1939. Quando sulla Vignola-Bologna c’era l’alta velocità!

Orario della ferrovia elettrica Casalecchio-Vignola, anno 1939.

Orario della ferrovia elettrica Casalecchio-Vignola, anno 1939.

Venerdì 6 settembre è stato avvistato il primo treno elettrico (ETR350) sulla linea ferroviaria Bologna-Vignola (vedi). Oramai ci siamo, dunque. Nei prossimi giorni prenderà stabilmente servizio (speriamo) questo primo esemplare. Tuttavia anche con i nuovi ETR350, assai più performanti sia dei vecchi ALN sia dei nuovi ATR220 (ancora diesel), i tempi di percorrenza non cambieranno: 62 minuti per fare 32 km! Operazione miope. Nel 1939 si andava più veloci! Avevamo l’alta velocità e l’abbiamo buttata via! Lo testimonia questo orario ferroviario, relativo al 1939, pochi mesi dopo che era entrata in funzione la ferrovia elettrica Vignola-Casalecchio.

Anno 1938: elettromotrici Piaggio a Vignola il giorno dell'inaugurazione della ferrovia elettrica (foto Archivio storico ATC e Archivio storico Neri)

Anno 1938: elettromotrici Piaggio a Vignola il giorno dell’inaugurazione della ferrovia elettrica (foto Archivio storico ATC; anche Archivio Neri)

[1] Nel 1886 la linea della tranvia a vapore, con partenza da Bologna, venne prolungata fino a Vignola. Da allora sarà in funzione la tranvia Bologna-Vignola. Due anni dopo giunse a Vignola anche il binario della ferrovia da Modena. Nel 1888, dunque, Vignola era collegata con binari sia a Bologna, sia a Modena – una situazione invidiabile se confrontata ad oggi. Nel 1927 l’Amministrazione Provinciale di Bologna rilevò la concessione della tranvia a vapore Bologna-Vignola e sviluppò un progetto di elettrificazione, anche se solo per il tratto Casalecchio-Vignola (24 km). La ferrovia elettrica Casalecchio-Vignola venne inaugurata il 28 ottobre 1938, a sette anni esatti dall’inizio dei lavori. Il ponte ferroviario sul fiume Panaro, realizzato per consentire un nuovo tracciato (prima il binario passava sul ponte Muratori), era considerato all’epoca il ponte ferroviario in cemento armato più grande d’Italia. Nell’Archivio Storico dell’ATC – ora confluita in TPER – è conservata la foto del giorno dell’inaugurazione, quando in stazione fanno bella mostra di sé due elettromotrici Piaggio (foto conservata anche nell’Archivio Neri). Con la nuova ferrovia elettrica il viaggio da Vignola a Casalecchio richiedeva 37 minuti! Oggi ne servono 45!! Ed anche con i nuovi elettrotreni ETR350 ne serviranno ancora 45! 62 minuti per completare i 32 km tra Vignola e Bologna Centrale (è il tempo di percorrenza del treno 11440, in partenza da Vignola – uno dei più utilizzati dai passeggeri).

L'orario attualmente in vigore (dall'1 settembre 2013) sulla ferrovia Vignola-Bologna. 45 minuti per il tratto Vignola-Casalecchio. Che salgono a 47 minuti per alcune corse (es. quella delle 6.46)!

L’orario attualmente in vigore (dall’1 settembre 2013) sulla ferrovia Vignola-Bologna. 45 minuti per il tratto Vignola-Casalecchio. Che salgono a 47 minuti per alcune corse (es. quella delle 6.46)!

[2] Nel 1967 venne dismesso il servizio passeggeri sulla Vignola-Casalecchio. Resterà un servizio di trasporto merci, fortemente ridotto già dagli anni ’80 e progressivamente esauritosi, fino alla totale chiusura del servizio nel 1996. Poi faticosamente si inverte la direzione di marcia: non più dismissione, ma ripristino. Nel 2003 la ferrovia è ripristinata, ma solo per il tratto Bologna-Bazzano. Nel settembre 2004 il servizio riprende anche da Vignola. Nell’euforia dell’inaugurazione amministratori locali e politici (che non mancano mai quando c’è da tagliare qualche nastro) annunciano l’imminente elettrificazione della linea, la messa in funzione di treni elettrici, l’aumento della frequenza delle corse (una ogni mezz’ora, anziché una ogni ora, la riduzione dei tempi di percorrenza: da 59 a 49 minuti) (vedi). Tutto questo era annunciato per l’anno successivo: il 2005. Sappiamo com’è andata a finire. Pur essendo la seconda linea per importanza tra quelle a gestione regionale (al primo posto c’è la Bologna-Portomaggiore con circa 4.200 utenti/giorno, al secondo la Bologna-Vignola con circa 3.500 utenti/giorno) ha avuto sino ad ora una gestione disastrosa. Ma non mi soffermo sul tema, visto che molti dei post di questo blog (nella categoria “mobilità”) sono dedicati ad essa ed alle sue tribolazioni (vedi). Basta qui ricordare che con più di un anno di ritardo rispetto agli annunci, a febbraio 2011 è entrato in funzione il primo ATR220 Pesa (nuovi treni polacchi, ma ancora diesel). Venerdì 6 settembre 2013, anche in questo caso con più di un anno di ritardo rispetto agli annunci, il primo treno elettrico ETR350 è entrato in funzione sulla linea. Con i nuovi mezzi (anche se di treni elettrici ne verranno messi in esercizio solo 2, contro i 4 annunciati!) il servizio fa un bel passo avanti – anche se tutti gli altri problemi restano (e non sono pochi: vedi).

La stazione di Vignola nel 1938. Con l'elettrificazione della linea per Casalecchio ed il nuovo tracciato venne anche realizzata un'unica stazione per i treni per Modena e per Bologna (foto Archivio Neri). Molto più bella allora che oggi!

La stazione di Vignola nel 1938. Con l’elettrificazione della linea per Casalecchio ed il nuovo tracciato venne anche realizzata un’unica stazione per i treni per Modena e per Bologna (foto Archivio Neri). Molto più bella allora che oggi!

[3] Il ripristino dei treni elettrici sulla Vignola-Bologna costituisce un bell’esempio di “ritorno al futuro” – lo dico senza alcuna ironia. Ma una pecca, assai vistosa, c’é. E’ quella dei tempi di percorrenza. Che oggi sono maggiori che nel 1939. Allora i 24 km del tratto Vignola-Casalecchio erano percorsi in 37 minuti, con una velocità media di 38,9 km/h. Oggi lo stesso tratto viene percorso in 45 minuti, dunque ad una velocità media di 32 km/h. E’ il progresso, bellezza! Certo, nel frattempo sono state aggiunte due fermate (Zola Chiesa e Casalecchio Palasport), ma il confronto rimane impressionante. Anche perché quella “performance” di ben 38,9 km/h risale appunto al 1939, quasi 75 anni fa. E nel frattempo sono stati fatti investimenti per qualche decina di milioni di euro (considerando pure i due nuovi ETR350 che entreranno in funzione entro l’anno) sulla linea (alcuni clamorosamente sbagliati! L’ultimo di questi la “sistemazione” della stazione della stazione di Zola Municipio con un nuovo impianto ACEI che non è stato messo in funzione per gli errori di dimensionamento del doppio binario: vedi). Basta questo per dare la misura del funzionamento del Servizio Ferroviario Regionale. Tutti a casa ragazzi!

PS Ringrazio Leonardo Ceci che mi ha fatto conoscere l’orario della ferrovia elettrica Casalecchio-Vignola del 1939. Le notizie sulla storia della tranvia Bologna-Vignola e della ferrovia Casalecchio-Vignola sono tratte da Finelli M., In treno per Vignola, Treni & Tram club-Bologna, 2004.

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3 Responses to 1939. Quando sulla Vignola-Bologna c’era l’alta velocità!

  1. lanfrancoviola2011 ha detto:

    Tutte le amministrazioni in ogni settore dei servizi, hanno perso dei colpi negli ultimi decenni, troppo occupate a spartirsi prebende.
    Ciò che oggi da però più fastidio, è il fatto che invece di VERGOGNARSI dei deludenti risultati che oggi riescono ad ottenere, vogliono farci credere che sono la nostra salvezza.
    Dopo aver portato la situazione in questo stato miserrimo!

  2. Marco ha detto:

    32 Km/h di velocità media?

    Non ho capito bene se si sta parlando del treno o della pista ciclabile..

    😐

  3. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Sì, in effetti, da qualsiasi parte la si guardi, la vicenda è stupefacente. 75 anni fa i tempi di percorrenza erano inferiori a quelli di oggi realizzati con treni elettrici nuovissimi! In effetti i tempi di percorrenza di oggi fanno pensare all’uso della bicicletta – su questo Marco hai assolutamente ragione. Eppure la cosa più stupefacente di tutte è che quando l’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” fa presente agli enti locali che sarebbe intelligente cercare di ridurre i tempi di percorrenza in occasione della messa in esercizio dei nuovi treni ETR350 non ottiene alcuna risposta! L’associazione ha formalmente scritto ai sindaci di tutti i comuni attraversati dalla linea ferroviaria, ha invitato ad appoggiare l’iniziativa di richiedere uno “studio di fattibilità” per verificare la possibilità di ridurre i tempi di percorrenza (cosa c’é di più ragionevole?) eppure nessuna risposta. L’unica amministrazione comunale che si è dimostrata sensibile al tema è stata quella di Savignano sul Panaro dove è stato approvata la mozione, votata all’unanimità, in cui si richiede la predisposizione dello studio. Vignola? Non pervenuta. Ma d’altro canto affidare questo tema al vicesindaco Mauro Montanari è come mettere un messaggio in bottiglia e lasciarlo in balia dell’oceano. Anzi, in quel caso ci sono più probabilità.

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