Polo della sicurezza: cosa succede?

In questi giorni su alcuni quotidiani locali (Gazzetta di Modena e Modena Qui) è stata data la notizia delle difficoltà che sta incontrando il progetto del Polo della sicurezza di Vignola (vedi). “Sul Polo della sicurezza si riparte da zero”, scrive Modena Qui del 29 agosto 2012 (p.15). Non so se è effettivamente così, ma certo sono sorte difficoltà “impreviste” – o forse facilmente prevedibili vista la conduzione politica del progetto. Da tempo sappiamo che l’originario progetto, articolato in più strutture e più servizi, è stato abbandonato (vedi). Ma adesso anche l’unico edificio che l’amministrazione Denti si era impegnata a realizzare non solo perde dei pezzi (è certo che non ospiterà, come inizialmente previsto, la nuova sede dei volontari della Pubblica Assistenza), ma sembra destinato a slittare temporalmente al di fuori di questa legislatura. Cosa succede dunque? Le notizie sono frammentarie. Come sempre succede sembra debbano essere “estorte” all’amministrazione Denti. Ed in effetti così è andata anche questa volta, visto che l’amministrazione ha fornito informazioni solo rispondendo (peraltro parzialmente e con 4 mesi di ritardo!) ad un’interrogazione del gruppo consiliare Vignola Cambia. Che appunto su quest’opera vorrebbe vederci chiaro.

Il cartello del cantiere per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (strade, marciapiedi, rete fognaria, ecc.) nell’area del “polo della sicurezza”. Il cantiere ha preso il via nel giugno 2010 (foto del 15 agosto 2010)

[1] Nella risposta (parziale) all’interrogazione di Vignola Cambia il dirigente del settore Lavori Pubblici, Ing. Marco Vangelisti, informa su alcuni fattori “ostacolanti” il progetto.

  • Innanzitutto risultano “necessarie modifiche ai documenti generali (in particolare al capitolato speciale d’appalto) dovute all’entrata in vigore del Nuovo Regolamento del Codice dei Contratti (DPR 207/2010)”. Insomma vanno apportate modifiche sul progetto definitivo (anche se non sostanziali) ed al capitolato d’appalto.
  • In secondo luogo “si ritiene indispensabile una revisione del progetto e dei relativi documenti finanziari”, visto che “la sostenibilità economico-finanziaria è necessariamente da rivedere” (essendo modificati, nel frattempo, anche solo i tassi d’interesse bancari). Perché l’Unione Terre di Castelli possa procedere a questa revisione occorre però che si proceda prima a trasferirle la titolarità del progetto – cosa che non è ancora avvenuta alla data del 7 agosto 2012 (qui il testo della risposta all’interrogazione: pdf).

Insomma, siamo ancora lontani dal completamento dei documenti necessari per l’individuazione dell’ente realizzatore. E dunque dall’avvio del cantiere.

Il cantiere attualmente in corso per realizzare il centro commerciale-direzionale “Porta Nuova” (foto dell’1 luglio 2012)

[2] Sui tempi, poi, occorre fare un po’ di chiarezza, visto che l’articolo della Gazzetta di Modena (30 agosto 2012, p.21) non fornisce informazioni precise quando scrive: “in sede di approvazione del bilancio di previsione 2012 l’idea era quella di arrivare entro la fine dell’anno ad un progetto e un piano economico definitivi, per poi posare la prima pietra nel 2013”. In realtà non sono questi i tempi fissati dai documenti ufficiali. Infatti nel Programma triennale delle opere pubbliche approvato (il 26 aprile scorso) contestualmente al bilancio di previsione 2012 dell’Unione Terre di Castelli l’opera è prevista nel 2014. Non prima! Si veda la “scheda 2” del programma triennale 2012-2014 (a pag.3 del Piano: pdf). L’intervento identificato con il n.3, relativo a “Nuova caserma per i VVF, integrata con le sedi operative di altri enti preposti alla sicurezza e alla protezione civile”, per un importo  complessivo di 3,8 milioni di euro è collocato temporalmente nel “terzo anno”, ovvero nel 2014. Ciò significa semplicemente che il cantiere – e la “posa della prima pietra” – non potrà avvenire prima del 2014. Questo è quanto ad oggi prevedono gli amministratori dell’Unione Terre di Castelli, tra cui il presidente Daria Denti. Insomma, stando a quanto fissato dalle decisioni ufficiali, il “Polo della sicurezza” non verrà inaugurato nel corso di questa legislatura.

Mappa del centro commerciale-direzionale secondo la rappresentazione del 2010 (foto del 15 agosto 2010)

