Nuova sede AVIS. Ancora una parola sulla pessima localizzazione

Nelle prossime settimane prenderanno il via i lavori per la realizzazione della nuova sede AVIS di Vignola in un appezzamento di terreno di circa 12.800 mq alla confluenza tra via del Commercio e via Caduti del Lavoro, nel cuore della zona artigianale di Vignola (sic). Pensavo non ci fosse nulla da aggiungere alle considerazioni già svolte in merito a questa localizzazione disgraziata a cui ho già dedicato due post, l’ultimo dei quali riportava nel titolo: “un ottimo progetto, una pessima collocazione” (vedi). Invece l’amministrazione comunale è riuscita a rendere chiaro a tutti il pasticcio che ha combinato – urbanisticamente parlando. Vediamo perché.

L’area che ospiterà la nuova sede AVIS di Vignola, alla confluenza tra via del Commercio e via Caduti del lavoro, nel cuore dell’area artigianale di Vignola (foto del 2 maggio 2012)

[1] Per comprendere la vicenda della localizzazione della nuova sede dell’AVIS di Vignola bisogna ricostruire l’intera intricata vicenda che ha visto l’amministrazione comunale prima proporre come collocazione la palazzina passeggeri presso la stazione ferroviaria (ipotesi tramontata dopo qualche mese di studi perché ci si è resi conto che, in quell’ambito, la presenza dell’impiantistica ferroviaria – vedi – risultava incompatibile con le apparecchiature elettromedicali di AVIS!), poi l’area presso la zona artigianale di Vignola – con la formula “prendere o lasciare” (vedi). I vertici di AVIS avrebbero preferito una diversa collocazione (e ne avevano tutte le ragioni), ma si sono adattati all’unica proposta fatta loro dall’amministrazione Denti. La collocazione della nuova sede AVIS non è però un fatto privato. Riguarda invece tutta la città (anche perché si stimano 3-4.000 accessi all’anno). Io ho già argomentato che quella collocazione, al centro dell’area artigianale di Vignola, è da considerarsi pessima per due motivi: (1) innanzitutto perché “incongrua” rispetto ad un’area destinata ad attività produttive (le norme urbanistiche sono state modificate nel 2011 per consentire la nuova collocazione); (2) ma soprattutto dal punto di vista della mobilità, visto che per accedervi bisognerà necessariamente ricorrere all’auto. Pensare la città del futuro, ovvero ambientalmente sostenibile, significa invece collocare le “funzioni” ad alta frequentazione in aree servite dal trasporto pubblico (cosa che non potrà mai essere se la collocazione è quella del centro del villaggio artigiano)! Queste argomentazioni sono state già sviluppate in precedenza e non è il caso di riproporle qui integralmente (alla “discussione” ha, tra l’altro, partecipato l’attuale presidente di AVIS Vignola, Federico Donini: vedi). Nessuno degli argomenti sollevati per rispondere alle critiche sulla localizzazione risultano convincenti (l’assessore Mauro Scurani si è lanciato in un improbabile elogio della mixité, come se ciò bastasse a dare un senso al mischiare capannoni con lavorazioni artigianali e industriali ed un centro prelievi sangue!), anche perché erano chiaramente disponibili localizzazioni alternative (vedi). Oggi, nel 2012, lo riconosce pure l’amministrazione comunale!

Scorcio dell’area dove verrà realizzata la nuova sede AVIS di Vignola, a fianco di due impianti sportivi, nel mezzo di attività artigianali ed industriali (foto del 2 maggio 2012)

