ASP Gasparini: arte versus management?

12 aprile 2016

E’ la prima volta in Italia che si fa una cosa del genere, che per noi è parte del disegno organico di apertura alla città legato anche alla nuova sede progettata dall’architetto Paolo Portoghesi” – è quanto afferma, con una punta d’orgoglio, Marco Franchini, presidente dell’ASP G.Gasparini di Vignola (così sulla Gazzetta di Modena di oggi, 12 aprile 2016: pdf). Il riferimento è all’iniziativa “Theoria degli affetti: abitare le conseguenze”: l’artista Isabella Bordoni (vedi) vivrà per due settimane (giorno e notte) dentro alla casa residenza per anziani di via Resistenza a Vignola con l’obiettivo di realizzare un servizio fotografico da tradurre in mostra a beneficio della città (più installazione audio itinerante ecc.). Non c’è aspetto della vita quotidiana che non possa essere trasformato in arte o performance artistica – lo sappiamo da tempo. Ma mentre mi è chiaro che l’arte contemporanea vive (anche) di questo, confesso anche che mi aspetterei da parte dei vertici dell’ASP impegni meno artistici e invece più legati al management dei servizi ed al miglioramento della qualità della vita degli utenti. Insomma, mentre è chiaramente percepibile un meritorio intento di “relazione” tra l’ente e la città (“Lo scopo è che Vignola si metta in ascolto”, afferma Marco Franchini), non è ugualmente percepibile il lavoro, ugualmente “creativo” (ma poi da trasformare in routines), per migliorare la performance dell’ente e la qualità dei servizi che esso eroga. Leggi il seguito di questo post »


Un treno accessibile per i disabili: l’assessore regionale Peri se ne lava le mani

7 gennaio 2013

Confesso che non so darmi una spiegazione. Con la messa in funzione dei nuovi ATR220 si ha finalmente in circolazione sulla ferrovia Vignola-Bologna materiale rotabile pienamente accessibile ai disabili. Inoltre nei prossimi mesi, diciamo verso metà anno (vedi), si prevede la messa in funzione dei nuovi treni elettrici Flirt Stadler, anch’essi pienamente accessibili. Sono eventi programmati da tempo, anche se giungono con notevole ritardo rispetto alla tabella di marcia prestabilita (e sbandierata sulla stampa locale). Eppure ancora oggi la ferrovia Vignola-Bologna non è pienamente accessibile ai disabili, a chi è costretto a muoversi in carrozzina. E questo a causa di tre stazioni: Bazzano, Crespellano, Casalecchio Palasport. Le altre 15 stazioni sono sostanzialmente a posto (lo certifica anche l’Audit civico realizzato dall’associazione degli utenti In prima classe per Bologna-Vignola: vedi). Eppure questa situazione si trascina da anni. Ebbene, invece di prendere un impegno forte a percorrere speditamente “l’ultimo miglio” dell’accessibilità del servizio, l’assessore regionale alla mobilità Alfredo Peri fa spallucce. Così risulta dalla risposta ad un’interrogazione della consigliera regionale dell’UDC, Silvia Noè. Possiamo dedicargli  “Colpa d’Alfredo”, la bella canzone di Vasco Rossi? Leggi il seguito di questo post »


Si tagliano i servizi per i disabili. La protesta degli operatori e dei genitori

10 aprile 2011

Sabato 9 aprile, nel pomeriggio, a Vignola, si è tenuto un piccolo presidio in difesa dei servizi per disabili dell’Unione Terre di Castelli. Si tratta in primo luogo di tre centri socioriabilitativi, una sorta di “centri diurni” dedicati all’assistenza di persone disabili: i Portici (Vignola), i Tigli (Savignano s.P.), le Querce (Castelnuovo Rangone). Bandiere delle organizzazioni sindacali (CGIL e CISL), cartelloni e un po’ di folklore (musica, canzoni …) per richiamare l’attenzione dei cittadini, affacendati nel gustarsi la festa dei ciliegi in fiore.

Operatori, genitori degli utenti, sindacalisti protestano contro il taglio ai servizi per disabili dell’Unione Terre di Castelli (foto del 9 aprile 2011)

Il tema merita indubbiamente più attenzione di quanto la stampa e la politica locale abbia dedicato ad esso. La posta in gioco, infatti, riguarda la qualità dei servizi per i disabili – un pezzo importante del nostro welfare locale. Una qualità sin qui elevata e che ora, seguendo pedissequamente le norme regionali per l’accreditamento, si vorrebbe ridimensionare. Conseguendo, in tal modo, una riduzione della spesa. La posta in gioco riguarda il modo in cui intendiamo i diritti delle persone più fragili. Riguarda, in altri termini, il modo in cui ci definiamo come comunità – quali valori mettiamo al primo posto. Cerchiamo di capire cosa succede. Leggi il seguito di questo post »