La nascita del Comitato è il sintomo di una patologia, di Roberto Monfredini

31 Maggio 2012

Ho ricevuto da Roberto Monfredini, del Comitato No Impianto a Biomasse Inalca (vedi), questo testo in cui racconta l’esperienza del comitato e, da quella esperienza, prende spunto per sviluppare alcune considerazioni sulla difficoltà di tutelare il territorio e la qualità della vita (salute inclusa!) dei cittadini che ci vivono contro il “blocco” economico-amministrativo che si è costituito nel tempo. Esprime ragioni e sentimenti che andrebbero presi sul serio dalle autorità locali e spero che possa suscitare un adeguato dibattito.

Una delle osservazioni più frequenti in questi 8 mesi è stata: “ma scusate, volete andare a mangiare la pizza e stare bene … e allora di cosa vi lamentate?” Voce di popolo. Non isolata, ma costante. A volta urlata lungo la strada, con anche apostrofi non proprio bellissimi. Il 30 novembre, nella sala di Castelnuovo [all’assemblea pubblica sulla centrale organizzata dal Movimento 5 Stelle di Castelvetro], avevamo compreso poche cose, ma fondamentali. Il cat 1, il camino di 15 metri, la probabile diossina nell’aria, l’arrivo a Castelvetro di mezzi pesanti con scarti animali dalla Lombardia ed in ipotesi da altre Regioni o Stati e poche altre cose, ma soprattutto la voce del popolo infuriata per la mancanza di informazione, in particolare degli agricoltori e allevatori consorziati di Castelvetro e limitrofi. Un gruppo di coraggiosi  il 16 dicembre si costituisce in comitato. Circa 20 persone. Poi come sempre accade alcuni lasciano altri entrano, il gruppo si salda, si definisce apartitico, stabilisce le gerarchie, prende un codice fiscale … e comincia  il lavoro di opposizione (vedi). Leggi il seguito di questo post »


Doppiezza “morale” nel PD locale

31 gennaio 2012

Chi si è preso la briga di seguire, su questo blog o sui giornali, la vicenda della nomina di Giuseppe Novembre nel consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica dei servizi sociali ha avuto l’occasione di constatare almeno un paio di cose. In primo luogo ha avuto la possibilità di rendersi conto di una decisione che infrange le regole istituzionali. Probabilmente illegittima. Certamente in contrasto con quanto richiesto dallo statuto dell’ASP per poter essere nominati in quel ruolo (Giuseppe Novembre, infatti, non ha la “specifica e qualificata competenza tecnica ed amministrativa” richiesta – però è il segretario dell’organizzazione giovanile locale del PD). A ciò si aggiunge un secondo aspetto non meno rilevante: l’incapacità di giustificare in modo convincente la scelta compiuta. Amministratori e partito hanno perlopiù evitato di intervenire pubblicamente, segnalando un evidente imbarazzo. Caso più unico che raro non hanno reagito neppure di fronte alla critica avanzata dalla Lega Nord sui quotidiani locali il 26 gennaio scorso (vedi), dopo che il “caso” era stato sollevato su questo blog a fine 2011 (vedi) e poi dalla lista di cittadini Vignola Cambia il 21 gennaio (subito dopo la pubblicazione dell’atto di nomina) (vedi). E quando hanno balbettato qualcosa, non per voce di Daria Denti, che pure ha la responsabilità della candidatura, ma di Francesco Lamandini, presidente dell’Unione, non sono risultati affatto convincenti (vedi). La vicenda ha infatti messo in luce una certa afasia istituzionale del PD e dei suoi amministratori locali. O, per dirla diversamente, una certa “doppiezza morale” del PD – senonché non di “morale” si tratta, ma semmai di “etica pubblica”, come minimo, o di violazione della legalità, con ogni probabilità. Leggi il seguito di questo post »