Polo della sicurezza. Ribaltone delle idee da parte della giunta Denti

La disinvoltura con cui l’amministrazione Denti ribalta le proprie posizioni è davvero sorprendente. Lo abbiamo già visto con la gestione dei rifiuti: a zig-zag, prima in una direzione (cassonetti), poi in quella contrapposta (porta a porta) – sempre che alle parole seguano i fatti (vedi). Un nuovo eclatante esempio è dato dal “polo della sicurezza”. Un progetto ereditato dall’amministrazione Adani (vedi) e che sotto l’amministrazione Denti ha già fatto un paio di “giravolte” progettuali. Illuminante è il confronto delle posizioni di oggi con quelle espresse nella primavera 2010, quando si accese una prima forte discussione sul progetto tra amministrazione e minoranze consiliari. Allora la spesa di 7-8 milioni di euro era ritenuta congrua, anzi indispensabile, ed il progetto prevedeva un piano interrato (ora eliminato) ed includeva la sede della Pubblica Assistenza-AVAP (anche questa ora stralciata). E le opposizioni che avanzavano perplessità o critiche su questi aspetti erano tacciate di demagogia. Due anni e mezzo dopo quelle posizioni “demagogiche” sono fatte proprie dall’amministrazione comunale. Un po’ di memoria storica, dunque, aiuta a comprendere le tortuosità di questo progetto. Ed il modo di operare dell’amministrazione.

Rendering della “caserma integrata” a quattro “funzioni” (Vigili del Fuoco, Polizia Municipale, Protezione civile, AVAP). Si vede, a lato della via Circonvallazione in primo piano, la rampa di accesso al piano interrato (immagine tratta dal documento ATI Tecnocoop & C. del 15 giugno 2010)

[1] La discussione prese il via a seguito del consiglio comunale del 27 aprile 2010. Il progetto presentato allora dall’amministrazione comunale era una nuova rielaborazione dell’ipotesi “caserma integrata” (un unico edificio ospitante Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Polizia Municipale) a cui era già pervenuta l’amministrazione Adani, ridimensionando l’originario progetto della “cittadella della sicurezza” (vedi). Solo che nel nuovo progetto dell’amministrazione Denti si univa anche una quarta “funzione”, la sede dell’Associazione Volontari Assistenza Pubblica (AVAP). Ed anche per far posto a questa nuova funzione si introduceva un “quarto piano” nell’edificio, però interrato. Questo ed altri elementi fecero lievitare i costi del progetto. Nella nuova versione del 2010 la spesa complessiva prevista dell’edificio “a quattro funzioni” è pari a 8 milioni di euro, di cui 5,7 milioni di opere e 2,3 milioni di “oneri amministrativi” (documento dell’ATI Tecnocoop & C. del 15 giugno 2010).

L’originario progetto della “cittadella della sicurezza” secondo lo studio di fattibilità approvato nel 2008. Degli edifici lì previsti ne sono rimasti solo due: la caserma dei Vigili del Fuoco (oggi “caserma integrata” con PM e Protezione civile) ed il “Centro servizi e commerciale” (oggi in costruzione).

[2] Un tale progetto suscitò forti critiche da parte delle minoranze consiliari. Dal 30 aprile 2010 (Il Resto del Carlino, p.27) fino al 18 maggio 2010 (Gazzetta di Modena, p.24) la “discussione” si svolse a mezzo stampa a suon di comunicati e dichiarazioni (oltre che in commissione e consiglio comunale). Le critiche si appuntarono su tre aspetti, peraltro tra di loro collegati:

  • il raddoppio dei costi rispetto alla versione precedente del progetto (giunti, con la nuova versione, alla cifra complessiva, opere + oneri amministrativi, di 8 milioni di euro);
  • la previsione di maggiori spazi, ottenuti però inserendo un ulteriore piano interrato. Francesco Rubbiani, consigliere della lista civica Città di Vignola, osservò, ad esempio, che “l’utilità dell’interrato non vale l’enorme spesa per rafforzare il piano in superficie, che dovrà sostenere camion dei pompieri di diverse tonnellate” (Il Resto del Carlino, 30 aprile 2010, p.27);
  • l’inclusione di una quarta “funzione” nella “caserma integrata”, ovvero l’inserimento in essa della nuova sede della Pubblica Assistenza-AVAP (peraltro, come vedremo, in modo nient’affatto trasparente, visto che gli spazi a ciò destinati risultavano “confusi”, ovvero non distinti, rispetto a quelli destinati alla protezione civile – con soluzioni, però, che lasciavano a quest’ultima superfici davvero striminzite).

Vista aerea del quartiere e dell’area interessata dalla “caserma integrata” (area tratteggiata). In giallo le urbanizzazioni già realizzate: strade interne e rotatoria su via per Sassuolo.

[3] Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza difesero il progetto della “caserma integrata” a quattro funzioni. Quello con spesa complessiva di circa 8 milioni di euro. L’assessore ai lavori pubblici, nonché vicesindaco, Mauro Montanari, difese allora la scelta di realizzare il piano interrato: “vista la mancanza di superficie, è più sensato pensare a un edificio sviluppato verso il basso che non verso l’alto come al solito. Per ragioni antisismiche, soprattutto” (Il Resto del Carlino, 30 aprile 2012, p.27). Ma l’intervento a difesa più determinato fu quello di Guerrino Cassani che, anche in veste di amministratore unico della Vignola Patrimonio Srl (a cui allora si pensava di affidare l’opera – oggi non è più così, questa è in carico all’Unione Terre di Castelli), affidò la propria “replica” ad un comunicato poi ripreso dai quotidiani locali (qui la versione integrale, pubblicata allora sul sito web del PD: pdf). Cosa scrive Cassani? Vale la pena seguirlo.

