Mettiamo un po’ d’Europa nel nostro dibattito locale?

13 Maggio 2012

Il 9 maggio è la Festa dell’Europa (vedi). In quella data ricorre infatti la proposta di creare un’Europa “organizzata”, avanzata il 9 maggio 1950 da Robert Schuman, allora Ministro degli Affari esteri francese. In qualche comune italiano la si è celebrata con iniziative pubbliche (es. Parma: vedi). Ma non a Vignola. E neppure negli altri comuni dell’Unione Terre di Castelli. L’Europa, sempre più presente nelle nostre vite quotidiane tramite le decisioni del Consiglio europeo o la Banca Centrale Europea, è ancora oggi un tema che non suscita grande interesse nella maggior parte dei cittadini e neppure delle istituzioni locali. Anche se le conseguenze delle decisioni assunte in sede europea sono drammatiche – lo dimostra ciò che sta succedendo in Grecia (vedi). Anche in tema di Europa, il rischio, fortissimo in questo paese, è che gli orientamenti politici in formazione finiscano per soccombere sotto il peso dei sentimenti o di impressioni maturate nel breve periodo, sprovviste della minima base cognitiva per impostare una corretta, per quanto ardua, relazione tra mezzi e fini. In questa situazione ci si potrebbe dunque aspettare qualche iniziativa da parte delle amministrazioni locali (ancor più se governate dal centrosinistra) per dare un po’ più consapevolezza sull’Europa e sulle sfide che essa si trova di fronte. E dire che qualche stimolo è pur stato proposto in passato anche localmente (da consigliere comunale, ad esempio, presentai una mozione, approvata dal consiglio, per “celebrare” appunto la festa dell’Europa, pensando proprio a momenti di dibattito locali: pdf). Ma ci vuole un po’ di capacità di pensiero. Occorre che i politici, anche a livello locale, non siano dei semplici funzionari intenti a “gestire” il potere. Leggi il seguito di questo post »


Dahrendorf, Habermas … Vignola

21 giugno 2009

Questa settimana è stata segnata da diversi avvenimenti, accaduti molto lontano dalla nostra città, ma che possono illuminare una prospettiva di crescita civile vignolese. Il riferimento è alle idee che ci consegnano due grandi intellettuali tedeschi, le cui opere ed il cui pensiero sono però note anche da noi. Il 18 giugno scorso è scomparso Ralf Dahrendorf, sociologo di Amburgo, di orientamento liberale ed anche impegnato in politica, dal 1974 al 1984 direttore della London School of Economics, una delle istituzioni accademiche più prestigiose a livello internazionale nel campo delle scienze sociali. Lo stesso giorno Jürgen Habermas, filosofo e sociologo, erede della “Scuola di Francoforte”, ha compiuto ottant’anni. Proprio Habermas, poco tempo prima, aveva pronunciato un discorso di augurio per l’ottantesimo compleanno di Dahrendorf, l’1 maggio scorso (vedi) – entrambi sono del 1929. Studiosi di prim’ordine ed al contempo intellettuali impegnati, seppure con orientamenti politici diversi. Entrambi dagli anni ’60 ad oggi hanno rappresentato un punto di riferimento per interpretare le trasformazioni delle società occidentali (ed in realtà anche per guidarne la trasformazione). Alcune delle loro idee possono aiutare a comprendere meglio questa particolare fase della storia politico-amministrativa di Vignola (di cui è solo un sintomo la prima esperienza di ballottaggio per la scelta del sindaco). Leggi il seguito di questo post »


I cattolici, il Partito Democratico, l’idea di laicità. Un ragionamento in due mosse

30 marzo 2008

Un partito che include la Bonino e Oddifreddi, da un lato, la Binetti e Bobba dall’altro? Può funzionare? E’ solo una tattica elettorale – quella del partito “pigliatutto” (non è una frase da bar, è una categoria politologica) adattato alla realtà italiana? O c’è invece una visione strategica sull’articolazione del quadro politico e, conseguentemente, anche sul ruolo che le persone con convinzioni religiose possono giocare all’interno di un partito grande (“a vocazione maggioritaria”)? Anche su questo impegnativo tema è stato il Partito Democratico di Walter Veltroni non solo a dare il la alla campagna elettorale, ma anzi ad innescare la ristrutturazione dell’offerta politica. Leggi il seguito di questo post »