Lambrusco DOP. Un sasso nello stagno, di Simone Balestri

21 marzo 2015

A poche ore dall’apertura di Vinitaly 2015 (il salone veronese del vino, alla sua 49° edizione, prenderà il via domani, 22 marzo, per terminare il 25 marzo) mi trovo come ogni anno, a riflettere sulla grande forza che il nostro territorio ha nel settore agroalimentare ed enologico. Tra le pagine di questo blog ho più volte raccontato piccole e medie realtà della nostra terra (vedi), che con forza e passione lavorano e si divincolano tra le mille difficoltà che trovano davanti a loro, per portare l’eccellenza della nostra tradizione e cultura gastronomica in giro per il mondo, rendendoci grandi sulle tavole dei grandi.
Molto spesso però, comunicare la Qualità e l’Eccellenza può risultare assai complesso, non certo per mancanza di “contenuto” in bottiglia (mi piace ricordare come il Lambrusco – non solo il Modenese – sia il vino italiano più esportato nel mondo), ma piuttosto perché nella filiera produttiva non tutti i “soggetti” sono ugualmente tutelati: produttore, consumatore … e comunicatore (in questo caso il sommelier). Della grande crescita qualitativa del Lambrusco ho già parlato, ora vorrei provare a spiegarvi il Disciplinare DOP (Denominazione di Origine Protetta), croce e delizia di chi segue i processi produttivi, ma soprattutto una sigla che dovrebbe (condizionale d’obbligo) fornire al consumatore la garanzia di qualità in quanto massima denominazione presente in Europa. Ritengo comunque che le cose non stiano proprio così, quindi andrò con ordine, cercando di essere il più semplice, chiaro e … meno noioso possibile. Leggi il seguito di questo post »

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Vini di montagna a Guiglia. TerraQuilia, bollicine di carattere, di Simone Balestri

16 ottobre 2014

Home_TerraQuiliaHo sempre amato le escursioni tra i boschi, i profumi ed i colori che con l’alternarsi delle stagioni regalano sempre diverse emozioni. Passeggiando tra le nostre montagne (per noi 500 metri sul livello del mare è già “montagna”), in piccole rive intorno a Guiglia tra castagneti e sentieri, troviamo anche vite. Lambrusco Grasparossa, Malbo Gentile, Sangiovese e Cabernet per le uve rosse, ma anche Moscato, Trebbiano di Romagna, Pignoletto, Gewurtztraminer per le uve bianche. Troviamo TerraQuilia. L’amore per la terra, la tradizione ed il vino di Romano Mattioli, imprenditore al di fuori del mondo enologico, ha dato vita negli ultimi anni, ad un progetto che inizialmente, non lo nego, aveva lasciato un poco perplesso anche il sottoscritto e chi mi conosce bene sa che le nuove scoperte e gli azzardi (enogastronomici, s’intende!) sono per me, come un invito a nozze! Andando a trovare Romano, ascoltando le parole di Sergio, cantiniere esperto, degustando i vini e vedendo letteralmente la passione che aleggia in cantina ed in vigna, i dubbi passano. Questa è la storia della mia visita a TerraQuilia ed i suoi “alti Lambruschi” Modenesi. Leggi il seguito di questo post »