Economia ed occupazione in sofferenza. Ma la politica locale fa fatica a mettere a fuoco il problema

11 luglio 2016

Negli anni della crisi sono spariti milioni di posti di lavoro, posti che siamo lungi dal recuperare al ritmo attuale nonostante gli indubbi segnali di ripresa, e comunque non nelle stesse imprese e neppure negli stessi settori in cui sono stati persi. (…) In particolare, si continuano a perdere imprese, e posti di lavoro, nei settori primario e secondario, solo parzialmente compensati dalla espansione del terziario” – sono parole di Chiara Saraceno, sociologa, a commento del rapporto annuale Inps 2016 (vedi). Leggi il seguito di questo post »

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La Fondazione di Vignola per lo sviluppo locale. Grandi speranze o grandi illusioni?

13 dicembre 2015

Con onestà intellettuale il vicepresidente della Fondazione di Vignola, Giuseppe Pesci, ha manifestato l’insoddisfazione per le realizzazioni del “programma” sviluppo locale, uno dei quattro “settori rilevanti” in cui opera la Fondazione (e che è stato aggiunto ai tre “tradizionali” nel 2013, all’inizio di questo mandato: vedi). Così durante l’incontro “La Fondazione aggiorna” che si è tenuto alla Rocca mercoledì 9 dicembre ore 20.30 (vedi). La slide dedicata alla “sviluppo locale” presenta infatti soprattutto delle criticità: “i bandi e l’esito insoddisfacente”, “Le iniziative della Fondazione e le difficoltà di interlocuzione”. Unica nota positiva, così pare, “la collaborazione con Democenter-Sipe” (manifestatasi anche in data odierna con l’inaugurazione della nuova sede dell’incubatore di imprese Knowbel: vedi). E’ difficile sfuggire all’idea del fallimento di questo programma d’azione stando a quanto visto in questi due anni. Ma non si deve – è bene dirlo con grande chiarezza – prendersela con “un destino cinico e baro”, quanto piuttosto con l’inadeguatezza della Fondazione stessa nel progettare ed implementare l’intervento. E’ bastato guardare ai primi passi per rendersene conto (vedi). Oggi la stessa Fondazione riconosce l’esito insoddisfacente dei primi due anni anche se sembra essere ben lungi dall’aver individuato il modo per evitare in futuro i fallimenti del recente passato. Le idee al proposito espresse nell’incontro del 9 dicembre lasciano preoccupati: sono infatti “poche e ben confuse”. Che fare dunque? Leggi il seguito di questo post »


Fondazione di Vignola: il bluff dello sviluppo locale

16 luglio 2015

Chi come me aveva accolto con favore la decisione della Fondazione di Vignola di “investire” sullo sviluppo locale non può che rimanere profondamente deluso dalla prima annualità del nuovo programma. Già era evidente che la scarsa dotazione di risorse riservata a questo programma di attività (dal 2014 per la prima volta inserito tra i “settori rilevanti”: vedi) non avrebbe consentito di incidere significativamente sulla realtà locale, rendendo velleitario qualsiasi tentativo di orientare la traiettoria dello sviluppo locale. Adesso è chiaro che al problema “quantitativo” se ne aggiunge uno “qualitativo”: manca innanzitutto una visione sullo sviluppo locale mirata sulla realtà del territorio e, secondariamente, si è rinunciato ad attrezzare la Fondazione per consentirle di giocare un ruolo di guida (anziché di semplice dispensatore di fondi). Con i 150.000 euro disponibili nel 2014 per il programma “sviluppo locale” si sono dunque finanziati interventi che sarebbero stati comunque finanziati anche in passato (magari rubricandoli sotto altro titolo). L’unica novità, per così dire, è un finanziamento di 55mila euro per un incerto progetto di marketing territoriale all’associazione Eidos che da tempo collabora con la Fondazione di Vignola. Leggi il seguito di questo post »


