Nel nuovo statuto dell’Unione le liste civiche chiedono più potere ai cittadini

21 febbraio 2014

Parlare del nuovo Statuto dell’Unione Terre di Castelli significa occuparsi di faccende “di Palazzo”? No. Non è così. Nonostante lo scarso appeal che hanno le questioni relative alle norme ed all’ingegneria istituzionale, c’è una posta in gioco importante nelle modifiche che si stanno approntando per la nuova versione dello Statuto. Non è dunque solo la governance dell’Unione, ovvero le modalità decisionali della giunta, il rapporto tra giunta e consiglio, la composizione del consiglio – temi fondamentali per garantire un buon funzionamento della macchina politico-amministrativa (e su cui si sono accesi scontri feroci, purtroppo anche sintomo di un “malessere” ignorato per troppo tempo: vedi). C’è dell’altro. Ed è frutto dell’azione delle liste civiche, più sensibili al tema dell’empowerment dei cittadini. Vediamo. Leggi il seguito di questo post »

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Comitati di cittadini per la qualità dei servizi pubblici, come quelli erogati da Hera Spa. Anche senza il permesso di Lamandini

28 luglio 2013

Il comitato? Mah, dico solo che i sindaci sono eletti dai cittadini, quindi li rappresentano. Anche nei rapporti con Hera, con cui dialoghiamo ogni giorno tranquillamente” – sono parole di Francesco Lamandini, sindaco di Spilamberto e assessore alle “politiche integrate per l’ambiente” dell’Unione Terre di Castelli (riportate su Il Resto del Carlino del 16 luglio scorso: pdf). Sono parole di risposta alla proposta, avanzata dal consigliere comunale PD di Spilamberto Umberto Costantini, di istituire un comitato degli utenti che si rapporti direttamente con Hera. Sono parole, soprattutto, che evidenziano il deficit di cultura politica che oggi caratterizza il PD ed i suoi amministratori – ci fosse bisogno di ulteriori prove! Vediamo perché. Leggi il seguito di questo post »


Ferrovia Vignola-Bologna: l’anno che verrà

21 ottobre 2012

Settimana intensa, questa, per l’associazione degli utenti della ferrovia Vignola-Bologna (vedi). Lunedì 15 ottobre, ore 17, riunione con TPER e FER presso la Provincia di Bologna. Incontro convocato dal vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi, su nostra richiesta per ottenere un rapido cambio di rotta dopo un mese di servizio disastroso (vedi). Giovedì 18 audizione in IV commissione consiliare, sempre in Provincia a Bologna, assieme agli altri “comitati degli utenti” per fare il punto sul servizio ferroviario regionale, per la parte attestata su Bologna. Seppure convocati con finalità diverse i due incontri ci hanno permesso di chiedere con forza un servizio di qualità e di ribadire alcune convinzioni che ci siamo fatti in questi tre anni di lotta in difesa degli utenti. Hanno anche consentito di ottenere – finalmente! – qualche impegno preciso di miglioramento del servizio da parte delle due aziende coinvolte, TPER e FER. Impegno tutto da monitorare con grande determinazione, certo, ma comunque importante. E’ stata anche l’occasione per avere un po’ di informazioni sulle prossime evoluzioni, su quello che succederà sulla linea nel 2013. Vediamo dunque. Leggi il seguito di questo post »


I diritti presi sul serio: un treno accessibile per i disabili

7 ottobre 2012

Il tema dell’accessibilità dei mezzi pubblici a chi si muove in carrozzina non può essere lasciato cadere. E’ una questione di civiltà. Oggi il servizio ferroviario Vignola-Bologna non è accessibile ai disabili. Per diversi “ostacoli” presenti. E che, in realtà, permangono da quando la linea è stata riattivata, nel settembre 2003. Da allora pochi passi in avanti sono stati compiuti per consentire una piena accessibilità. Un miglioramento significativo si era avuto da settembre 2011, quando sulla linea sono stati messi in funzione solo nuovi treni ATR220, accessibili a chi si muove in carrozzina. Ma un anno dopo la situazione è di nuovo cambiata! Si procede con il … passo del gambero (vedi)! Il rimettere in circolazione i vecchi treni ha di nuovo introdotto una barriera insormontabile. Altre barriere rimangono in alcune stazioni – in primo luogo Bazzano e Crespellano, dove l’ascensore per l’accesso al secondo binario non è mai stato messo in funzione e dove, ancora oggi, l’azienda regionale che gestisce il servizio ferroviario (FER Srl) si rifiuta di prendere sul serio il problema. Comunque, ecco qui una testimonianza di una persona disabile. Leggi il seguito di questo post »


Chi ha paura dell’audit civico?

10 luglio 2011
Sono uno dei soci fondatori dell’associazione “In prima classe per Bologna-Vignola”, l’associazione degli utenti della ferrovia Bologna-Vignola costituita nel giugno 2009 (vedi). E come pendolare sperimento quotidianamente lo stato di disservizio delle ferrovie regionali, gestite da FER Srl (vedi) – non che quelle gestite da Trenitalia vadano meglio, anzi. Comprensibilmente, all’associazione sta particolarmente a cuore il tema della qualità del servizio ferroviario e per questo ha proposto oramai un anno fa a FER Srl di istituire un sistema congiunto, azienda-cittadini, di controllo della qualità. Più precisamente la proposta riguarda l’istituzione dell’audit civico, un sistema di valutazione dei servizi pubblici che coinvolge direttamente i cittadini. Si tratta di una metodologia messa a punto da Cittadinanzattiva (vedi) e che è già applicata da anni in sanità, seppure con esiti non sempre soddisfacenti (dirò dopo il perché). L’azienda regionale ha declinato l’invito, senza neppure fornire una spiegazione. La Regione Emilia-Romagna, a cui abbiamo sottoposto il progetto, tace anch’essa. Alcuni consiglieri regionali del PD, in risposta ad una missiva inviata a tutti i 50 consiglieri dell’Assemblea legislativa, hanno incontrato una rappresentanza dell’associazione dimostrando un iniziale interessamento (ed apprezzamento) e poi non si sono più fatti vivi. L’associazione degli utenti, dopo 6 mesi, sta ancora aspettando una risposta in merito alla proposta di sperimentare la metodologia dell’audit civico sulla linea ferroviaria Vignola-Bologna. Oggi la politica va così. Eppure ci sarebbero buone ragioni per sperimentare un nuovo sistema di controllo della qualità del servizio, visto il fallimento di quelli sin qui usati. Paradossalmente, inoltre, il disegno di legge su “trasparenza e valutazione dell’efficienza e del rendimento delle strutture pubbliche” (ddl n.746 della XVI legislatura presentato da Pietro Ichino, senatore PD, assieme ad Anna Finocchiaro, capogruppo del PD in Senato, e ad altri: pdf) è stato introdotto riconoscendo che i “controlli interni” non sono in grado di generare i cambiamenti attesi nella pubblica amministrazione italiana, per cui sono invece necessari “controlli esterni”, tra cui l’audit civico (vedi anche la valutazione di Labsus sul disegno di legge Ichino-Brunetta: vedi). Quello che il PD propone in Parlamento (e che non può realizzare in quanto minoranza), si guarda bene dall’attuarlo in Regione, dove invece è al governo. Singolare esempio di (in)coerenza. Comunque sia, pur senza la collaborazione di FER Srl e della Regione Emilia-Romagna, il primo caso di “audit civico ferroviario” avrà presto luogo, proprio sulla linea Vignola-Bologna. E’ giustificato questo timore o comunque questo disinteresse che Regione ed azienda ferroviaria regionale (di proprietà della Regione stessa per circa il 92% del capitale sociale) mostrano verso il coinvolgimento dei cittadini nel controllo della qualità del servizio? Vediamo. Leggi il seguito di questo post »

I diritti negati degli utenti nei servizi pubblici (anche dal PD)

30 dicembre 2010

Un’amica mi informa delle tribolazioni della figlia al corso di laurea in psicologia dell’Università di Parma. A corto di fondi l’Università ha cancellato 3 dei 4 corsi del primo semestre, spostandoli al secondo semestre. Gli studenti saranno così chiamati a frequentare un corso nel primo semestre, contro i sette del secondo. La stessa situazione si rifletterà sugli esami da tenere. Una scuola media superiore di Bologna ha organizzato un sistema di prenotazione online dei colloqui tra genitori ed insegnanti. Tecnicamente assai funzionale (offre strumenti di prenotazione anche per le famiglie offline), il sistema risulta un disastro dal punto di vista organizzativo: fatto 100 i genitori che intendono prenotare i colloqui online, i “posti” disponibili sono solo 60. Più di un terzo dei genitori, dunque, non riesce a prenotare i colloqui. A chi segnala il problema, il dirigente scolastico neppure risponde. Come utente della ferrovia Vignola-Bologna (gestita da FER Srl, azienda il cui capitale sociale è detenuto dalla Regione Emilia-Romagna al 92%) ho sperimentato oramai ogni possibile forma di disservizio. La cosa che più stupisce, però, è che nel corso degli ultimi anni non si registra alcun miglioramento della qualità (vedi). Sono tre esempi, presi dalla vita quotidiana, di “aziende” od “istituzioni pubbliche” poco o per nulla attente ai “diritti” dei propri utenti. E che continuano con tale comportamento indifferente ai diritti degli utenti con assoluto senso di impunità. Su questo fronte si manifesta indubbiamente uno dei più evidenti sintomi di arretratezza del nostro paese. Servizi (pubblici) inefficienti. Inesistente possibilità di sanzione. Tutto ciò genera un grande senso di frustrazione. Il fatto, però, è che neppure in Emilia-Romagna, regione da sempre amministrata dalla sinistra, si percepisce da chi governa regione ed enti locali una tensione ad affrontare con serietà il problema, mettendo in campo soluzioni efficaci. L’impressione è che il PD sconti qui un’arretratezza culturale – ed una incapacità di elaborare il tema (un deficit più ampio, in verità, come avverte da tempo Salvatore Biasco: vedi). Leggi il seguito di questo post »