Partecipazione alla definizione degli indirizzi della Fondazione di Vignola? Un dibattito del 2005

5 gennaio 2016

Una delle rare occasioni (o forse l’unica) in cui considerazioni critiche ed inviti ad una correzione di rotta, indirizzati alla Fondazione di Vignola, sono stati formulati a mezzo stampa è stata nella primavera del 2005, alla vigilia di un rinnovo dei vertici. Essendo uno degli intervenuti (in qualità di capogruppo DS) ho rinvenuto le carte di quel “dibattito” in uno dei faldoni di cui è composto il mio archivio, in uno dei frequenti momenti di riordino. “Dibattito” decisamente monco, visto che allora non vi fu una presa di posizione degli organi della Fondazione. Ma ancora interessante a più di dieci anni di distanza, visto che alcune delle sollecitazioni di allora attendono ancora di essere raccolte. All’origine vi fu una presa di posizione di Ivano Baldini, vignolese, presidente dell’associazione di volontariato “Per non sentirsi soli” (nonché vicepresidente della Consulta del volontariato cittadina). Baldini lamentava allora la marginalità del settore sociale in termini di erogazioni (solo il 12,39% delle erogazioni del 2003). Ma la sua presa di posizione fu l’occasione per alcuni successivi interventi – uno dei quali con considerazioni ancora attuali sui meccanismi di governance. In previsione di qualche prossima considerazione sulle recenti modifiche statutarie vale la pena ricordare quel momento. Leggi il seguito di questo post »


Un sasso nello stagno della campagna elettorale/2. Tre provocazioni sulla cultura

1 aprile 2014

Certo, se dicessi che vorrei sull’Unione Terre di Castelli un museo del rango del MART di Rovereto, città trentina di 38mila abitanti, mi fareste una pernacchia. Parliamo in effetti del più grande museo di arte contemporanea costruito in Italia in tutto il Novecento, ospitato in una struttura progettata dall’architetto ticinese Mario Botta (vedi). E che nel 2012, anno “disastroso”, ha avuto comunque circa 150mila visitatori (vedi). Da noi il museo o comunque il “luogo della cultura” che ha avuto più visitatori è il Parco archeologico della Terramare di Montale (13.629 visitatori nel 2012). 9.821 ne ha avuti il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto. Va un po’ meglio la Rocca di Vignola, visto che oscilla tra i 27 ed i 28mila visitatori all’anno (ma forse nel conto sono inseriti anche i numerosi partecipanti agli eventi). Forse però questo territorio è in grado di fare meglio – se solo fosse in grado di unire le forze e di impegnarsi in un vero processo di pianificazione “strategica” dei luoghi e degli eventi culturali. Sino ad ora questa capacità è completamente mancata (nonostante inviti che vanno indietro nel tempo al 2006: vedi). Magari le nuove amministrazioni sapranno fare meglio? Leggi il seguito di questo post »


Villa Trenti: fermare tutto e ripensare il progetto

16 giugno 2013

E’ stata stipulata una convenzione col comune di Vignola, che prevede la realizzazione a carico della Fondazione di Vignola del progetto esecutivo di restauro integrale dell’edificio, onde adibirlo a sede degli archivi storici del comune, dell’Ospedale di Vignola e della Cassa di Risparmio, nonché delle collezioni librarie antiche del comune e della Fondazione. Una volta condiviso il progetto la Fondazione di Vignola procederà ai lavori di restauro, mentre il comune garantirà la gestione del bene e del suo contenuto, con le modalità già collaudate per la Biblioteca Auris“. Così si legge nel Bilancio di Missione 2009-2012 della Fondazione di Vignola (a pag. 52). La spesa complessiva deliberata è di circa 2 milioni di euro. Nel quadriennio 2009-2012 la Fondazione ha già accantonato per il progetto 452.250 euro. Ma siamo sicuri che questo sia il progetto giusto per Villa Trenti? E’ lecito dubitarne. Vediamo dunque perché sarebbe saggio fermare tutto e ripensare la destinazione della villa. Leggi il seguito di questo post »


Politiche per la cultura a Vignola e nell’Unione Terre di Castelli

30 novembre 2008

Il Forum Cultura e Sapere del PD di Modena, coordinato da Roberto Franchini, ha elaborato un documento su scuola, università e cultura. Il documento sarà presentato pubblicamente nei prossimi giorni. La parte relativa alle politiche culturali, intitolata “Senza cultura non c’è futuro”, elabora una prima visione delle politiche culturali del PD modenese – visione la cui realizzazione sarà affidata alle amministrazioni comunali e provinciale dopo le elezioni amministrative del 2009 (si tratta di una bozza, di un materiale di lavoro, comunque ecco il pdf). E’ interessante metterlo a confronto con un documento sviluppato a livello locale, redatto da chi scrive assieme a Giancarlo Gasparini a fine luglio 2006. Il documento fu oggetto di una discussione della segreteria DS (il 25 agosto 2006) – discussione non molto entusiasmante, condotta da alcuni all’insegna del “va già tutto bene, non c’è nulla di più da fare”. Ora come allora sono convinto che così non è. Sono convinto, soprattutto, che l’Unione Terre di Castelli non abbia ancora giocato appieno un suo ruolo in questo settore. La proposta più innovativa era quella dei Piani di Zona per la Cultura, ovvero un percorso di pianificazione partecipata delle politiche culturali (sull’esempio del Comune di Trento; vedi). Ecco quel documento, tuttora attuale e dunque ancora utile in vista del prossimo Forum tematico sulla scuola (e la cultura) che si terrà a Vignola l’11 dicembre prossimo (vedi). Leggi il seguito di questo post »