Lambrusco sei Grande. Eccellenze del vino modenese insieme a San Vito per sostenere le zone alluvionate, di Simone Balestri

Una serata bellissima a San Vito di Spilamberto martedì 11 marzo 2014. La sala “Rinascita” del circolo ARCI ha ospitato l’evento “Lambrusco sei Grande” patrocinato da AIS Associazione Italiana Sommeliers, Ordine del Nocino Modenese, Museo dell’Aceto Balsamico tradizionale di Modena, consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Slow Food condotta di Vignola e Valle del Panaro e Comune di Spilamberto ed organizzato dal collega Sommelier Mirco Bellucci, coadiuvato in modo esemplare dai volontari del circolo ARCI e dell’AIS, i quali hanno reso possibile ai partecipanti di godere e degustare al meglio i vini in assaggio.

La sala dell'ARCI "Rinascita" di San Vito in occasione dell'evento "Lambrusco sei grande" (foto dell'11 marzo 2014)

La sala dell’ARCI “Rinascita” di San Vito in occasione dell’evento “Lambrusco sei grande” (foto dell’11 marzo 2014)

Ottanta posti a sedere letteralmente andati a ruba per questa degustazione di eccellenze del territorio modenese: undici prodotti da nove aziende che dal Sorbara al Grasparossa di Castelvetro, passando per il Salamino di Santa Croce, vinificano nelle tre zone DOP rendendo grande e conosciuto nel mondo il nostro vino spumeggiante. Tutte le bottiglie sono state donate dalle aziende produttrici in virtù dello scopo della serata: devolvere l’intero incasso (circa 1200 €) a favore della scuola Caiumi di Bomporto, colpita pesantemente dall’alluvione dei mesi scorsi. Presentava la serata la bravissima sommelier professionista Carmen Cerfogli, docente presso la Scuola Alberghiera e di Ristorazione IAL di Serramazzoni e già relatrice AIS ai corsi professionali per sommeliers.
In “platea” sommeliers e semplici innamorati del “Rosso Perlàge” hanno potuto conoscere cenni di storia legati alla vitis silvestris ovvero la vite selvatica, diretta antenata della vitis labrusca sativa che sarebbe poi diventata l’odierna Vite Lambrusco, insieme a storie e leggende raccontate in modo impeccabile dalla Sommelier Carmen Cerfogli. Puntuale e professionale il servizio offerto dal team di sommeliers AIS, sempre disponibile a chiarimenti ed informazioni su specifiche tecniche ulteriori sui prodotti in assaggio.

Il banco degli affettati con i volontari del circolo ARCI di San Vito (foto dell'11 marzo 2014)

Il banco degli affettati con i volontari del circolo ARCI di San Vito (foto dell’11 marzo 2014)

Creare eventi come questo é molto importante, perché dà la possibilità al consumatore, di capire differenze e particolarità di un vino “che nella maggioranza dei casi si crede di conoscere, invece si ignora”. La facilità della beva, l’effervescenza intrigante, i profumi accattivanti e freschi e il basso tenore alcolico, hanno portato il Lambrusco nell’immaginario collettivo come un vino facilone e di bassa lega. Più volte negli articoli da me pubblicati (vedi), ho sostenuto con forza il contrario, alla luce della risposta che il mondo intero sta dando all’offerta qualitativa che negli ultimi anni i nostri produttori sono in grado di dare.
La grande ampiezza di tipologie, sia in termini di tecniche di vinificazione (dal metodo Martinotti o Charmat, passando per il metodo Classico e per finire con i Rifermentati in bottiglia o Ancestrali), sia nei residui zuccherini (amabile, semi-secco, secco) e le differenze intrinseche alle tre grandi DOP modenesi (Sorbara, Grasparossa e Salamino), rendono possibile godere della compagnia del Lambrusco in qualsiasi momento della giornata, dall’aperitivo al dolce. Una forza che nessun altro vino può raggiungere.
Un vino ideale per la tavola quotidiana quindi. Onesto e sincero come le persone che animano le Terre Modenesi (ed Emiliane) le quali danno vita alle Uve Lambrusche. Vino che può presentare anche grandi sorprese se vinificato con cura e con tecniche particolari. E’ possibile ritrovare nel bicchiere di Lambrusco non solo la tradizione di una Terra forte e generosa, ma anche la sua voglia di guardare al domani con fiducia e spirito di rinnovamento.
Alla serata erano presenti anche alcuni dei produttori dei vini in degustazione i quali hanno portato qualche dettaglio all’assaggio del loro prodotto, raccontando alcuni passaggi tecnici di produzione.
Ora, considerato il buon numero di campioni da raccontare … beviamo!

