Fondazione di Vignola: riflessioni sul bilancio di missione 2005-2008

I risultati di quattro anni di attività: 2005-2008. Sono l’oggetto del bilancio di missione della Fondazione di Vignola presentato sabato 18 aprile scorso dal Presidente Giovanni Zanasi unitamente al Comitato di gestione (ecco il testo in pdf). Un passaggio importante per la comunità vignolese e del territorio circostante (Spilamberto, Savignano, Marano) su cui si concentra l’attività della Fondazione. Un passaggio che merita qualche considerazione. Certo un apprezzamento – lo dico sin da subito – per il lavoro svolto in questi quattro anni dal Presidente Zanasi e dagli organi dirigenti della Fondazione. Ma anche altro. Nella convinzione che c’è bisogno di più dibattito pubblico sulle istituzioni che governano il territorio vignolese o che vi contribuiscono, con progetti di grande rilievo e con erogazioni di contributi, come nel caso della Fondazione di Vignola.
[1] La lettura del Bilancio di missione 2005-2008 è una lettura interessante per ogni cittadino di Vignola. E’ anche piacevole, per il modo semplice in cui il documento è congegnato per illustrare le attività svolte nei quattro anni del mandato che si va concludendo. Osservo, innanzitutto, che oggi i cittadini di questo territorio dispongono di “bilanci di missione” (ovvero documenti di rendicontazione) degli enti più importanti che vi operano: l’Azienda Sanitaria Locale (vedi), l’ASP G.Gasparini (vedi), la Fondazione di Vignola (vedi). Dal prossimo anno, se le nuove amministrazioni terranno fede alle norme recentemente inserite nei rispettivi statuti (vedi), si aggiungeranno anche il Comune di Vignola e l’Unione Terre di Castelli. L’esperienza di queste forme un po’ più sofisticate del “rendere conto” ai propri committenti – i cittadini – è indubbiamente recente e, anche per questo, tali strumenti sono tutt’altro che perfetti. Però è questa la strada da battere. Richiedendo un confronto rigoroso tra impegni assunti nei programmi previsionali ed obiettivi effettivamente conseguiti (altrimenti diventano documenti di “puro marketing”). Bene, dunque l’impegno messo dalla Fondazione di Vignola nel rendere conto delle attività svolte nei (primi) quattro anni della Presidenza Zanasi.

La Rocca di Vignola, proprietà della Fondazione di Vignola

La Rocca di Vignola, proprietà della Fondazione di Vignola

[2] Trasparenza e dialogo. Questi i due “principi” scelti per connotare la “filosofia” adottata dalla Fondazione di Vignola nei rapporti con il territorio in questi quattro anni. E che non si tratti solo di un’enunciazione retorica lo testimonia, oltre che i fatti, il coinvolgimento emotivo del Presidente Zanasi nel raccontare l’esperienza sua e del Comitato di gestione nella “conduzione” della Fondazione in questi anni. Anche le emozioni, a volte, trasmettono verità. Una Fondazione disponibile ed impegnata al confronto con gli enti locali, i vertici degli istituti scolastici, i rappresentanti del variegato mondo dell’associazionismo locale. Una Fondazione che vuole coniugare autonomia (secondo l’assunto che le Fondazioni non intendono diventare la “cassa” di altri enti) con collaborazione, riconoscendo l’importanza fondamentale del “fare squadra” con gli enti pubblici – in primo luogo gli enti locali – del territorio. Principi guida assolutamente condivisibili e su cui anch’io esprimo il mio apprezzamento.
[3] Un patrimonio di 81 milioni di euro (a fine 2008), incrementato significativamente nel 2005 grazie alle plusvalenze derivanti dalla vendita della partecipazione azionaria residua nella Banca CRV (una decisione che, come ha riconosciuto con grande correttezza il Presidente Zanasi, è stata presa dagli organi precedenti). Una politica di gestione del patrimonio impostata con grande attenzione ed attenendosi ad un principio di cautela (solo il 3% di azioni), che ha così garantito un impatto contenuto delle turbolenze finanziarie degli ultimi mesi sulla redditività del capitale. Tutto ciò ha portato ad una mobilitazione di risorse per le proprie attività istituzionali pari a 7,5 milioni di euro nel quadriennio (2,19 milioni di euro nel 2005, 1,85 nel 2006, 1,86 nel 2007, 1,7 nel 2008). Risorse che sono impiegate oggi prevalentemente per attività proprie della fondazione e, in secondo luogo, per sostenere attività e progetti di soggetti terzi, rigorosamente no-profit (configurando una tipologia “ibrida” tra fondazione operating e fondazione grant making e di sostegno: p.31). Una parte progressivamente crescente (nei quattro anni) di tali risorse è stata destinata ad attività proprie: gestione e valorizzazione della Rocca, completamento della nuova biblioteca Auris e manutenzione della vecchia sede – Villa Trenti – e del parco circostante, recupero della ex-chiesa di S.Maria degli Angioli a Spilamberto. Il peso di queste attività sul complesso delle risorse impiegate per fini statutari ha infatti superato il 53% nel 2008 (era il 35% nel 2005). Risulta evidente, in particolare, la strategia di valorizzazione della Rocca anche con l’obiettivo di alimentare flussi turistici e dunque di contribuire all’economia del territorio. Non aggiungo altro. Per cogliere la ricchezza degli interventi e le strategie di fondo perseguite si rimanda al testo del Bilancio di missione. Qualche osservazione, invece, su altri aspetti.

