Guerra preventiva per il pronto soccorso di Vignola/2. Un abbaglio collettivo?

M_home 16gen2010 139Grande mobilitazione per la raccolta firme (in pochi giorni 700 firme raccolte secondo Il Resto del Carlino, 1.000 secondo la Gazzetta di Modena: vedi). Ciò nonostante l’iniziativa è singolare, lo ribadisco (vedi). Se ne ha prova nella comunicazione della mobilitazione: vogliono chiudere il pronto soccorso di Vignola. In realtà non esiste alcuna immediata minaccia sul nostro pronto soccorso. E’ responsabilità del sindaco Daria Denti aver fatto pensare il contrario (la reazione sopra le righe fa pensare a motivazioni non pubblicamente dicibili: vedi). Ma questo oggi è il messaggio che è passato – vogliono chiudere il pronto soccorso – e con questo ci si deve confrontare. E chi non si mobilita in difesa o, peggio, dissente è visto con sospetto. Come spesso succede, però, il diavolo sta nei dettagli. Ed anche qui non fa eccezione. Vorrei dunque aggiungere qualche considerazione a quelle già svolte pochi giorni fa (vedi).

L'ingresso del Pronto Soccorso di Vignola (foto del 9 giugno 2012)

L’ingresso del Pronto Soccorso di Vignola (foto del 9 giugno 2012)

[1] E’ stato annunciato un programma di riorganizzazione della sanità regionale (vedi), nella regione che ha una delle migliori sanità al mondo. Un programma che ha obiettivi condivisibili, anche se il motore principale è il contenimento della spesa – e questo giustamente mette tutti sul chi va là. E’ comprensibile che tra i cittadini serpeggi scetticismo (per questo suggerisco di mettere i cittadini nella “cabina di regia” della trasformazione: vedi; per questo la lista di cittadini Vignola Cambia ha impegnato la giunta alla trasparenza totale sulla riorganizzazione nel nostro distretto: vedi). Ma chi ricopre ruoli istituzionali ha strumenti per comprendere cosa succede e strumenti per governare il cambiamento – sempre ammesso che si abbiano le capacità di usarli (e per l’amministrazione Denti il dubbio è lecito: vedi). Chi fa il sindaco oggi ha una grande responsabilità e non può dare l’allarme fino a quando non è chiaro che esiste una effettiva minaccia. Ma oggi non è così. Ci sono ancora molti passaggi istituzionali e molti mesi prima che una decisione venga presa sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale (lo dice proprio il direttore generale Carradori nella “famigerata” intervista: vedi) e dunque sui servizi sanitari di questo territorio. Oggi ci sono diverse cose da migliorare nella sanità vignolese ed è assurdo “sparare” prima di aver capito esattamente i progetti della Regione.

(foto del 22 dicembre 2013)

Nella casetta di Vignola Grandi Idee, in viale Mazzini: distribuzione panettoni omaggio & raccolta firme per la petizione, accoppiata vincente! (foto del 22 dicembre 2013)

Io rimango convinto di questo: il fatto che solo qui da noi si è “sparato”, invitando alla mobilitazione di piazza, ha a che fare con le difficoltà del sindaco uscente, più che con il rischio vero di chiusura del pronto soccorso. Tra un po’ sarà evidente a tutti. La logica della “mobilitazione di piazza” è una logica binaria: può dire solo sì o solo no. In questo caso dice no: “nessuno tocchi il pronto soccorso”! La politica ha invece la responsabilità – dovrebbe avere, perlomeno – di disegnare e poi realizzare programmi di intervento articolati. E su questo territorio ne avremmo certo bisogno vista un’offerta troppo ristretta di specialistica ambulatoriale, la stagnazione dell’attività di day surgery, le criticità della “continuità assistenziale” (leggi “guardia medica”), la situazione non certo ottimale dell’emergenza-urgenza e così via. C’è a livello locale una politica in grado di affrontare questi temi senza adottare immediatamente le forme di mobilitazione di chi non ha potere istituzionale, ovvero dei cittadini? Al momento la risposta è negativa.

Nella casetta di Vignola Grandi Idee, in viale Mazzini: distribuzione panettoni omaggio & raccolta firme per la petzione, accoppiata vincente! (foto del 22 dicembre 2013)

Nella casetta di Vignola Grandi Idee, in viale Mazzini: distribuzione panettoni omaggio & raccolta firme per la petizione, accoppiata vincente! (foto del 22 dicembre 2013)

[2] Sono state mobilitate alcune delle più importanti associazioni cittadine di volontariato socio-sanitario. E non solo. Se la raccolta delle firme procede speditamente è merito loro. Stupisce però che esse stesse abbiano un grado bassissimo di consapevolezza di quello che sta succedendo. In questi giorni, nel mondo reale o sui social network, ne ho interrogate diverse. Tutto quello che sanno dire è che “vogliono chiudere il pronto soccorso”. Ma se qualcuno gli ribatte: “siete sicuri?” non sanno rispondere! In questi giorni anche Vignola Grandi Idee ha fatto la sua parte: allo stand in viale Mazzini, domenica scorsa, oltre a distribuire i panettoni omaggio raccoglievano le firme per la petizione. Subito dopo la consegna del panettone ai cittadini veniva chiesto di firmare. E chi se la sente di dire di no con chi ti ha appena donato un panettone? Se poi il tutto è introdotto dicendo che la firma è “contro la chiusura del pronto soccorso” il gioco è fatto. Ed in effetti nel giro di pochi giorni sono state raccolte diverse centinaia di firme. Questa grande mobilitazione, pur nella vaghezza dei presupposti – ribadisco: non esiste alcuna minaccia immediata all’ospedale di Vignola ed al suo pronto soccorso –, è uno di quei fenomeni di grande interesse per gli studiosi di scienze sociali. Amplificazione e manipolazione della minaccia (vogliono “chiudere” il pronto soccorso); organizzazione della mobilitazione (associazioni legate all’amministrazione comunale anche da interessi materiali, dunque maggiormente portate ad assecondarne le richieste); plausibilità sociale della minaccia (in effetti i rumors sulla chiusura dell’ospedale di Vignola non sono mai svaniti, nonostante questo evento non sia assolutamente plausibile) – sono gli ingredienti che hanno sin qui determinato il successo di questa fase di mobilitazione, come testimoniato dal consistente numero di adesioni alla petizione. Però bisogna esserne consapevoli: non c’è nulla di spontaneo all’origine, ma molta organizzazione e molta strumentalità. Sarà interessante seguirne da vicino l’evoluzione.

Volantino affisso presso uno stand delle associazioni in viale Mazzini: peccato che nessuno fosse in grado di rispondere alle domande sul cosa ed il perché (foto del 22 dicembre 2013)

Volantino affisso presso uno stand delle associazioni in viale Mazzini: peccato che nessuno fosse in grado di rispondere alle domande sul cosa ed il perché (foto del 22 dicembre 2013)

Intanto, paradossalmente, il luoghi istituzionali della rappresentanza – il consiglio comunale – sono muti. Se mai verrà convocato un consiglio comunale sul tema sarà per merito delle minoranze consiliari (sul tema del controllo pubblico delle trasformazioni della sanità vignolese: vedi). Anche questo è un segno della fragilità delle istituzioni pubbliche locali. In questo caso, però, il mandante è noto. Sta ai piani alti della sede municipale. Forse anche questo è un problema. Non solo per le istituzioni della rappresentanza e per la città. Ma anche per il principale partito cittadino.

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2 Responses to Guerra preventiva per il pronto soccorso di Vignola/2. Un abbaglio collettivo?

  1. Bonucchi Decenzio ha detto:

    Caro Paltrinieri, riporto qui uno scambio di idee avuto con Giancarlo Gasparini, in modo da non disperdere concetti che ci potranno essere utili far poco tempo. “Prima di riempire il contenitore, ne farei una questione di metodo. 1) Sono d’accordo con Giancarlo sulle sinergie: Bazzano attraversa la nostra stessa traiettoria e parte da una posizione più debole. 2) se crediamo nell’abolizione delle provincie, vanno superati anche i loro confini in una logica di funzione, cittadini e territorio. 3) non cadiamo nell’errore dei comitati “contro”, perchè ci mangiano in un sol “Bocconi” 4) pensiamo in grande, proprio perchè c’è la crisi (cosa ne diresti della possibilità di avere uno specialista multi-funzione (internista esperto delle patologie epidemiche -diabete, scompenso, IRC e BPCO- nella Casa della Salute ?)

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Decenzio, quella di un progetto integrato tra due ospedali separati più amministrativamente (due distinte province e dunque aziende USL) che per distanza fisica (si tratta degli ospedali di Vignola e Bazzano) può essere una buona idea. Oggi, tra l’altro, la pedemontana riduce di molto i tempi di collegamento. E’ dunque del tutto sensato preoccuparsi delle possibili sinergie e delle possibili complementarietà.
    Nel frattempo, in questi giorni, si registra anche la presa di posizione della CGIL di Vignola, sin dall’inizio aderente alla petizione “in difesa del pronto soccorso”:
    http://www.fp.cgilmodena.it/pronto-soccorso-di-vignola-un-tassello-importante-per-la-sanita-del-distretto
    Vi si legge: “Seppur da tempo sosteniamo la necessità di uno spostamento di risorse dall’ospedale al territorio per qualificare e innovare l’assistenza sanitaria di base e le cure primarie, questo non si deve tradurre nella riduzione della risposta nell’emergenza ma nell’introduzione di modelli assistenziali innovativi e più efficaci, basati su posti letto organizzati per intensità di cura, capaci anche di portare ad una ottimizzatone nell’utilizzo di risorse sempre calanti.
    Per questo siamo certi che la Regione, da sempre in campo per contrastare la politica dei tagli lineari attuati dagli ultimi governi al sistema di welfare, saprà interpretare i cambiamenti coniugando la risposta ai bisogni espressi dai territori con la necessità della sostenibilità economica del servizio sanitario regionale.”
    Nulla di nuovo.

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