Il Polo della sicurezza va avanti, seppur adagio e perdendo pezzi

Una mega-seduta di commissioni consiliari (Unione Terre di Castelli più quelle comunali) si è tenuta questa sera a Spilamberto, presso lo spazio eventi L.Famigli, per presentare il progetto del “Polo della sicurezza” dell’Unione Terre di Castelli, da ubicarsi a Vignola, in un’area all’incrocio tra via Circonvallazione e via per Sassuolo. Il progetto risale alla legislatura scorsa – era ancora l’epoca dell’amministrazione Adani. A fine 2008 il primo atto importante: l’approvazione del Piano particolareggiato di iniziativa pubblica denominato “Polo Sicurezza e Protezione Civile”. Il progetto allora prevedeva una sorta di piccola “cittadella” in cui far confluire una pluralità di funzioni: caserma dei Vigili del Fuoco, caserma dei Carabinieri, sede della Polizia Municipale, della protezione civile e di associazioni di volontariato (tra cui AVAP), magazzino comunale, una palestra (anche a servizio dell’allora ipotizzato vicino nuovo “polo scolastico”) (vedi). Questo ambizioso progetto è stato più volte ridimensionato: prima accorpando diverse funzioni in un unico edificio. Poi ridimensionando ulteriormente l’intervento, con l’eliminazione della sede AVAP. L’unico edificio di cui si ragiona oggi mantiene dunque tre diverse funzioni: sede dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile, del corpo unico della Polizia Municipale dell’Unione Terre di Castelli (da cui però si è sfilato il Comune di Savignano). Di questo si è parlato stasera in commissione.

Rendering della nuova sede dei Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Protezione Civile – quello che resta del “polo della sicurezza” (vista da Nord, da via per Sassuolo).

[1] Notizie buone ed altre meno buone. Ovviamente il vicepresidente dell’Unione, Francesco Lamandini, anche sindaco di Spilamberto, ha ricordato soprattutto le prime. Diciamo che la prima notizia buona è che il progetto procede (seppur molto lentamente). E’ stato realizzato il progetto definitivo. E l’opera è inserita nel programma triennale delle opere pubbliche dell’Unione Terre di Castelli, nell’anno 2014 (vedi). Oggi l’Unione, non vincolata dal patto di stabilità (fino al 2014) che invece limita i comuni, ha maggiori potenzialità di spesa d’investimento. Questa è dunque la strada prescelta: la realizzazione dell’opera affidata all’Unione (anziché al solo comune di Vignola, ancorché in accordo con altri). Non è una buona notizia, invece, l’allungamento dei tempi. Diciamo chiaramente che forse in questa legislatura potremo assistere alla posa della prima pietra. O a poco più – se le cose vanno molto bene. Ma l’obiettivo di realizzare l’opera in questa legislatura (e di metterla in funzione) è invece definitivamente svanito. Non è buona neppure la notizia che l’edificio ha “perso un pezzo”, ovvero una delle funzioni in origine ipotizzate in quella sede. Non è ancora chiara la motivazione di questa “revisione” – ad un’interrogazione in merito (presentata da Vignola Cambia il 14 marzo 2012) non è ancora stata data risposta (sic) (vedi).

Vista aerea della localizzazione del “polo della sicurezza” (ciò che resta): area tratteggiata. In giallo, invece, la nuova viabilità dell’area. Risultano evidenti i palazzi circostanti, nell’area cosiddetta “Tunnel”.

