L’Unione fuori dalla palude: come fare?

25 aprile 2016

La diagnosi è ampiamente condivisa. Diversi sindaci lo pensano. Lo stesso molti degli attuali consiglieri dell’Unione Terre di Castelli. Ex-amministratori concordano. L’Unione Terre di Castelli sta passando un grave momento di difficoltà (vedi). Il peggiore da quando è nata. L’immagine della “palude” – un terreno su cui si avanza, se si avanza, con grande difficoltà – vuole richiamare la difficoltà a prendere decisioni, ad affrontare progetti impegnativi, a mettere in agenda progetti di cui questo territorio avrebbe un grande bisogno (uno su tutti: interventi per lo “sviluppo locale”: vedi) ma di cui neppure percepisce l’urgenza. Circa un anno fa il sindaco di Castelnuovo Carlo Bruzzi chiese un “tagliando” sull’accordo che aveva portato il civico Mauro Smeraldi alla presidenza dell’Unione (vedi). Non se n’è fatto nulla. La vicenda della Polizia Municipale, il tira-e-molla sull’ASP, il PSC perso nelle nebbie, una progettazione culturale e turistica di territorio che non riesce a decollare – sono le manifestazioni di questa fase di stallo. Oggi evidente a tutti. Ed esplosa ulteriormente con il voto sul bilancio di previsione 2016 (vedi). Un’istituzione zoppa, dunque. Che determina di fatto un arretramento di questo territorio – mentre altri territori e soprattutto altre città risultano molto più dinamici. In questa condizione di depressione istituzionale la giunta ha data “rassicurazioni” ai due gruppi consiliari che in futuro ci sarà maggiore coinvolgimento. Il consigliere M5S Filippo Gianaroli, a sua volta, ha proposto un paio di modifiche al Regolamento del consiglio (turni di parola organizzati diversamente; differenza fra interrogazione ed interpellanza). Poi è calato il sipario. Insomma, la montagna ha partorito il topolino! Né le promesse fatte oggi per un futuro lontano, né un ritocco al funzionamento del consiglio dell’Unione sono sufficienti ad attutire il disagio istituzionale. Men che meno a rimettere l’Unione in carreggiata, portandola fuori dall’attuale “palude”. Serve altro. Leggi il seguito di questo post »


L’Unione nella palude

3 aprile 2016

Giovedì 31 marzo il consiglio dell’Unione ha approvato (a maggioranza) il bilancio di previsione 2016. Fatto singolare il gruppo consiliare “Cittadini insieme nell’Unione” è riuscito ad esprimere ben 3 diverse posizioni: 3 contrari (Gianaroli, Spadini, Leonelli), 3 astenuti (Minozzi, Graziosi, Uguzzoni), gli altri a favore (ugualmente a favore tutto il gruppo consiliare “Centrosinistra per le Terre di Castelli“) (vedi). Scollamento … Frammentazione … Ognuno per sé … Tutti eufemismi. Filippo Gianaroli (M5S di Castelvetro) aveva preparato il suo voto contrario con pubbliche dichiarazioni (vedi). Ma se in consiglio regna il caos, ancora più grave è la situazione della giunta. Solo che mentre le sedute del consiglio sono pubbliche, quelle della giunta non lo sono. Ma è un “vantaggio” di poco conto. A testimonianza della “ingovernabilità” parlano le incertezze dei processi decisionali, su molti progetti importanti. Le non-decisioni. L’incapacità di mettere in agenda e poi affrontare produttivamente le sfide ambiziose di un territorio nel periodo della peggiore crisi economica da diversi decenni a questa parte. Due anni per non decidere sulla vicenda ASP. Un tribolato percorso sulla Polizia Municipale (suggellato dall’incapacità di recuperare nella gestione associata il comune di Savignano). Un PSC che non vede minimamente avvicinarsi il momento della conclusione. L’incapacità di elaborare un progetto di marketing territoriale e politiche culturali degne di questo nome (con la vicenda del PoesiaFestival come ciliegina sulla torta). Servirebbe l’abilità del Barone di Münchhausen, quella di tirarsi fuori dalle sabbie mobili tirandosi su per il codino (vedi). Perché non c’è dubbio che questa rischia di rivelarsi la peggiore legislatura da quando l’Unione è stata costituita, nel 2001. O forse quella – per guardarla da un diverso punto di vista – in cui tutti i nodi vengono al pettine. Ed in cui però nessuno sembra in grado di sbrogliare la matassa. Chi non vuole rassegnarsi a questo destino (e confido che nessuno degli attuali amministratori voglia passare alla storia per questo) deve preliminarmente compiere un gesto di onestà intellettuale: riconoscere che … “Houston, abbiamo un problema”. Leggi il seguito di questo post »


L’opposizione nell’ombra a Spilamberto/2. Francesco Lamandini

31 marzo 2016

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Fonti bene informate segnalano che Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto, sta predisponendo un ulteriore attacco all’amministrazione Costantini. Dov’è la novità, chiederà qualcuno. Sembra che in questo caso ad essere preso di mira sarà uno o più assessori dell’attuale giunta. Con l’obiettivo di addivenire ad un rimpasto. A questo mirerebbe Lamandini – improbabile che riesca nell’intento (questa la mia prognosi). Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe commentare. Il PD è un partito-contenitore di diversi clan in lotta permanente l’uno contro l’altro per quello che ritengono essere “il potere”. Sempre meno è un luogo di elaborazione di idee, di produzione di nuove visioni, di confezionamento di progetti per rispondere ai bisogni della società. Eppure questo modo di fare (patologico) merita un commento. Viene spontaneo chiedersi perché un sindaco certo non brillante investa così tante energie per mettere i bastoni tra le ruote al suo successore. Ovviamente non ho la risposta. Ma non per questo rinuncio a porre la domanda. Ed a svolgere qualche considerazione. Leggi il seguito di questo post »


Intorno a noi le fusioni di comuni vanno avanti. E non riguardano solo piccoli comuni

9 febbraio 2016

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A Spilamberto la raccolta di firme contro la “fusione” è già partita prima ancora che potesse iniziare la discussione. Anzi, ancora prima della fine dello studio di fattibilità. E’ evidente che l’intento del clan Bonezzi & soci è altro – l’importante è essere contro l’amministrazione Costantini (vedi). Tutt’intorno però il mondo va avanti. Fusioni incluse. Il prossimo 6 marzo si terrà un referendum sulla fusione di due comuni in provincia di Piacenza. Nel momento in cui scrivo altre 6 fusioni sono in itinere in questa regione (vedi). Ed un certo dinamismo si riscontra anche nel resto del paese. 25 nuovi comuni sono sorti l’1 gennaio 2016 da percorsi di fusione (vedi). Erano stati 7 all’inizio del 2015 (vedi); 24 all’inizio del 2014 (vedi). Un’impennata rispetto alla stagnazione degli anni precedenti. Insomma, dal 2014 qualcosa si è mosso. Segno che amministratori e cittadini, in molte realtà, si sono convinti dei vantaggi di una tale operazione. In larga maggioranza riguardano comuni di piccole dimensioni, ma non solo. Tra i nuovi comuni in via di costituzione c’è anche “Nuova Pescara”, nato dalla fusione del comune di Pescara con due comuni più piccoli, per complessivi 190mila abitanti circa (vedi). Tutto questo per ribadire – ancora una volta – che è saggio cercare di capire quali sono i pro ed i contro della fusione anche per i comuni dell’Unione Terre di Castelli. Solamente questo. E non pare poco visti i figuri che sono in giro (a raccogliere firme). Leggi il seguito di questo post »


Rane bollite e vecchi tromboni. Buoni argomenti per lo studio di fattibilità sulla fusione dei comuni

23 gennaio 2016

Giovedì 14 gennaio, a Spilamberto, un incontro pubblico ha dato voce ai contrari “a prescindere” alla fusione dei comuni (vedi). Al diavolo lo “studio di fattibilità” – sostengono gli organizzatori! Già solo analizzare i pro ed i contro delle diverse ipotesi in campo, tra cui la fusione (da mettere a confronto con l’ipotesi “manutenzione straordinaria” dell’attuale Unione Terre di Castelli), è considerato un atto sacrilego contro il “campanile”. Gli oppositori, inoltre, vorrebbero far credere che l’avvio dello studio di fattibilità porterà ineluttabilmente alla fusione, ma così non è come si capisce prendendo visione del percorso necessario (vedi): prima lo studio di fattibilità, poi (se gli amministratori decideranno di procedere – cosa che non è affatto scontata) delibera in ciascuno dei consigli comunali interessati, poi un referendum “consultivo” (ma con effetti di fatto vincolanti: vedi), quindi una legge regionale. Invece ci sono buone ragioni per prendere sul serio il tema e cercare innanzitutto di capire. Leggi il seguito di questo post »


Beppe Pesci ‘person of the year’ per Time!

27 dicembre 2015

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Confesso che per me è stata una grande sorpresa vedere Beppe Pesci sulla copertina di ‘Time’, come “person of the year 2015”, seppure per l’edizione “Unione Terre di Castelli”! Però a pensarci bene gli analisti di Time hanno buone ragioni a sostegno di questa scelta. Classe 1966, importante avvocato con studio a Bologna, fa parte degli organi della Fondazione di Vignola dal 2009, dapprima come consigliere (2009-2013), quindi, dal 2013, come vicepresidente. Che, nell’era della presidenza Manfredi, significa poi colonna portante dell’ente e, soprattutto, sua mente strategica. Leggi il seguito di questo post »


Accordo in extremis sulla gestione associata della Polizia Municipale

1 novembre 2015

Infine un accordo è stato raggiunto e Vignola, con ogni probabilità, non uscirà dalla gestione associata della Polizia Municipale, come si apprestava a fare (vedi). Un troppo lungo e troppo tortuoso percorso – responsabilità di tutte le amministrazioni coinvolte – ha infine portato ad un accordo. Che questo fosse possibile ed auspicabile, che fosse a portata di mano guardando al merito delle cose e non alle dinamiche relazionali della giunta dell’Unione era chiaro (vedi). Ed infine è stato possibile. Alla proposta di riorganizzazione approvata dalla giunta dell’Unione la settimana scorsa (ma con il voto contrario del sindaco di Vignola) si aggiunge ora un “addendum” tecnico (approvato all’unanimità) che modifica in modo non marginale l’organizzazione della polizia municipale, dando più potere nella gestione degli agenti ai singoli territori. Ed è questa mediazione che consente a Vignola di proseguire nella gestione associata, poiché ora può confidare di far percepire ai cittadini una maggiore presenza degli agenti a tutela del territorio e della sicurezza della città. Questa diventa la sfida (non solo per Vignola, ma per tutta l’Unione – come peraltro scritto nel programma di legislatura: vedi). Ma un troppo lungo e tortuoso processo negoziale ha anche lasciato qualche malumore di troppo anche nella maggioranza civica vignolese. Di questo il sindaco farebbe bene a tenere conto, rinnovando le modalità di confronto di una maggioranza nata da una coalizione tra tre liste di peso elettorale non troppo dissimile. Non c’è bisogno, invece, di tenere in considerazione le critiche che provengono dal PD di Vignola (per bocca del “delegato” Andrea Sirotti) che anche in questa vicenda ha dimostrato la sua irrilevanza (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Il sindaco di Castelnuovo, Carlo Bruzzi, chiede un “tagliando” sulla gestione dell’Unione

17 agosto 2015

Grido d’allarme, appello, invito. Comunque sia le affermazioni di Carlo Bruzzi, sindaco di Castelnuovo, meritano di essere prese sul serio. Se non altro perché fu proprio lui a proporre la candidatura del civico Mauro Smeraldi, appena divenuto sindaco di Vignola, a presidente dell’Unione Terre di Castelli (vedi). Anche a costo di suscitare qualche mal di pancia nel suo partito, il PD. E ora, anche se in modo decisamente irrituale (dalle colonne de Il Resto del Carlino dell’11 agosto scorso: pdf) e con una ricostruzione delle difficoltà del primo anno un po’ di parte, chiede un “tagliando” al patto tra i sindaci dell’Unione di un anno fa. In effetti il bicchiere dell’Unione è a metà: mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda dell’umore e delle aspettative di chi osserva. In ogni caso l’auspicio di Bruzzi è condivisibile: “le potenzialità per cambiare marcia ci sono tutte”. Leggi il seguito di questo post »


Approvato il programma dell’Unione Terre di Castelli per la legislatura 2014-2019

9 febbraio 2015

Il documento con il programma per la legislatura 2014-2019 è stato approvato dal consiglio dell’Unione Terre di Castelli nella seduta del 22 gennaio scorso. L’evento ha una certa importanza non solo perché a guidare l’Unione è stato chiamato il “civico” Mauro Smeraldi (anche sindaco di Vignola) e non solo perché oggi in Unione vige una singolare situazione politica (vedi) in cui tanto la maggioranza PD, quanto la minoranza civica e di centrodestra convergono verso un medesimo programma (come è risultato evidente già dal momento dell’elezione del nuovo presidente: vedi), ma innanzitutto perché è stata evitata la figuraccia di cinque anni fa, quando l’allora presidente Francesco Lamandini si “dimenticò” (sic) di questo passaggio istituzionale. Dovendo poi correre ai ripari (vedi) – e già questo la dice lunga sul grado di considerazione in cui la giunta a guida PD teneva il consiglio. Insomma, pur in un contesto politicamente più difficile è stata ripristinata la corretta prassi istituzionale che prevede che il programma di legislatura sia approvato dal consiglio dell’Unione ad inizio legislatura (entro l’approvazione del primo bilancio di previsione, come recita lo statuto). Detto questo ragioniamo di contenuti. Leggi il seguito di questo post »


Strange days. L’Unione Terre di Castelli nella legislatura 2014-2019

4 settembre 2014

Già l’elezione del “civico” Mauro Smeraldi a presidente dell’Unione Terre di Castelli è stato un fatto nient’affatto scontato e, a suo modo, strano (vedi). A cui ne sono seguiti altri, come, ad esempio, la costituzione di soli due gruppi consiliari. Da un lato il gruppo “centrosinistra per le terre di castelli”, con 17 componenti, di cui 5 sindaci (capogruppo lo spilambertese Marco Villa). Dall’altro il gruppo “cittadini insieme nell’Unione”, con 14 componenti, di cui 3 sindaci (capogruppo il vignolese Mauro Minozzi). Insomma, l’Unione Terre di Castelli cerca un suo originale percorso per riuscire a gestire senza esasperanti conflitti un’accresciuta eterogeneità, sia politica (l’irruzione delle liste civiche al governo prima di Savignano, poi anche di Vignola), sia territoriale (dal 2009 l’Unione è un inedito mix di comuni della fascia pedemontana – il nucleo originario – e di area montana; in prospettiva, inoltre, c’è pure l’ingresso di Montese). Operazione non facile e non priva di incertezze. Ma forse il modo più produttivo per recuperare capacità di fare, evitando di rimanere bloccati dai reciproci poteri di interdizione. Insomma, una versione locale delle “larghe intese”. Leggi il seguito di questo post »