A Bologna una mostra straordinaria riunisce gli elementi dispersi del Polittico Griffoni di Francesco Del Cossa ed Ercole de’ Roberti

31 maggio 2020

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Fu dipinto da Francesco Del Cossa ed Ercole de’ Roberti, ferraresi, tra il 1470 ed il 1472 per la cappella della famiglia Griffoni nella basilica di San Petronio a Bologna – è il polittico Griffoni, una composita pala d’altare composta da ben 21 tavole, alta più di 3 metri e larga 2 metri e sessanta. Nel 1725 la cappella passò a monsignor Pompeo Aldrovandi, venne ristrutturata in stile barocco, il polittico tolto (non rispondeva più ai gusti dell’epoca), infine smembrato e destinato alla casa di campagna della famiglia a Mirabello (FE), gli elementi infine venduti nel corso dell’Ottocento quando i dipinti dei cosiddetti “Primitivi” (gli artisti italiani del ‘300 e ‘400) erano fortemente ricercati in Gran Bretagna e nel resto d’Europa. Dal 18 maggio, per la prima volta da trecento anni, gli elementi che lo compongono sono stati riuniti in uno stesso luogo – l’area espositiva di Palazzo Fava nel cuore di Bologna (vedi). Lì può essere ammirato per circa 5 mesi (la mostra, promossa da Genus Bononiae, doveva inaugurare il 12 marzo ed è stata sospesa; ora viene prolungata fino all’autunno). Riunire ciò che è stato disperso dalle vendite d’arte degli ultimi secoli – questa l’idea “inattuale” perseguita, come ricorda Mauro Natale, uno dei curatori. Straordinaria iniziativa. Leggi il seguito di questo post »