Un graffito raffigurante una nave, da una delle sale della Rocca di Vignola

Un graffito raffigurante una nave, da una delle sale della Rocca di Vignola

[4] Oltre ai “progetti condivisi” (progetti gestiti “in rete” con altri enti), la Fondazione di Vignola finanzia anche progetti gestiti interamente da soggetti terzi (no-profit) tramite bandi. A cadenza semestrale viene emesso un bando con una somma predeterminata settore per settore. Tutti i progetti presentati vengono esaminati ed entro 60 giorni è dichiarata l’ammissione o meno al contributo. E’ un sistema innovativo che introduce regolarità e trasparenza nell’erogazione di contributi a soggetti terzi (in genere realtà associative, ma anche enti locali). Va riconosciuto il merito al Presidente Zanasi ed agli organi della Fondazione l’aver introdotto (a partire dal 2006) un tale dispositivo. Nei bandi del triennio 2006-2008 i progetti presentati sono stati 281, quelli accolti (e dunque finanziati) 95 (pari al 33,8%). Sul sito della Fondazione sono pubblicati, praticamente in tempo reale, i progetti accolti. Trasparenza chiama (più) trasparenza. Sarebbe buona cosa pubblicare anche i progetti non ammessi a contributo. In tal modo i cittadini avrebbero una possibilità in più di verificare l’operato della Fondazione, potendo fare un confronto tra i progetti ammessi e quelli non ammessi. All’obiezione che qualche soggetto richiedente potrebbe non essere contento della pubblicità del mancato finanziamento (per qualcuno potrebbe davvero suonare come una “bocciatura”?) è agevole rispondere. Basta specificare nel bando che tutti i progetti presentati verranno pubblicati, sia che vengano ammessi, sia che non vengano ammessi. Un ulteriore livello di trasparenza lo si avrebbe motivando il diniego del contributo nella lettera al soggetto richiedente (oggi viene solo comunicata l’ammissione o la non ammissione e, in quest’ultimo caso, non sono riportate le motivazioni).

Una scritta di un visitatore degli inizi del '900 in una delle sale della Rocca di Vignola

Una scritta di un visitatore degli inizi del ‘900 in una delle sale della Rocca di Vignola

[5] Strumenti di rendicontazione come il Bilancio di missione 2005-2008 aiutano sia gli organi della Fondazione, sia i semplici cittadini a valutare l’attività svolta, ad esempio interrogandosi sull’efficacia di alcuni progetti o sulle ricadute che determinano sul territorio. E’ un’esercizio salutare a cui ciascuno dovrebbe dare un contributo – proprio in quanto cittadino e dunque stakeholder della Fondazione. Riporto, a titolo esemplificativo, alcune considerazioni sorte dalla mia lettura del documento. (5.1) 107 mila euro per 13 concerti, nell’arco del quadriennio, realizzati nell’ambito di Grandezze & Meraviglie (Festival musicale Estense dedicato alla musica antica) (p.47). Detta così la cifra mi sembra eccessiva. E’ possibile dare qualche informazione in più per giustificare questa voce di spesa? Ad esempio in termini di “impatto” economico o sociale, ma anche una valutazione del “valore culturale” di questa iniziativa in rapporto ad altre iniziative culturali (o di altro genere) che potrebbero essere realizzate in alternativa. (5.2) Nell’arco del mandato il finanziamento ai progetti delle istituzioni scolastiche è cresciuto significativamente. E’ una buona cosa, visto il valore che questa comunità riconosce all’istruzione anche in un tempo in cui il governo “taglia” le risorse del settore istruzione. Alle scuole pubbliche del territorio sono stati erogati nel quadriennio 202.830 mila euro, di cui 64.000 euro per progetti legati alla prevenzione del disagio. Sono finanziamenti importanti. Forse non sufficienti, ma importanti. E che dovrebbero vedere le scuole del territorio lavorare in rete per mettere a punto un modello condiviso di intervento (da integrare con l’intervento socio-educativo dell’Unione e con le azioni del volontariato locale). Forse, al momento dell’erogazione di queste risorse sarebbe opportuno, assieme all’ente locale, richiedere un più forte impegno ad una progettazione congiunta (almeno ad un confronto costante), affinché ogni istituto non si inventi un proprio modello di intervento. Ed un più forte impegno alla rappresentazione e rendicontazione di queste attività – proprio perché centrali nella vita delle nostre comunità. (5.3) Risorse forse non eclatanti, ma comunque significative (189.432 euro), sono state erogate per la ricerca scientifica tramite bandi. Vi rientrano anche erogazioni per 74.000 euro (pari al 39,1%) di finanziamento alla ricerca biomedica dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Sappiamo che in Italia la ricerca scientifica è cronicamente sottofinanziata e dunque vi sono ragioni vere per sentirsi coinvolti nel finanziamento anche della ricerca biomedica, seppure con quote marginali che difficilmente possono contribuire a compiere avanzamenti significativi. Mi chiedo, tuttavia, se non si potrebbe compiere uno sforzo maggiore per finanziare quella ricerca scientifica che può avere maggiori ricadute sul territorio vignolese. (5.4) Le risorse destinate agli “altri settori ammessi” erogate tramite “bando” registrano una progressiva crescita nel quadriennio: 28mila euro nel 2006, 52mila euro nel 2007, 144mila euro nel 2008 (pp.63-64). Le motivazioni di questa crescita non sono esplicitate nel Bilancio di missione (qualcuno potrebbe pensare che il 2008 è un anno pre-elettorale). Oltre a questo i progetti finanziati in questo settore presentano una grande variabilità in termini di rilevanza sociale: si va dal Progetto melanoma dell’ANT (8.000 euro) ai concerti rock del Lavabo (5.000 euro), agli spettacoli dello Stones Café presso il Centro nuoto (5.000 euro). Cosa che suggerisce l’opportunità di una più precisa definizione degli indicatori di “rilevanza” che possono consentire l’ammissione o la non ammissione a contributo.

