PoesiaFestival 2011. Due considerazioni

Anche la VIIa edizione del PoesiaFestival è stata un successo. Forse ancora maggiore rispetto agli anni passati. Insomma, nonostante le difficoltà finanziarie la manifestazione tiene. E dire che “vendere” poesia è certamente cosa più impegnativa che “vendere” altre discipline e temi. Essendo un frequentatore occasionale tanto della poesia che del PoesiaFestival mi limito a due considerazioni. Una di “geopolitica” della manifestazione. L’altra relativa a Paul Muldoon, poeta irlandese, che ho avuto occasione di ascoltare al PoesiaFestival 2011.

Paul Muldoon (al centro) al PoesiaFestival 2011 (foto del 24 settembre 2011)

[1] L’edizione 2011 ha visto cambiamenti di rilievo nella compagine degli enti locali che organizzano il PoesiaFestival. Ha abbandonato il Comune di Savignano – commettendo un grave errore. E’ subentrato il Comune di Castelfranco Emilia (oggi il quinto comune della provincia di Modena per numero di abitanti, più di 32mila). Dei comuni dell’Unione Terre di Castelli solo 5 di 8 partecipano (Castelnuovo, Castelvetro, Marano, Spilamberto, Vignola). Non sono tra gli organizzatori, invece, Guiglia e Zocca. Neppure Montese, da tempo impegnato in una politica autarchica (con scarsissimo investimento dal punto di vista culturale, oggi non più giustificabile neppure in un comune montano di 3.400 abitanti). Dunque 5 comuni dell’Unione, più Maranello, più Castelfranco Emilia. L’allargamento a Castelfranco Emilia sembra rispondere più ad una logica di bilancio economico dell’evento che ad una strategia coerente di marketing territoriale. Se fosse quest’ultima ad essere perseguita si dovrebbe puntare ad includere nel pool degli organizzatori anche Guiglia e Zocca, lavorando anche al recupero di Savignano. E’ chiaro infatti che se l’Unione Terre di Castelli vuole avere un senso dal punto di vista della promozione del territorio risulta difficile pensare di non valorizzare a tal fine l’evento culturalmente più rilevante e con maggior visibilità che si tiene sul territorio ogni anno. In realtà l’Unione Terre di Castelli risulta oggi caratterizzata dalla mancanza di una strategia di medio periodo condivisa dagli amministratori. La vicenda del PoesiaFestival ne è solo l’ennesimo segnale. La proposta del PoesiaFestival dal punto di vista territoriale, inoltre, è meno omogenea di quanto vorrebbe far credere il presidente Francesco Lamandini (sindaco di Spilamberto) che, in modo un po’ azzardato, ha affermato nei giorni scorsi alla Gazzetta di Modena (22 settembre 2011, p.23): “Non è come il Festival della Filosofia che ha il suo centro a Modena, anche se si estende a Carpi e a Sassuolo. PoesiaFestival non ha luoghi periferici. E’ molto flessibile. Tutti i paesi hanno un ruolo primario e le iniziative vengono ben ripartite, trovando uguale dignità”. In realtà basta guardare il programma, anche quello del 2011, per verificare che così non è. Non c’è dubbio che Vignola e Spilamberto hanno gli eventi maggiori (ad esempio, rispettivamente, gli eventi di apertura e chiusura del festival), seguiti da Maranello e Castelvetro. Può essere che tale aspetto sia, alla fine, meno rilevante di quello che sembra attribuirgli Lamandini. E’ certo che una minore attenzione alla gerarchizzazione degli eventi e magari una rotazione sui comuni degli eventi di apertura e chiusura (fatta salva la disponibilità di location sufficientemente capienti) aiuterebbe a far davvero intendere il PoesiaFestival come un evento del territorio, piuttosto che di un aggregato (eterogeneo) di comuni.

