La Lega Nord al governo di Vignola? Ecco perché non succederà

Queste ultime due settimane di campagna elettorale in vista del ballottaggio tra Daria Denti e Graziano Fiorini per la scelta del sindaco di Vignola hanno consentito, seppur in misura relativa, di farsi un’idea delle proposte in campo. Due confronti diretti tra i due candidati (martedì 16 su Antenna 1, mercoledì 17 al centro nuoto, con ampia copertura stampa nei giorni successivi su Il Resto del Carlino e L’Informazione di Modena), diversi articoli di stampa dove i candidati hanno esposto in sintesi le priorità dei loro programmi per Vignola, diversi articoli in cui i candidati delle liste escluse dal ballottaggio hanno argomentato la decisione di lasciare libertà di voto ai loro elettori (con l’unica eccezione, non significativa, della lista Libertà e Futuro). Sono stati mobilitati testimonials politici dall’una e dall’altra parte (particolarmente intensa l’attività di un PD giustamente preoccupato). Vi sono stati appelli delle forze politiche a favore dell’uno e dell’altro ed appelli di rappresentanti sindacali ed esponenti dell’associazionismo a favore di Daria Denti e per contrastare il rischio di un sindaco della Lega Nord a Vignola. Non sono troppo sicuro che i temi più importanti per il futuro di Vignola siano stati adeguatamente sviscerati. Ma certamente si sono prodotte informazioni importanti per orientare il voto di quegli elettori in precedenza non schierati con i due candidati. Va anche rilevato che la pressione dei cittadini-elettori si è manifestata in alcune occasioni provocando qualche marcia indietro da chi “rappresenta” anche l’amministrazione uscente (es. sulle spese per la realizzazione del Parco Città dei bambini e delle bambine). A poche ore dal voto possiamo provare ad ipotizzare come questa intensa attività potrà influire sulle scelte degli elettori e dunque sull’esito del voto stesso.

Graziano Fiorini e Daria Denti in competizione al ballottaggio per l'elezione del sindaco di Vignola

Graziano Fiorini e Daria Denti in competizione al ballottaggio per l'elezione del sindaco di Vignola

