Buone pratiche al comune di Vignola: indagine di customer satisfaction sulla biblioteca

19 novembre 2016

Va dato merito all’assessore Monica Maisani di aver introdotto questa buona pratica nel comune di Vignola: il coinvolgimento degli utenti nella valutazione della qualità dei servizi (indagini di customer satisfaction). La prima esperienza venne effettuata nel 2015 relativamente allo Sportello Uno (il front office del servizio anagrafe e di altri servizi comunali – qui la relazione con i risultati, allegata alla delibera di giunta n. 168 del 28 dicembre 2015: pdf). Quest’anno l’indagine ha invece riguardato la biblioteca comunale Francesco Selmi-Auris. E’ giusto che questa iniziativa non passi inosservata perché è il segno, ancora limitato, ma presente, di una piccola “rivoluzione” che dovrebbe riguardare i servizi pubblici: sempre coinvolgere gli utenti nella valutazione e miglioramento della qualità (e dove possibile anche nel controllo/supporto della gestione). D’altro canto sono norme di questo tipo che le liste civiche del territorio sono riuscite a far inserire nello Statuto dell’Unione Terre di Castelli nella passata legislatura (vedi). Ed è questo – merita di essere rimarcato – un punto di debolezza del PD su cui, se il partito fosse vitale (ed a livello locale non lo è: vedi), dovrebbe impegnarsi nella famosa “mobilitazione cognitiva” (vedi). Per la tutela dei “consumatori” (o utenti di servizi pubblici) non è spesa neppure una parola nel Manifesto dei valori del PD nazionale – come rilevò a suo tempo Giacomo Vaciago (vedi).
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