Possiamo valutare in modo trasparente gli amministratori di FER Srl? E mandarli a casa se incapaci?

2 settembre 2011

A fine luglio ho scritto su facebook che il CdA di FER Srl (l’azienda della Regione Emilia-Romagna che gestisce il servizio ferroviario) in questi anni ha dato “pessima prova” e che dalla qualità del nuovo management si capirà se la Regione intende seriamente rilanciare il servizio ferroviario in Emilia-Romagna (l’attuale CdA, infatti, è scaduto il 30 luglio scorso). Nel rispondermi piccato il segretario del PD dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, osservava: “mi sarei aspettato che tu aggiungessi qualcosa di più “politico”, invece che solo nominalistico”. Chiedere che nei posti di vertice delle aziende pubbliche si mettano persone di qualità (che poi vuol dire competenti e con capacità acclarate) sarebbe dunque “nominalistico”. Una risposta che segna o una grande fragilità della cultura politica o un forte imbarazzo. Sono convinto che l’assemblea dei soci (dominata dalla Regione stessa che detiene il 92% del capitale sociale) oggi si troverebbe un po’ in difficoltà nel sostenere che ai vertici di questa azienda regionale sono stati messi “i migliori” in questo settore. Così anche il PD, principale stakeholder di riferimento (ovviamente secondo la logica politica), prova qualche imbarazzo quando si tratta di misurare la performance dell’azienda e di valutare l’operato degli amministratori di FER Srl. So bene che non è così in tutti i casi di aziende comunali, provinciali o regionali, ma in questo sì. Così almeno mi hanno portato a pensare gli elementi che ho raccolto in due anni da “militante” del comitato degli utenti del servizio ferroviario Vignola-Bologna (vedi). Se come cittadino-utente fossi chiamato ad esprimere un giudizio od un voto in merito al management di FER questo sarebbe di netta insufficienza. Provo a dire perché. Leggi il seguito di questo post »