Stefano Chiarli, produttore (a sx), e la squadra dei sommeliers presenti. Da sinistra: (foto dell'11 marzo 2014)

Stefano Chiarli, produttore (a sx), e la squadra dei sommeliers presenti. Da sinistra: Mirco Bellucci, Isabella Lo Porto, Daniele Tamburini, Luigi Maletti e la sommelier professionista Carmen Cerfogli (foto dell’11 marzo 2014)

Come accennato in precedenza i campioni in degustazione erano 11, suddivisi per zone di produzione e DOP. Iniziamo dalla zona della DOP Sorbara.
Peculiarità del Lambrusco di Sorbara DOP é la vena di freschezza (la sensazione di acidità) e il colore che sebbene frutto di una vinificazione in rosso, cioè a contatto prolungato con le bucce), risulta agli occhi come un Rosato. La varietà Sorbara presenta un grappolo spargono, soggetto ad aborto floreale, capita cioè che l’infiorescenza non sviluppi l’acino, portando così il grappolo a concentrare le sostanze sugli acini più forti. Già dal frutto é spesso possibile sentire gli aromi di viola, caratteristici che si ritrovano poi nel bicchiere.

1) Lambrusco di Sorbara DOP Il Selezione dell’azienda Vezzelli Francesco. Storico produttore di Sorbara. Colore rosa antico brillante con riflessi rosa netti e sgargianti. Naso fresco di frutta e viola. Vinificato in autoclave (Martinotti). Sorbara in purezza con una produzione di circa 60 mila bottiglie. Ottimo da aperitivo, o con piatti grassi e sapidi della tradizione. 11% Vol. alcol. In enoteca circa 7€

2) La presenza in sala del produttore Stefano Chiarli (vedi), il quale insieme alla sua famiglia porta avanti con onore l’azienda, ha permesso di conoscere in modo più approfondito alcuni cenni di produzione. Prodotto in autoclave, il Premium nasce da una particolare varietà di Sorbara e da una bassa resa per ettaro (circa 100 quintali). Il territorio di coltivazione ne permette la coltivazione in GDC, sistema di allevamento atto alla raccolta meccanizzata. Sorbara in Purezza. 60 mila bottiglie prodotte. 12% Vol. alcol. Circa 8 € in enoteca.

3) Lambrusco di Sorbara DOP Classico di Cantina della Volta (vedi). Questa azienda, guidata con sapienza e passione da Cristian Bellei (discendente di Francesco Bellei, storico “spumantista” e produttore di Sorbara), ha sede a Bomporto ed é stata colpita in modo molto grave dall’alluvione di Gennaio, con la perdita di circa 20 mila bottiglie. La grande forza nel mettere a disposizione alcune bottiglie per questa serata di beneficenza, é un grande esempio della generosità che queste terre possono coltivare.
Prodotto d’eccellenza anche qui. Vinificazione con Metodo Classico, siamo quindi a degustare uno spumante, che sosta sui lieviti più di un anno (qui l’annata 2010). La complessità salta subito al naso, con frutta dotto spirito e delicate note tostate in chiusura. Bocca cremosa e lunga persistenza. Fine la bollicina che nel bicchiere rimane con fini coroncine. Possiamo abbinare a piatti decisamente diversi da quelli tradizionali, come crostacei in antipasto o insalate di mare. Perfetto come aperitivo o salumi. Sorbara in Purezza. 65 mila bottiglie. 12% Vol. alcol. In enoteca circa 14 €.
(continua)

Simone Balestri

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One Response to Lambrusco sei Grande. Eccellenze del vino modenese insieme a San Vito per sostenere le zone alluvionate, di Simone Balestri

  1. Conoscere il Vino ha detto:

    Complimenti Simone per questa attenta e precisa descrizione della serata. La ringrazio per la sua preziosa partecipazione all’evento “Lambrusco Sei Grande”.
    Rimango in attesa di leggere la seconda parte del suo affascinante e coinvolgente racconto, complimenti per la competenza e professionalità.

    Aggiungo “LAMBRUSCO SEI GRANDE anzi GRANDISSIMO”

    Colgo l’occasione per porle

    Distinti Saluti

    mb
    “Conoscere il vino”

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