Amministrare Vignola ai tempi della grande stagnazione

8 settembre 2014

In agosto l’Istat ha certificato che l’Italia è di nuovo in recessione: -0,2% è la “crescita” del PIL nel secondo trimestre 2014 (vedi). La notizia conferma ciò che da tempo sappiamo: la crisi economica è da noi più dura e più lunga (vedi). Aggrava, in realtà, una situazione già compromessa, come testimoniata da più di un decennio di “crescita zero”. Rispetto alla fine del 2007 abbiamo perso 9 punti di PIL. Oggi ci attestiamo allo stesso livello del 2000. Impressionante è il confronto con gli USA. Impressionante anche l’andamento altalenante degli ultimi anni, con “riprese” subito seguite da “ricadute” (“a triple-dip recession is quite unusual” – così il commentatore del NYT: vedi). Ancora più preoccupante è il quadro relativo all’occupazione: anche arrivasse un po’ di “crescita” ci vorranno anni per tornare ai volumi di occupazione pre-crisi (se mai ci torneremo) (cfr. Davide Antonioli e Paolo Pini, “La crisi del lavoro”, Il Mulino, n.3, 2014, pp.474-483; qui gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione: vedi). In questa situazione l’attenzione è tutta puntata sulle decisioni del governo, a cui spetta indubbiamente la responsabilità maggiore. Ma gli enti locali? Possono fare qualcosa? Cosa significa amministrare ai tempi della grande stagnazione? Leggi il seguito di questo post »


Aceto balsamico di Modena: riflessioni sull’IGP, di Francesco Galli

27 luglio 2009

Con ogni probabilità si tratta del prodotto “tipico” modenese più conosciuto a livello internazionale: l’aceto balsamico. Prossimamente entreranno in vigore le norme legate all’ottenimento dell’IGP (vedi). E’ dunque importante cogliere questa occasione per ragionare di sviluppo locale, produzioni tipiche ed “economia dell’esperienza”, secondo la formula di Pier Luigi Sacco. Lo facciamo con questo post di Francesco Galli, già assessore all’ambiente ed all’agricoltura del Comune di Vignola.

Lo scorso mese di giugno, il Comitato permanente per le Indicazioni geografiche e le denominazioni di origine protetta della Commissione Europea ha concesso la denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) all’aceto balsamico di Modena, al termine di un percorso avviato quindici anni fa (la prima richiesta per l’IGP è infatti del 1994). Con questa tutela, in pratica, si certifica che anche l’aceto balsamico industriale potrà essere prodotto solo in Emilia-Romagna e nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione. Leggi il seguito di questo post »


Memoria del territorio nel “piano delle strategie” del 1994

29 luglio 2008

Data al 1994 il primo “piano delle strategie” relativo al territorio di Vignola. Come simboleggia la nottola di Minerva di hegeliana memoria è nel momento in cui si chiude un ciclo economico e sociale per la città che si acquista consapevolezza di ciò che (prima) si aveva e che (ora) si è perso (leggi: la produzione e, soprattutto, il commercio della frutta). Quel passaggio critico si coglie con chiarezza leggendo il documento redatto da Eco&Eco, La popolazione e le attività produttive dell’area. Storia, caratteri e scelte, febbraio 1994 (un documento preliminare al Piano Regolatore Generale in forma associata dei Comuni di Vignola, Savignano e Marano – PRG che poi il Comune di Vignola ha adottato nel 1998). E’ una lettura istruttiva, sia perché fornisce “memoria” ai cittadini di questo territorio, specie su una scelta decisiva (il rifiuto, negli anni ’60 e ’70 di ciò che allora era visto come un valore: l’industrializzazione, ovvero – nella sua manifestazione concreta – l’insediamento delle ceramiche che, in effetti, si sono fermate a Castelvetro e non hanno intaccato il territorio vignolese), sia perché costituisce il primo esercizio di pianificazione “strategica”, ovvero la prima esperienza di un’amministrazione che con strumenti nuovi pensa al futuro del territorio vignolese ed alle possibili opzioni in campo. Leggi il seguito di questo post »


Una mission per questo territorio: Il Parco europeo dell’ospitalità?

8 luglio 2008

Il 15 marzo 2006 l’Unione Terre di Castelli ha adottato (delibera n.20/2006) il Piano delle strategie. Metodologia per lo sviluppo sostenibile in area vasta, redatto da Massimo Casolari di Studio Agoraa (RE). Esso traccia le linee guida di un modello di sviluppo sostenibile locale per il nostro territorio per i prossimi 15-20 anni (vedi il documento in formato pdf, 2,8MB) ed è un documento preliminare al Piano Strutturale interComunale (PSC) oggi in corso di elaborazione. E’ dunque importante conoscerlo e valutarlo anche criticamente, recuperando un’azione di diffusione e discussione (come si deve) a livello locale. Il testo che segue vuole essere una presentazione sintetica del Piano, con un primissimo accenno di “analisi critica”. Leggi il seguito di questo post »