Nel Duecento la contesa tra Modena e Nonantola porta alla costruzione di due chiese contrapposte a Spilamberto. Una conferenza di Matteo Al Kalak

13 marzo 2017

Al Kalak

Spilamberto, un castello per due vescovi. La chiesa di San Giovanni e la chiesa di Sant’Adriano nella contesa tra Modena e Nonantola: nuovi documenti d’archivio – è questo il titolo della conferenza che Matteo Al Kalak, ricercatore e docente a contratto all’Università di Modena e Reggio Emilia (vedi), terrà mercoledì 15 marzo, ore 20.30, alla Spazio eventi L.Famigli di Spilamberto. L’iniziativa è promossa dall’associazione Archivivi e vuole dare evidenza all’importanza dei documenti d’archivio per la conoscenza della storia locale. A Spilamberto la chiesa di San Giovanni Battista e la chiesa di Sant’Adriano quasi si fronteggiano, collocate sulla medesima via a pochi metri l’una dall’altra. Si tratta di una collocazione singolare a cui non prestiamo più attenzione assuefatti dalla familiarità di questa conformazione. Eppure questa peculiare collocazione testimonia di un intento di presidio del territorio tra due fazioni in lotta. Da un lato Modena, dall’altro Nonantola (appoggiata a Bologna). Nuovi documenti d’archivio gettano nuova luce su quelle vicende – è di questo che parlerà Matteo Al Kalak nell’incontro spilambertese. Leggi il seguito di questo post »

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L’opposizione nell’ombra a Spilamberto/2. Francesco Lamandini

31 marzo 2016

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Fonti bene informate segnalano che Francesco Lamandini, ex-sindaco di Spilamberto, sta predisponendo un ulteriore attacco all’amministrazione Costantini. Dov’è la novità, chiederà qualcuno. Sembra che in questo caso ad essere preso di mira sarà uno o più assessori dell’attuale giunta. Con l’obiettivo di addivenire ad un rimpasto. A questo mirerebbe Lamandini – improbabile che riesca nell’intento (questa la mia prognosi). Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe commentare. Il PD è un partito-contenitore di diversi clan in lotta permanente l’uno contro l’altro per quello che ritengono essere “il potere”. Sempre meno è un luogo di elaborazione di idee, di produzione di nuove visioni, di confezionamento di progetti per rispondere ai bisogni della società. Eppure questo modo di fare (patologico) merita un commento. Viene spontaneo chiedersi perché un sindaco certo non brillante investa così tante energie per mettere i bastoni tra le ruote al suo successore. Ovviamente non ho la risposta. Ma non per questo rinuncio a porre la domanda. Ed a svolgere qualche considerazione. Leggi il seguito di questo post »


Art Bonus per la Rocca Rangoni a Spilamberto

26 aprile 2015

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Non sono molti i comuni che stanno cercando di mettere a frutto le agevolazioni fiscali per le donazioni alla cultura (il cosiddetto “Art-Bonus”) per promuovere progetti di raccolta fondi finalizzati a finanziare “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici” di loro proprietà. Nei giorni scorsi a Bologna ha preso il via un’iniziativa di raccolta fondi (800mila euro è l’obiettivo) per il restauro della fontana del Nettuno realizzata da Jean Boulogne alla metà del XVI secolo (vedi). L’amministrazione comunale ha annunciato uno stanziamento di 200mila euro, ma la restante parte è affidata al sentimento civico dei cittadini bolognesi ed alla loro capacità economica. Il Resto del Carlino si è prontamente mobilitato (pdf), raccogliendo sin da subito una buona adesione (tra cui una donazione di 20.000 euro dell’ex-imprenditore Marino Golinelli: pdf). Qualche mese prima un ambizioso progetto di fundraising era stato avviato dal comune di Spilamberto (vedi) con l’obiettivo di raccogliere 200mila euro per il restauro della facciata della Rocca Rangoni, dal 2005 di proprietà dell’amministrazione comunale. In assenza del propellente garantito da un quotidiano locale il progetto spilambertese stenta però a decollare. E’ invece un progetto di grande interesse e sarebbe interesse di tutti (anche dei vignolesi) vederlo coronato da successo. Ecco dunque qualche suggerimento. Leggi il seguito di questo post »


La Sipe oggi. Le foto del disastro

3 luglio 2011

Dopo che si è interrotto il percorso per realizzare un pezzo del tecnopolo modenese nell’area delle Sipe basse è iniziato un rapido processo di degrado degli edifici dedicati alla preparazione degli esplosivi (SIPE sta infatti per Società Italiana Prodotti Esplodenti). Tetti sfondati, porte e infissi divelti, pareti corrose dalle infiltrazioni dell’acqua piovana. Tutto questo all’interno di un’area che attende ancora di essere bonificata. Pubblico qui immagini che ho ricevuto e che sono state scattate il 16 giugno scorso. Immagini che fanno pensare che tutto sia già andato in malora e che il “recupero” sia davvero una mission impossible.

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SIPE Spilamberto (giugno 2011), posted with vodpod