Affresco di una delle sale della Rocca di Vignola

Affresco di una delle sale della Rocca di Vignola

[6] Un’ultima osservazione anche sui compensi percepiti dagli organi statutari. Circa 40-41mila euro lordi all’anno per il Presidente. Molto apprezzabile il gesto, da parte sua, di devolvere “annualmente una parte ulteriore del proprio compenso per sostenere iniziative proposte da terzi nell’ambito delle attività socialmente orientate” (p.13). 23mila circa all’anno per il Vicepresidente e 53-55mila circa all’anno per i restanti tre componenti del Comitato di gestione. Non ho termini di paragone, non conosco l’impegno che comporta e dunque non ho osservazioni da fare. Osservo che ritengo opportuno che ogni istituzione pubblica o comunque di grande rilievo per la collettività renda accessibili pubblicamente i compensi degli amministratori. E’ una prassi in altri paesi (vedi). Dovrebbe diventare realtà anche da noi. Un’osservazione la faccio invece sul “gettone di presenza” dei componenti il consiglio. Più di 185mila euro erogati ai consiglieri per le 13 sedute tenute nei quattro anni considerati. Un gettone di presenza di 1.000 euro lordi a seduta mi sembra decisamente eccessivo. Forse il paragone è improprio, ma un consigliere comunale ha un gettone di presenza di 23,50 euro e le cose che decide un consiglio comunale non sono meno impegnative delle decisioni assunte dal consiglio della Fondazione. E’ giusto riconoscere un “compenso” per l’impegno messo al servizio della collettività da parte di stimati professionisti o docenti universitari che in tal modo sottraggono tempo alla propria attività professionale. Lo dico non perché pensi che la giusta misura sia il gettone di presenza di un consigliere comunale (che è particolarmente basso! Ma lo si può motivare come manifestazione di impegno civico), ci mancherebbe altro! Ma forse si può trovare una “misura” più appropriata agli occhi dei più. E’ vero che il valore delle indennità e del gettone di presenza sono state fissate dagli organi precedenti (risalgono al 2001), ma forse sarebbe opportuno rimettervi mano. Ad esempio, riducendolo a 500 euro per seduta si libererebbero circa 23.000 euro all’anno che potrebbero essere destinati al finanziamento dei progetti di soggetti terzi no profit.

Annunci

One Response to Fondazione di Vignola: riflessioni sul bilancio di missione 2005-2008

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    La trasparenza. La trasparenza vera. Total disclosure, secondo gli inglesi. Di questo c’é bisogno nelle istituzioni. Non so se è stato in reazione a questo post. Può anche essere che il tema fosse all’ordine del giorno da tempo. Tanto sta che al primo incontro del nuovo consiglio della Fondazione di Vignola, tenutosi nei giorni scorsi, era all’ordine del giorno la riduzione del gettone di presenza. Punto poi rimandato al consiglio di settembre. Faccio solo osservare che se la Fondazione di Vignola avesse adottato più trasparenza – ribadisco: da cittadino vorrei vedere pubblicati sul web i compensi degli amministratori di ogni istituzione pubblica od assimilata – difficilmente l’importo del gettone di presenza sarebbe di 1.000 euro. Difficilmente una tale decisione, assunta nel 2001, non sarebbe stata modificata assai prima. Anche per questo è importante continuare a chiedere PIU’ TRASPARENZA a tutte le istituzioni cittadine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: