Menù vegano nelle scuole. Come l’Unione ha perso la bussola

9 aprile 2017

La vicenda andrebbe iscritta d’ufficio nell’annuario del folklore della politica locale. Non meriterebbe dunque grande attenzione. Mi riferisco al dietro-front dell’Unione Terre di Castelli, per voce del presidente Emilia Muratori (nonché sindaco di Marano), in merito all’inserimento nel menù scolastico (scuole dell’infanzia e primaria) di una giornata a settimana con menù vegano (detto altrimenti: completamente privo di proteine animali). Non è la questione della lotta sulla dieta che qui preme enfatizzare (pur trattandosi di tema serissimo). Ma invece la leggerezza – per usare un eufemismo – dei processi decisionali dell’Unione Terre di Castelli che in questa vicenda si è palesata. L’impressione è che non si tratti di un unicum nell’Unione di questi anni di declino istituzionale (vedi). Solo che in questo caso il pasticcio è divenuto di pubblico dominio. In breve: prima il consiglio dell’Unione approva (praticamente all’unanimità: 25 voti favorevoli su 28) un ordine del giorno che modifica il menù scolastico introducendo la “giornata vegana” (la chiameremo così per chiarezza). Qualche mese dopo, quando la decisione diventa operativa (dal 3 aprile 2017), è bastata la prima protesta di qualche genitore (assolutamente legittima ed opportuna) e tutti gli amministratori sono caduti dalle nuvole. Accettando di fare retromarcia in gran fretta (saggiamente). Però la domanda sorge spontanea: è con questa leggerezza che si prendono le decisioni? Leggi il seguito di questo post »

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