[2] La realizzazione della nuova sede dei Vigili del Fuoco ha l’obiettivo di stabilizzarne la presenza nel territorio. Oggi a Vignola è presente un nucleo semi-permanente, sempre soggetto al rischio di soppressione o riduzione (nucleo solo volontario, es. come quello di Bazzano per la valle del Samoggia). E’ chiaro che la realizzazione della nuova sede intende radicare in modo definitivo sul territorio la presenza di un nucleo stabile di vigili del fuoco. Problematica analoga si verifica, in verità, sul versante della presenza del presidio dei Carabinieri, anch’essi in cerca di una sede adeguata per l’attuale Tenenza (o, magari, per il più importante Comando di Compagnia).  Attualmente, inoltre, l’Unione Terre di Castelli paga 110mila euro di affitto per l’attuale sede dei Vigili del Fuoco (presso la zona artigianale, in via dell’Artigianato). La nuova “caserma integrata” comporta invece un investimento complessivo di 3,75 milioni di euro (2,8 per opere; la restante parte di progettazione esecutiva, oneri fiscali, spese di collaudo, ecc.), da ripartirsi (in base alla popolazione) tra i comuni serviti (pur con adeguate differenziazioni: Savignano, ad esempio, non parteciperà ai costi della sede della Polizia Municipale dell’Unione, a cui non ha aderito). Il progetto beneficia comunque di un contributo statale per la sede della protezione civile, già acquisito da anni, di 700mila euro. A cui si somma un ulteriore contributo regionale per circa 300mila euro. A carico degli enti locali del territorio rimangono dunque 2,75 milioni di euro. Per giungere a tale cifra sono accantonati 627mila euro dalla vendita di azioni HERA. Il resto è da reperire o tramite indebitamento (contrazione di un mutuo) o  “leasing in costruendo” (la realizzazione è affidata ad un privato che sostiene i costi d’investimento ed è remunerato con un canone annuo pagato dagli enti locali).

Planimetria generale dell’intervento. In blu l’area riservata alla sede della Polizia Municipale (con ingresso indipendente). In rosso l’area riservata ai Vigili del Fuoco (con ingresso indipendente).

[3] Anche nella versione dell’edificio unico il “Polo della sicurezza” era stato presentato nel 2010 come includente una quarta funzione: la nuova sede dell’Associazione Volontaria Assistenza Pubblica (AVAP), con sede a Vignola (ora presso l’ex-mercato ortofrutticolo), ma in verità a servizio di un territorio più ampio (Vignola, Savignano, Marano, Castelvetro). In questa versione a quattro funzioni (sede AVAP inclusa) il progetto dell’edificio aveva caratteristiche diverse (e con costi maggiori in misura più che proporzionale rispetto all’attuale progetto ridimensionato). Una prima versione vedeva infatti anche la realizzazione di un piano interrato (presentata in commissione consiliare a Vignola e lì fortemente contestata proprio in ragione della scelta di prevedere un piano interrato – soluzione che, come dimostrasi oggi, aveva fatto lievitare i costi), nella misura del 70% a disposizione dei mezzi AVAP, ed un corpo-edificio fuori terra di maggiori dimensioni. I costi di questo progetto originario erano stimati in 7,6 milioni di euro (di cui circa 6 milioni in opere). Il progetto rivisto, anche con l’obiettivo di contenere la spesa, rinuncia dunque al piano interrato, realizzando invece un nuovo corpo-autorimessa a piano terra per i mezzi VVFF (tra il corpo principale e la torre di addestramento). Il corpo centrale si sviluppa su tre piani (piano terra, primo, secondo), rispetta rigorose norme antisismiche (struttura portante a telaio in cemento armato in opera) ed è di classe energetica A. Questi gli spazi a disposizione delle tre funzioni rimaste:

    • 1.115 mq per i Vigili del Fuoco (comprensivi di autorimessa e torre);
    • 541 mq per il corpo unico di Polizia Municipale dell’Unione (al netto del piazzale esterno);
    • 133 mq per la Protezione Civile (funzione cenerentola?) comprensivi di servizi e sala polifunzionale (plausibilmente utilizzabili ed utilizzati dalla funzione 2: PM).

Rendering della nuova sede VVFF, PM e Protezione Civile. Vista da Sud (dall’interno del quartiere).

