Un applauso (sincero). L’ASP Giorgio Gasparini di Vignola presenta il suo primo “bilancio sociale”

L’Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP) “Giorgio Gasparini” di Vignola presenta oggi, 5 luglio 2008, il suo primo “bilancio sociale”. Oltre ad essere la prima ASP che si è costituita in Emilia-Romagna (e questo è merito degli amministratori di questo territorio), è anche la prima azienda “sociale” che “rende conto”, in modo trasparente ed articolato, del proprio operato (e questo è merito degli amministratori dell’ASP che ci hanno creduto). Con il bilancio sociale l’ASP rende conto alla propria “committenza istituzionale” (i 9 comuni del distretto di Vignola e relativi enti di secondo livello: Unione Terre di Castelli e Comunità Montana Appennino Modena Est), ai propri stakeholder (i professionisti, le organizzazioni sindacali, il volontariato che con essa collabora), ai propri interlocutori (in primo luogo l’Azienda USL di Modena), ai cittadini tutti. Anticipa, su questo fronte, i comuni del territorio, dando loro il buon esempio. Realizzando un documento di “bilancio” della propria attività 2007 (l’impegno al bilancio di missione è nello statuto dell’ASP ed è pertanto destinato a diventare un’attività di routine, da svolgersi ogni anno) consegue contemporaneamente due obiettivi: (1) offre un contributo fondamentale al sistema di governance dei servizi sociali (sul tema della governance vedi), ovvero offre uno strumento fondamentale per la rendicontazione della propria attività, consentendo di chiudere il processo di pianificazione, programmazione, controllo, rendicontazione; (2) organizza in modo sistematico una serie di dati e di indicatori che consentono di “misurare” la sua attività e, in una qualche misura, di “misurare” (ancora indirettamente) l’efficacia della sua azione. Si tratta di dati ed indicatori estremamente utili all’organizzazione stessa per riflettere sulle tendenze in atto, sull’appropriatezza dei propri interventi, sulle modalità di allocazione delle proprie risorse (economiche ed umane). Ma anche per rappresentare all’esterno, per comunicare alla comunità tutta ed ai singoli cittadini il proprio operato (la complessità del proprio operato). Un plauso all’iniziativa, dunque (che vorrei veder seguita al più presto anche dal Comune di Vignola e dall’Unione Terre di Castelli). Il piatto è ricco e lo si gusta volentieri. Inoltre, poiché l’appetito vien mangiando, assieme agli elogi è bene sviluppare alcune osservazioni che possano stimolare la crescita ed il rafforzamento di questa esperienza di rendicontazione (e di sviluppo degli strumenti di governance).