[2] Ed è questo il dato interessante, emerso a seguito di un’altra tribolata vicenda, quella del “Polo della sicurezza” (vedi) la cui realizzazione continua a venir spostata in avanti nel tempo (il Piano triennale delle opere pubbliche lo colloca al 2014!). Dopo un primo ridimensionamento (cancellazione degli edifici magazzino comunale e palestra, nel “limbo” la nuova caserma dei Carabinieri di Vignola), si è avuto un secondo ulteriore ridimensionamento che ha portato ad abbandonare il progetto di realizzare la nuova sede della Pubblica Assistenza di Vignola assieme alla sede dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, della Polizia municipale. Il comune di Vignola, essendosi lasciato sfuggire il necessario finanziamento, si è trovato costretto (sic) a stralciare dal progetto la parte relativa alla sede AVAP con relativo ricovero mezzi (piano interrato), come scritto nel documento accompagnatorio al bilancio di previsione 2012: “La recente comunicazione da parte della Regione e della Provincia dell’assenza di copertura finanziaria per il contributo DUP (poiché la priorità è stata data al recupero sentieri Linea Gotica per circa 750 mila euro di contributo regionale) ha reso necessario modificare il progetto iniziale. Per quello che riguarda la sede della pubblica Assistenza si ipotizza, insieme agli altri Comuni che beneficiano del servizio, la messa a disposizione di un lotto di terreno all’interno del Polo della Sicurezza, unitamente all’erogazione di un contributo economico, analogamente al progetto Sede Avis.” (Relazione previsionale e programmatica 2012-2014, p.28) Il fatto è che quella localizzazione, all’interno del perimetro del “polo della sicurezza”, era quella preferita da AVIS stessa, per diverse buone ragioni: (a) migliore accessibilità viaria; (b) possibilità in futuro di essere servita dal trasporto pubblico; (c) maggiore vicinanza all’ospedale; ma, soprattutto, (d) possibilità di sviluppare “sinergie” mettendo assieme le sedi delle due principali realtà del volontariato sanitario cittadino: AVIS e AVAP. Oggi questa opzione non è più possibile e dunque AVIS realizzerà la propria sede al centro del villaggio artigiano! Appunto: un ottimo progetto, una pessima collocazione (vedi).

Mezzi pesanti in manovra nei pressi dell’area su cui sorgerà la nuova sede AVIS di Vignola (foto del 2 maggio 2012)

[3] L’ennesima revisione del progetto del “polo della sicurezza” e la conseguente ennesima revisione per quanto riguarda la sede AVAP (ora non più all’interno dell’unico edificio del “polo della sicurezza”) rende ora evidente a tutti l’assurdità della proposta di collocare la nuova sede AVIS nella zona artigianale! Rende evidente a tutti che vi era, come in diversi sostenevano allora, la possibilità di una diversa collocazione, ovvero nell’area del “polo della sicurezza” (in abbinamento alla nuova sede AVAP). Oltre alle ragioni logistiche, ambientali ed urbanistiche va considerato anche il dato economico. La realizzazione della nuova sede AVIS avrà un costo di 700mila euro circa (di cui una parte di finanziamento “pubblico”: comune di Vignola, Fondazione di Vignola, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena). Diverse centinaia di migliaia di euro costerà anche la nuova sede AVAP, distaccata presso l’area del “polo della sicurezza”. Non sarebbe stato meglio per entrambe le associazioni poter cooperare per realizzare un unico edificio in grado di ospitare sia le attività dell’una che i mezzi dell’altra? Non avrebbe garantito, ad esempio, la possibilità di sfruttare spazi e servizi comuni come le sale per riunioni o l’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica? La risposta è sì. Oggi è evidente, dunque, che la città ha perso un’occasione di possibili sinergie realizzative e di una migliore collocazione urbanistica di queste importanti “funzioni”. Oggi è ancora più evidente, infine, quanto l’amministrazione Denti sia incapace di pensare allo sviluppo della Vignola del futuro.

Rendering della nuova sede AVIS di Vignola (foto del 24 marzo 2012)

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6 Responses to Nuova sede AVIS. Ancora una parola sulla pessima localizzazione