[1] Conviene innanzitutto partire dalla consistenza del “capitale” di voti ottenuto dai due candidati al primo turno. Daria Denti ha ottenuto 6.117 voti, pari al 44,89% dei 13.626 voti validi (i votanti complessivi sono stati 14.153, ma con 233 schede bianche e 289 schede nulle). Graziano Fiorini ha ottenuto 2.574 voti (18,89%) a cui si sommano (almeno teoricamente) i 2.056 voti di Maria Pia Bazzani (15,08%) per via del formale apparentamento al ballottaggio. Dunque 4.630 voti (33,98%). La quasi totalità degli altri candidati ha dato indicazione di “libertà di scelta” ai propri elettori, seppur con motivazioni diverse. Come si distribuiranno questi voti, sempre ammesso (e non concesso) che tutti gli elettori del primo turno partecipino anche al ballottaggio? Le motivazioni del voto sono composite tra orientamenti politici “di fondo” e fattori locali, risulta dunque difficile formulare previsioni. Una prima ipotesi è però formulabile facendo riferimento ai voti agli schieramenti centrodestra-centrosinistra alle elezioni Europee (o Provinciali). Questa ipotesi, questa “approssimazione” è giustificata anche dal fatto che entrambi i candidati sono partiticamente connotati: PD da un lato, Lega Nord dall’altro. Si tratta, in prima battuta, di un confronto chiaro tra centrosinistra e centrodestra. Se la competizione avesse visto la partecipazione di un candidato “civico” (ancorché sostenuto da partiti), questa operazione di stima risulterebbe decisamente più arbitraria. Alle europee (a Vignola) l’area dei partiti di centrosinistra ha ottenuto il 55,38% dei voti; il centrodestra il restante 44,62% (includendo anche l’UdC). Penso che in una prima grossolana ipotesi questo sia il benchmark, il valore di riferimento per “leggere” l’esito del ballottaggio. Ovviamente questo risultato è plausibile nell’ipotesi che non vi siano, tra i due schieramenti, tassi di partecipazione degli elettori al ballottaggio significativamente diversi rispetto a quelli del primo turno (ipotesi non banale, in verità).
[2] Vorrei aggiungere qualche considerazione circa la difficoltà che incontrerà Graziano Fiorini nel colmare il gap originario, in termini di voti, rispetto a Daria Denti. Difficoltà che vedo soprattutto di due ordini. In primo luogo esiste un evidente gap di competenze amministrative rispetto a Daria Denti – un aspetto risultato evidente soprattutto nel confronto tra i candidati del 17 giugno al centro nuoto. In secondo luogo mi sembra plausibile rilevare come handicap l’appartenenza partitica di Fiorini alla Lega Nord (ho già rilevato che un candidato “civico” sostenuto da partiti di centrodestra avrebbe avuto maggiori chances). La Lega Nord infatti sconta la contraddizione di essere, sul versante del centrodestra, “partito di lotta e di governo”. Ovvero un partito che ottiene una parte significativa dei propri consensi più per i temi che è in grado di agitare che per l’efficacia delle soluzioni che propone. Un partito, cioè, che sconta, per le caratteristiche della propria proposta politica, l’impossibilità di riuscire a tenere assieme iniziative di protesta ad alta valenza simbolica con il realismo e la focalizzazione “competente” sul problem solving, piuttosto che sulla produzione di impatto (solo) sull’opinione pubblica. Da un lato la Lega Nord ha portato nell’agenda politica i temi del “federalismo” (nel senso di una diversa distribuzione di “poteri” tra centro e periferia), di più forti politiche di sicurezza, di un più rigoroso governo dell’immigrazione. Dall’altro ha però proposto (e sta tuttora proponendo) soluzioni a questi “problemi” che contengono un tasso particolarmente alto di “demagogia” e “populismo”. Faccio un esempio (a cui mi riallaccerò nel punto successivo): quello dell’integrazione scolastica degli alunni  stranieri tramite le cosiddette “classi ponte” (vedi). E’ una soluzione, questa, che oltre a risultare insoddisfacente dal punto di vista dell’efficacia, lo è anche dal punto di vista normativo, dell’identità etica di fondo della comunità a cui apparteniamo, perché porta in sé (in modo più o meno esplicito) il pensiero che alcuni gruppi sociali (in questo caso gli stranieri) possano essere cittadini di serie B. Non c’è dubbio che tra i cittadini italiani ed anche vignolesi vi siano minoranze che non trovano troppo disdicevole queste visioni (populiste? xenofobe?). Ma in questo territorio, per la cultura politico-sociale tuttora prevalente (seppure indebolita), permane una forte contrarietà a questi aspetti del messaggio leghista. Al di là (od in aggiunta) dei limiti della proposta locale, Graziano Fiorini sconta dunque anche i limiti e le contraddizioni della politica e del messaggio del partito a cui appartiene (la Lega Nord). Limiti e contraddizioni che si traducono in uno scarso appeal (quando non in forte contrarietà) della sua proposta per la maggioranza dei cittadini vignolesi.

Vignetta di Giannelli (Corriere della sera, 8 ottobre 2008): il riferimento è all'episodio di un cittadino straniero fermato per sbaglio e malmenato da agenti municipali a Parma

Vignetta di Giannelli (Corriere della sera, 8 ottobre 2008): il riferimento è all'episodio di un cittadino straniero fermato per sbaglio e malmenato da agenti municipali a Parma

