Autovalutazione delle scuole. Cosa facciamo a Vignola?

Non troppo distante da noi, a Cesena, il Liceo Statale “Vincenzo Monti” terrà, giovedì 6 novembre, un convegno pubblico dedicato all’autovalutazione d’Istituto (vedi). Un plauso. Si tratta di uno dei primi istituti scolastici in regione che di fatto avvia il processo di “autovalutazione d’Istituto”, come richiesto dal Ministero dell’Istruzione (vedi; su tale programma è stata emanata la circolare n.47 del 21 ottobre 2014: pdf). Il processo è di grande importanza e merita di essere seguito da ogni genitore con figli a scuola. Merita anche di essere supportato con forza dagli enti locali (vedi). Non deve passare il messaggio che è “roba” delle istituzioni scolastiche. Riguarda invece profondamente la comunità in cui le scuole sono insediate. Vediamo perché. E come supportarlo.

Una classe delle elementari negli anni '50-'60 (foto dalla mostra C'era una volta la scuola ... a Vignola e dintorni, 8 gennaio 2011)

Una classe delle elementari negli anni ’50-’60 (foto dalla mostra C’era una volta la scuola … a Vignola e dintorni, 8 gennaio 2011)

[1] Un moderno sistema scolastico necessita di un adeguato sistema di valutazione della performance (ovvero innanzitutto degli apprendimenti degli studenti). E’ una regola generale che dovrebbe valere per ogni articolazione della pubblica amministrazione. Deve valere dunque anche per il sistema scolastico. Convincentemente il Ministero sta promuovendo il “Sistema Nazionale di Valutazione” come un processo routinario condotto attivamente da ogni singolo istituto e con una finalità di auto-miglioramento: “l’idea di fondo alla base della Direttiva [n.11 del 18 settembre 2014: vedi] è quella di favorire, in ogni fase della valutazione e fin dal suo avvio, un coinvolgimento attivo e responsabile delle scuole, fuori da logiche di mero adempimento formale. Un buon processo valutativo, infatti, consente a ciascuna istituzione scolastica di regolare e qualificare il proprio servizio educativo.” Ugualmente convincente è il non aver impostato il processo di valutazione come un affare interno della scuola, ma invece come un processo trasparente e che termina annualmente con una fase di pubblica rendicontazione. Anche questo è un principio generale che deve valere per tutta la pubblica amministrazione: come vengono impiegate le risorse pubbliche, cosa “ci viene fatto” con esse, deve essere reso pubblico periodicamente (e sottoposto alla pubblica discussione). Ancora di più ciò deve valere per le istituzioni scolastiche – anche come modo per rafforzare il legame, assolutamente vitale, con la comunità di riferimento (vedi).

E' il 1969. Assieme al sindaco Wainer Neri si passa per la prima volta nel sottopasso della scuola elementare di Brodano (foto dell'8 gennaio 2011)

E’ il 1969. Assieme al sindaco Wainer Neri si passa per la prima volta nel sottopasso della scuola elementare di Brodano (foto dell’8 gennaio 2011)

[2] Entro il primo semestre 2015 ogni istituto scolastico dovrà redigere un Rapporto di autovalutazione (RAV), secondo un modello predisposto dall’Invalsi. Tale rapporto dovrà contenere “una sezione appositamente dedicata all’ individuazione di priorità strategiche e dei relativi obiettivi di miglioramento.” Sin dall’inizio, dunque, il sistema di valutazione è finalizzato al miglioramento dell’attività scolastica (in un processo governato da ogni singolo istituto): “ogni singola scuola, sulla base delle aree forti o deboli, individuerà, in una sezione ad hoc del RAV, le priorità strategiche con i relativi obiettivi di miglioramento. Fondamentali saranno i momenti da dedicare alla ricerca, al confronto e alla condivisione all’interno di ogni realtà scolastica. In questo modo l’autovalutazione diventerà lo strumento attraverso cui ogni scuola individua i dati significativi, li esplicita, li rappresenta, li argomenta e li collega alla sua organizzazione e al suo contesto.” Può essere che si registri un eccesso di enfasi e di aspettative laddove si prefigura, come conseguenza del processo di valutazione, una accresciuta capacità di intervento sui “fattori” rilevanti ai fini della performance (lo fa pensare questo passaggio: “l’intero procedimento di valutazione darà luogo ad un insieme di interventi organizzativi, gestionali, didattici e professionali che, se attivati in modo convinto e consapevole, possono potenziare la capacità di autogovemo di ciascuna scuola, consolidandone l’identità e l’autonomia, responsabilizzando tutta la comunità scolastica nel raggiungimento degli obiettivi individuati”). In ogni caso rimane imprescindibile, specie oggi quando più acuto è il problema dell’impiego di risorse scarse, implementare un sistema di valutazione in grado di “rappresentare” nel modo più completo possibile il “risultato” dell’impegno delle istituzioni educative.

Italo Calvino, Marcovaldo, varie edizioni (il libro fu pubblicato la prima volta nel 1963). Una tipica lettura scolastica.

Italo Calvino, Marcovaldo, varie edizioni (il libro fu pubblicato la prima volta nel 1963). Una classica lettura scolastica.