Dunque, due osservazioni:
[1] I dati di attività – che ci sono tutti, articolati e ben presentati – vanno affiancati da altri dati ed indicatori sia relativi alla qualità delle prestazioni, sia al loro costo unitario, sia all’incidenza degli utenti dell’ASP sulla popolazione target. E’ importante sapere che 751 nuclei familiari con minori hanno chiesto assistenza economica, ma è ugualmente rilevante sapere che “incidenza”, che “peso” hanno quei nuclei familiari sul totale dei nuclei familiari con minori sul territorio: sono lo 0,2%, il 2% od il 20%? E, se fosse possibile, sapere che incidenza hanno rispetto ai nuclei familiari con minori il cui reddito li colloca nella categoria della “povertà relativa”. Occorre anche, a tal fine, attivare un sistema di monitoraggio dei fenomeni sociali che non riguardano direttamente l’azienda, ma che la toccano indirettamente (è importante, ad esempio, sapere quanti anziani nel distretto sono assistiti dalle cosiddette “badanti”). Occorre, in altri termini, guardare oltre ai propri confini organizzativi e superare una visione centrata sul servizio (ed i suoi utenti). Nei prossimi anni, inoltre, avendo a disposizione i dati di più anni, sarà possibile rappresentare ed analizzare i trend: il fenomeno è in aumento? Di quanto? E’ importante, infine, “misurare” l’impiego di risorse (economiche ed umane) per ogni categoria di utenti: un minore in affido costa mediamente tot euro; un anziano in assistenza domiciliare …
[2] E’ opportuno che il bilancio sociale diventi un documento a due livelli. Una parte standard che riporta i dati “classici” di attività, secondo una struttura omogenea anno dopo anno. Tuttavia, se vogliamo stressare (ed io sono convinto che debba essere così) la funzione di strumento di governance del bilancio sociale (come avviene, peraltro, per il bilancio di missione delle aziende sanitarie in Emilia-Romagna; vedi), dobbiamo annualmente individuare degli obiettivi puntuali su cui il bilancio sociale dovrà sviluppare una specifica rendicontazione. Ovviamente tali obiettivi vanno formalizzati da parte della committenza istituzionale, ovvero da parte dei 9 comuni. L’ASP risponde sviluppando conseguenti programmi di intervento annuali e pluriennali, su cui, appunto, il bilancio sociale dovrà rispondere del raggiungimento dei risultati in modo puntuale. Per fare un esempio. La committenza istituzionale potrebbe richiedere un’azione di potenziamento delle forme di tutela ed accoglienza dei minori alternativo all’inserimento in comunità. Per quell’anno l’ASP dovrebbe sviluppare una serie di azioni per raggiungere l’obiettivo che sarebbe rendicontato puntualmente (es. con un capitolo ad hoc) nel bilancio sociale dell’anno di riferimento.
Il bilancio sociale è uno strumento giovane, ma se usato con intelligenza può costituire una preziosa risorsa. Soprattutto se usato senza ritualismi, ma con intelligenza ai fini della governance. La buona partenza fa ben sperare per il prossimo futuro.
In ogni caso, ecco una selezione, molto personale, dei dati principali. 10,7 milioni di spesa nel 2007 (il 34,9% per personale). Di questi il 55% è destinato all’assistenza agli anziani; il 24,7% ai disabili. Si smonta così la “leggenda metropolitana” che la maggior parte delle spese sociali va a beneficio dei cittadini stranieri (chi volesse verificare l’affermazione trova tutti i dati nel Bilancio sociale 2007). L’8,48% della spesa è destinata ai servizi per “minori e famiglia”, un’area che evidenzia da tempo una crescente sofferenza – anno dopo anno aumenta il numero delle famiglie con minori che sono in difficoltà e che chiedono assistenza economica (confermando un dato nazionale: sono le famiglie con minori quelle a maggior rischio di povertà – vedi, per Modena, i dati ICESmo2) o che necessitano dell’intervento dell’autorità giudiziaria. Nel 2007, nell’intero distretto, sono stati 751 i nuclei familiari che hanno chiesto assistenza economica (qui si concentrano i nuclei stranieri, in difficoltà per l’assenza di reti parentali e per la presenza, spesso, di un unico percettore di reddito, a fronte di spese ingenti per l’affitto: i nuclei di stranieri che hanno chiesto assistenza economica sono il 60%). Sempre sull’intero distretto i minori oggetto di provvedimento di tutela da parte dell’autorità giudiziaria sono stati 328 (tra cui 40 casi di affido e 29 casi di inserimento in comunità). Inoltre: 177 disabili supportati nell’inserimento lavorativo; 92 disabili in centro diurno. Per gli anziani: 422 utenti del servizio di assistenza domiciliare; 69 in centro diurno; 223 ricoverati in struttura residenziale; 104 anziani assistiti economicamente (di cui 65 per il pagamento della retta in struttura residenziale – è questa voce che assorbe una quantità consistente di risorse). Per gli altri dati si rimanda al Bilancio sociale 2007 dell’ASP G.Gasparini di Vignola, nella versione sintetica (vedi) od in quella completa (vedi).

Assieme all’ASP Giorgio Gasparini, una delle prime avviate in Emilia-Romagna è l’ASP Giovanni XXIII di Bologna. Sul bilancio sociale di questa ASP vedi le considerazioni in questo blog, curato da Fabrizio, sociologo.

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4 Responses to Un applauso (sincero). L’ASP Giorgio Gasparini di Vignola presenta il suo primo “bilancio sociale”

  1. Fabrizio ha detto:

    Ciao
    Una curiosità, ma per le ASP l’analisi dell’efficacia economica sarebbe tecnicamente possibile tramite il famoso schema del valore aggiunto?
    grazie

    Fabrizio

  2. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ciao Fabrizio, poni una questione tecnica a cui non sono in grado di rispondere. L’impressione è no, ma per una risposta precisa è bene che ti rivolgi altrove. Io sono solo un sociologo.

  3. Fabrizio ha detto:

    Ok, cmq complimenti per i commenti, li ho letti con interesse, visto che sto lavorando ad un documento simile per un’altra ASP.

    ps
    anche io sono un sociologo 😉

  4. […] Rimando, per la ASP Gasperini, al dettagliato commento del bilancio sociale pubblicato in questo blog. Di seguito provo a sintetizzare alcuni aspetti del documento della ASP Giovanni […]

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