[3] Alcune considerazioni sulle politiche per l’immigrazione (di accoglienza, controllo, integrazione) anche a livello locale consentono di precisare quest’ultimo aspetto. Il tema è stato assai poco dibattuto in questa campagna elettorale (dove si è preferito concentrarsi sulla sicurezza – ed in questo il PD è stato abile nello sfruttare le contraddizioni dell’azione del governo). Ho già rilevato che quanto scritto nel programma del PD (e della coalizione) in materia non occupa una riga di testo in un documento di 24 pagine (vedi). Difficile dire se si tratti di una svista o della scelta di evitare un tema elettoralmente impegnativo. Più ampia è la trattazione nel programma congiunto Lega Nord-Vignola per tutti. “Deve essere chiaro che gli immigrati devono essere una risorsa e non un problema. Chi viene in Italia per lavorare e rifarsi una vita nel rispetto delle regole è bene accetto, chi viene per fare altro deve essere rispedito al suo paese”. Affermazione che  può essere condivisa. Il programma prevede però solo due iniziative in merito, tutte sul versante del “controllo”: (1) il potenziamento della Polizia Municipale al fine di potenziare l’attività di verifica e controllo (circa la regolarità della presenza); (2) l’istituzione di controlli più rigorosi all’atto dell’iscrizione all’anagrafe per la residenza (controlli anche sull’adeguatezza della sistemazione alloggiativa e del reddito). Quello che manca – ma manca non solo nel programma, ma anche nella cultura politica della Lega Nord (e del centrodestra) – è la consapevolezza che l’immigrazione richiede, per essere governata, politiche specifiche di “integrazione”. E si tratta di politiche che richiedono risorse, che richiedono programmi di lavoro e progetti locali, che richiedono appositi interventi, su più fronti: inserimento scolastico e progetti contro l’insuccesso scolastico; informazione sulle norme e le leggi ed educazione “civica”; potenziamento e diffusione dell’insegnamento della lingua italiana; offerta di formazione professionale (con iniziative specifiche per le donne straniere per agevolarne l’inserimento nel mercato del lavoro); politiche abitative a basso costo. In alcuni casi si tratta di specifiche “azioni positive” per stranieri. In altri casi di politiche per tutti coloro che sono in situazioni di disagio economico e sociale (italiani e stranieri). In ogni caso occorre la consapevolezza che, a fronte di processi migratori che la crisi economica potrà rallentare ma non fermare (oggi a Vignola i cittadini stranieri sono il 14% dei residenti, il 30% dei nati: vedi), bisogna investire oggi sulle politiche di integrazione (assieme, non in alternativa, a quelle di controllo e repressione) per garantire un futuro più sereno e civile a tutta la comunità vignolese. E questa consapevolezza non è presente nel campo della Lega Nord e del centrodestra.

7 Responses to La Lega Nord al governo di Vignola? Ecco perché non succederà

  1. Simone Pelloni ha detto:

    Condivido a pieno il discorso sui simboli di partito e dell’appartenenza dei due candidati perchè se Fiorini non fosse espressione di un partito politico le sue possibilità di vittoria sarebbero molto più alte. Però alle comunali più che i simboli bisogna guardare le persone. E le persone che abbiamo di fronte sono molto diverse. Fiorini è una persona umile che conosce i propri limiti. La Denti è stata istruita e addestrata da due padri padroni al fine di continuare a gestire l’amministrazione pubblica come proprietà privata e il debito di riconoscenza che ha lei nei loro confronti è enorme e i debiti prima o poi si pagano. Soprattutto perchè a Savignano è cambiata l’amministrazione quindi chi fino ad ora ha pescato sulle sponde savignanesi dovrà sopperire ai mancati introiti rivalendosi su Vignola e sulla sua figlia prediletta. Credo che questa sia la differenza fondamentale tra i due candidati. Nessuno nasce Sindaco ma con serietà e umiltà si può imparare. Speriamo che quel 55% di vignolesi che sognano qualcosa di diverso dalla Denti non ritorni sui propri passi e commetta l’errore di accordare la propria fiducia ad un’oligarchia di potere che non ha più niente a che fare con i sani principi del centro-sinistra e del PD.

