Marcovaldo, di Italo Calvino. Riflessioni sulla natura in città

29 novembre 2009

La città non è un bosco! Un paio di volte questa affermazione è risuonata nel corso degli incontri con i cittadini di “Via della partecipazione”. Amos, che ne é l’autore, ha indubbiamente ragione. Con questa affermazione intendeva certamente ordinare gerarchicamente i diritti delle entità coinvolte negli ultimi conflitti urbani: prima i diritti degli esseri umani, dei cittadini, poi quelli degli appartenenti al regno vegetale (tra cui anche i tigli di via Libertà). Ma questa è solo una parte della verità, forse maggioritaria, ma parziale. Perché ogni città è anche un bosco, o meglio: ogni città vive, proprio in quanto città, anche grazie alla presenza di una dotazione significativa di “rappresentanti” del mondo vegetale: fiori, cespugli, siepi, alberi. La qualità della vita dei cittadini nella città dipende cioè anche dalla dotazione di spazi verdi ed, anzi, dalla dotazione del “verde” stesso negli interstizi della città. Al di là dell’esito concreto della vicenda di via Libertà, la mobilitazione dei cittadini – ad esempio con l’iniziativa “Non il mio nome” (vedi) – risulterebbe comunque significativa anche letta come un contributo, piccolo quanto volete, ma tangibile, ad una capacità di guardare alla città con occhi nuovi. Leggi il seguito di questo post »