  1. Alberto ha detto:

    Gentile Dott. Paltrinieri,
    a pensare male si fa peccato…ma a volte…
    Lei che è sempre così informato mi riesce a far sapere quanto è costato il progetto della sede AVIS, perché spero come accade sempre quando si tratta di associazioni che sia stato il gratuito contributo di uno o più donatori progettisti. Sarebbe infatti imbarazzante altrimenti apprendere che un opera pubblica, essendo su terreno pubblico e dedicata alla collettività, venga progettata senza gara e con il contributo del comune.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      Non so chi sia il progettista. Nel cartello di cantiere in corso collocato in sito non è indicato. E’ indicato il permesso a costruire (n. 3765 del 21 ottobre 2011) e l’impresa esecutrice, Asfalti Emiliani. Per il resto l’opera è commissionata da un ente privato, l’associazione Avis Vignola onlus, e la legge non richiede l’effettuazione di una gara, anche in presenza di contributi pubblici. Ritengo che Avis abbia tutto l’interesse a far bene e non mi sembra possano esserci problemi su questo fronte. Il progetto, tra l’altro, prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto – e questo è indubbiamente un elemento di qualità. Per quel poco che conosco mi sembra un buon progetto. In questo e negli altri post sul tema ho richiamato l’attenzione sulla localizzazione. L’aspetto critico è quello. Lo sarà per gli utenti di domani e per la città, visto che quella localizzazione farà sì che i donatori, nella quasi totalità, saranno costretti a muoversi in automobile. L’Italia che vorremmo in futuro va però in un’altra direzione.

      • Alberto ha detto:

        Avrei perlomeno qualche dubbio vista la giurisprudenza al riguardo. Per esempio Cons.Stato sent. del 15/03/2001 n. 1514 ad avviso della quale si deve ritenere pubblica, ove finalizzata allo svolgimento di un pubblico servizio, anche l’opera comunque destinata a passare in mano pubblica in quanto edificata su suolo pubblico e non soltanto quella che sia tale ab origine (alla stregua di tale principio il giudice amministrativo ha ritenuto illegittima la concessione di terreno comunale per la realizzazione e la gestione di impianti sportivi per la durata  di 99 anni, senza il previo esperimento di gara ad evidenza pubblica per la scelta del concessionario). Laddove per servizio pubblico si intende, sul piano oggettivo, un’attività esercitata per erogare prestazioni volte a soddisfare bisogni collettivi ritenuti indispensabili in un determinato contesto sociale e collocata in un ordinamento di settore al vertice del quale è posta un’autorità pubblica di vigilanza, indirizzo e controllo. Allora il consiglio comunale ha addirittura approvato convenzione e progetto preliminare oltre ad una variante. Nella convenzione si dice ” l’Avis di Vignola in particolare è l’unica società privata a fornire il servizio pubblico sanitario relativo all’attività trasfusionale nella provincia di Modena, essendo il solo strumento di donazione di Sangue per il Centro Trasfusionale, in quanto, nella nostra provincia, la donazione avviene esclusivamente in modo associazionale;” ed ancora ” l’Amministrazione ha valutato altresì l’opportunità di concedere in diritto di superficie ad AVIS un lotto di circa mq 1.100 mq, identificato catastalmente al mappale 395 del foglio 5, affidando alla stessa l’onere di predisporre la progettazione definitiva ed esecutiva della nuova sede in conformità alla normativa sulla realizzazione delle opere pubbliche di cui al D.lgs. 163/2006 e succ. modif., nonché la realizzazione della stessa”. Per chi non lo sapesse la legge citata è niente meno che il “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”. Ed ancora PRESO ATTO inoltre che nel prossimo Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2012- 2014 verrà inserito l’ intervento di “REALIZZAZIONE DI NUOVA SEDE AVIS E SISTEMAZIONE DELLE AREE ADIACENTI ALL’ IMPIANTO SPORTIVO “FERRARI”. Il comune poi si impegna con un contributo e con le opere di urbanizzazione. Lei cosa dice, io un qualche dubbio che si tratti di opera pubblica l’avrei e comunque avrei la sensibilità di fare le cose con la massima trasparenza…anche se magari non è di moda. Per i progettisti mi aveva incuriosito che si trattasse, riprendo la Gazzetta di Modena, di ABACO SRL di Marano…curioso
        Consiglirei ai consiglieri comunali di leggere le delibere che approvano e ad Avis, a cui tutti vogliamo bene malgrado questa infelice scelta di collocazione della sede, almeno di verificare le procedure prima di farsi male… ma magari è stato fatto tutto correttamente. A me rimane la curiosità di sapere visto che è un opera pubblica se ABACO SRL è il progettista del preliminare, del definitivo e dell’esecutivo e con quale incarico e corrispettivo. A proposito a questo punto non va bene neanche il permesso di costruire, visto che la delibera del comune parla di progetto definitivo ed esecutivo che a questo punto devono essere approvati dal comune. Mi fermo qui…certo che non è la prima volta che il comune di Vignola fa realizzare un opera in concessione, mi sembra sia già successo per i box in corso italia che per quanto privati sono stati oggetto di gara in tutte le fasi di costruzione e di progettazione e anche vendita, oltre che collaudati dal comune, ed anche in questo caso andrebbe aggiunto in delibera il collaudo della sede da parte del comune…

