Mercato del lavoro locale 2012: cosa succede?

29 ottobre 2012

I dati sul PIL evidenziano un calo nella prima parte del 2012 (-2,6% il “tendenziale” nel secondo trimestre 2012: si vedano i dati Istat). Segue a ruota la contrazione del mercato del lavoro, sia in ambito nazionale che locale. Il tasso di disoccupazione totale è al 10,7% (era l’8,4% un anno prima, nell’agosto 2011). Il numero totale degli occupati è invece in calo (22,9 milioni ad agosto 2012, contro 23,0 di un anno prima). Un evidente peggioramento del mercato del lavoro si registra anche da noi, in provincia di Modena (specie in edilizia e ceramica) e nel distretto di Vignola. Questo, almeno, è il quadro che restituiscono i dati elaborati dai centri per l’impiego della Provincia di Modena (vedi). Aumentano i “disponibili al lavoro” (coloro che cercano occupazione tramite i centri per l’impiego). Ed aumentano anche gli “iscritti in lista di mobilità”. Plausibilmente la realtà del mercato del lavoro è tuttavia ancora peggiore. Sappiamo, ad esempio, da indagini nazionali che particolarmente colpiti sono i più giovani: i primi ad essere espulsi, anche perché impiegati con contratti “precari” (vedi). Eppure, a fronte di questa situazione manca un’azione forte degli enti locali (come già rilevato: vedi). Leggi il seguito di questo post »


Chi paga la crisi economica in questo territorio? In primo luogo i giovani

6 aprile 2011

Su La Stampa del 2 aprile Luca Ricolfi ribadisce una verità scomoda, ma oramai assodata: la crisi economica colpisce di più il mercato del lavoro degli italiani che degli stranieri. Anche gli ultimi dati Istat confermano questa tesi.  Anche a Vignola i dati dell’anagrafe fanno pensare che l’occupazione degli stranieri è meno colpita dalla crisi economica di quella degli italiani (vedi). E’ anche questo un indicatore del fatto che il nostro sistema economico perde capacità di produrre posti di lavoro a maggiore qualificazione. Ieri a Bologna l’Istituto Gramsci dell’Emilia-Romagna ha tenuto il primo di una serie di seminari, dedicato a “Essere poveri a Bologna” (vedi). Interessante soprattutto l’analisi sui redditi dei bolognesi condotta da Gianluigi Bovini, capo dipartimento programmazione del Comune di Bologna. Evidenzia che nel passaggio dal 2007 al 2008 il reddito dei bolognesi è calato, in termini reali, di circa il 2% e che negli ultimi anni è cresciuta la parte di reddito delle persone anziane, mentre è calata la quota di reddito delle persone più giovani. La crisi economica, insomma, redistribuisce la “ricchezza” in un modo che penalizza i giovani. E, nella crisi, perdiamo la capacità di produrre “buona occupazione”, quella ad alta qualificazione. La capacità di monitorare questi processi è fondamentale per impostare politiche locali che, pur in una situazione di ristrettezza finanziaria, provino a promuovere un “nuovo” sviluppo economico, creando opportunità per le nuove generazioni a cui la società italiana (e la politica) sta presentando il conto. Non è paese per giovani, intitolano in diversi. Purtroppo hanno ragione. Leggi il seguito di questo post »