendo avuto anche per il passato dal sindaco Adani una lettera specifica, ci si attendeva che il programma venisse reso noto con le stesse modalità e non che ci si dovesse attivare per sapere qualcosa.
    Inoltre definire “riqualificazione” una programma che prevede abbattimento degli alberti è veramente una contraddizione ! Una domanda: i privati che “subiscono” i danni dalle piante, hanno mai considerato che in 40 anni un albero non può far altro che crescere? Ed è un patrimonio inestimabile, e non un danno abitare in un bellissimo viale alberato.
    Speriamo di non vedere compiere un tale delitto. Documentazioni come quella fornita da Stefano Corazza dovrebbe far riflettere tutti sul mondo che lasceremo ai giovani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: