Il PD locale fa finta di non conoscere l’abc delle istituzioni

7 dicembre 2011

Per comprendere l’identità di un soggetto è importante guardare a quello che fa, oltre a quello che dice. Con la vicenda della nomina di Giuseppe Novembre (studente universitario e segretario dell’organizzazione giovanile del PD dell’Unione Terre di Castelli) nel consiglio di amministrazione dell’ASP G.Gasparini, di cui ho parlato di recente (vedi), abbiamo la possibilità di vedere entrambe le cose: un’azione (la nomina di una persona in una carica pubblica) e un discorso, ovvero il modo in cui, dopo che la nomina è stata resa pubblica e criticata su questo blog (vedi), il PD ha provato a giustificarla (riuscendo però solo a manifestare imbarazzo). Azione e parole ci confermano che c’è un problema di “senso delle istituzioni” nel PD e nei suoi amministratori, almeno a livello locale. Il tema è troppo importante per lasciarlo cadere. Anche perché, con le considerazioni svolte, mi trovo in perfetta assonanza con quanto detto poco tempo fa da Michele Salvati, economista, già parlamentare dell’Ulivo e, soprattutto, principale “padre teorico” del Partito Democratico (oggi un po’ disilluso, per la verità, nei confronti di questa creatura). Certo, pensare di far sviluppare il “senso delle istituzioni” in un partito italiano, anche si chiami PD, suona un po’ come una mission impossible. Sarà che sono cocciuto – oltre che convinto degli argomenti messi in campo – ma non demordo. Anche perché si tratta di mettere a punto una “grammatica delle istituzioni” ed anche episodi come questo, soprattutto perché controversi, possono aiutare a fare passi avanti a livello di consapevolezza collettiva e di prassi comune. Leggi il seguito di questo post »


Suggerimenti al PD di Vignola: due cose da cambiare

27 maggio 2009

Piuttosto che nei piccoli o grandi eventi, l’identità di un partito si vede dalle routines, dai comportamenti quotidiani. Io ritengo importante il ruolo che i partiti giocano in un sistema democratico. Penso però anche che alcune delle critiche ad essi rivolte colpiscano nel segno. Ho cercato di contribuire, assieme ad altri, per fare del PD un partito in grado di interpretare in modo nuovo il “fare politica”. Ci sono però ancora diverse cose da mettere a posto, anche a livello locale. Vorrei suggerire, ad esempio, una più netta distinzione tra ruoli “istituzionali” e ruoli di partito. Non mi sembra opportuno che in alcune persone questi si sovrappongano. Penso, innanzitutto, alle persone nominate negli organi direttivi della Fondazione di Vignola e che al tempo stesso fanno parte degli organi dirigenti del PD. Vorrei suggerire anche, inoltre, una maggiore coerenza tra le regole che ci si dà ed i comportamenti che poi si adottano. Mi riferisco, ad esempio, alla “questione di genere”, ovvero alla norma dello statuto del PD che prevede parità tra uomini e donne in tutti gli organi dirigenti. Mi chiedo perché il PD di Vignola ha scelto consapevolmente di violare quella norma. Leggi il seguito di questo post »