  • In primo luogo giustifica l’incremento di spesa con il fatto che servono più spazi (ma attribuisce 1.420 mq per intero alla “protezione civile”, senza citare l’AVAP a cui invece quella superficie era destinata praticamente per intero! – segno evidente di qualche imbarazzo) e che occorre rispettare le nuove norme antisismiche, più rigorose. Afferma, anzi, che queste incidono sul progetto “per circa 1,5 milioni di euro” – quando invece la stima dei progettisti prevede un aumento “intorno al 4-5% del costo totale delle opere” (che nell’ipotesi di 6 milioni di opere equivalgono a 300mila euro; cfr. pag.1 del documento del gennaio 2010). Afferma dunque: “Questi elementi hanno portato a circa un raddoppio del costo previsto, stimabile ad oggi, nella variante più completa, in circa 6.700.000 euro: di questo importo, circa 2.000.000 di euro dovrebbero pervenire da contributi statali, regionali, provinciali” (come sappiamo oggi i contributi sono invece la metà: 1 milione di euro: vedi).
  • In secondo luogo difende anche lui, come l’assessore Montanari, l’ipotesi di un ampliamento della superficie tramite la realizzazione di un piano interrato: “Quando Rubbiani (Citta’ di Vignola) contesta l’ipotesi dell’introduzione di un piano interrato, non considera l’enorme consumo di territorio che si avrebbe con soluzione diversa, in un’area dove il “costruito” già è in percentuale molto elevata rispetto alla dimensione del lotto”.
  • In terzo luogo difende un progetto di “caserma integrata” in cui trovi sede anche l’AVAP, anche se ciò si è tradotto in un progetto che ha portato ad un “raddoppio del costo previsto”, come lui stesso riconosce. Scrive al proposito: “Quando Fiorini (Lega Nord) afferma “iniziamo dalla caserma dei Vigili del Fuoco e dalla Polizia Municipale e poi vediamo”, mostra, evidentemente, di non aver ben chiaro l’insostituibile supporto fornito dai volontari della Pubblica Assistenza ai cittadini dell’Unione. Dopo trent’anni, possiamo pensare di dotarli di una sede dignitosa? Possiamo pensare di fornire loro un luogo dove macchinari ed attrezzature possano essere conservati senza comprometterne funzionalità e durata?

Rendering della “caserma integrata”. Vista da via Circonvallazione (immagine tratta dal documento ATI Tecnocoop & C. del 15 giugno 2010).

[4] Che cosa è rimasto oggi delle posizioni espresse nel periodo aprile-maggio 2010 dal sindaco Daria Denti, dal vicesindaco Mauro Montanari, dall’amministratore della Vignola Patrimonio, Guerrino Cassani? Nulla. Assolutamente nulla. Tutti e tre i punti allora strenuamente difesi (inclusione sede AVAP, realizzazione piano interrato, raddoppio della spesa) sono stati abbandonati. Le posizioni delle minoranze, allora bollate da Cassani come “demagogiche”, oggi sono quelle della giunta e della maggioranza consiliare – tanto che, visto alla luce del progetto odierno (vedi), il Guerrino Cassani di due anni fa sembra un perfetto kamikaze! Insomma, nel volgere di due anni, oltre a cincischiare, l’amministrazione comunale ha completamente ribaltato la propria posizione. Ovviamente senza riconoscerlo. E senza offrire pubblicamente alcuna spiegazione. Comunque, oggi il progetto rivisto per l’ennesima volta e presentato alle commissioni consiliari il 9 ottobre (vedi) ha rinunciato proprio agli elementi che sembravano allora irrinunciabili alla “carovana” Denti & C. Non include la sede AVAP. Rinuncia al piano interrato. Prevede una spesa di 3,75 milioni di euro contro gli 8 di allora. Insomma, viene voglia di chiedere a Guerrino Cassani, dove stava la demagogia?

Rendering della “caserma integrata”. Vista dall’interno del quartiere, lato sud (immagine tratta dal documento ATI Tecnocoop & C. del 15 giugno 2010).

[5] Ultimissima questione: quanto si è speso in progettazione con questo continuo andirivieni di progetti? Già l’11 maggio 2010, sulla Gazzetta di Modena (p.40), il consigliere comunale PdL Antonio Guarro puntava l’indice contro le spese di progettazione, cresciute a fronte della continua revisione del progetto: “sono già stati spesi 240.000 euro per le progettazioni passate e si spendono altri 44.000 euro per ulteriori modifiche. Perché la giunta si è accorta solo ora del bisogno di nuovi spazi? Perché poi continuare ad attribuire le progettazioni a tecnici esterni?” Ecco. Una parola chiara su questo sarebbe d’obbligo. Sappiamo che non verrà spontaneamente. Bisognerà andarla a cercare.

Il Centro Servizi e Commerciale “Porta Nuova” in corso di realizzazione (foto dell’1 luglio 2012).

Rassegna stampa essenziale: da Il Resto del Carlino del 30 aprile 2010 (pdf); il comunicato integrale di Guerrino Cassani, preso dal sito web del PD (pdf); da Il Resto del Carlino dell’11 maggio 2010 (pdf); da L’Informazione di Modena del 16 maggio 2010 (pdf).
Qui invece il documento predisposto dai progettisti, ATI Tecnicoop & C., per un incontro con l’amministrazione comunale del 14 gennaio 2010 (pdf).

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