Presto in funzione il primo treno elettrico sulla Vignola-Bologna. Sarà anche l’ultimo?

Nella settimana del 16 settembre dovrebbe essere messo in servizio il primo treno elettrico, un ETR350, sulla linea ferroviaria Vignola-Bologna. Si tratta di un evento, non c’è dubbio! Lungamente atteso. Ed annunciato più volte senza che poi se ne facesse nulla. Ricordo infatti che azienda ferroviaria e assessore regionale (ed a cascata politici ed amministratori minori …) ne avevano annunciato la messa in funzione entro il 2012. Poi di nuovo per i primi mesi del 2013. Stavolta ci siamo davvero. Tra pochi giorni un treno Flirt Stadler (ETR350) inizierà a circolare con regolarità sulla nostra linea. Ma questa buona notizia si accompagna ad altre notizie meno buone ed anche ad alcune pessime. Vediamo.

Un nuovo treno elettrico ETR350 alla stazione di Bazzano, durante un viaggio di prova (foto del 4 aprile 2013)

Un nuovo treno elettrico ETR350 alla stazione di Bazzano, durante un viaggio di prova (foto del 4 aprile 2013)

[1] Chi si aspetta un deciso miglioramento del servizio è destinato a rimanere deluso. Alcune cose migliorano, ma in misura insufficiente. Così sarà con i treni elettrici. Ne erano stati promessi 4, ovvero il numero necessario per garantire tutte le corse sulla Bologna-Vignola (incluse le corse limitate alla tratta Bologna-Bazzano). Ma al momento ci si fermerà a 2, evidentemente perché gli altri due si pensa di usarli su altre linee. Dunque a regime il servizio sarà garantito da 2 ETR350 (treni elettrici) e 2 ATR220 (treni diesel, ma sostanzialmente nuovi, anche se non privi di inconvenienti: vedi). Insomma, un po’ di elettrico ed un po’ di motore termico. Ancora un po’ di inquinamento da polveri sottili ed ancora un po’ di rumore nei pressi della stazione (gli ATR220 sono silenziosi all’interno, ma assai rumorosi quando sono fermi alla stazione – visto che i motori non vengono mai spenti). Migliorerà la vita per i passeggeri delle corse più frequentate, visto che tutti avranno la possibilità di sedersi (gli ETR350 sono più capienti degli ATR220, essendo treni a 5 carrozze, anziché 3). Ma sarà anche più impegnativo riempire le restanti corse se non si lavora seriamente a migliorare il servizio (es. riducendo i tempi di percorrenza, di cui diremo dopo).

Un treno diesel ATR220 alla stazione di Vignola (foto del 20 giugno 2011)

Un treno diesel ATR220 alla stazione di Vignola (foto del 20 giugno 2011)

[2] Ci sono comunque altre 2 buone notizie a scandire l’autunno ferroviario 2013. La prima è che il crono programma dei lavori sul tratto Bazzano-Muffa è stato pienamente rispettato. Ed in effetti il servizio è ripreso regolare a partire dall’1 settembre (qui una breve presentazione dei lavori effettuati: vedi). Succede di rado in Italia e quando succede è bene darne atto. Un plauso dunque a FER Srl che ha ben gestito il cantiere. La seconda notizia è che sempre FER Srl ha preso l’impegno di mettere (finalmente!) in funzione gli ascensori presenti alle stazioni di Bazzano e Crespellano. Con questo intervento (e grazie ai nuovi treni, sia ATR220, sia ETR350) la linea risulterà pienamente accessibile ai disabili ed a chi è costretto a viaggiare in carrozzina. Al proposito è il caso di ricordare che se prossimamente si conseguirà questo risultato (annunciato entro il 2013) sarà per merito dell’associazione degli utenti “In prima classe per Bologna-Vignola” (vedi) che ha richiesto con forza questo intervento, ritenendo un fatto di civiltà irrinunciabile l’avere un servizio ferroviario pienamente accessibile a tutti (vedi).

Un vecchio treno diesel ALN alla stazione di Vignola (foto del 20 settembre 2012). Davvero non li vedremo più?

Un vecchio treno diesel ALN alla stazione di Vignola (foto del 20 settembre 2012). Davvero non li vedremo più?

[3] Passiamo ora alle cattive notizie, che sono più d’una. Come già detto la prima è che per il momento (qualche anno?) i treni elettrici in funzione sulla linea non saranno più di 2. Il servizio sarà dunque garantito da un sistema misto: 2 treni elettrici e 2 treni diesel. Ma ce ne sono altre, assai poco entusiasmanti. I tempi di percorrenza non cambiano. Per fare il tragitto Vignola-Bologna (32 km) serviranno come prima 62 minuti! L’orario rimarrà cioè esattamente lo stesso di quando il servizio era garantito interamente dai vecchi “carrozzoni” diesel (ALN663 e ALN668). I nuovi treni elettrici (costo circa 6 milioni di euro ciascuno) non porteranno alcuna riduzione dei tempi di percorrenza! Continueremo dunque ad impiegarci, per compiere l’intero tragitto, più tempo che nel 2004, quando il servizio partì (allora servivano 59 minuti per andare da Vignola a Bologna, oggi ne servono 62)! Ci sono buone ragioni per questo? Assolutamente no. Alla richiesta di uno studio di fattibilità per ridurre i tempi di percorrenza l’azienda che gestisce il servizio (TPER) ha risposto picche. E poiché la maggior parte degli enti locali (tra cui Vignola) non ha appoggiato la richiesta del comitato degli utenti lo studio non si farà. E gli investimenti fatti in questi anni sulla linea porteranno a benefici solo a metà. Insomma, nessuna riduzione dei tempi di percorrenza (che pure potrebbe aiutare a riempire convogli presto dotati di una maggiore portata di passeggeri: 270 posti a sedere per gli ETR350, contro i 154 degli ATR220). Questa è miopia.