[4] Un’ultima considerazione in merito alla quarta funzione, stralciata: la nuova sede AVAP. E’ per il venir meno di un contributo “ipotizzato” (ma non concesso), come sembra suggerire un documento di giunta? E’ per i costi eccessivi che essa avrebbe comportato (nell’ipotesi, però, di prevedere obbligatoriamente un piano interrato, cosa in realtà non strettamente necessaria, vista la superficie a disposizione)? Sappiamo, infatti, che il primo progetto (piano interrato e sede AVAP) aveva un costo complessivo di 7,6 milioni di euro, mentre il secondo progetto (senza piano interrato e senza sede AVAP) ha un costo di 3,75 milioni di euro (il 49,3% del costo del primo progetto). Ecco, questo passaggio meriterebbe un approfondimento. D’altro canto, come si diceva, manca a tutt’oggi una risposta ad un’interrogazione che vorrebbe chiarire il motivo del “ritiro” del contributo alla realizzazione della nuova sede AVAP. Ciò che sappiamo al proposito è solo quanto scritto nella Relazione Previsionale e Programmatica che accompagna il Bilancio di previsione 2012 del comune (p.28): “La recente comunicazione da parte della Regione e della Provincia dell’assenza di copertura finanziaria per il contributo DUP (poiché la priorità è stata data al recupero sentieri Linea Gotica per circa 750 mila euro di contributo regionale) ha reso necessario modificare il progetto iniziale. Per quello che riguarda la sede della pubblica Assistenza si ipotizza, insieme agli altri Comuni che beneficiano del servizio, la messa a disposizione di un lotto di terreno all’interno del Polo della Sicurezza, unitamente all’erogazione di un contributo economico, analogamente al progetto Sede Avis.” L’impressione è che qualcuno ci abbia dormito sopra o abbia in precedenza “millantato crediti”. Eventualmente ci torneremo. Risulta in ogni modo evidente, a seguito di questa affermazione, la possibilità di una soluzione più “razionale” per le sedi AVIS e AVAP, che avrebbero  goduto di evidenti sinergie (minor spesa complessiva) e di una più ottimale collocazione urbanistica (per la sede AVIS) se collocate congiuntamente nell’area del polo della sicurezza (come oggi l’amministrazione prospetta solo per AVAP) (vedi).

Planimetria dell’edificio principale: piano terra. Si vede (lungo l’asse verticale) la nuova autorimessa dei VVFF.

[5] Comunque, per la prosecuzione del progetto sono previsti due deliberazioni dei consigli comunali dei comuni interessati. Un primo atto di indirizzo in merito all’affidamento all’Unione del progetto e contestuale approvazione del progetto definitivo. Una seconda delibera per l’approvazione dello strumento finanziario prescelto (mutuo o leasing in costruendo). Avremo dunque la possibilità di tornarci sopra e di analizzare meglio il progetto.

Prestazioni energetiche dell’edificio.

PS Le motivazioni reali che stanno dietro alla “revisione” del progetto ed alla sua progressiva riduzione sono tutt’altro che chiare. Comunque non sono state illustrate pubblicamente, anche se hanno probabilmente a che fare con il costo dell’opera. Occorre rimarcare che il primo progetto presentato dall’amministrazione Denti, nel giugno 2010, aveva una spesa notevolmente superiore (7-8 milioni di euro), come risulta dai documenti presentati allora in commissione (pdf). Allora l’amministrazione sosteneva la validità della presenza anche della sede AVAP, annunciando anche l’ottenimento di contributi per un importo doppio di quello effettivamente ottenuto: “circa 2.000.000 di euro dovrebbero pervenire da contributi statali, regionali, provinciali” (così il comunicato stampa di replica alle critiche delle minoranze). Insomma, la storia “vera” del progetto deve ancora essere raccontata.