  2. Flavio Quintavalli ha detto:

    Per gli importi inferiori ai 100.000 € di spese di di progettazione non si fanno gare, ma vi è l’affidamento diretto. Tant’è che ai tempi del Principino tutti i progetti realizzati dal Comune di Vignola, piazze, piazzette, fontane e fontanelle, restauri sono stati affidati tutti allo stesso progettista…..

  3. Roberto Adani ha detto:

    Caro Quintavalli c’è poi un limite alle balle, la legge prevede per gli incarichi sotto i 100.000 la procedura negoziata (gara) senza pubblicazione di bando, con invito di almeno cinque soggetti idonei, e sempre così ha proceduto l’ufficio tecnico, se poi non si fosse in malafede , si andrebbe a leggere l’elenco che è pubblico dei progettisti che hanno avuto incarichi anno per anno. Ti faccio qualche nome a caso, come me li ricordo:
    Poli- ciclabile via per sassuolo e rotatoria con fontana scuole barozzi,
    Armani – piazzetta del teatro,
    Bes – parco dei sogni e degli gnomi,
    Luppi Ampliamento Cimitero,
    Ing. Riuniti Mura storiche,
    Bega – Parco dei bambini e delle bambine,
    Fontana-Ponte muratori,
    Liberi-percorso e copertura tennis piscina,
    Riccovolti -ex macello e ex liceo,
    Marcon-Vernuccio-polo sicurezza,
    Sintec -Scuole barozzi ed altre,
    Ontani- scuole cimarosa,
    Raguzzino-Asilo cappuccetto Rosso,
    Arkè Ostello,
    Gandino-PUT, rotatoria tangenziale e vie del centro storico, Pancaldi recupero municipio e piazza Braglia (con fontane…forse ti riferivi a questa)
    Barbi, varie rotatorie e strade,
    Ferrini ciclabili e rotatorie,
    Menabue, ciclabili e rotatorie,
    Open project rotatoria Galassini e ciclabile via battisti,
    Rupi-piano circolazione,
    Politecnica – STU,
    Vignocchi- sistemazione interna Biblioteca,
    Saba- Parcheggio corso italia,
    ccdstudio- asilo al poggio,
    Ipostudio-Vecchio mercato,
    De Lucchi-Via minghelli e Astambein, potrei andare avanti ancora a lungo ma di molti non ricordo nemmeno i nomi, e sai che questo è il bello, che tutti quelli che ho nominato non sapevo nemmeno che faccia avessero prima dell’incarico del comune e quelli invece che conoscevo prima non hanno mai avuto un incarico dal comune di Vignola. Non ricordo se tu hai mai avuto un incarico, è questo il problema? Hai comunque mi sembra potuto svolgere con serenità la tua professione a Vignola, io faccio l’ingegnere, ma non mi troverai mai in una lista di incarichi di un comune, si tira avanti comunque ugualmente con dignità.
    Un caro saluto.

  4. Flavio Quintavalli ha detto:

    Caro Adani, nella lista elencata mancano tutti i progetti ai quali mi riferivo, cioè gli interventi geograficamente effettuati nell’asse compreso fra il Municipio e Palazzo Barozzi, se non ricordo male 5 o forse più, e questi sono fatti, non balle!
    Ricambio il cordiale saluto.

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