PSC: come usare le previsioni demografiche (fallaci) per dire che servono ancora 7.300 case!

23 gennaio 2013

Lunedì sera (21 gennaio) a Mulino di Savignano si è tenuto il primo dei 5 incontri pubblici di presentazione del PSC dei 5 comuni dell’originaria Unione Terre di Castelli. Chi, tra i partecipanti, ha un minimo di esperienza di queste cose ha subito capito che questo “percorso partecipativo” (sic) non produrrà nulla di significativo, nonostante la voglia di molti cittadini di contare qualcosa. Ha capito anche che il PSC stesso si sta risolvendo in un’operazione di bassa qualità. Il mix di progettisti svogliati (è da più di sei anni che ci lavorano!) ed amministratori incompetenti, oltre a “facilitatori” che rinunciano ad organizzare una “partecipazione vera”, ha generato un prodotto di bassa qualità. Come è risultato visibile sin dal primo incontro, in cui si è cercato di utilizzare “proiezione demografiche” non disinteressate per legittimare la costruzione di ulteriori case (7.295 unità abitative, per la precisione). Da qui al 2025. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


La funzione ideologica del PSC. Come il piano cerca di legittimare l’esigenza di costruire ancora case

17 giugno 2011

Il vecchio PRG, quello del 1998, doveva semplicemente servire a delineare meglio i contorni della città in alcune aree frastagliate. Era cioè, secondo i politici dell’epoca, un piano “di contenimento”. Abbiamo visto com’è andata a finire: +4.000 residenti in dieci anni (pari ad un incremento del 20% circa sulla popolazione del 2000). Sempre quel PRG prospettava, come idea-guida centrale, la “città sul fiume” (tra Vignola e Savignano): per fortuna non se n’è fatto nulla perché il risultato, certo non voluto, ma altamente probabile (visto com’è andata da altre parti sul territorio), sarebbe stata una cementificazione delle sponde. Il Piano delle strategie del 2006 aveva l’obiettivo di realizzare a Vignola e dintorni nientepopodimeno che il “parco europeo dell’ospitalità” (vedi), ma poi succede che non si riesce a sgomberare il Percorso Natura lungo il fiume Panaro da un paio di km di squallide baracche, peraltro in genere abbandonate (vedi)! Oggi il Documento Preliminare in corso di elaborazione propone il “boulevard” Spilamberto-Vignola-Formica, altra trovata degna dell’almanacco delle gran sparate. Chi frequenta da tempo gli esercizi di pianificazione sa che ogni “documento di piano” è accompagnato da una abbondante razione di retorica. Fare esercizi di “immaginazione”, pensare ad “altri mondi” è indubbiamente un esercizio imprescindibile. Peccato che quando si tratti di urbanistica succede in genere che le cose belle non si realizzano e l’unica cosa che avanza sia il cemento, il costruito. Infarcire dunque i documenti di pianificazione territoriale di richiami alla qualificazione, alla sostenibilità, all’ambiente, alla qualità della vita, ecc. diventa un espediente per distogliere l’attenzione dai processi reali. Significa caricare questa retorica di una funzione ideologica: distrarre il cittadino dal fatto che, anche per via dello squilibrio tra le finalità enunciate ed i mezzi di cui dispongono le amministrazioni (e considero tra questi anche le “capacità” degli amministratori), alla fine ciò che un “piano urbanistico” è chiamato a fare è comunque quello di consentire di costruire ancora un po’. Insomma, tutta questa bella “narrazione” in cui si prova a vendere un futuro migliore per tutti gli abitanti di un territorio serve per “coprire” la richiesta di ulteriore consumo di territorio. Di ulteriore edificato. Di ulteriore cemento. Ecco, vorrei dirlo subito in modo chiaro (e poi provare ad argomentarlo), ho l’impressione che anche il nuovo PSC punti a questo: a legittimare una ulteriore ondata di edificazioni (un po’ meno rispetto al precedente, ma ancora tanto). In fondo – e così la pensano molti amministratori – a cosa serve un “piano” se non lascia costruire ancora un po’? Vediamo. Leggi il seguito di questo post »


PSC. Analisi demografica (e scelta politica di fondo n.1)

11 agosto 2008

Il quadro conoscitivo del Piano Strutturale interComunale (PSC) dell’Unione Terre di Castelli è composto da diverse relazioni. Il documento QC01 (Relazione socioeconomica), datato giugno 2008, è stato redatto da Nomisma. In questo post si presenta una sintesi della parte relativa alla componente demografica. Il testo completo della sezione su demografia ed edilizia è disponibile qui (vedi). La seconda sezione riguarda il sistema produttivo locale e sarà oggetto di un apposito post.

Che cosa ci dice il quadro conoscitivo del PSC relativamente alla demografia (situazione attuale e previsioni future)? Non molto di nuovo rispetto a quanto sappiamo già. Ma è comunque utile, specie se letto criticamente, per individuare i nodi che la discussione politica dovrà affrontare. Leggi il seguito di questo post »