Annunci

4 Responses to Il Polo della sicurezza va avanti, seppur adagio e perdendo pezzi

  1. Roberto Adani ha detto:

    Ho fatto diversi appelli in diverse sedi senza apparente risultato e vorrei approfittare di questo blog per rinnovarli.
    Per motivare questo mio appello alle forze politiche locali vorrei semplicemente ricostruire la storia del progetto polo sicurezza.
    Perché nasce il progetto? Prioritariamente nasce dal fatto che, appena conquistata la tenenza, ne furono concesse 3 in tutta Italia e per questo bisogna sinceramente ringraziare per la sua azione decisiva Paola Manzini, ricordo che si passó da un comando di stazione con un maresciallo e 8 carabinieri ad un comando con 1 tenente e 29 carabinieri. L’obiettivo comunque era quello di arrivare ad un comando di compagnia della valle del Panaro con centro a Vignola in modo da non dipendere piú da Sassuolo ed avere una gestione meno dispersiva della sicurezza del territorio, l’attuale é assicurata da una serie di stazioni comunali tutte insufficienti a garantire un servizio di qualità. Forse nessuno si ricorda piú quando specie di notte si formulava il 112 e rispondeva Sassuolo dicendo che l’unica pattuglia era impegnata su quel territorio in cose piū urgenti. Ora abbiamo forse fatto l’abitudine a vedere circolare 24 ore su 24 una pattuglia dei carabinieri. Forse molti non hanno notato come certe attività e certe persone se ne siano andate da Vignola da quando ė arrivata la Tenenza ed in particolare l’attuale tenente. forse non si è notato di quanto sia aumentata la capacità investigativa, sia rispetto alla criminalità organizzata che rispetto ai crimini comuni, basti ricordare le rapine e gli omicidi di cui si sono prontamente assicurati alla giustizia i colpevoli. Bene, in quei giorni il comune di Castelfranco, pressato dalle notizie di infiltrazioni casalesi sul proprio territorio, annunciava la propria candidatura per il comando di compagnia e offriva la costruzione della nuova caserma. Il rischio era che comando e uomini fossero trasferiti a Castelfranco se non avessimo reperito area e realizzato la nuova caserma. Decidemmo allora di realizzare un polo della sicurezza caratterizzato dall’integrazione delle forze che si occupano di sicurezza, non si trattava solo di costruire i contenitori, e di stabilizzare le recenti conquiste relative a tenenza e pompieri, ma di integrare vigili dell’Unione con comando di compagnia dei carabinieri sulla stessa scala territoriale, integrare il volontariato di protezione civile (Avap, Avis e gli altri gruppi) con i vigili del fuoco in modo che ci fosse una consuetudine quotidiana a lavorare assieme a condividere le dotazioni, i mezzi e gli strumenti e non ci si trovasse impreparati ad affrontare gli eventi straordinari. Non ė essenziale quindi inaugurare nuove sedi, ė essenziale avere strutture adeguate integrate tra loro. Per i carabinieri ė vitale. In 30 stanno nella vecchia stazione in cui stavano in 9, a cui si ė aggiunto un appartamento ad uso camerata. Ė chiaro che il perdurare di tale situazione aumenta il rischio di depotenziamento di Vignola, i carabinieri migliori, i marescialli piú esperti non vengono a Vignola in cui l’unico alloggio di servizio ė quello del comandante, tutti gli altri comandi hanno una palazzina di alloggi. Allora avevamo ottenuto, 3 milioni di euro dal ministero per la nuova caserma, avevamo ottenuto la disponibilità a cederci l’attuale stazione dei carabinieri e gli immobili attorno alla stazione dei treni, si poteva vendere la sede ex Enel e la vecchia ex caserma in via ponte Muratori, si poteva liberare l’ex mercato trasferendo Avap e realizzare un progetto che portava nelle casse comunali 5 milioni di euro. E’ vero che poi ė arrivata la crisi e il governo Berlusconi che ha tolto il finanziamento alla caserma, ma se ben costruite sono ancora possibili operazioni di valorizzazione immobiliari complesse e c’ė comunque un mercato per operazioni di qualità. Certo bisogna sviluppare progetti di alto livello architettonico e finanziario, Fondi di investimento e banche sono alla ricerca di progetti seri garantiti dalle istituzioni. Certo, sono scelte difficili in cui si rischia, qualcuno ti accusa di fare speculazioni, di cementificare… Ma stiamo parlando comunque di aree già compromesse che in quanto pubbliche devono essere valorizzate al meglio per avere il massimo di utilità pubblica. Certo, si rischia che qualcosa vada storto, sicuramente ci si deve impegnare con continuità, pur non avendo il potere per farlo bisogna convincere tanti soggetti istituzionali diversi a fare la loro parte. In gioco peró non c’ė una nuova opera da inaugurare, perchė ė chiaro che non la inaugura il sindaco che confeziona un operazione di tale complessità , in gioco c’ė la sicurezza di questo territorio che rischia di depauperarsi di giorno in giorno senza che nessuno se ne assuma la colpa ma con il risultato certo di aggiungere alle tante insicurezze sul futuro anche quelle garantite da una presenza qualificata di forze dell’ordine. D’altra parte la Vignola patrimonio non era stata pensata per avere un amministratore in piú, per gestire una Farmacia che già concepita nella nuova sede era in grado di generare comunque gli attuali utili, o per costruire una casa in legno in cui distribuire acqua Dell acquedotto, era stata costruita per concepire e realizzare queste operazioni, nella consapevolezza che da almeno 20 anni non si finanziano piu le opere pubbliche con il soldi delle tasse dei cittadini, che bastano a malapena per i servizi, ma che bisogna mettere in campo azioni straordinarie di valorizzazione per le quali ė necessario avere sufficienti idee e coraggio.
    Visto che sono colui che ha pensato quel progetto penso di poter dire che non ha senso costruire la caserma dei vigili del fuoco senza la sede del volontariato o quella dei vigili urbani senza i carabinieri, tutti hanno un tetto piú che dignitoso sulla testa, tutti tranne i carabinieri per cui rivolgo un appello accorato al consiglio comunale e quello dell’Unione : concentrate tutte le risorse e gli sforzi sulla costruzione della caserma dei carabinieri e sui relativi alloggi.
    Apprendo con piacere che nel polo della sicurezza ci sarà un lotto anche per l’AVAP. Ribadisco però che il rischio più alto di depotenziamento lo corre quotidianamente la tenenza visto che già oggi i carabinieri migliori potendo scegliere si muovono verso sedi attrezzate. Ritengo quindi che la priorità per la sicurezza dell’area sia farsi carico della caserma per ottenere il comando di compagnia della valle del Panaro. Mi rendo conto di inserirmi in percorsi già avviati ma ritengo che l’obiettivo valga qualsiasi sforzo.