Paul Muldoon (dal sito web dell'Università di Princeton)

[2] I festival sono anche l’occasione per conoscere il nuovo. Così è stato – almeno per me – il PoesiaFestival 2011. Ho infatti avuto occasione di partecipare all’incontro con Paul Muldoon, sabato alle 18.30 nella sala dei Contrari della Rocca di Vignola, dove ha letto sue poesie assieme a Luca Guernieri (traduttore della raccolta Poesie, edita da Mondadori, 2008: vedi). Nato nell’Irlanda del Nord nel 1951 è residente negli USA dal 1987 dove insegna all’Università di Princeton (vedi). Ha vinto il premio Pulitzer per la poesia nel 2003 con la raccolta Sabbia (vedi) ed è considerato uno dei maggiori poeti viventi in lingua inglese. Ma è praticamente sconosciuto in Italia. Non essendo un assiduo frequentatore della poesia è stato per me il primo “incontro” con Muldoon, sino ad allora anche per me assolutamente sconosciuto. Debbo dire che mi ha colpito, oltre al fine lavoro sul linguaggio, la lieve ironia con cui guarda anche a se stesso. E la capacità di collocare la propria vicenda “in prospettiva”, su una dimensione storica sufficientemente ampia da fugare ogni tentazione di esaltazione personale. In una intervista rilasciata pochi giorni prima del PoesiaFestival (Gazzetta di Modena del 24 settembre 2011, p.49: pdf), Muldoon risponde così a proposito della conquista del Pulitzer: “Naturalmente, sono stato molto contento di avere avuto quel premio, ma il fatto è che non riesco a ricordare chi ha vinto il Premio Pulitzer per la poesia l’anno scorso o l’anno prima. Lei ci riesce? Ciò mette alquanto le cose in prospettiva.” Ed all’intervistatore che gli chiede se tra i lettori dei suoi libri vi siano più giovani o persone mature risponde: “Giovani o vecchi, ho il sospetto che siano pochissimi”. In effetti temo sia così, almeno per quanto riguarda il pubblico italiano: ho girato infatti quasi tutte le librerie di Bologna senza riuscire a trovare alcuno dei suoi due libri tradotti in italiano (oltre a Poesie, Mondadori, 2008, anche Sabbia, Guanda editore, 2009, vedi, la raccolta che gli ha consegnato il Pulitzer). Approfittatene, dunque, perché probabilmente tutte le copie in circolazione sono nelle librerie di Vignola! Nell’introdurre l’incontro, il sindaco di Vignola, Daria Denti, ha ricordato un’intervista apparsa su The Economist in cui Muldoon affermava che i quotidiani dovrebbero pubblicare una poesia ogni giorno: “the newspapers should all be carrying a daily poem” (vedi). E’ un invito da non lasciar cadere. In attesa che lo raccolga qualche giornale, potrebbe essere fatto proprio dai comuni organizzatori del PoesiaFestival, pubblicando ogni giorno una diversa poesia sui propri siti web. Sarebbe un segno, un richiamo, forse piccolo, del fatto che per davvero qui da noi, anche in questa terra di provincia, la poesia è presa sul serio.

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One Response to PoesiaFestival 2011. Due considerazioni

  1. Andrea Paltrinieri ha detto:

    Ovviamente è arrivato il comunicato stampa sul grande successo del PoesiaFestival. Con tanto di numero dei partecipanti (“visitatori” è il termine utilizzato). Per l’Unione Terre di Castelli sarebbero stati “più di 25.000”. In pratica come se tutta Vignola, donne, bambini, anziani non autosufficienti, stranieri, vi avesse preso parte. Dico senza tema di essere smentito che questo è un numero gonfiato. Ampiamente gonfiato. Se infatti metto assieme la capienza massima di ciascuna delle location utilizzate per ciascuno degli eventi in programma si arriva a 6-7.000 partecipanti (ho considerato 500 partecipanti per ogni evento al Teatro E.Fabbri di Vignola e 1.000 partecipanti, cifra esagerata, al concerto di Teresa De Sio a Spilamberto, in chiusura al festival). Insomma, facendo la somma di tutto al massimo livello possibile di partecipazione si arriva a non più di 7.000 presenze. Giorgio Montanari, sindaco di Castelvetro e assessore alla cultura dell’Unione Terre di Castelli vorrebbe invece farci credere che i partecipanti del festival, di eventi perlopiù al chiuso, erano tre volte tanti. Un po’ come la moltiplicazione evangelica di pani e pesci. Non è così. Potrei anche dire che il dato non è così rilevante e che, in ogni caso, anche per la presenza di pubblico, il festival è stato un successo. Ed in effetti così è stato. Perché allora raccontare balle? Perché allora gonfiare le cifre all’inverosimile? Temo che si tratti del contagio del marketing. E’ che anche gli amministratori di sinistra sono un po’ tutti berluschini. Più si spara grossa meglio è.

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