Test di ammissione all’università. Ancora una volta l’inefficienza delle istituzioni si scarica sui più deboli: gli studenti.

5 settembre 2011

E’ risaputo che l’Italia non è paese per giovani (e neppure per donne; e neppure per vecchi se non autosufficienti). Per chi è giovane oggi tanto la “carriera” scolastica, quanto l’inserimento nel mondo del lavoro si configurano come un percorso ad ostacoli. La scuola non è più da tempo in grado di ridurre le disuguaglianze sociali ereditate dalla famiglia e la sua performance educativa (la capacità di insegnare) è tutt’altro che soddisfacente (come testimoniano i confronti con altri sistemi scolastici effettuati grazie ai test OCSE-PISA: vedi). Il valore stesso dello studio è sempre più messo in discussione sia da una diffusa cultura “edonista” (così la si chiamava all’inizio degli anni ’80), sia dal progressivo accumularsi di “disfunzioni” nel sistema educativo – tanto che proprio in questi giorni Ilvo Diamanti, provocatoriamente, scrive: “cari ragazzi, cari giovani: non studiate! Non nella scuola pubblica, comunque” (vedi). E’ un segno di questo malessere anche la riduzione delle percentuali dei 19enni che si iscrivono all’università (passati dal 56,5% del 2003 al 47,7% del 2009: come ricorda Luca Ricolfi su Panorma del 6 luglio 2011: vedi). A ciò si aggiunge un inserimento lavorativo che per i più è all’insegna della precarietà (ed oggi, in realtà, della disoccupazione!). In questo quadro di tribolazioni, si inserisce anche l’accesso all’università: con i test di ammissione anche la scelta del corso di laurea universitario è divenuta un passaggio impegnativo (in cui giocano un ruolo non trascurabile anche fattori che nulla hanno a che fare con il merito). Ed è proprio da questo elemento, se volete marginale, che vorrei partire per sviluppare qualche considerazione pertinente anche per il livello locale. Anche l’assessore alla scuola del comune di Vignola e dell’Unione Terre di Castelli può ed anzi deve fare qualcosa per cercare di migliorare il funzionamento del sistema scolastico ai “piani alti” (istruzione superiore ed università), pur non avendo competenze dirette in materia. Specie se si vuole dare un contributo per far sì che non vengano caricate sulle spalle delle giovani generazioni anche questi aspetti di non funzionamento del sistema-paese. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


Perché You Tube fa bene alla scuola

24 aprile 2010

Dobbiamo tutti essere riconoscenti a You Tube. Ed ai cellulari con videocamera. Perché è grazie a queste tecnologie che negli ultimi anni abbiamo appreso qualcosa in più sul funzionamento delle istituzioni scolastiche. Basta fare una ricerca su You Tube con termini come “a scuola”, “in classe” o simili e salta fuori materiale di ogni genere: professori che dormono o che urlano, episodi di bullismo o di vandalismo, giochi in classe e scherzi di ogni genere. E’ grazie a queste tecnologie che, per la prima volta, il grande pubblico ha avuto accesso al lato “non ufficiale” dell’esperienza scolastica. Leggi il seguito di questo post »


Povera sQuola! Come far pagare il conto alle giovani generazioni

22 gennaio 2010

La scuola italiana è interessata da tempo da un processo di “impoverimento”. Calano le risorse a disposizione delle istituzioni scolastiche autonome – le singole scuole presenti sul territorio, quelle frequentate dai nostri figli. Oltre a questo è in atto un processo strisciante, nascosto agli occhi dei più, lento, ma progressivo, di disarticolazione organizzativa. Nessuna rivoluzione. Ma una progressiva erosione dei fattori che garantiscono la qualità (che non è legata solo all’ammontare delle risorse, ma certamente anche ai modelli organizzativi, ai sistemi di valutazione, alla qualità degli insegnanti). Eppure, a fronte di un livello acuto di malessere del sistema scolastico italiano, manca un dibattito all’altezza della sfida: rilanciare il sistema dell’educazione innalzandone la performance. Leggi il seguito di questo post »


PISA in Emilia-Romagna!

14 Maggio 2008

Non si tratta di uno “svarione” in geografia! PISA è un acronimo che sta per Programme for International Student Assessment. Si tratta di un programma promosso dall’OCSE per valutare le competenze dei quindicenni in tre ambiti: lettura, matematica, scienza (vedi). Leggi il seguito di questo post »