Lavori di rifacimento della massicciata presso la stazione di Muffa (foto del 28 luglio 2013)

Lavori di rifacimento della massicciata presso la stazione di Muffa (foto del 28 luglio 2013)

[4] Ma non è tutto. L’altra bad news (questa ancora più clamorosa!) è che l’impianto ACEI di Zola Predosa (si tratta del dispositivo di gestione automatizzata degli scambi; messo in funzione renderebbe la stazione di Zola Comune una stazione di interscambio, dove cioè due treni possono “incrociarsi”), da poco realizzato, non è entrato in funzione perché l’intervento è stato sbagliato! In particolare la lunghezza del doppio binario non è sufficiente per gli ETR350 (più lunghi degli ATR220)! Dunque la stazione ACEI di Zola potrebbe funzionare, ma solo con gli ATR220 (o con i più vecchi ALN), ma non con i nuovi treni elettrici. Viene così a cadere uno dei tasselli faticosamente da comporre in un “mosaico” che consenta, appunto, una riduzione dei tempi di percorrenza, nel caso specifico introducendo una stazione di interscambio in più (in una linea a binario unico le stazioni di interscambio sono fondamentali per garantire la fluidità del traffico ferroviario). E adesso? Che si fa?

Il treno attraversa il passaggio a livello di via Casella Gatta, nelle basse di Vignola, con le sbarre alzate (foto del 20 settembre 2012). Quante volte succederà ancora?

Il treno attraversa il passaggio a livello di via Casella Gatta, nelle basse di Vignola, con le sbarre alzate (foto del 20 settembre 2012). Quante volte succederà ancora?

[5] L’elenco delle bad news non è finito però. Ce ne sono ulteriori due. La prima riguarda la qualità del servizio (affidabilità, puntualità, ecc.) ed il “dispositivo socio-organizzativo” per misurarla e migliorarla. Sino ad oggi il Servizio Ferroviario Regionale non ha brillato come performance (vedi). Questo anche perché mancavano “voci forti” in questo circuito (non la Regione – controllore di se stessa; non gli enti locali incapaci di coordinarsi in modo forte e, dunque, di contare alcunché). In realtà il pungolo più efficace è venuto dal “comitato degli utenti” (vedi). Ma invece che riconoscere questa funzione e prevedere un ruolo formale alle rappresentanze degli utenti nel circuito istituzionale di controllo, rendicontazione e miglioramento della qualità le si vorrebbe “accogliere”, ma lasciandole alla finestra. Non è un caso che oggi il CRUFER sia autosospeso in polemica con l’assessore regionale alla mobilità Alfredo Peri (vedi). E che l’invito del comitato degli utenti della Vignola-Bologna a realizzare congiuntamente, dunque assieme all’azienda, l’audit civico non sia mai stato raccolto (vedi). Insomma, anche un’amministrazione di sinistra non ce la fa a riconoscere un principio elementare: è un diritto degli utenti dei servizi pubblici (tra cui i servizi ferroviari) partecipare al controllo di qualità del servizio  (vedi). L’ultima bad news concerne la condizione di degrado delle stazioni, in diversi casi abbandonate. E’ così a Vignola, Savignano Comune, Savignano Mulino e Muffa. A Vignola l’amministrazione comunale non solo non è riuscita ad acquisire l’area della stazione ferroviaria dal demanio, ma non è riuscita neppure a stipulare una convenzione con FER Srl per la gestione della palazzina passeggeri! (In realtà non ha neppure provato a chiedere più elementi di qualità quando, ad inizio 2010, un cantiere di FER Srl ha “risistemato” il piano binari della stazione di Vignola! vedi). Rimane dunque un’area abbandonata e degradata nel cuore della città. Ancora per quanto tutto ciò?

Presentazione pubblica dei nuovi ETR350 presso la stazione centrale di Bologna (foto del 21 gennaio 2013)

Presentazione pubblica dei nuovi ETR350 presso la stazione centrale di Bologna (foto del 21 gennaio 2013)

PS La presentazione ufficiale dei nuovi ETR350 è avvenuta il 21 gennaio 2013 presso la stazione centrale di Bologna (vedi). In realtà l’elenco delle bad news dovrebbe essere ancora più lungo. In questi anni, infatti, all’azione di ammodernamento tecnologico (la cui manifestazione più evidente è data dai nuovi treni, ma non si limita a questo e comunque è tutt’altro che completata: si veda la condizione disastrata dei sistemi di comunicazione all’utenza od i passaggi a livello che troppo spesso non abbassano le sbarre!) non è seguita un’analoga azione di innovazione organizzativa e di qualificazione del servizio (lo testimonia la situazione penosa di molte stazioni, a partire da quella di Vignola dove manca anche un’emettitrice automatica di biglietti!). Per una rassegna più ampia: vedi.

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3 Responses to Presto in funzione il primo treno elettrico sulla Vignola-Bologna. Sarà anche l’ultimo?

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Wow!. Il primo treno ETR350 è stato visto circolare oggi, venerdì 6 settembre, sulla linea Vignola-Bologna. Nuovi aggiornamenti, dunque, nei prossimi giorni.

  2. Fabio Businaro ha detto:

    confermo la presenza dell’ETR sulla Vignola.
    Dovrebbe essere partito con l’11448 alla presenza degli istruttori Tper

  3. Michele ha detto:

    Gira e rigira io continuo, spesso e (mal)volentieri, a ritrovare il treno vecchio e sporco di sempre ad attendermi alla stazione. Avevo capito male io o il progetto era quello di accantonare questi mezzi a dir poco fatiscenti, contando anche che il costo dell’abbonamento è ( nuovamente) aumentato?

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