Un sasso nello stagno della campagna elettorale/3. Innovare la governance di sociale e sanità

14 aprile 2014

Parlare di sociale e sanità a livello locale non significa solo ragionare su quali politiche fare per dare una risposta a bisogni di assistenza e cura della comunità locale che cambiano con l’invecchiamento della popolazione, la crisi economica prolungata, la presenza di cittadini stranieri tra noi. Ugualmente importante è ragionare sui meccanismi decisionali, ovvero sul funzionamento delle istituzioni che prendono le decisioni su programmi ed allocazione di risorse. E’ il tema della “governance”, visto che da tempo la gestione di servizi sociali e sanitari non è più direttamente gestita e controllata dall’amministrazione comunale. Anche di questo si è parlato mercoledì 9 aprile in occasione del primo dei 4 incontri con i cittadini della “Vignola civica” (vedi). La possibilità di una gestione di sanità e sociale più equa ed attenta ai cittadini passa anche dalla capacità di innovazione nei meccanismi di governance – tema considerato lontano ed oscuro ai più. Se la gestione estemporanea della vicenda dell’ospedale di Vignola e del suo pronto soccorso (vedi) servisse almeno a richiamare l’attenzione sui “buchi” degli attuali dispositivi di governance almeno un effetto positivo l’avrebbe prodotto. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »

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Cambia il Servizio Sanitario Regionale. Mettiamo i cittadini in cabina di regia!

30 novembre 2013

Noi proponiamo un patto con i professionisti della sanità, con gli operatori, con i cittadini”. Sono le parole di Vasco Errani, presidente della giunta regionale dell’Emilia-Romagna, pronunciate ieri durante un intervento improntato all’orgoglio di chi vuol comunque governare il cambiamento pur in un contesto di grandissima difficoltà. Nel corso di un convegno sul forte cambiamento che attende il Servizio Sanitario Regionale a partire dal 2014 (vedi). Non un convegno ordinario, dunque. Il senso politico dell’iniziativa (più di 700 i presenti dal mondo della sanità regionale) era appunto questo: l’annuncio del “patto”, oltre alla delineazione del programma di riorganizzazione. Le anticipazioni erano andate sui quotidiani nei giorni scorsi ed ovviamente i titoli richiamavano le notizie più sensazionali: “chiusura” (in realtà riconversione in “ospedali di comunità”) di 25 dei 61 ospedali della regione. Riconversione di 1.700 posti letto ospedalieri. Unificazione delle centrali del 118 (così da averne solo 3 in tutta la regione) e dei servizi amministrativi delle aziende sanitarie. Azienda USL unica della Romagna. E così via. E’ chiaro che anche Vignola ne sarà toccata (con il suo ospedale, con i suoi servizi). Conviene dunque “guardarci dentro”. Leggi il seguito di questo post »


Cosa succederà alla sanità vignolese? Una mozione di Vignola Cambia ottiene un percorso decisionale trasparente

20 novembre 2012

Alzi la mano chi sa cosa prevede il Piano Attuativo Locale (PAL) 2011-2013 per l’ospedale di Vignola e per la sanità del nostro distretto. Lo so, non ne sa niente nessuno (intanto nel 2011 sono già stati tagliati 10 posti letto per acuti: vedi) – tranne pochi addetti ai lavori. E cosa succederà ai servizi sanitari del distretto di Vignola dopo lo tsunami della cosiddetta spending review (decreto legge n.95/2012) e affini? Al momento non si sa, anche se all’Azienda USL di Modena sono già al lavoro per ridurre la spesa, con soluzioni che probabilmente toccheranno non solo il back office, ma anche la “prima linea” dei servizi erogati ai cittadini. L’assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti, ha comunicato che la sanità regionale riceverà nel 2013 260 milioni di euro in meno rispetto al fabbisogno. E se, come prevede la norma di legge da poco approvata, ci si dovrà attestare ad una dotazione di 3,7 posti letto per mille abitanti, per l’Emilia-Romagna vorrà dire un taglio di 2.543 posti letto. Secondo le prime stime 600 di questi riguardano la sanità bolognese. E Modena? E Vignola? Leggi il seguito di questo post »


Il servizio sociale professionale tra ASP e Unione Terre di Castelli. La posta in gioco

16 settembre 2009

Proprio a metà agosto sulla stampa locale (prima sulla Gazzetta di Modena del 12 agosto, poi L’Informazione di Modena del 14 agosto) è apparsa una notizia di quelle che i più considerano poco comprensibili ed irrilevanti. Vi si riportava la protesta della CGIL di Vignola per un atto assunto dal Comitato di Distretto (l’organo politico della governance socio-sanitaria locale) che prevede il trasferimento del “servizio sociale professionale” (ovvero delle assistenti sociali) dall’Azienda di Servizi alla Persona (ASP) “G.Gasparini” all’Unione Terre di Castelli. Già questo incipit corre il rischio di smarrire i pochi lettori potenzialmente interessati. Si parla in effetti di organizzazione, di tutto quello che avviene nella zona di back-office e che dunque in genere interessa assai poco il cittadino. Il tema, però, è di grande rilevanza per l’impatto che una tale decisione può avere sulla performance sul sistema sociale (e socio-sanitario) locale. Per quanto le vicende di “ingegneria” istituzionale ed organizzativa risultino poco attraenti in questo paese della creatività e della fantasia, esse sono terribilmente serie perché cristallizzano incentivi e vincoli che guidano l’agire delle amministrazioni secondo modalità più o meno virtuose, ovvero verso performance più o meno brillanti. Lo stesso avviene anche per l’assetto dei servizi sociali – per questo è opportuno “guardarci dentro”. Leggi il seguito di questo post »