[3] Le possibilità di successo di un tale processo di autovalutazione delle scuole dipendono da diversi fattori, in primo luogo il grado di convinzione con cui l’istituzione scolastica nel suo complesso svolgerà questo nuovo compito. Tra i fattori che possono contribuire ad accrescere l’efficacia dell’autovalutazione ve ne sono alcuni su cui vale la pena spendere qualche parola.

  • La circolare 47/2014 si chiude con un paragrafo intitolato “La formazione come misura di accompagnamento”. L’implementazione di un sofisticato sistema di autovalutazione richiede in effetti conoscenze e competenze che vanno adeguatamente formate (o comunque rafforzate). Ad oggi si prevede un impegno formativo articolato in due fasi: a) una prima fase (che prenderà il via tra dicembre 2014 e gennaio 2015) tramite incontri regionali, interprovinciali o anche online; b) una seconda fase lasciata all’autonoma decisione delle “reti scolastiche”. E’ importante che enti locali e Fondazione di Vignola supportino sin da subito (fase uno) e con adeguate risorse la necessaria attività formativa per l’autovalutazione scolastica. Il successo di questa iniziativa va infatti ritenuta di fondamentale importanza proprio ai fini di un rafforzamento del legame tra scuole, istituzioni pubbliche, comunità locale. Una scuola impegnata in modo sistematico in processi routinari e trasparenti di autovalutazione e miglioramento è infatti il giusto “riconoscimento” ad una comunità che in diverso modo la sostiene (dal finanziamento della qualificazione dell’offerta formativa, all’impegno per l’edilizia scolastica, al finanziamento che passa per le famiglie tramite feste, volontariato, “quote aggiuntive”, ecc.) riconoscendone il valore.
  • Il ruolo degli utenti del sistema scolastico (gli alunni, le famiglie, la comunità più in generale) è presente nel disegno ministeriale, ma va probabilmente ulteriormente sviluppato. E’ chiaro, infatti, che il sistema di valutazione che si intende implementare non è rivolto solo all’interno dell’istituzione scolastica, ma anche all’esterno (non a caso prevede: “le scuole promuoveranno, a seguito della pubblicazione di un primo rapporto di rendicontazione, iniziative informative pubbliche ai fini della rendicontazione sociale, ultima fase del procedimento di valutazione”). Giustamente, dunque, l’iniziativa del Liceo Statale Vincenzo Monti di Cesena, da cui abbiamo preso spunto, è un’iniziativa “pubblica”, ovvero aperta alla comunità: “al fine di avviare un dialogo costruttivo tra il Liceo Monti e la realtà sociale e formativa di cui la nostra scuola è parte” (vedi). Gli enti locali e la Fondazione di Vignola, nel sostenere questo processo, dovrebbero dunque insistere per una implementazione rafforzata dei principi di “trasparenza” e di “partecipazione” (degli utenti, delle famiglie, della comunità) a tale processo. Tutte le esperienze di “rendicontazione” sin qui condotte evidenziano la necessità di rompere l’autoreferenzialità della rendicontazione sociale, ad esempio facendo esplicitare in anticipo le domande (da parte della “committenza”: utenti, cittadini, istituzioni) a cui i documenti di rendicontazione sono chiamati a rispondere (oltre a prevedere adeguati momenti di presentazione e discussione pubblica). Meccanismi di questo tipo vanno dunque messi in atto per accrescere le chances di successo dell’iniziativa.
  • Istituzioni scolastiche che prendono sul serio il tema della “trasparenza”, della “rendicontazione” alla comunità di riferimento, della “partecipazione” degli utenti ad un siffatto processo sono però solo un lato della medaglia. L’altro lato è dato da una comunità che riconosce il valore dell’autovalutazione, della “misurazione” della performance educativa, della rendicontazione e che, di conseguenza, partecipa attivamente con tutta l’intelligenza e l’energia di cui è capace per “far funzionare” queste attività. Non è affatto una cosa scontata, questa. Spesso i genitori degli alunni si sentono coinvolti e sono disposti a mobilitarsi in attività di “volontariato” (iniziative di raccolta fondi, manutenzioni degli edifici scolastici, ecc.: vedi), ma fanno fatica a riconoscere l’importanza delle innovazioni istituzionali prefigurate con un programma come quello del Sistema Nazionale di Valutazione. Invece proprio programmi così “astratti”, così poco “concreti”, possono produrre risultati assolutamente tangibili e fare la differenza, nel medio periodo, in merito alle performances delle istituzioni scolastiche. Anche in questo caso gli enti locali potrebbero svolgere una fondamentale funzione di richiamo dell’attenzione sulla rilevantissima posta in gioco.
Un bimbo in posa davanti ad un'opera in bronzo di Marc Quinn (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia - foto del 6 agosto 2013)

Un bimbo in posa davanti ad un’opera in bronzo di Marc Quinn (Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia – foto del 6 agosto 2013)

PS Qui la circolare n.47 del 21 ottobre 2014 del Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione (pdf). Qui l’articolo di presentazione sul sito web de Il Sole 24 Ore – scuola (vedi).

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