Un referendum con tre quesiti. L’essenziale da sapere

Una vignetta di Altan sul referendum

Una vignetta di Altan sul referendum

Il referendum abrogativo del 21 e 22 giugno, promosso da Giovanni Guzzetta e Mario Segni (vedi il sito web del comitato promotore: vedi), mira a modificare il sistema elettorale vigente, il cosiddetto “porcellum” (dalla dichiarazione di Calderoli, parlamentare della Lega Nord e principale autore della legge, che aveva riconosciuto, a posteriori, che si trattava di una “porcata”). Può sembrare una cosa di scarsa importanza per i cittadini. In realtà così non è. I quesiti uno e due (rispettivamente scheda di colore verde e scheda di colore bianco) aboliscono il premio di maggioranza alla coalizione (rispettivamente alla Camera dei deputati ed al Senato), trasformandolo in premio di maggioranza che va alla lista più votata. Se si mantenesse il sistema elettorale che esce dal referendum (nel caso di ottenimento del quorum e di vittoria dei sì) l’effetto plausibile sarebbe quello del passaggio dal bipolarismo (due coalizioni che si contendono la vittoria) al bipartitismo (due partiti che si contendono la vittoria). Le valutazioni sul sistema elettorale che ne consegue sono controverse: Giovanni Sartori (Corriere della Sera del 19 giugno: vedi) e Roberto D’Alimonte (Il Sole 24 Ore del 18 giugno: vedi) lo ritengono un sistema peggiore ed inoltre esprimono scetticismo sulla capacità del parlamento di fare una riforma elettorale vera, senza cioè guardare agli interessi a breve dei singoli partiti. Per Angelo Panebianco non è invece così (Corriere della Sera del 13 giugno: vedi). Il PD, a sua volta, invita a votare al referendum ed a votare sì a tutti e tre i quesiti, quindi anche ai primi due. Non perché ritiene il nuovo sistema elettorale decisamente migliore rispetto a quello esistente, ma perché ritiene che sia l’unico modo per impegnare il parlamento a rimettere mano al sistema elettorale, confidando di poter finalmente arrivare ad un sistema decente (superando il “porcellum”). Questa posizione è spressa in modo chiaro da Stefano Ceccanti, docente universitario di diritto comparato e senatore PD nella videointervista qui linkata (vedi). Il terzo quesito è condiviso da tutto il centrosinistra ed anche da tutti gli osservatori disinteressati (si veda l’articolo di Roberto D’Alimonte, docente universitario ed esperto di sistemi elettorali). Elimina, infatti, la possibilità delle candidature multiple (sia alla Camera che al Senato), ovvero di potersi candidare in più circoscrizioni. Un sistema, questo, che consegna ai candidati forti ed ai leader di partito la possibilità di scegliere in quale circoscrizione venire eletti e quali candidati, primi dei non-eletti, far entrare in parlamento con la propria rinuncia. Personalmente ritengo convincenti, pur con tutte le incertezze del caso, gli argomenti a favore della partecipazione al referendum ed a favore del voto sì, in tutti e tre i quesiti referendari. Chi voglia comunque farsene un’opinione propria può utilmente leggere gli interventi citati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: