1413, pellegrinaggio al Santo Sepolcro di Nicolò III d’Este

1 maggio 2020

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L’anno 1413 adì 31 di marzo lo illustre signore messer Nicolò da Este si vestì da negro [di nero] con la † rossa nel pecto per andare al Sancto Sepolchro ultra il mare con la predeta compagnia …” segue l’elenco dei nobili e condottieri ferraresi che lo accompagnarono nel pellegrinaggio in Terra Santa. Inizia così il resoconto scritto da Luchino dal Campo, cancelliere del marchese Nicolò III d’Este (1383-1441), pubblicato non molto tempo fa (Luchino dal Campo, Viaggio del marchese Nicolò d’Este al Santo Sepolcro (1413), Leo S.Olschki Editore, Firenze, 2011, p.326, vedi; disponibile qui in pdf). Seppur scritto in un linguaggio quasi notarile è un documento prezioso non solo per gli aspetti materiali del viaggio, ma perché ci consente di conoscere alcuni elementi della cultura della corte di Nicolò III. Leggi il seguito di questo post »


Cappella Contrari: così familiare, così sconosciuta

31 luglio 2016
Manca l'asta del labaro che Cristo regge scendendo nel Limbo. Senza di questo lo stenderdo fluttua nell'aria! (foto del 30 luglio 2016)

Manca l’asta del labaro che Cristo regge scendendo nel Limbo. Senza di questa il drappo con la croce fluttua nell’aria! (foto del 30 luglio 2016)

Per i vignolesi è talmente familiare da risultare assai poco “conosciuta”, pur essendo una tra le più importanti espressioni della pittura tardogotica emiliana. Il riferimento è alla Cappella Contrari (vedi), la cappella fatta edificare da Uguccione Contrari, signore di Vignola (amico e “vassallo” di Nicolò III d’Este), nell’ambito della riedificazione della Rocca nei primi anni del ‘400. Ma se questo succede è anche perché turisti e visitatori non trovano un adeguato “apparato informativo” volto alla sua “fruizione” e conoscenza (speriamo che al più presto la Fondazione di Vignola prenda sul serio il tema). Basti considerare che al bookshop della Rocca si trova in vendita solo il volume da 70 euro edito da Jaca Book, inaccessibile ai più (e che invece un piccolo opuscolo del 2011 – per quanto limitato alle fonti letterarie dell’iconografia – non è messo a disposizione dei visitatori; qui il pdf). Pochi sanno, ad esempio, che il cantiere venne abbandonato lasciando il ciclo pittorico incompiuto (una volta interrotti i lavori per un motivo che non conosciamo, Uguccione non intese comunque riprenderli). Pochi “vedono” le parti mancanti quando guardano gli affreschi. E senza una guida adeguata è molto difficile “leggere” gli affreschi, ovvero intendere il senso di quelle immagini. Leggi il seguito di questo post »


La Cappella Contrari (1425 circa) nella Rocca di Vignola

16 agosto 2014


La Cappella Contrari è un gioiello dell’arte tardogotica dell’Italia settentrionale. Commissionata da Uguccione Contrari, nobile ferrarese, signore del castello e delle terre del contado di Vignola dal 1401, fu affrescata attorno al 1425. Le testimonianze documentali sinora rinvenute, tuttavia, non fanno cenno esplicito né ai frescanti, né alla loro opera. L’esemplare ciclo di affreschi “tardogotici” della Cappella Contrari rappresenta un episodio fondamentale ed originale nella cultura figurativa di ambito estense della prima metà del XV secolo. Leggi il seguito di questo post »


Un banco degli ebrei nella Vignola del quattrocento

14 luglio 2013

Il toponimo Contrada dell’Oro si incontra nei registri dei beni concessi a livello dai feudatari sin dal 1483” – così si legge nel libro su Palazzo Barozzi e la Vignola del XVI secolo curato da Debora Dameri, Achille Lodovisi e Giuseppe Trenti (Il palazzo di Hercole il vecchio. Secolo XVI, Fondazione di Vignola – Centro di documentazione, 2002, p.9, nota 33). Il nome della contrada ricorda cioè la presenza di un banco ebraico, risalente almeno alla seconda metà del ‘400, in quella che oggi è l’attuale Via Barozzi in centro storico a Vignola. Insomma anche Vignola, nel periodo compreso tra il XV e il XVII secolo, ha avuto un banco ebraico dove veniva prestato denaro ad interesse (che per l’epoca era automaticamente usura), come accaduto nei principali borghi medioevali italiani. Il fatto è curioso e merita un po’ di attenzione, visto che ci consente di comprendere meglio la comunità vignolese del passato.

Via J.Barozzi, anticamente detta "via dell'oro" per la presenza del banco degli ebrei, vista da via Portello (foto del 6 aprile 2013)

L’imbocco di via J.Barozzi, anticamente detta “via dell’oro” per la presenza del banco degli ebrei, visto da via Portello (foto del 6 aprile 2013)

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La Rocca di Vignola e la città. Qualche riflessione a partire dal restauro degli affreschi della Sala delle Colombe

23 settembre 2012

Uno degli esempi più importanti in Italia di pittura civile, ovvero a decoro di un edificio non religioso, della prima metà del ‘400 si trova a Vignola. Nella Rocca. Un ciclo straordinario di affreschi voluto da Uguccione Contrari (1379-1448) (vedi), amico, feudatario e ministro di Nicolò III d’Este (1383-1441) (vedi), marchese di Ferrara. Dopo aver ottenuto le terre di Vignola il 25 gennaio 1401 (che allora divennero contea), Uguccione trasformò la Rocca in una signorile dimora, facendo affrescare le pareti interne (piano terra e primo piano) ed anche le pareti esterne. Un lavoro realizzato entro il terzo decennio del Quattrocento e che ci consegna oggi la possibilità di ammirare questo grande ciclo di affreschi tardogotici. La Fondazione di Vignola sta procedendo ad un’opera di progressivo restauro che, dopo aver riguardato l’antica cappella al primo piano (nel 2005, vedi, sotto la presidenza di Giorgio Cariani), poi il loggiato d’ingresso (nel 2011, vedi), ha interessato oggi la Sala delle Colombe, riportata all’antico splendore (vedi). Una visita è d’obbligo. Leggi il seguito di questo post »