Domenica 2 ottobre: l’iniziativa “Puliamo il mondo” a Vignola

Giovanni Barani, capo scout, “amico della montagna” e guardia ecologica volontaria mi ha chiesta di pubblicizzare l’evento “Puliamo il mondo” che approda a Vignola domenica 2 ottobre. Lo faccio volentieri anche se la tempistica (per mia responsabilità) non è proprio ottimale ai fini della promozione della partecipazione all’iniziativa. Ma è comunque un’occasione per riflettere sul volontariato ambientale (quello locale che organizza l’evento vignolese: Legambiente e Amici della montagna) ed in questo modo fargli un po’ di “pubblicità”, ma anche aprire un dialogo. Prima però l’informazione: domenica 2 ottobre, alle ore 8.00, il ritrovo è nel parcheggio della piscina di Vignola e presso il gazebo di Legambiente. Obiettivo è quello di pulire dai rifiuti alcuni tratti del “percorso natura”, il percorso che costeggia il fiume Panaro, sia in direzione Marano, che in direzione Spilamberto (e di rifiuti ce ne sono; e non solo rifiuti: vedi). A ciascun partecipante verrà consegnato un kit necessario per l’azione di pulizia e lungo i percorsi saranno attrezzati alcuni punti di raccolta rifiuti a cura di HERA Spa. Al termine dell’iniziativa, verso le ore 12, ai partecipanti verrà offerto un rinfresco a cura dell’amministrazione comunale. Per partecipare è necessario iscriversi (qui il volantino in pdf).

Percorso Natura verso Brodano (foto del 4 ottobre 2010)

[1] Puliamo il mondo è l’edizione italiana di Clean up the world, uno dei più grandi appuntamenti di volontariato ambientale del mondo. Dal 1993, Legambiente ha assunto il ruolo di comitato organizzatore in Italia dell’evento. Si tratta di “un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più pulite e vivibili” – così si legge sul sito dell’iniziativa (vedi). Originato in Australia, nel 1989, dal 1993 è diventato un appuntamento mondiale (qui il sito web). Ogni anno vi prendono parte circa 35 milioni di volontari in 130 paesi. Anche questo, se volete, un sintomo della “globalizzazione” (positiva però). L’evento mondiale è programmato per il terzo fine settimana di settembre. In Italia l’edizione 2011 si è tenuta dal 16 al 24 settembre. L’approdo vignolese è dunque un po’ ritardato, ma poco importa.

Pneumatici lungo il Percorso Natura nei pressi di Brodano (foto del 4 ottobre 2010)

[2] Puliamo il mondo è un’iniziativa concreta. Insomma si agisce, si fa qualcosa. Questo è indubbiamente un aspetto che piace a Giovanni Barani (per gli amici GiBi) e per cui me lo ha segnalato. “Un’iniziativa di cura e di pulizia, un’azione concreta” – così è presentata. Ed è un’iniziativa realizzata da volontari e da semplici cittadini. Rientra dunque nella categoria del “non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi cosa potete fare voi per il vostro paese” – la celeberrima frase di J.F.Kennedy. In un veloce scambio di e-mail sull’evento GiBi enfatizza dunque “il collegamento con le ‘buone abitudini’ (per educare e diventare buoni cittadini) del nostro amico Baden-Powell [il fondatore dello scoutismo]; le piccole attenzioni quotidiane, a quello che facciamo e abbiamo intorno, mi sembrano importanti, così come l’educare a tutti i livelli: adulto-bambino, istituzioni-cittadini, impegno di volontariato, esempio personale…”. Questo è vero, però non è tutto. Per dirla come un sociologo: azione (concreta) e struttura (sociale) debbono essere in collegamento e, soprattutto, l’azione deve puntare ad innescare il cambiamento nella struttura. Ovvero il valore dell’azione non si esaurisce nell’azione stessa. Non solo perché una tale azione è comunque testimonianza. Ma anche perché una tale azione non deve essere disgiunta da altre azioni volte a cambiare più in profondità noi e la nostra società. Occorre, mentre si realizza l’evento Puliamo il mondo, lavorare anche per erodere le condizioni che lo rendono necessario. Ovvero operare per diffondere una cultura che rifiuta di considerare i rifiuti come qualcosa da continuare a produrre con naturalezza e di cui sbarazzarsi senza troppa preoccupazione (fino a disseminarli nell’ambiente). L’iniziativa è dunque efficace se consapevolmente persegue entrambi gli obiettivi: pulisce il mondo e cambia la cultura (e la società e noi stessi). Questa è la sfida.

Una piccola discarica lungo il Percorso Natura nei pressi della Rocca di Vignola (foto del 10 aprile 2011)

[3] Ciò che “mi intriga” è proprio questo: più che l’azione in sé, il collegamento tra l’azione concreta (il fare qualcosa nel mondo) e l’azione di trasformazione della nostra vita e della società (il fare qualcosa sulla società). Insomma non solo l’evento in cui si puliscono i fiumi, ma anche il cambiamento di stili di vita e di “sistema di produzione e consumo”, così da produrre meno rifiuti (ed ovviamente non disseminarli in giro). In effetti è Legambiente stessa che evidenzia la duplice natura dell’evento Puliamo il mondo – Clean up the world. Da un lato azione concreta (si pulisce un’area fluviale, un bosco, ecc.). Dall’altro azione “simbolica per chiedere città più pulite e vivibili”. Per chiederle a chi? A noi stessi (in quanto cittadini, consumatori, lavoratori, imprenditori) ed anche a chi ci amministra (a livello locale) e ci governa (a livello nazionale). Alex Langer, militante verde alto-atesino, scriveva nel lontano 1987 a proposito della “conversione ecologica” (tema ripreso recentemente da Guido Viale: vedi): “la conversione non è solo un termine spirituale (lo è sicuramente in modo molto forte), ma è anche un termine produttivo, un termine economico. Riconvertire o convertire la nostra economia, la nostra organizzazione sociale verso rapporti di maggiore compatibilità ecologica e di maggiore compatibilità sociale (…) è certamente una virtù ‘verde’.” (cito da Langer A., Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, Sellerio editore, Palermo, 2011, pp.166-167: vedi). Il difficile “lavoro” del volontariato sta in questo: fare il servizio per cui è nato ed al tempo stesso “operare” per fare funzionare quelle istituzioni della polis che sole possono operare cambiamenti su scala maggiore. Insomma, tenere assieme in modo non schizofrenico l’essere volontario e l’essere cittadino.

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3 Responses to Domenica 2 ottobre: l’iniziativa “Puliamo il mondo” a Vignola

  1. sergio smerieri ha detto:

    Molto in sintesi. Sono stato all’iniziativa che trovo molto interessante e gratificante. Presenti…50/60 persone.40/50 del gruppo AAM che ha organizzato insieme a Lega Ambiente la giornata… alcune guardie ecologiche, Scurani per le istituzioni…e..sentite bene…. ben 10 cittadini ( stima in eccesso ma considerando che eravam in 5 noi…sarò ottimista). beh 10? una delusione grossisiima… speravo almeno in 200 persone di cui almeno 50/70 cittadini…NESSUNO! Allora delle due una: o il fiume non è percepito come nostro e come bene da salvaguardare o l’iniziativa non è stata publicizzata. O tutte e due che è la più probabile!

  2. zapata ha detto:

    ……eravamo in centomila allo stadio quel dì….canta Celentano senza distinzione di appartenenza.
    Credo che i 40/50 del gruppo AAM siano da ritenersi cittadini alla pari degli altri, con una sensibilità maggiore verso l’ambiente, ma sempre cittadini come credo i “noi 5”. Anche Scurani si può ritenere un cittadino, da sempre sensibile all’ambiente.
    Penso che la tua chiave di lettura sia leggermente deformata e
    l’aspettativa troppo carica di sentimento. Esagerata!
    Sono d’accordo con te sulle conclusioni : il fiume questo sconosciuto e l’iniziativa anche. Bisognerebbe chiedersi il perchè.
    ciao, zap

  3. zapata ha detto:

    Casualmente mi è successo di leggere queste righe che propongo alla lettura, perchè credo che lo stile di vita parta anche da qui…. ciao, zap

    Noi abitiamo in una zona di campagna nell’area della baia di San Francisco.
    Intorno a noi, si stende un paesaggio naturale di grande bellezza. Unico neo, le porcherie che la gente getta dai finestrini dell’auto, quando gira per le strade di campagne. Uno dei pochi svantaggi di abitare in campagna, è appunto il fatto che i servizi pubblici, come ad esempio quello della raccolta delle immondizie, sono assai meno efficienti che nelle zone più vicine alla città.
    Un rito di cortesia che io pratico regolarmente con le mie due bambine, è quello di raccogliere le cartacce o le schifezze che troviamo sparse intorno alla nostra casa. Siamo talmente abituati a fare questa operazione che spesso, quando siamo in auto, le mie bambine mi dicono : “Ferma, ferma papà, c’è della spazzatura!” E se abbiamo tempo, scendiamo dall’auto e la raccogliamo. Vi sembrerà strano, ma a noi piace farlo.
    Raccogliamo la spazzatura nei giardinetti, sui marciapiedi, praticamente dovunque. Una volta ho visto un perfetto sconosciuto che raccoglieva una cartaccia nei pressi di casa mia. Quel tale mi sorrise e mi disse : “Ho visto che lo fa anche lei, e mi è sembrato davvero una buona idea.”
    Raccogliere le cartacce per la strada è solo uno degli infiniti riti di cortesia possibili.
    Puoi fare cose come tenere aperta la porta a qualcuno che entra dopo di te, fare visita a persone sole e anziane in ospedale, spazzare la neve del vialetto del tuo vicino…….

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