Politica Pop (anche a sinistra)

7 marzo 2010

Preciso subito che il “Pop” del titolo non sta per popular, come in Popular Music (ovvero Pop Music). Sta invece per populist. Dunque “Politica Pop” come “Politica Populista”. Non dunque la politica che, grazie ai media e soprattutto alla televisione, si racconta come se fosse un genere di spettacolo, di intrattenimento (vedi). Ma piuttosto una politica che rinuncia alla responsabilità di rappresentare la complessità del governo e dell’amministrazione ed invece sceglie forma e contenuto del proprio messaggio con l’intento di entrare in sintonia diretta con il “sentimento” popolare, rinunciando alla funzione di guida propria delle élites. E che giunge addirittura ad usare la retorica dell’antipolitica, cercando di conquistare il consenso degli strati popolari (dopo che le antiche appartenenze di classe sono svaporate). La politica rinuncia alla trasparenza (al chiamare i problemi per nome) e si presenta essenzialmente come propaganda. Rinuncia al coraggio, evitando la sfida di convincere i propri cittadini per portarli su idee più “avanzate”. Invece si adatta semplicemente alle loro posizioni ed in tal modo rinuncia ad assumersi le proprie responsabilità. Realizza così un vero e proprio “cortocircuito”: ti dico ciò che vuoi sentirti dire. Anche se la realtà è diversa. Utilizzo delle risorse istituzionali ed accesso privilegiato ai mass media fanno il resto. Leggi il seguito di questo post »