  2. maria pia ha detto:

    L’analisi di Andrea e’perfetta e la condivido in pieno,ma devo anche dare ragione a SIMONE.Penso che tutti si siano resi conto delle grandi lacune(vogliamo chiamarle cosi’)di Fiorini,inferiore proprieta’di linguaggio ed altro,ma si e’sempre proposto con grande umilta’riconoscendo le capacita’dell’avversario e i propri limiti,non ha mai offeso anzi piu’volte ha definito Daria una ragazza intelligente.Nella sua semplicita’ha giocato con grande correttezza ed educazione,cosa non da poco in una cosi’brutta campagna elettorale.Da parte mia e non solo sarebbe da prendere come esempio,alle persone e’piaciuto e molti parlano di lui e non del partito che rappresenta.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      A Simone e Maria Pia posso solo dire che ho conosciuto Graziano negli ultimi due anni, quando è divenuto consigliere comunale. L’ho apprezzato come persona, pur essendo di posizioni politiche assai diverse. Riconosco anche che tra le forze politiche di centro destra la Lega Nord, assieme a Vignola per tutti, ha presentato il programma elettorale più organico (43 pagine), segno di un lavoro serio. Questo non vuol dire che condivida i suoi contenuti – ci mancherebbe (nel post ho evidenziato il dissenso sulle politiche per gli stranieri). In ogni caso sono convinto che ciò che rende forte la Lega Nord come partito di protesta, la indebolisca poi nel momento in cui si propone come forza di governo, anche a livello locale. Magari da questa contraddizione scaturisce un qualche percorso di apprendimento …

  3. Mauro Soli ha detto:

    Ho trovato interessanti le riflessioni ma considera che in precedenza – 5 giugno – avevi escluso la possibilita’ che a Vignola si arrivasse al ballottaggio. Sono successe diverse cose in questi quindici giorni e altrettante non sono invece successe. Una di queste sarebbe potuta essere una decisione di Daria Denti per un apparentamento forte, e penso a Vignola Cambia. Si sarebbe spaccato il PD, si sarebbe spaccata Vignola Cambia, ma si poteva avere un nuovo programma di legislatura. Alla luce del sole. Ma non e’ successo. Avremo quindi un sindaco poco rappresentativo comunque vada. Speriamo di limitare i danni.

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      In effetti ero convinto che Daria Denti potesse vincere, seppur di poco, senza dover ricorrere al ballottaggio. Mi aspettavo che la coalizione ottenesse tra il 50 ed il 55%. Non ero l’unico. Mi risulta che anche il gruppo dirigente del PD non si aspettasse il ballottaggio. Evidentemente un numero significativo di cittadini hanno fatto valutazioni analoghe alle mie – in effetti il PD ha perso quasi 800 voti tra le europee/provinciali e le comunali (più di 1.000 ne ha persi l’intera coalizione)! In questo caso mi sembra però assai meno plausibile l’ipotesi di una vittoria di Fiorini – e questo per diverse ragioni, non tutte esplicitate nel mio post.

  4. Paolo C. ha detto:

    La differenza è semplicemente in un termine: CAMBIAMENTO, costruire e cementificare tutta Vignola nonchè le spese delle aziende e le spese comunali sono assolutamente a livelli insostenibili. Prendiamo soldi dai cittadini Vignolesi e non li informiamo nemmeno di quello che sta accadendo e sopratutto se a loro va bene o meno! questo è il punto fondamentale, la Lega Nord è sempre stata in strada ai cittadini ad ascoltare e parlare. In questo manca il vostro partito che da un 75% di 6 anni fa è sceso a un misero 44,79%. La gente ha voglia di cambiare Vignola e di gente dalla faccia pulita e senza favoritismi di alcun tipo… (ogni riferimento a persone è puramente casuale), inutile dire che già ad Aprile in comune si sapeva che si finiva al ballottaggio quindi inutile sparare percentuali e sondaggi perchè come poi si è+ verificato si smentiscono le statistiche!

    • Andrea Paltrinieri ha detto:

      I miei non erano sondaggi, ma semplicemente delle stime molto grossolane. Pur essendo grossolane non sono risultate molto distanti dalla realtà. La voglia di cambiamento è indubbiamente un segnale forte di queste elezioni, ma non così forte da cambiare per davvero lo schieramento vincente. Come ho cercato di argomentare – ribadisco: argomentare – mi sembra che proprio l’appartenenza alla Lega Nord abbia frenato il risultato elettorale di Graziano Fiorini al ballottaggio – che pure è stato notevole.

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