  2. Roberto F. ha detto:

    Strano che sia sempre colpa di Berlusconi…
    Per fortuna che lei era un comune cittadino e non ha potuto fare nulla al riguardo..
    Comprendo

  3. Roberto Adani ha detto:

    Caro Roberto, il problema è che Silvio Berlusconi non ha in generale un gran senso della correttezza istituzionale e della legalità, quindi non si è fatto troppi scrupoli nel cancellare i finanziamenti anche se già stanziati e destinati alla caserma dei carabinieri di Vignola, non mi sembra comunque che abbia mai nutrito nessun interesse per chi si occupa quotidianamente di sicurezza delle comunità per un modesto stipendio. Questa del finanziamento della caserma dei carabinieri d’altronde è una colpa lieve rispetto alle altre del Signor Berlusconi, ma è tutta indiscutibilmente sua, io da parte mia se avessi potuto fare al riguardo le assicuro che avrei fatto, ma purtroppo nemmeno la magistratura ci è ancora riuscita, confido però negli italiani questa volta, spero che perfino lei non abbia lo stomaco di votarlo.

    • Roberto F. ha detto:

      Ma ha perfettamente ragione, se non fosse stato per Berlusconi le cose sarebbero andate non meglio ma di più.. Peccato che c’ha messo lo zampino lui.. Lei deve aver sicuramente fatto di tutto e di più, lo immagino…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: