Vivi Equo! Contribuisci al rilancio!

Da qualche anno è attiva a Vignola (in via Portello 3, vedi su Google Maps) la Bottega d’Oltremare, una bottega di prodotti del commercio equo e solidale (ma anche punto vendita di prodotti della Libera Associazione Genitori – LAG) della Cooperativa Oltremare (vedi). La Bottega è gestita da un gruppo di volontari che in questi giorni sta predisponendo un programma di rilancio: per rimpolpare il gruppo, per accrescere il fatturato, per essere più presenti ed incisivi con iniziative sul territorio. Per mettere a fuoco questo piano di rilancio è convocato un incontro per mercoledì 7 maggio, ore 20.45, presso la sala riunioni della Biblioteca Auris (via San Francesco). Se sei interessato al commercio equo e solidale, se vuoi promuoverlo sul territorio, se vuoi semplicemente aggiungere un surplus di solidarietà ai tuoi acquisti, se hai qualche idea brillante su come diffondere il commercio equo, se te la senti anche di metterci un po’ di tempo per l’apertura della bottega … allora partecipa! Invita e fai partecipare le persone che ritieni interessate. C’è bisogno di costruire una grande rete!! Se vuoi informazioni puoi contattare Umberto Costantini, referente dei volontari (cell. 340-4968729).

Vignetta sul commercio \

Perché il commercio equo e solidale, pur essendo oggi un commercio “di nicchia”, è importante? Siamo oggi più consapevoli che in passato della sempre maggiore interdipendenza dei destini dell’umanità. Il commercio equo e solidale si fonda su questa interdipendenza: l’acquisto di questi prodotti – rigorosamente certificati – in occidente (dunque anche qui a Vignola) produce (sì!) benefici ai produttori nei paesi del “terzo mondo”. Legittimo che qualcuno nutra dubbi sull’efficacia di questa azione. Ma la cosa è oggi documentata in molti modi. Oltre alle testimonianze rintracciabili in rete suggerisco di leggere L.Becchetti, M.Costantino, Il commercio equo e solidale alla prova dei fatti. Dai gusti dei consumatori del Nord all’impatto sui produttori del Sud del mondo, Bruno Mondadori, Milano, 2006, 22 euro (vedi). I risultati? Eccoli: “Oltre 4.000 piccoli gruppi di produttori marginalizzati e centinaia di migliaia di lavoratori in più di 50 paesi in via di sviluppo partecipano alla catena commerciale del commercio equo e solidale. Oltre 5 milioni di persone in Africa, America Latina e Asia beneficiano dei criteri del commercio equo.” (p.150) Insomma: vale la pena. Vivi equo!


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