[3] In realtà un cantiere ha già preso il via nell’area, ma non si tratta di quello del Polo della sicurezza! E’ quello del “complesso commerciale, direzionale e residenziale” che il privato proprietario dell’area può costruire come compenso per la cessione all’amministrazione comunale dell’area destinata ad ospitare il “polo della sicurezza”. Secondo la modalità dell’accordo di pianificazione. Dapprima dunque è stato avviato il cantiere per realizzare le opere di urbanizzazione primaria (rete fognaria e stradale dell’area, ecc.), cantiere che ha preso il via nel giugno 2010 (con durata di circa 2 anni). Quindi ha preso il via il cantiere per realizzare l’opera di interesse del privato, il centro commerciale-direzionale “Porta Nuova (concessione edilizia n.484/2011 rilasciata il 5 marzo 2012, prot. n.18356). Dunque, diversamente da quanto scrive Modena Qui (“alle condizioni attuali resta difficile ipotizzare un centro servizi o centro commerciale”), se c’è una cosa di cui oggi siamo certi è proprio la realizzazione del “centro commerciale-direzionale”. Questa è l’unica struttura che con certezza verrà terminata nel corso dell’attuale legislatura (anche se non è chiaro se il progetto originario è stato modificato nel tempo, visto che le immagini offerte tramite la cartellonistica del cantiere, nel 2010 e nel 2012, non sembrano essere uguali). Gli edifici di interesse pubblico, invece, sono progressivamente spostati in avanti nel tempo!

Rendering del centro commerciale-direzionale (foto dell’1 luglio 2012)

[4] E’ comprensibile la difficoltà incontrata dai giornalisti nel dar conto di questo intervento, vista l’afasia dell’amministrazione comunale in proposito. Non sono chiare le caratteristiche del progetto. Non è chiara la tempistica. Non è chiaro il destino delle altre “funzioni” che in origine dovevano essere ospitate nell’area (in primis la nuova caserma dei Carabinieri, in sostituzione di quella, ad oggi striminzita, di via Libertà). E’ chiaro, tuttavia, che nell’unico edificio pubblico che verrà realizzato nell’area (forse) non ci stanno più tutte le “funzioni” originariamente previste. In particolare è stata stralciata la sezione relativa alla nuova sede dell’AVAP – Associazione Volontari Assistenza Pubblica di Vignola, che nel progetto originario doveva essere ospitata nello stesso edificio, assieme alla sede dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, della Polizia Municipale dell’Unione Terre di Castelli. Che cosa è rimasto di questo progetto? Certo è che lo “stralcio” della sede AVAP sembra configurare una situazione paradossale. Vediamo perché. Nella Relazione Previsionale e Programmatica 2012 della giunta comunale (approvata a maggioranza dal consiglio comunale il 20 aprile scorso) lo stralcio della sede AVAP è così motivata: “La recente comunicazione da parte della Regione e della Provincia dell’assenza di copertura finanziaria per il contributo DUP (poiché la priorità è stata data al recupero sentieri Linea Gotica per circa 750 mila euro di contributo regionale) ha reso necessario modificare il progetto iniziale” (p.28).  Cose che succedono forse anche perché i progetti non si seguono abbastanza. Comunque per l’AVAP è “pronta” la seguente soluzione: “Per quello che riguarda la sede della pubblica Assistenza si ipotizza, insieme agli altri Comuni che beneficiano del servizio, la messa a disposizione di un lotto di terreno all’interno del Polo della Sicurezza, unitamente all’erogazione di un contributo economico, analogamente al progetto Sede Avis” (p.28). Ecco, la cosa paradossale è che la richiesta dell’AVIS, la soluzione da loro preferita, era proprio la messa a disposizione di un lotto all’interno del perimetro del Polo della sicurezza, in cui poter realizzare la propria sede assieme alla sede dell’AVAP. Così da poter sviluppare sinergie. Ma l’amministrazione Denti ha risposto picche a questa richiesta, andando invece a ficcare la nuova sede AVIS all’interno della zona artigianale di Vignola (vedi)! Quello che non è stato concesso ad AVIS un anno fa viene prefigurato ora per AVAP! L’effetto è una penalizzazione di entrambe le associazioni che avrebbero potuto, avendo la sede all’interno dello stesso edificio, condividere alcuni spazi comuni e comunque conseguire sinergie.

Rendering del centro commerciale-direzionale, particolare (foto dell’1 luglio 2012)

[5] In attesa del completamento della risposta all’interrogazione di Vignola Cambia, così da poter meglio comprendere caratteristiche e motivazioni del “nuovo” progetto, rimane un’ultima considerazione in tema di trasparenza. O meglio di non-trasparenza dell’amministrazione Denti. E per fortuna che il sindaco ha voluto in giunta esperti super-qualificati (!) a cui assegnare la delega alla “trasparenza della Pubblica Amministrazione” (vedi). Il fatto è che la prima (parziale) risposta dell’amministrazione Denti all’interrogazione di Vignola Cambia è del 10 agosto 2012, mentre l’interrogazione è del 14 marzo 2012! 5 mesi per fornire una risposta (parziale) di una paginetta, quando la legge prevede che alle interrogazioni vada data risposta entro 30 giorni! Ma la cosa ancora più singolare è che per la seconda parte di risposta, quella ancora mancante, la pratica è stata trasmessa all’Unione Terre di Castelli. Il sindaco Denti fornisce dunque una parziale risposta impiegando 5 mesi. E per la restante parte trasmette il tutto al presidente Denti (presidente dell’Unione) che invece è ancora inadempiente. Queste sono le condizioni della “democrazia locale” vignolese. E questo, in ogni caso, è comunque l’unico modo in cui consiglieri e cittadini riescono a venire a conoscenza di progetti di grande “impatto” per la città.

PS Qui il testo della risposta (parziale!) all’interrogazione presentata da Chiara Smeraldi, consigliere comunale della lista di cittadini Vignola Cambia (pdf).

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